Castrezzato

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Castrezzato
comune
Castrezzato – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Gabriella Lupatini (Il Popolo della Libertà - Lega Nord) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°31′00″N 9°59′00″E / 45.516667°N 9.983333°E45.516667; 9.983333 (Castrezzato)Coordinate: 45°31′00″N 9°59′00″E / 45.516667°N 9.983333°E45.516667; 9.983333 (Castrezzato)
Altitudine 125 m s.l.m.
Superficie 13 km²
Abitanti 7 086[1] (30-11-2013)
Densità 545,08 ab./km²
Frazioni Bargnana, Campagna, Monticelle, Barussa
Comuni confinanti Castelcovati, Chiari, Coccaglio, Comezzano-Cizzago, Rovato, Trenzano
Altre informazioni
Cod. postale 25030
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017045
Cod. catastale C332
Targa BS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti castrezzatesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castrezzato
Posizione del comune di Castrezzato nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Castrezzato nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Castrezzato (Castrezàt in dialetto bresciano[2][3]) è un comune italiano di 7 086[1] abitanti della provincia di Brescia, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Castrezzato si trova nella Bassa Bresciana occidentale. Il territorio è pianeggiante ed è attraversato a settentrione dalle rogge Trenzana e Castrina.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origine del nome

Secondo il Mazza (1986), il toponimo deriverebbe dal latino castrum per la presenza di un castello medievale, oppure dal personale romano Castricius rinvenibile su alcune lapidi longobarde[4].

In epoca romana, il territorio appartenne al pagus raggruppante Chiari, Cologne e Rovato[4]. In seguito dipese dalla pieve di Coccaglio. Il borgo si sviluppò all'interno di un castrum per la difesa degli abitanti[4].

Durante una delle tante guerre che caratterizzarono il territorio bresciano nel XII secolo, il castello andò distrutto. Fu riedificato nel 1205 per ordine del comune di Brescia, che concesse anche privilegi ed immunità a motivo dei quali il borgo fu chiamato Castelfranco. Il fortilizio fece parte di una linea di difesa della repubblica comunale bresciana che si estese, fra il XII e il XIII secolo, da Iseo a Quinzano[4].

Le mura difensive del castello furono donate al comune dalle famiglie nobili che ne erano proprietarie; avendo però perduta l'originaria funzione, andarono in rovina e i fossati furono riempiti per farne strade. La viabilità odierna, caratterizzata da una circonvallazione esagonale, ricorda l'originario sistema di fortificazione[4].

Nel 1701, durante la Battaglia di Chiari, il borgo fu saccheggiato dalle truppe francesi e spagnole[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa dei santi Pietro e Paolo: è la parrocchiale. Fu eretta tra il 1750 e il 1764, in posizione prossima all'antica chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli, e fu consacrata nel 1785. All'interno, accanto alla Sacrestia, si trova la Cappella del Suffragio. Contiene affreschi attribuiti a Pietro Scalvini e dipinti di Lodovico Gallina, Antonio Guadagnini, Sante Cattaneo, Giuseppe Teosa, Giacomo Bondioli. L'altare maggiore è opera dei tagliapietre di Rezzato[5].
  • Chiesa di San Pietro: risale al 1102 e sorge sulle rovine di un antico castello[5];
  • Chiesa di San Lorenzo: riedificata nel 1737, contiene affreschi di Pietro Scalvini[5];
  • affresco di via Battisti: posto all'inizio della strada, ricorda l'apparizione con la quale, nel 1378, sant'Antonio, scortato da angeli armati, avrebbe messo in fuga l'esercito visconteo capitanato da Giovanni Oldofredi.
  • Villa Torri: ottocentesca, con ampia facciata sul fronte strada e, verso il giardino, portichetto sormontato da una loggia.
  • edificio del Cinquecento-Seicento (a sud del paese, all'incrocio tra Via X Giornate e Via XXIV maggio): costruzione rettangolare rimaneggiata nei secoli successivi le cui fondamenta, secondo il Mazza (1986), potrebbero risalire al Quattrocento[6].
  • Castello: dell'antico fortilizio resta solo la torre, trasformata in campanile.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1 407 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Persone legate a Castrezzato[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

La viabilità ricorda l'originario sistema di fortificazione: come riportato dal Mazza (1986), il Lechi segnalava come la strada di circonvallazione, composta dalle attuali via Dieci Giornate, via Dante Alighieri, via Circonvallazione Nord e via Vittorio Alfieri, era caratterizzata da una forma esagonale analoga a quella di una piccola cittadella murata[4].

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Bargnana;
  • Campagna;
  • Monticelle;
  • Barussa.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Dal 1932 al 1956, Castrezzato è stata servita dalla ferrovia Cremona-Iseo.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1984 1990 Angelo Gabriele Manenti DC Sindaco
1990 1999 Pierluigi Treccani PSI poi civica di centrosinistra Sindaco
1999 2004 Enrico Corna civica di centrodestra Sindaco
2004 2009 Pierluigi Treccani civica di centrosinistra Sindaco
2009 (2014) Gabriella Lupatini PDL-LN Sindaco
2014 (corrente) Gabriella Lupatini Forza Italia Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 2 aprile 2014.
  2. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 180.
  4. ^ a b c d e f Mazza (1986), op. cit., p. 190
  5. ^ a b c d Mazza (1986), op. cit., p. 191
  6. ^ Mazza (1986), op. cit., p. 190-191
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Mazza, Il Bresciano - Volume IV. La pianura, Bergamo, Bortolotti, 1986, pp. 190-191. ISBN non esistente.

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