Castegnato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Castegnato
comune
Castegnato – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Sindaco Giuseppe Orizio (centrosinistra) dal 26/06/2004
Territorio
Coordinate 45°33′47″N 10°06′54″E / 45.563056°N 10.115°E45.563056; 10.115 (Castegnato)Coordinate: 45°33′47″N 10°06′54″E / 45.563056°N 10.115°E45.563056; 10.115 (Castegnato)
Altitudine 143 m s.l.m.
Superficie 9 km²
Abitanti 8 290[1] (30-11-2013)
Densità 921,11 ab./km²
Comuni confinanti Gussago, Ospitaletto, Paderno Franciacorta, Passirano, Rodengo-Saiano, Roncadelle, Travagliato
Altre informazioni
Cod. postale 25045
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017040
Cod. catastale C055
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti castegnatesi
Patrono san Vitale
Giorno festivo seconda domenica di maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Castegnato
Posizione del comune di Castegnato nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Castegnato nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Castegnato (Castegnàt in dialetto bresciano[2][3]) è un comune di 8 290 abitanti[1] della provincia di Brescia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Castegnato si trova nella parte meridionale della Franciacorta in un contesto sostanzialmente pianeggiante. Dista otto chilometri dal capoluogo di provincia. Si estende su una superficie di 9,17 km² e si trova a un'altezza di 143 m s.l.m circa.

Dal punto di vista idrografico, il territorio comunale viene attraversato ad est dal torrente Gandovere e ad ovest dal canale della Seriola nuova di Chiari che per un certo tratto del suo percorso funge da linea di confine con il comune di Rodengo Saiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio appartenne almeno in parte al monastero di Santa Giulia, mentre la parte più a nord-est fece parte dei beni del monastero di Rodengo.

Più tardi è probabile che il paese abbia fatto parte del Territorium Civitatis e perciò dipendente spiritualmente dalla Plebs urbana che si estendeva per un raggio di circa 10 km intorno alla città.

Nel periodo medievale Castegnato fu dotata di castello. Si narra[chi riporta il fatto?], infatti, che in contrada Torre ne esistesse uno, sia pur modesto, dal quale si ergeva una poderosa torre. È ignoto ancora a chi appartenesse, forse fu fatto costruire dal feudatario Beniamino da Manerba.

Sotto Venezia dal 1426, Castegnato fece parte della quadra di Gussago e del quartiere di Rovato.

Il console, affiancato da tre sindaci, convocava annualmente in un cortile i rappresentanti delle famiglie; in queste riunioni venivano anche scelti tre galeotti (marinai addetti alle "galere" veneziane), quattro guastatori e dodici fanti che erano messi a disposizione del Governo centrale. Nel 1610 Castegnato contava 600 abitanti e il comune faceva fronte agli impegni economici con le imposte dei suoi tre mulini.

Le prime scuole sorsero intorno al 1650 e in seguito fu aperto un collegio femminile presso il convento.

Sotto la dominazione napoleonica Castegnato era considerato frazione d’Ospitaletto. Quest’unione ebbe termine nel 1816 allorché il governo austriaco instaurò una nuova organizzazione comunale.

Quest'ultima dominazione terminò all’alba del 14 giugno 1859 quando gli eserciti di Vittorio Emanuele II e di Napoleone III entrarono in paese. Toccò al sig. Lorenzo Panzerini l’onore di offrire il proprio palazzo al Quartier Generale del monarca sardo. Ne rimangono tangibili tracce nell'attuale dimora dei signori De Leone, in località Case.

Secondo la prima deriverebbe da un bosco di castagni che si trovava a sud dell’abitato. Nella seconda ipotesi deriverebbe dal gentilizio latino Castinus donde sarebbe poi derivato Castinea e infine Castegnato.

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Il patrono del paese è San Vitale che viene festeggiato durante la seconda domenica di maggio.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Villa Baitella[modifica | modifica sorgente]

È una grande tenuta agricola con nucleo centrale costituito da una villa settecentesca e dalle abitazioni seicentesche. Si trova al confine tra Castegnato e Ospitaletto.

Il nome è derivato da quello dei Baitelli, una ricca famiglia bergamasca di commercianti di stoffe, che nel Trecento si trasferirono in Franciacorta, acquisendo delle terree facendo costruire il primo nucleo edilizio del complesso. Nel 1670 la proprietà passò alla famiglia Martinengo, che diede inizio alla costruzione della villa. Dal 1838, estintosi l'ultimo dei discendenti, la tenuta passo varie volte di mano, iniziando una fase di decadenza, che, alla fine della seconda guerra mondiale, durante la quale la struttura fu occupata, si trasformò in abbandono.

Oggi la Baitella è stata completamente ristrutturata dall’architetto Gianfranco Cominelli. Il restauro ha portato la villa ma anche gli edifici circostanti alla riconduzione del loro aspetto originario. Nella villa padronale sono stati ricavati degli alloggi esclusivi, dove sono stati conservati e restaurati gli elementi caratterizzanti dell'edificio. Nella cascina sono stati invece ricavati degli alloggi rustici. Il complesso è circondato da un parco di 30.000 m2

I lavori di restauro della villa padronale, facciate, sale interne, elementi in pietra, dipinti murali e quanto di competenza sono stati condotti dal Restauratore Tucci Stefano.

Chiesa di San Giovanni Battista[modifica | modifica sorgente]

È la chiesa parrocchiale del paese. Sorse nel Quattrocento su una cappella precedente. I resti di questa cappella sono incorporati nella casa canonica e nel campanile. Nella seconda metà del XVII secolo si impose la necessità della costruzione di una nuova Chiesa a causa dell'aumento demografico. La costruzione iniziò nel 1682 sotto la direzione, e forse anche su progetto, di Bartolomeo Spazio. Dopo due anni fu sospesa e si riprese poi definitivamente la costruzione nel 1685. Fu consacrata il 17 settembre 1693.

All'esterno il portale è composto da una statua di San Giovanni Battista sorretta da cherubini e da due colonne a tutto tondo in Marmo di Botticino. La navata risulta del XVII secolo, mentre transetto, cupola e presbiterio sono ben più recenti a causa degli ampliamenti degli Anni '40 e '90 del 1900. Sull'altare maggiore vi è una pala (olio su tela) di Santo Cattaneo raffigurante la Sacra Famiglia con San Vitale, San Giovanni Battista e Sant'Antonio da Padova in una fastosa cornice barocca. Lungo tutta la navata sono presenti i ritratti dei Dodici Apostoli del 1714. A destra, nel primo altare detto "di Sant'Anna", vi è una tela raffigurante la Madonna tra i santi Angelo, Anna e Gioacchino. Sul secondo altare a destra vi è una statua della Beata Vergine del Rosario affiancata dai misteri dal rosario e da due statue di evangelisti; sotto alla statua della Madonna è presente la teca contenente i resti mortali del Patrono, San Vitale. Sul lato sinistro il primo altare detto "dei Santi Filippo Neri e Francesco di Sales" ospita un dipinto di Sante Cattaneo. Sopra il portale centrale vi è una grande tela (450 x 280 cm) raffigurante la decollazione di San Giovanni Battista. Maestosa è anche la tela (390 x 340 cm) raffigurante l'Imposizione del nome del Battista collocata nel transetto destro.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1860 1863 Lorenzo Panzerini  ? Sindaco
1863 1863 Gaetano Gottardi  ? Sindaco f.f.
1863 1864 Angelo Mainetti  ? Sindaco f.f.
1864 1864 G. Battista Bonomini  ? Sindaco f.f.
1864 1866 Angelo Mainetti  ? Sindaco f.f.
1866 1867 Nazzaro Panzerini  ? Sindaco
1867 1867 Pietro Trebeschi  ? Sindaco f.f.
1869 1889 Pietro Trebeschi  ? Sindaco
1889 1889 Federico Rota  ? Sindaco
1889 1902 Antonio Mainetti  ? Sindaco
1903 1903 Ippolito Conte Calini  ? Sindaco
1903 1908 Giulio Chilovi  ? Sindaco
1908 1916 Ladislao De Leone  ? Sindaco
1916 1920 Angelo Lumini  ? Sindaco f.f.
1920 1924 Francesco Mainetti  ? Sindaco
1924 1924 Giacomo Provezza Commissario Prefettizio
1924 1926 Francesco Panzerini  ? Sindaco
1926 1928 Isacco Baffelli Partito Nazionale Fascista Podestà
1928 1928 Franco Guarnieri Commissario Prefettizio
1929 1931 Guglielmo Pedroni Partito Nazionale Fascista Podestà
1931 1931 Giuseppe Ontaci Commissario Prefettizio
1931 1934 Francesco Panzerini Partito Nazionale Fascista Podestà
1934 1934 Giuseppe Giarruso Commissario Prefettizio
1934 1935 Lorenzo De Leone Partito Nazionale Fascista Podestà
1935 1942 Federico Serlini Partito Nazionale Fascista Podestà
1942 1943 Antonio Rodengo Commissario Prefettizio
1943 1945 Luigi Vecchi Commissario Prefettizio
1945 1945 Beniamino Chilovi Commissario Prefettizio
1945 1945 Guido Mangano Comitato Liberazione Nazionale Sindaco
1945 1945 Francesco Savio Comitato Liberazione Nazionale Sindaco
1945 1946 Gervasio Mainetti Comitato Liberazione Nazionale Sindaco
1946 1956 Giuseppe Mainetti  ? Sindaco
1956 1960 Francesco Vecchi  ? Sindaco
1960 1964 Luigi Presti  ? Sindaco
1964 1968 Arturo Crema  ? Sindaco
1968 1968 Ottorino Piovanelli  ? Sindaco f.f.
1968 1980 Agostino Rodengo Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1990 Carlo Ciapetti Democrazia Cristiana Sindaco
1990 2004 Lorenzo Vimercati Democrazia Cristiana, poi Unione di Centro Sindaco
2004 in carica Giuseppe Orizio Partito Democratico Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013. URL consultato il 17 aprile 2014.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 161.
  3. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]