Remedello

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Remedello
comune
Remedello – Stemma Remedello – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Francesca Ceruti (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°16′45″N 10°22′22″E / 45.279167°N 10.372778°E45.279167; 10.372778 (Remedello)Coordinate: 45°16′45″N 10°22′22″E / 45.279167°N 10.372778°E45.279167; 10.372778 (Remedello)
Altitudine 47 m s.l.m.
Superficie 21,60 km²
Abitanti 3 371[1] (31-10-2013)
Densità 156,06 ab./km²
Frazioni Remedello Sopra, Remedello Sotto
Comuni confinanti Acquafredda, Asola (MN), Casalmoro (MN), Fiesse, Gambara, Isorella, Visano
Altre informazioni
Cod. postale 25010
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017160
Cod. catastale H230
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti remedellesi
Patrono San Lorenzo (Remedello Sopra), san Donato (Remedello Sotto)
Giorno festivo 6 agosto (San Donato), 10 agosto (San Lorenzo)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Remedello
Posizione del comune di Remedello nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Remedello nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Remedello (Remedél in dialetto bresciano[2]) è un comune italiano di 3 371 abitanti[1] della provincia di Brescia, in Lombardia. È suddiviso in due frazioni: Remedello Sopra, sede comunale, e Remedello Sotto. Entrambe furono municipalità autonome fino al 1927, quando confluirono nell'attuale istituzione.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Remedello è pianeggiante e appartenente geologicamente alla Bassa padana, formato dai depositi alluvionali del Chiese. Questo fiume passa a oriente delle due frazioni remedellesi, separando il territorio comunale da quello di Acquafredda e, parzialmente, da quello di Casalmoro. A meridione il territorio è percorso dalla seriola Asolana che nasce ad Isorella e defluisce nel Chiese ad Asola.

Torre del castello di Remedello Sopra

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Secondo il Mazza (1986) l'origine del nome è controversa: si ipotizza derivi dal latino Rus Metelli o da Ramus (ramo) da quale poi si sarebbe tramutato in ramet-ellum[4].

I primi insediamenti risalgono all'Età del Rame. Presso la località Dovarese è stata rinvenuta una necropoli risalente al IV e al III millennio a.C., la cui ricchezza e numerosità dei reperti ha fatto sì che la cultura a cui essa appartiene è stata denominata di Remedello[4].

Anche le epoche successive risultano documentate. A Dovarese sono stati trovati dei reperti appartenenti alla cultura del vaso campaniforme, più precisamente risalenti ad un periodo tra il 2000 e 1800 a.C., mentre il particolare ritrovamento del ripostiglio di asce in bronzo a Remedello Sopra risulta appartenente al Bronzo antico (1800-1500 a.C.). Nei pressi del confine con Asola sono stati rinvenuti reperti del Bronzo medio (1500-1300 a.C.)[4].

Risultano assenti le epoche del cosiddetto Bronzo tardo (XIII secolo a.C.) e del Bronzo finale (XII-X secolo a.C.), sebbene esistano documentazioni nei comuni vicini. Sono infine stati trovati degli insediamenti di epoca gallica e romana, grazie all'iniziativa di metà anni ottanta del XIX secolo del coadiutore della parrocchia di Asola, don Luigi Ruzzenenti, e di studiosi come Chierici e Bandieri[5]. Nella località di Sotto sono attestate tracce di quattro ville o edifici rustici uno dei quali, in località San Giovanni, fu distrutto nel III secolo a causa di un incendio[6].

Di epoca longobarda sono stati infine trovati dei reperti datati V e VI secolo, mentre in epoca carolingia (VIII e XI secolo) risulta che i terreni del luogo erano di proprietà del monastero di Leno e di quello di Acquanegra. In seguito il Vescovo di Brescia assoggettò la pieve di San Donato sia a livello spirituale sia a livello feudale, tanto che nel 1194 l'abate di Leno, tal Gonterio, portò a processo la diocesi con l'obiettivo di recuperare beni e diritti su gran parte della Bassa bresciana, compreso la chiesa remedellese[5].

A partire dal 1218, Remedello compare più volte nel Liber Potheris del comune di Brescia: dotato di castrum era d'importanza strategica per il controllo dei confini con il mantovano[5].

Nell'estimo visconteo del 1385 viene citato come appartenente alla quadra di Asola[7][8]. Tuttavia è attestata nel secolo XIV la sua tributarietà nei confronti dei Gonzaga: nel 1427 il castello remedellese fu occupato dal Carmagnola. La comunità fece giuramento di fedeltà alla Repubblica di Venezia la quale tuttavia cedette il territorio a Francesco Gonzaga il quale lo aveva reclamato motivandone l'appartenenza storica alla giurisdizione asolana[5].

Per due secoli fu conteso fra Venezia e Mantova, come tutto l'asolano: durante il dominio della Serenissima i due abitati fecero parte della quadra di Asola[7][8] come è attestato anche dal Catastico bresciano di Da Lezze (1610) e dall'Estimo Mercantile del Territorio (1750)[5].

Entrate a far parte della provvisoria Repubblica bresciana (marzo 1797), con il Decreto 1º maggio 1797 Remedello di Sopra e Remedello di Sopra furono considerate municipalità separate all'interno del cantone del Clisi; questo inquadramento fu poi mantenuto con il passaggio al Dipartimento del Mella della Cisalpina (novembre 1797)[9][10].

Nel maggio dell'anno seguente, i due comuni furono inseriti nel Distretto di Gottolengo, poi di Caccia Libera, del dipartimento del Mella. Dopo la breve parentesi dell'occupazione austro-russa (1799-1800), durante la seconda repubblica cisalpina si procedette ad un riassetto amministrativo (maggio 1801) che si mantenne anche durante la napoleonica Repubblica Italiana: le due municipalità remedellesi furono affidate al Distretto III di Verola Alghise del Dipartimento del Mella[9][10].

Con la tramutazione dello Stato in Regno si procedette ad un'altra riorganizzazione amministrativa. Nel giugno 1805 i due comuni furono inseriti nel Cantone II di Leno a sua volta appartenente al Distretto III di Verolanuova del Dipartimento del Mella. Nel 1810 Remedello di Sotto fu soppresso e il suo territorio fu incorporato in quello di Remedello di Sopra. A sua volta il nuovo comune fu inserito nel cantone V di Montechiaro del distretto I di Brescia[9][10].

Dopo l'assegnazione dei territori del bresciano al Regno Lombardo-Veneto a seguito del Congresso di Vienna, Remedello di Sotto riottenne la municipalità autonoma. I due comuni furono compresi all'interno del Distretto IV di Montechiaro della provincia di Brescia[11][12].

Dopo gli eventi della seconda guerra di indipendenza italiana e il Decreto Rattazzi (1859), i due comuni remedellesi entrarono a far parte del Regno di Sardegna (dal 1861, Regno d'Italia). Furono inquadrati nel Mandamento II di Montechiaro del Circondario V di Castiglione della nuova provincia di Brescia[13][14].

Durante gli ultimi decenni del XIX secolo, i due comuni furono al centro di alcune attività di miglioramento della produzione agraria. Nel 1895 a Remedello Sopra Padre Piamarta e don Giovanni Bonsignori fondarono la Colonia Agricola Bresciana in cui fu sperimentato il principio di Stanislao Solari sulla rotazione delle colture di leguminose allo scopo di favorire l'Azotofissazione. Tobia Bresciani, invece, collaborò con Ottorino Villa a Remedello Sotto e progettò un canale per lo sfruttamento delle acque del Chiese[15].

Nel 1927, con Regio Decreto 11 dicembre 1927, n. 2479, le due municipalità furono soppresse e i loro territori furono assegnati al nuovo comune di Remedello[13][14].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Remedello Sopra: chiesa parrocchiale

Remedello Sopra[modifica | modifica sorgente]

  • Castello: stando al Catasto Napoleonico del 1808 che ne riportava i confini, il fortilizio aveva pianta quadrata. Di esso, oggi rimane solo la torre in muratura posta laddove c'era l'ingresso.
  • Chiesa di San Lorenzo: parrocchiale costruita nel 1601 al posto di un precedente edificio ecclesiale a sua volta edificato nel Cinquecento. All'interno è presente una pala dedicata a San Lorenzo, patrono della frazione, opera di un allievo del Tiziano. La pala dedicata alla Madonna con Gesù Bambino in grembo assieme ai santi Giuseppe, Agnese, Sebastiano e Quirino proviene invece dalla chiesa della Disciplina: è incorniciata da una soasa in legno laccato.
  • Chiesa della Disciplina: costruita nel Quattrocento dalla confraternita del Rosario e poi passata a quella dei Disciplini nel Cinquecento. Subì trasformazioni negli anni ottanta del XVIII secolo. Gli interni sono opera di Lamberto Orazio de Rossi che dipinse episodi del Nuovo Testamento tra cui una copia dell'Ultima Cena leonardesca. Nel 1967, l'edificio è passato in proprietà all'Istituto Bonsignori che vi ha collocato il museo civico per i reperti archeologici rinvenuti nella zona.
  • Santuario dei morti del Gandino: è dedicato alla Maternità della Beata Vergine Maria. Fu costruito nel XVIII secolo come Ex voto per la peste del 1630[5].

Remedello Sotto[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Donato: parrocchiale costruita nel 1774 sulla precedente pieve e dedicata a San Donato patrono della frazione[5].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[16]

Religione[modifica | modifica sorgente]

La religione prevalente è quella cristiano cattolica. Da questo punto vista il comune è organizzato all'interno della Diocesi di Brescia e le due frazioni sono dotati entrambi di una propria parrocchia: quella di San Lorenzo, per Remedello Sopra, e quella di San Donato, per Remedello Sotto. A partire dall'ottobre 2009, le due comunità sono gestite dallo stesso sacerdote[17]. La parrocchia di San Lorenzo è inoltre sede della vicaria zonale[18]

Persone legate a Remedello[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il mercato si riunisce il mercoledì mattina a Remedello Sopra davanti al Municipio, in piazza Bonsignori.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Remedello Sopra e Stazione di Remedello Sotto.

Entrambi i centri sono attraversati dalla ferrovia Brescia-Parma e ciascuno è dotato di una stazione ferroviaria.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Rino Cavallari DC Sindaco [19]
1990 1995 Luigi Pedrotti DC Sindaco [20]
1995 2003 Mario Bonisoli Alquati lista civica Sindaco [21][22][23]
2003 2004 Carmelo Bellissima commissario prefettizio [24]
2004 2009 Angelo Sbarbaro lista civica Sindaco [25]
2009 2014 Francesca Ceruti lista civica Sindaco [26][27]
2014 2014 Antonio Naccari Commissario prefettizio [28][29]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 25 marzo 2014.
  2. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  3. ^ Protezione Civile, Classificazione sismica dei comuni italiani (PDF). URL consultato il 30 febbraio 2010.
  4. ^ a b c Mazza (1986), op. cit., p. 314
  5. ^ a b c d e f g Mazza (1986), op. cit., p. 315
  6. ^ Tracce di bruciature sui reperti e assenza di monetazione successiva a Claudio il Gotico farebbe propendere per questa tesi. Cfr. Mazza (1986), op. cit., p. 315
  7. ^ a b LombardiaBeniculturali - Comune di Remedello di Sopra (sec. XIV - 1797). URL consultato il 30 agosto 2010.
  8. ^ a b LombardiaBeniculturali - Comune di Remedello di Sotto (sec. XIV - 1797). URL consultato il 30 agosto 2010.
  9. ^ a b c LombardiaBeniculturali - Comune di Remedello di Sopra (1798 - 1815). URL consultato il 30 agosto 2010.
  10. ^ a b c LombardiaBeniculturali - Comune di Remedello di Sotto (1798 - 1809). URL consultato il 30 agosto 2010.
  11. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Remedello di Sopra (1816 - 1859). URL consultato il 30 agosto 2010.
  12. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Remedello di Sotto (1815 - 1859). URL consultato il 30 agosto 2010.
  13. ^ a b LombardiaBeniculturali - Comune di Remedello Sopra (1861 - 1927). URL consultato il 30 agosto 2010.
  14. ^ a b LombardiaBeniculturali - Comune di Remedello Sotto (1859 - 1927). URL consultato il 30 agosto 2010.
  15. ^ Mazza (1986), op. cit., p. 316
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Diocesi di Brescia - Nomine e provvedimenti 2009. URL consultato il 25 agosto 2010.
  18. ^ Diocesi di Brescia - I Vicari Zonali. URL consultato il 25 agosto 2010.
  19. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 22 marzo 2014.
  20. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 22 marzo 2014.
  21. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 22 marzo 2014.
  22. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 22 marzo 2014.
  23. ^ Dimissionario il 3 novembre 2003. Cfr. Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 27 del 3 febbraio 2004.. URL consultato l'11 marzo 2014.
  24. ^ Decreto del Presidente della Repubblica del 19 gennaio 2004. Cfr. Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 27 del 3 febbraio 2004.. URL consultato l'11 marzo 2014.
  25. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 22 marzo 2014.
  26. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 22 marzo 2014.
  27. ^ Sfiduciata dal consiglio comunale il 9 marzo 2014. Cfr. Remedello, votate le dimissioni del sindaco in QuiBrescia, 10 marzo 2014. URL consultato l'11 marzo 2014.
  28. ^ Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e territoriali, Anagrafe degli amministratori locali e regionali. URL consultato il 22 marzo 2014.
  29. ^ Redazionale, Remedello, sfiducia al sindaco Ceruti. Arriva il Commissario Prefettizio in Il Giorno, 11 marzo 2014. URL consultato il 12 marzo 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Mazza, Il Bresciano - Volume IV. La pianura, Bergamo, Bortolotti, 1986, pp. 314-316. ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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