Calcinato

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Calcinato
comune
Calcinato – Stemma
Calcinato – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Marika Legati (Il Popolo della Libertà-Lega Nord) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°27′29.16″N 10°24′52.56″E / 45.4581°N 10.4146°E45.4581; 10.4146 (Calcinato)Coordinate: 45°27′29.16″N 10°24′52.56″E / 45.4581°N 10.4146°E45.4581; 10.4146 (Calcinato)
Altitudine 171 m s.l.m.
Superficie 33,39 km²
Abitanti 12 871[1] (31-10-2013)
Densità 385,47 ab./km²
Frazioni Calcinatello, Ponte San Marco
Comuni confinanti Bedizzole, Castenedolo, Castiglione delle Stiviere (MN), Lonato del Garda, Mazzano, Montichiari
Altre informazioni
Cod. postale 25011
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017032
Cod. catastale B394
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti calcinatesi
Patrono san Vincenzo
Giorno festivo 22 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calcinato
Posizione del comune di Calcinato nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Calcinato nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Calcinato (Calsinàt in dialetto bresciano[2]) è un comune di 12 871 abitanti[1] della provincia di Brescia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Calcinato è situato in quella fetta di terra bresciana incastonata tra le prealpi, l'anfiteatro morenico esterno del lago di Garda, e l'inizio della pianura padana ad una quota media di 164 m s.l.m.

Dalla pianeggiante campagna si distinguono due rilievo collinari: quello a sud, più scosceso, ospita il nucleo storico del paese, mentre quello a settentrione è caratterizzato da coltivazioni. Il territorio è attraversato dal fiume Chiese, che passa ad ovest dei due rilievi, separando la frazione di Calcinatello dal capoluogo.

Il comune confina, per poche decine di metri, con quello di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Stando al Mazza, il toponimo deriverebbe da Calcina, indicando quindi la qualità del terreno. Nel XIII secolo è attestato l'uso di Calzinado[3].

Calcinato sorse su un'antica strada romana, come attestano i ritrovamenti di epigrafi delle quali una dedicata al dio Apollo[3].

Epoca medievale[modifica | modifica sorgente]

In epoca alto-medievale, parte del territorio fu posseduto dall'Abbazia benedettina di Nonantola che lo cedette al Monastero di Santa Giulia nell'813. I benedettini ebbero il merito di avviare le prime opere di bonifica e di canalizzazione del territorio. Anche l'abbazia di Acquanegra possedette diversi beni. I benedettini[3].

Il Castello era posto sulla collina e si ignora il momento di edificazione. Il 9 agosto 1201 fu teatro della lotta fra gli esuli ghibellini cremonesi e i guelfi bresciani che vide soccombere i secondi. Dopo la caduta della signoria bresciana di Pandolfo III Malatesta (1419), il fortilizio fu occupato dal Carmagnola al comando di forze fedeli ai Visconti[4]. Un'epigrafe nel palazzo del municipio ricorda il passaggio del condottiero poi reso celebre da Alessandro Manzoni.

Epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1426, il comune passò alla Repubblica di Venezia che lo assegnò inizialmente alla quadra di Ghedi e poi a quella di Rezzato[5]. Nel 1481, il capocomune di allora, Giovanni Maestri, chiese e ottenne che la chiesa fosse staccata dalla pieve di Pontenove e fosse eretta a collegiata, offrendo in cambio una casa al prevosto e ai canonici e l'acqua per irrigare il beneficio ad essa annesso.

Nel 1483 il castello fu occupato dal duca Alfonso di Calabria durante gli eventi della guerra di Ferrara, poi scacciato nella primavera seguente dalla forze della Serenissima[6].

Nel XV secolo, la storia calcinatese fu caratterizzata da alcuni scontri con altri comuni e con Brescia:

  • nel 1523, fu ucciso un conestabile del podestà bresciano durante una sommossa popolare;
  • nel 1528 e 1548, fu contestato l'uso delle acque irrigue da parte dei comuni vicini, in particolare del Naviglio[6].

Secondo il Catastico bresciano di Giovanni da Lezze (1610) il comune era retto da ventiquattro consoli, ovvero due consoli per ogni mese, eletti dalla vicinia ed aveva il giuspatronato sul convento dei Frati minori di Calcinatello istituito nel 1479 attorno alla chiesa di Santa Maria delle Grazie[5].

Il Settecento si aprì con il coinvolgimento del paese nella guerra del Monferrato. Nel 1704), fu occupato dalle forze franco-spagnole di Vendome che il 19 aprile 1706 si scontrarono con le forze imperiali comandate dal conte Roventhan.

Il complesso conventuale di Calcinatello fu chiuso nel 1769. Ad eccezione della chiesa, l'intero complesso fu ceduto undici anni dopo[6].

Epoca pre-unitaria[modifica | modifica sorgente]

Al termine del XVIII secolo, Calcinato seguì le vicende del Territorio bresciano. Nel 1796, Napoleone Bonaparte soggiornò a casa dei nobili Briggia poco prima della Battaglia di Lonato[6]. Con l'istituzione della Repubblica bresciana (marzo 1797), il paese entrò a far parte del Cantone dei colli[7].

A seguito dell'inglobamento dell'effimera repubblica in quella cisalpina (novembre 1797), il comune fu assegnato al Dipartimento del Benaco all'interno del quale fece distretto a sé. Con la Legge 21 vendemmiale anno VII (12 ottobre 1798), il comune fu assegnato al Distretto dei Colli del Dipartimento del Mella[7].

Dopo il riassetto della Repubblica Cisalpina (maggio 1801), il comune fu ribattezzato Calcinato con Calcinatello e fu incorporato nel Distretto I di Brescia del dipartimento del Mella[7] e in tale posizione si mantenne anche durante la napoleonica Repubblica Italiana. L'8 giugno 1805, nella riorganizzazione del Regno d'Italia, fu assegnato al Distretto I, di Brescia, a sua volta appartenente al cantone IV, avente medesimo capoluogo. Fu inoltre definito comune di seconda classe, grazie ai suoi 3076 abitanti. Nel 1810 passò al Cantone V di Montichiari[7].

Assegnato al Regno Lombardo-Veneto dal Congresso di Vienna (1815), il comune fu inserito all'interno del distretto IV di Montichiari della nuova provincia di Brescia[8].

Dopo l'Unità d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Dopo gli eventi della seconda guerra di indipendenza italiana (1859), il comune fu assegnato al mandamento II di Montichiari a sua volta appartenente al Circondario V di Castiglione della nuova provincia di Brescia[9].

Si svilupparono le attività industriali soprattutto quelle relative alla tessitura, grazie anche alla presenza della seriola Calcinata. Nel 1875 fu fondato l'ospizio degli anziani, mentre cinque anni dopo fu aperto l'asilo. Nel 1885 il professor Bianchini aprì una scuola di istruzione presso il Mutuo Credito[6].

La filanda, al posto della quale oggi sorge il palazzo del Municipio, era di proprietà di Cesare Baletti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Vincenzo[modifica | modifica sorgente]

Veduta posteriore della chiesa di San Vincenzo

Chiesa parrocchiale di Calcinato. È dedicata a San Vincenzo, diacono e martire di Saragoza.

Sorge in posizione panoramica sulla sommità del colle attorno al quale si sviluppa il paese, all’interno dell’antico recinto fortificato del borgo.

I capi famiglia del comune ne deliberarono la costruzione il 24 maggio 1790. Il progetto fu affidato all'architetto comasco Pietro Antonio Cetti che diresse la demolizione dell'antica chiesa ed i lavori della nuova. Nel 1814 Cetti morì, per cui fu necessario chiamare l'architetto Rodolfo Vantini al fine di completare l'opera. L'artista bresciano vi lavorò dal 1831 al 1846.

Notevoli le cinque statue in pietra di Botticino (1846) dell'Emanueli sulla facciata. All'interno, sono presenti una pala maggiore di fine Settecento ed opera di Sante Cattaneo ed un Cristo Risorgente, opera di Paolo Farinati (1582), collocato nella pregevole Cappella del Santissimo.

Chiesa di Santa Maria[modifica | modifica sorgente]

È la chiesa parrocchiale della località di Calcinatello.

Nacque attorno all'anno mille in qualità di chiesa campestre. Nel 1479 divenne chiesa conventuale dei frati minori di Sant'Antonio.

Riedificata attorno alla metà del Settecento, con l'intervento di Paolo Soratini, fu eretta in parrocchia nel 1889.

All'interno è presente una pala ad opera di Antonio Dusi (1759) e raffigurante la Madonna con San Francesco e le anime purganti.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

Palazzo del Municipio[modifica | modifica sorgente]

Sede delle attività del consiglio comunale e di un paio di organizzazioni territoriali, il palazzo risale al XIV secolo[senza fonte] ed è uno dei più antichi del paese[senza fonte].

Nella Sala del mappamondo vi è un soffitto dipinto nel XVII secolo[senza fonte] con la raffigurazione delle terre conosciute in quel tempo. La sala che ospita l'ufficio del sindaco reca i segni del passaggio degli uomini del conte di Carmagnola, ricordato anche da un'epigrafe posta dagli abitanti di Calcinato all'ingresso del palazzo nel 1569.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]


Popolazione residente al 31.12.2007 Maschi n. 6174 - Femmine n. 6012 - Totale n. 12186 di cui 2091 stranieri.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2.447 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Patroni S. Vincenzo, patrono della parrocchia di Calcinato (22 gennaio); SS. Faustino e Giovita, patroni della parrocchia di Ponte S. Marco (15 febbraio); S. Germano, patrono della comunità civile di Calcinato (1º maggio); S.V. Maria, patrona della parrocchia di Calcinatello (8 settembre); Annunciazione della beata Vergine Maria patrona della frazione Prati (ottava dopo Pasqua); S. Francesco d'Assisi, patrono della frazione del Costiolo, con la tradizionale benedizione degli animali.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Calcinato[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Ponte San Marco è attraversato dalla ex strada statale 11 Padana Superiore, mentre l'autostrada A4 Milano - Venezia separa la frazione dal capoluogo. La strada provinciale 28 collega quest'ultimo a Montichiari e a Mocasina, frazione di Bedizzole.

Ponte San Marco è attraversato inoltre dalla linea ferroviaria Milano-Venezia ed è servito dalla fermata di Ponte San Marco-Calcinato.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1995 Angiolino Goglioni Democrazia Cristiana Sindaco [11][12]
1995 2004 Pierangelo Crottogini lista civica di centrosinistra Sindaco [13][14]
2004 2009 Angiolino Goglioni lista civica di centrodestra Sindaco [15]
2009 in carica Marika Legati Il Popolo della Libertà-Lega Nord Sindaco [16]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 24-3-2014.
  2. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  3. ^ a b c Mazza (1986), op. cit., p. 279
  4. ^ Mazza (1986), op. cit., pp. 279-280
  5. ^ a b LombardiaBeniculturali - Comune di Calcinato (sec. XIV - 1797). URL consultato il 9 agosto 2010.
  6. ^ a b c d e Mazza (1986), op. cit., p. 280
  7. ^ a b c d LombardiaBeniculturali - Comune di Calcinato con Calcinatello (sec. 1797 - 1815). URL consultato il 9 agosto 2010.
  8. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Calcinato (sec. 1816 - 1859). URL consultato il 9 agosto 2010.
  9. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Calcinato (sec. 1859 - [1971]). URL consultato il 9 agosto 2010.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 15 marzo 2014.
  12. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 15 marzo 2014.
  13. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 15 marzo 2014.
  14. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 15 marzo 2014.
  15. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 15 marzo 2014.
  16. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 15 marzo 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Mazza, Il Bresciano - Volume IV. La pianura, Bergamo, Bortolotti, 1986, pp. 279-280. ISBN non esistente.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]