Rivoltella del Garda

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Rivoltella del Garda
frazione
Rivoltella del Garda – Stemma
Rivoltella del Garda – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Comune Desenzano del Garda-Stemma.png Desenzano del Garda
Territorio
Coordinate 45°27′36″N 10°34′03″E / 45.46°N 10.5675°E45.46; 10.5675 (Rivoltella del Garda)Coordinate: 45°27′36″N 10°34′03″E / 45.46°N 10.5675°E45.46; 10.5675 (Rivoltella del Garda)
Altitudine 67 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 25010
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Rivoltellesi
Patrono san Biagio vescovo e martire
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rivoltella del Garda

Rivoltella del Garda (Riultèla in dialetto gardesano) è una frazione del comune di Desenzano del Garda in provincia di Brescia.

Con la denominazione di Rivoltella fu comune autonomo fino al 1926, quando a seguito del Regio Decreto 29 luglio 1926, n. 1460, fu aggregato al comune di Desenzano sul Lago, il quale tramutò nome nell'attuale Desenzano del Garda[1].

Si tratta di un paese posto a 67 metri sul livello del mare[2]. Nel suo territorio si combatté la battaglia di San Martino il 24 giugno 1859.

Lo stemma indica quella che per anni fu la principale risorsa economica del paese: la caccia nella Selva Lugana, oggi interamente disboscata. Vi sono raffigurati una quercia, un cervo che con la bocca afferra un ramo e un cinghiale che grufolando cerca ghiande.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Secondo il Beschi (2002), Rivoltella fu mansio romana: stazione di posta dove si cambiavano i cavalli. Per via della svolta che in quel punto faceva la strada romana proveniente da Pozzolengo per Brescia, prese il nome di Mansio ad Flexum. Attorno al 1300 la bolla del vescovo di Verona attesta l'uso sia del nome latino Rivoltellam cum cappellis et decimis, sia di quello volgare. Nelle carte geografiche all'interno dei Musei Vaticani è possibile vedere sia Ad Flexum sia Riùltela.

Stando al Mazza (1986), il toponimo invece sarebbe il diminutivo di Rivolta, ovvero Riva Alta[2]. Altra opzione sarebbe "Ripa Altella" (riva alta) da qui Rivoltella[senza fonte].

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Epoca preistorica e romana[modifica | modifica sorgente]

È attestata la presenza di una stazione preistorica sulla base del ritrovamento di una fibula bronzea. Di converso, secondo quanto afferma il Mazza (1986), non si hanno tracce di epoca romana[2].

Epoca medioevale[modifica | modifica sorgente]

Rivoltella era dotata di un castrum. È attestato che la famiglia ghibellina dei Boccacci ne ebbe possesso nel 1167, quando ospitarono i fuggiaschi bresciani scacciati dai Guelfi. Durante la signoria di Pandolfo Malatesta i Boccacci tentarono una rivolta, ma furono sconfitti e dovettero fuggire a Verona. Con la riconquista del bresciano da parte dei Visconti (1419) riottennero il fortilizio per poi perderlo con l'arrivo dei veneziani[2].

Nel 1439, il Castello fu impiegato da Niccolò Piccinino come base. L'anno seguente presso la Chiesa di San Biagio, il Ducato di Milano e la Serenissima stipularono l'accordo che stabiliva come frontiera tra i due stati l'Adda[2]. La stessa chiesa, il 18 ottobre 1448 fu sede dell'accordo tra Francesco I Sforza e i veneziani in cui questi ultimi concedevano al primo l'assalto contro la Repubblica Ambrosiana di Milano che questi fece nel 1448/49, poi senza di loro[3].

Comune[modifica | modifica sorgente]

La prima attestazione dell'autonomia comunale di Rivoltella si ha nel 1493 quando è citata tra le appartenenti alla Riviera di Salò. Stando al catastico redatto dal Da Lezze, nel Seicento apparteneva alla quadra di Campagna[4].

Il comune comprendeva i paesi di Vaccarolo, Grole, San Martino e Montonale[senza fonte].

Seconda Guerra d'Indipendenza[modifica | modifica sorgente]

Lapide a Vittorio Emanuele II

Nel comune di Rivoltella fu combattuta una delle battaglie decisive della seconda guerra di indipendenza italiana, quella di San Martino.

Le truppe piemontesi, schierate attorno al paese, da esso partirono la mattina del 24 giugno 1859 per combattere gli austriaci a San Martino. Durante l'intera giornata gli abitanti di Rivoltella si adoperarono per aiutare i feriti. Ricordato da una lapide è il sacrificio di Anna Cominello che, dopo aver portato acqua ai feriti, venne colpita alla testa dal fuoco austriaco.

Fine dell'autonomia municipale[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito del riordinamento delle autonomie comunali operato nella seconda metà degli anni venti dal regime fascista e al fine di instaurare a capo delle stesse un Podestà, i gerarchi fascisti proposero l'unione di Rivoltella con il comune di Desenzano sul Lago. Nonostante le proteste dei cittadini, con Regio Decreto 20 luglio 1926, n. 1450, il Governo Mussolini sancì la fine del comune autonomo di Rivoltella e ribattezzò la nuova entità municipale con il nome di Desenzano del Garda.

Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica sorgente]

Durante la Repubblica Sociale Italiana a Rivoltella fu posto un presidio tedesco, presso la Villa Brunati, oggi contenente la Biblioteca Comunale. Inoltre il conte della Villa Tassinara era ministro di Mussolini, e venne ucciso da una bomba degli Alleati mentre si recava in auto a Salò.

Dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

A partire dagli anni cinquanta furono edificate le campagne tra Rivoltella e Desenzano e ad oggi (2010) le due cittadine formano un unico agglomerato urbano. Fu inoltre costruita la Strada statale 11 Padana Superiore che divise il paese dalla Chiesa di San Biagio e dal lago.

Nel 1960 fu abbattuta una delle due torri sopravvissute del castello medioevale, per consentire la rettificazione della strada statale[5].

Dal 2007, l'edificio che ospitava la sede del comune di Rivoltella è stato riaperto e ospita degli uffici.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Castello[modifica | modifica sorgente]

Il castello

Il castello fu realizzato dal re longobardo Desiderio nel 760 e potenziato nell'anno 900, dopo un passaggio degli ungari. Vennero realizzate le cinque torri di difesa e il rio Venga fu deviato in località Bus del Gat per allagare il fossato[6].

Attualmente (2010) del castello non rimane che una sola torre, chiamata torre civica, trasformata in campanile, poche mura e i resti che si vedono nel sottostante lago, che ha inghiottito pure la strada romana.

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di S. Biagio

La parrocchia di Rivoltella fa capo alla Diocesi di Verona. Sono presenti diverse chiese:

  • San Giuseppe, piccola chiesa situata in centro al paese.
  • San Zeno, antica chiesa risalente al Medioevo, adiacente al cimitero.
  • San Biagio, situata sul lago, fino al 2001 chiesa principale del paese.
  • San Michele Arcangelo, completata nel 2001.

Nel territorio del comune soppresso si trovano anche le seguenti chiese:

  • San Girolamo;
  • Madonnina della Villa;
  • San Francesco;
  • Chiesa di Montonale.

Chiese protestanti[modifica | modifica sorgente]

A Rivoltella è presente una chiesa cristiana Evangelica.

Ville[modifica | modifica sorgente]

Villa Martina
  • Villa Martina. Proprietà dei Brunati, in riva al lago vicino alla chiesa di San Biagio. Il principesco palazzo, dopo la battaglia di San Martino, ospitò Vittorio Emanuele II con il suo Stato Maggiore dal 25 al 30 giugno 1859. Il fatto è ricordato con una lapide nella stanza da letto del re e una all'esterno della villa, vicino al monumento ai caduti e alla sede degli alpini di Rivoltella. Dal 2007 sede della Biblioteca comunale di Desenzano del Garda.
  • Villa Montonale Alto. Di proprietà Fondrini.
  • Villa San Girolamo. Possidenza del conte Pelizzari. Nell'Ottocento le adiacenti colline sono state convertite in vigneti e di fronte è stato impiantato un boschetto.
  • Villa Contraccagna. Il palazzo è situato vicino alla torre, e fu al centro della battaglia del 24 giugno 1859; preso e ripreso varie volte, fu bersaglio delle bombe italiane ed austriache, parecchie delle quali sono ancora oggi conficcate nei muri.
  • Villa Venga Bertani. Prende il nome dal Rio Venga: è una villa settecentesca, che è stata di recente ristrutturata.
  • Villa Arrighi. Costruita dai nobili Arrighi venuti dalla Toscana nel 1599. Vicino ad essa passava l'antica strada romana da Rivoltella a Pozzolengo. Nel 1934 il palazzo fu acquistato dalla famiglia Tassinari e prese il nome attuale, Villa La Tassinara. Durante l'ultima guerra ospitò diversi gerarchi fascisti fra cui anche il generale Graziani della Repubblica Sociale Italiana (RSI). La Villa è oggi di proprietà della famiglia Ambrosi.

Persone legate a Rivoltella del Garda[modifica | modifica sorgente]

  • i fratelli Ferri. Durante il XV secolo furono abili stampatori a Venezia; una preziosa edizione del Decamerone uscì dalla loro stamperia.
  • Antonio Masotti. Nacque a Rivoltella e morì ad Adria. Nel 1857 fu membro dell'Istituto des Arts Unis di Londra per la sua invenzione della trebbiatrice.
  • Giovanni Andrea Giacomini (1796 - 1849) di Mocasina, ma figlio della rivoltellese Domenica Andreis. Tenne all'ateneo patavino la cattedra di medicina teorica e di clinica medica per chirurgia. Fu autore delle importanti opere "Farmacologia" e "Il Vitalismo applicato alla fisiologia ed alla patologia".
  • Giuseppe Tassinari, acquistò l'attuale "Villa Tassinara" a Rivoltella nel 1934 Grande studioso di agraria, ottenne due lauree nel settore (1912 e 1919), intervallate dalla sua partecipazione alla Prima guerra mondiale. Negli anni venti fu docente universitario di economia forestale all'istituto Superiore Forestale Nazionale di Firenze e di economia e politica agraria all'università degli Studi di Bologna, in cui divenne anche preside di facoltà. Schieratosi a favore del fascismo, venne eletto deputato con il Partito Nazionale Fascista (PNF) nel 1929 e nel 1934. Nel 1933 divenne direttore del Regio Istituto Superiore Agrario di Bologna, mentre l’anno successivo, con la trasformazione dell’Istituto in facoltà, assunse la carica di preside, che manterrà fino al momento della sua scomparsa.Collaboratore del Corriere della Sera, dopo il 25 luglio 1943 si schierò con la Repubblica Sociale Italiana e divenne Ministro dell'Agricoltura anche nel governo della RSI. Si trasferì a Desenzano del Garda, dove morì poco prima del Natale 1944 a causa di un bombardamento anglo-statunitense.
  • Giacomo Memini, inventò un carburatore per auto da corsa

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Rivoltella (1859 - 1926). URL consultato il 7 marzo 2010.
  2. ^ a b c d e Mazza (1986), op. cit., p. 289
  3. ^ Francesco Cognasso, La Repubblica di Sant’Ambrogio in Storia di Milano VI (1392-1450): Il Ducato Visconteo e la repubblica Ambrosiana, Milano, Fondazione "Treccani degli Alfieri" per la storia di Milano, 1955, pp. 421-422.
  4. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Rivoltella (sec. XIV - 1797). URL consultato il 7 marzo 2010.
  5. ^ Mazza (1986), op. cit., p. 290
  6. ^ Beschi (2002), op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Mazza, Il Bresciano - Volume II. Le colline e i laghi, Bergamo, Bortolotti, 1986, pp. 289-290. ISBN non esistente.
  • Luigi Beschi, Rivoltella : la storia di un paese del Garda attraverso le sue chiese antiche, Bergamo, Fondazione Civiltà Bresciana, 2002. ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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