Desenzano del Garda

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Desenzano del Garda
comune
Desenzano del Garda – Stemma
Desenzano del Garda – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Rosa Leso[1] (PD) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 45°28′08″N 10°32′06″E / 45.468889°N 10.535°E45.468889; 10.535 (Desenzano del Garda)Coordinate: 45°28′08″N 10°32′06″E / 45.468889°N 10.535°E45.468889; 10.535 (Desenzano del Garda)
Altitudine 67 m s.l.m.
Superficie 59,26 km²
Abitanti 28 052[2] (01-01-2014)
Densità 473,37 ab./km²
Frazioni 3 centri abitati e 12 nuclei abitativi (vedi elenco)
Comuni confinanti Lonato del Garda, Padenghe sul Garda, Peschiera del Garda (VR), Pozzolengo, Sirmione
Altre informazioni
Cod. postale 25015
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017067
Cod. catastale D284
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti desenzanesi
Patrono sant'Angela Merici
Giorno festivo 27 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Desenzano del Garda
Posizione del comune di Desenzano del Garda nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Desenzano del Garda nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Desenzano del Garda (Dezensà in dialetto bresciano[3]) è un comune italiano di 28 052 abitanti[2] della provincia di Brescia, nel basso Lago di Garda, in Lombardia.

Si chiamò Desenzano fino al 1862, quando con regio decreto 7 settembre 1862, n. 830, fu battezzato Desenzano sul Lago. L'attuale denominazione fu assunta con regio decreto 29 luglio 1926, n. 1460, nel quadro di riordino delle amministrazioni locali. Contestualmente fu aggregato ad esso il territorio del soppresso comune di Rivoltella.[4][5]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Desenzano del Garda.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +3,0 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +23,4 °C[6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Il toponimo Desenzano si suppone che derivi dal nome latino di persona Decentius, il presunto proprietario del podere e della villa del IV secolo della quale si possono visitare gli scavi. Esiste anche una etimologia di origine popolare: poiché il borgo si distende lungo il declivio collinare il toponimo viene collegato con la parola «discesa»[senza fonte].

Epoca preistorica e romana[modifica | modifica wikitesto]

Aratro ritrovato a Lavagnone

Nel 1873, gli scavi condotti da Pietro Polotti in località Polada al confine con Lonato rinvennero una stazione palafitticola risalente all'Età del Bronzo e che ha preso il nome di Cultura di Polada. Presso la località Lavagnone, Renato Perini rinvenne un altro insediamento coevo[7] che nel 2011 è entrato a far parte del Patrimonio dell'umanità secondo l'Unesco[8].

Tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., nei pressi di Desenzano sorse un fundus abitato da un centinaio di persone. La Villa romana, i cui resti si possono scorgere presso Borgo Regio, fu costruita tra il II e il III secolo lungo la via Gallica come residenza per ricchi cittadini[7].

L'area di Desenzano e della Selva Lugana fu teatro di diversi combattimenti dell'Anarchia militare e della Tarda antichità: l'Imperatore Decio sconfisse Filippo l'Arabo nel 249 e l'anno successivo sostò in riva al Lago di Garda prima di dirigersi in Tracia per combattere i Goti. Nel 312 le truppe di Costantino incalzarono quelle del Prefetto del Pretorio Ruricio Pompeiano, fedele a Massenzio, in fuga da Brescia e dirette a Verona[7].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il cristianesimo giunse da Verona, grazie a predicatori di quella Diocesi: risale a quel periodo il legame fra la chiesa veronese e il basso lago. Il territorio della Pieve si estendeva fra il fiume Chiese e la Lugana. Il nucleo desenzanese si sviluppò attorno a Borgo Regio probabilmente sulla preesistente villa romana. Fu costruito un castrum vetus, per difendere la popolazione dalle invasioni barbariche[9].

Stando ad un documento di discussa autenticità, il 6 ottobre 878, il Re d'Italia Carlomanno di Baviera avrebbe donato il feudo di Desenzano al monastero di San Zeno di Verona riconoscendo all'istituzione religiosa il diritto di caccia nella Selva Lugana e di pesca nel Lago[10].

All'inizio XII secolo è attestato che il feudo fosse in mano al signore del Castrum, Ugo della famiglia dei conti di Sabbioneta. La consorte Matilde, figlia di Reginaldo conte di Treviso, nel 1107 donò alcune terre al monastero di Acquanegra. Il XII secolo vide l'edificazione del nuovo castello, detto Castrum novum, e fu ribadita l'aggregazione del territorio alla diocesi veronese, sia per mano del Papa Eugenio III (1145) sia dall'Imperatore Federico I detto il Barbarossa (1154)[10].

Dal punto di vista del potere civile, Desenzano fu sottoposta al potere del comune di Brescia, grazie all'investitura concessa dall'Imperatore Enrico VI. Nel 1220 è attestato che il feudo era gestito dalla famiglia dei Confalonieri la cui giurisdizione si estendeva presso Rivoltella, San Martino, Solferino, Castiglione e Medole[10].

Il XIII secolo fu l'epoca in cui si sviluppò l'eresia catara sia nel centro gardesano sia nella vicina Sirmione. Giovanni Bello fu ordinato vescovo in Tracia e fu posto a capo della comunità di Desenzano. Suo successore, fra il 1250 e il 1260, fu Giovanni di Lugio, autore del principale testo di teologia catara fino ad oggi sopravvissuto, il Liber de duobus principiis. L'eresia terminò il 12 novembre 1276 con l'arresto da parte dei Della Scala di 166 eretici i quali furono messi al rogo a Verona poco tempo dopo[10].

Epoca veneta[modifica | modifica wikitesto]

Desenzano del Garda, panorama dal castello.

Nel 1426 la città entrò a far parte della Repubblica di Venezia. Fu assegnata alla Riviera di Salò divenendo capoluogo della cosiddetta Quadra di Campagna, la quale comprendeva i territori di Calvagese, Muscoline, Rivoltella, Pozzolengo, Carzago, Padenghe e Bedizzole[10][11].

Nel Catastico Bresciano del Da Lezze (1610), Desenzano è indicata come sede del mercato del grano, punto di riferimento commerciale non solo della Riviera, ma di tutto il Lago, della Valsabbia e del mantovano[10].

Desenzano conobbe un crescita economica nel corso del XV secolo che favorì gli investimenti nel campo delle costruzioni comprese sia quelle religiose, come la parrocchiale dedicata a Santa Maria Maddalena, sia quelle private, come la dimora dei Gialdi. Fu edificata una scuola (1449) e fu fortificato il Castello (1480). La guerra fra la Serenissima e gli stati di Ferrara, Milano, Firenze e Napoli si segnala per l'assedio al fortilizio desenzanese operato dalle truppe comandate dal Duca di Calabria Alfonso[10].

Il Cinquecento fu contrassegnato dal ripetersi dei saccheggi ad opera delle truppe mercenarie (1512, 1516 e 1527), dalla peste (1567) e dai tentativi di guadagnarsi autonomia sia dalla Repubblica di Venezia sia da Salò e dalla sua Riviera. Per un breve periodo all'inizio del XVI secolo, Desenzano e Pozzolengo passarono al Ducato di Mantova, ma poi ritornarono alla Serenissima su ordine di Luigi XII di Francia. Nonostante le difficoltà, in questo secolo fu fondata l'Accademia e furono ampliati il porto, la dogana e il magazzino dei cereali[12].

Nel 1568, gli amministratori del comune furono scomunicati a causa dei contrasti con la Santa Sede. Negli anni precedenti, infatti, questa aveva assegnato il beneficio parrocchiale al Monastero di San Salvatore di Brescia provocando i malumori del notabilato locale. Quattro anni dopo, la decisione fu sospesa e l'assemblea dei capifamiglia in cambio finanziò l'ampliamento della Parrocchiale[13].

Il primo decennio del XVII secolo fu caratterizzato dalla risistemazione del Castello da parte del Consiglio Generale e da altre opere pubbliche, come la riparazione dell'orologio, un nuovo ampliamento del porto e la ristrutturazione delle case del Vaccarolo. I decenni successivi furono caratterizzati tuttavia dallo sviluppo dell'edilizia privata. Nel 1630, Desenzano fu colpita dalla peste[13].

Il Settecento desenzanese iniziò con le devastazioni apportate dalla guerra di successione spagnola. Il 30 luglio 1701 le truppe dell'esercito imperiale entrarono in città saccheggiandola; due anni dopo, fu la volta dell'esercito francese. I due eserciti si scontrarono il 29 novembre 1704 presso monte Corno. Solo l'anno seguente Venezia decise di inviare due reggimenti a difesa della popolazione del lago[13].

Nel 1792 il Consiglio Generale accettò la proposta del poeta Angelo Anelli, professore presso i ginnasi di Brescia e Milano, di istituire una Scuola pubblica di latino, grammatica e retorica: fu il primo nucleo di quello che nel 1816 diventerà il Liceo[13].

Epoca napoleonica[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 1797, Desenzano entrò a far parte dell'effimera Repubblica Bresciana, mentre sul finire dello stesso anno, divenne sede del Dipartimento del Benaco della Repubblica Cisalpina, costituendosi come comune autonomo[13]. Tuttavia, già a partire dal 1º settembre dell'anno seguente, il dipartimento fu soppresso e Desenzano fu assegnato al Dipartimento del Mella[14].

Nel 1799 fu occupato brevemente dalle forze austro-russe e poi riassegnato alla Cisalpina con il ritorno delle truppe napoleoniche (1800). Con il riassetto del Regno d'Italia, stabilito con Decreto 8 giugno 1805, la città entrò a far parte del cantone VII di Lonato a sua volta appartenente al distretto I di Brescia. Fu inoltre definito comune di seconda classe a motivo dei suoi 3421 abitanti[14].

Il periodo napoleonico fu caratterizzato da investimenti in opere pubbliche come il nuovo molo su progetto di Carlo Bagatta (1805-1806) e il riadattamento a teatro della chiesa dei carmelitani[15].

Epoca austriaca[modifica | modifica wikitesto]

Entrato a far parte del Regno Lombardo-Veneto, stato dipendente dell'Impero austriaco (1814), Desenzano fu elevato al rango di comune di prima classe (1815) e ricevette visita da parte dell'Imperatore Francesco I d'Austria nel (1816) e cinque anni dopo[15]. Durante la prima visita, constatò l'efficienza dell'allora Collegio Bagatta, e ordinò che il diploma conseguito in esso fosse equiparato a quelli dei "Regi Licei". Testimonianza ne è la lapide conservata ancora oggi nell'atrio della scuola.

Dal punto di vista organizzativo, nel 1816 il comune fu assegnato al Distretto V di Lonato della provincia di Brescia. Nel 1853 fu inserito nel Distretto VIII di Lonato[16].

Nel 1830 nacque la Società del Casino punto di ritrovo della classe borghese ed intellettuale risorgimentale. Dopo gli eventi del 1848 e del 1849 a cui partecipò il comune, nel 1851 l'Imperatore Francesco Giuseppe fece visita alla cittadina desenzanese allo scopo di rinsaldare la fiducia con la popolazione. Tre anni dopo fu aperta la strada ferrata Coccaglio – Verona con la stazione e l'originario viadotto in mattoni con archi a sesto acuto[15][17].

La battaglia di Solferino e San Martino della seconda guerra di indipendenza italiana coinvolse anche Desenzano che fu trasformata in un grande ospedale per il soccorso dei feriti[15].

Dopo l'Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della Pace di Zurigo, Desenzano entrò a far parte del Regno di Sardegna (poi Regno d'Italia) e fu incluso nel Mandamento X di Lonato a sua volta appartenente al circondario I di Brescia dell'omonima provincia. Nel 1862, con regio decreto 7 settembre 1862, n. 830, fu ribattezzato con il nome di Desenzano sul Lago[18].

I primi decenni post-risorgimentali furono caratterizzati dalla nascita della Società Operaia (1862), della Banca Mutua Popolare, dell'Osservatorio Meteorologico (1882), dal Museo Preistorico (1890)[15].

Nel 1883, il comune cedette il Castello al Demanio allo scopo di tenerci un presidio militare[15].

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1909 fu aperta all'esercizio la breve linea ferroviaria fra la stazione e il porto. Due anni dopo fu la volta della tranvia interurbana a vapore per Castiglione delle Stiviere la quale si innestava sulla Brescia – Mantova permettendo un servizio viaggiatori diretto fra la cittadina gardesana e il capoluogo mantovano. Il servizio tranviario fu soppresso nel 1935, mentre la linea ferroviaria fu impiegata anche dopo la seconda guerra mondiale e fu chiusa solo nel 1969[19][20].

Il 12 febbraio 1916 Desenzano fu bombardata dall'aviazione austro-ungarica, con tre cittadini uccisi[21]

Nel 1926 il comune ricevette il territorio del soppresso comune di Rivoltella e fu ribattezzato Desenzano del Garda[22]. Nel 1934 fu aperta la Scuola d'Alta Velocità per idrovolanti[15].

Durante la seconda guerra mondiale, Desenzano fu bombardata dalle forze alleate sia il 12 aprile[15] sia il 15 luglio 1944. Quest'ultimo bombardamento provocò la distruzione del viadotto ferroviario in mattoni rossi che fu ricostruito nel 1947 in cemento armato e con sagoma architettonica differente[23].

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Statua di Sant'Angela Merici a Desenzano del Garda.

Il patrono della sede municipale, Sant'Angela Merici è festeggiato il 27 gennaio[15].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu consacrata nel 1611 ed ospita al suo interno affreschi di Andrea Celesti e Gian Battista Tiepolo.

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Desenzano.
Desenzano, il castello.

Il castello è originario dell'alto medioevo. Nel Quattrocento venne ampliato e assolse la funzione di rifugio per la popolazione. Dal 2007 è in opera il restauro, e la struttura ospita, nella stagione estiva, spettacoli teatrali all'aperto.

Piazza Malvezzi[modifica | modifica wikitesto]

La piazza risale al Cinquecento, opera dell'architetto Giulio Todeschini.

Porto vecchio[modifica | modifica wikitesto]

Il porto vecchio fu costruito durante la Repubblica di Venezia.

Spiagge e parchi[modifica | modifica wikitesto]

Il faro

In prossimità del lago le spiagge principali sono tre, tutte sassose. La spiaggia del Desenzanino, la Spiaggia d'Oro e la spiaggia di Rivoltella.

Dal 2002 nell'area retrostante le piscine comunali è stato ricavato il Parco del Laghetto, che da allora è il principale parco cittadino. Oltre ad un percorso salute, che si sviluppa lungo i sentieri del parco, sono presenti due campi da basket e una pista di pattinaggio in cemento, oltre a uno skate park e un campetto da calcio in terra. Caratteristico del parco è il laghetto artificiale, che si trova al centro e che gli da il nome.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[24]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[senza fonte] al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 3.031 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 396 1,47%

Albania Albania 341 1,27%

Marocco Marocco 313 1,16%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche e musei[modifica | modifica wikitesto]

Villa Martina

Nel 1997 a Desenzano, in via dal Molin 9, fu aperta la prima mediateca pubblica Italiana: sulla base di questo progetto in seguito si sviluppò la Mediateca di Flemington. Nel 2007 la mediateca desenzanese fu trasferita all'interno di Villa Brunati di Rivoltella, insieme alla biblioteca comunale.

Nel chiostro dell'ex convento di santa Maria del Carmine, è presente il museo archeologico Giovanni Rambotti. Dedicato alle popolazioni primitive locali, esso ospita il più antico aratro rinvenuto al mondo.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Desenzano, oltre a varie scuole elementari (come le scuole "Luigi Laini" ed "Achille Papa") e medie (come la "Trebeschi Catullo"), ospita diverse scuole superiori: lo storico liceo "Girolamo Bagatta", fondato nel 1792, l'istituto tecnico commerciale "Bazoli" e l'istituto professionale commerciale "Marco Polo" (che nel 2001 sono state unite e nel 2003 sono state trasferite nella nuova sede di via Giotto), l'istituto alberghiero "Caterina de Medici", oltre al centro di formazione professionale "Giuseppe Zanardelli". Per questo è raggiunta da numerosi studenti provenienti dai comuni limitrofi.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Il cineforum è situato nel teatro Paolo VI.

Nel castello durante l'estate si tengono delle rappresentazioni teatrali ed eventi culturali all'aperto, che in inverno si spostano nel teatro "Alberti".

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Centomiglia[modifica | modifica wikitesto]

Appuntamento fisso per i velisti è la Centomiglia del Garda, organizzata dal circolo vela di Gargnano. Desenzano ospita storicamente la boa di passaggio sud, situata a poche centinaia di metri dalla diga foranea. I passaggi delle imbarcazioni possono quindi essere seguiti sia dall'acqua che da terra dalla folla di appassionati

Gran premio TV[modifica | modifica wikitesto]

Il Gran premio TV, che si teneva al teatro "Alberti" istituito sotto il patrocinio del Ministero delle Comunicazioni, ed il contributo tecnico della rivista Millecanali costituisce la più importante manifestazione italiana nel settore della televisione indipendente.

Regata delle Bisse[modifica | modifica wikitesto]

Regata remiera organizzata dalla Lega Bisse del Garda. Tappa del campionato delle bisse, tradizionali imbarcazioni da voga alla veneta, che si tiene tra giugno e agosto di ogni anno. L'imbarcazione vincitrice del campionato otterrà come trofeo la bandiera del lago.

Persone legate a Desenzano del Garda[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Lo statuto comunale di Desenzano riconosce lo status di centri abitati a:

Inoltre riconosce i seguenti nuclei abitativi:

  • Calvata-Conta;
  • Centenaro;
  • Colombare di Castiglione;
  • Grole;
  • Lavagnone;
  • Menasasso;
  • Montonale Alto;
  • Montonale Basso;
  • Porte Rosse;
  • San Pietro;
  • Vaccarolo;
  • Venga-Bertani[25].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Un'Irisbus Cityclass di Brescia Trasporti in piazza Cappelletti

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale di Desenzano si trovano le uscite Desenzano del Garda e Sirmione dell'Autostrada A4, la prima a sud-ovest dell'abitato, la seconda a San Martino della Battaglia, confinante con il territorio di Sirmione. A breve distanza si trovano poi l'aeroporto di Verona Villafranca, a circa 25 km, e l'aeroporto di Brescia-Montichiari, a 15 km.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è attraversato dalla ferrovia Milano-Venezia sulla quale è ubicata la stazione ferroviaria di Desenzano del Garda-Sirmione servita da treni regionali, sia Trenord sia Trenitalia, e da Frecciabianca di Trenitalia.

Tra il 1909 e il 1969 operò anche una breve linea ferroviaria, denominata colloquialmente Maratona, che univa la stazione al porto e che era utilizzata per il trasporto delle merci destinate ai paesi che si affacciavano sul lago. Nel 1980, presso la banchina del parcheggio Maratona e allo scopo di ricordarne la precedente funzione di scalo ferroviario, venne posizionata la locomotiva FS 625.076, restaurata dalla squadra rialzo di Verona[19].

Tra il 1911 e il 1935, presso il porto di Desenzano sorgeva inoltre la stazione terminale della linea tranviaria Desenzano-Castiglione, ramo della Brescia-Mantova-Ostiglia.

Mobilità urbana ed extraurbana[modifica | modifica wikitesto]

La città di Desenzano è dotata di una rete di trasporti automobilistici urbani gestita da Brescia Trasporti[26]. Essa è composta attualmente da tre linee:

  1. San Martino – Stazione – Ospedale;
  2. Stazione – Porto – Rivoltella – Stazione;
  3. Stazione – Porto – Cimitero – Stazione.

La città è inoltre servita da numerose fermate delle direttrice extraurbana Brescia-Verona.

Tra il 1926 e il 1932, la stazione, il porto e Rivoltella erano collegate tra loro da una linea filoviaria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1994 7 giugno 1998 Massimo Rocca PDS e liste civiche Sindaco
7 giugno 1998 9 giugno 2002 Felice Anelli FI - LN Sindaco
9 giugno 2002 10 giugno 2007 Fiorenzo Pienazza DS Sindaco
10 giugno 2007 21 maggio 2012 Felice Anelli PDL - LN Sindaco
21 maggio 2012 in carica Rosa Leso PD e liste civiche Sindaco [27]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il principale impianto sportivo è il "Tre Stelle", formato da un campo da calcio, circondato da una pista per l'atletica leggera e affiancato da un campo di calcio a 5. La struttura ha una tribuna in grado di ospitare un migliaio di spettatori. È presente una piscina coperta, costituita da due vasche da 25 metri, e una vasca da 50 metri all'esterno, nelle quali il 13 marzo 1994, l'atleta russo Aleksandr Popov stabilì il record mondiale di velocità dei 50 m stile libero, con il tempo di 21.64 s, detenuto sino al 2008.[29]

Altri campi da calcio in erba sono il "Dal Molin" e l'impianto in via Durighello a Rivoltella. Per la pallacanestro e la pallavolo sono disponibili le palestre del liceo "Bagatta", dell'ITC ed IPC "Bazoli/Marco Polo" e delle scuole medie "Trebeschi/Catullo" di Rivoltella.

Nel parco del laghetto è stato costruito uno skate-park in cemento, che ospita una tappa del campionato italiano di skateboard. Sempre nel parco è possibile usufruire del percorso salute.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1994 a Desenzano è nata una delle prime reti civiche in Italia denominata On.De

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amministrative 2012, risultati definitivi - Ministero dell'Interno
  2. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 3 aprile 2014.
  3. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  4. ^ LombardiaBeniCulturali - Comune di Desenzano del Garda (1859 - [1971]). URL consultato l'8 marzo 2010.
  5. ^ LombardiaBeniCulturali - Comune di Rivoltella (1859 - 1926). URL consultato l'8 marzo 2010.
  6. ^ Tabella climatica
  7. ^ a b c Mazza (2006), p. 286
  8. ^ (EN) Prehistoric Pile dwellings around the Alps. URL consultato il 22 settembre 2011.
  9. ^ Mazza (2006), pp. 286-287
  10. ^ a b c d e f g Mazza (2006), p. 287
  11. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Desenzano (sec. XV - 1797). URL consultato il 18 febbraio 2010.
  12. ^ Mazza (2006), pp. 287-288
  13. ^ a b c d e Mazza (2006), p. 288
  14. ^ a b LombardiaBeniculturali - Comune di Desenzano (1798 - 1815)). URL consultato il 18 febbraio 2010.
  15. ^ a b c d e f g h i Mazza (2006), p. 289
  16. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Desenzano (1816 - 1859). URL consultato il 18 febbraio 2010.
  17. ^ Ganzerla (2004), pp. 125-126 e p. 171
  18. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Desenzano del Garda (1859 - 1971). URL consultato il 18 febbraio 2010.
  19. ^ a b Ganzerla (2004), pp. 164-168
  20. ^ Claudio Mafrici, I binari promiscui. Nascita e sviluppo del sistema tramviario extraurbano in provincia di Brescia (1875-1930) in Quaderni di sintesi, vol. 51, novembre 1997, pp. 135-142.
  21. ^ Benedetti (1979),  p. 55
  22. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Desenzano del Garda (1859 - [1971]. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  23. ^ Ganzerla (2004), pp. 168-171
  24. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  25. ^ Comune di Desenzano del Garda, Statuto comunale. URL consultato l'8 marzo 2010.
  26. ^ Brescia Mobilità - Dal 2 aprile servizio di trasporto pubblico a Desenzano del Garda. URL consultato il 24 aprile 2012.
  27. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali 2012. URL consultato il 24 febbraio 2014.
  28. ^ a b c d I Gemellaggi di Desenzano. URL consultato il 13 aprile 2013.
  29. ^ Popov centra due record in Corriere della Sera, 14 marzo 1994.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gino Benedetti, Desenzano dalla sponda del lago di Garda - storie e colori, Bornato, Sardini, 1979. ISBN non esistente
  • Attilio Mazza, Il Bresciano - Volume II. Le colline e i laghi, Bergamo, Bortolotti, 1986, pp. 286-290. ISBN non esistente.
  • Giancarlo Ganzerla, Binari sul Garda - Dalla Ferdinandea al tram: tra cronaca e storia, Associazione di Studi Storici Carlo Brusa, 2004, pp. 164-168, ISBN 88-7385-633-0.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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