Nago-Torbole
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
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| Altitudine: | 85 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 28 km² | ||||||||
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| Densità: | 93 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Nago, Tempesta, Torbole | ||||||||
| Comuni contigui: | Arco, Brentonico, Malcesine (VR), Molina di Ledro, Mori, Riva del Garda | ||||||||
| CAP: | 38060, 38069 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0464 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 022124 | ||||||||
| Codice catasto: | F835 | ||||||||
| Nome abitanti: | torbolani, naghesi | ||||||||
| Santo patrono: | Sant'Andrea (Torbole), San Vigilio (Nago) | ||||||||
| Giorno festivo: | 30 novembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| « Con che ardente desiderio vorrei che i miei amici si trovassero un momento qui con me, per poter gioire della vista che mi sta innanzi! » | |
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(J. W. Goethe)
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Nago-Torbole è un comune di 2.620 abitanti della provincia di Trento. Il suo territorio si estende dai 63 metri sul livello del mare fino ai 2.078 metri della cima del monte Altissimo di Nago. Fa parte del Comprensorio Alto Garda e Ledro. Il comune raggruppa due diversi centri abitati molto vicini e di dimensioni simili: uno, Nago, alle pendici del Monte Altissimo (2079 m) e l'altro, Torbole, in riva al lago di Garda, subito sotto.
Indice |
[modifica] Geografia
Torbole è situata nell'angolo nord-orientale del lago di Garda e comprende la foce del fiume Sarca, suo immissario. Ad est si eleva la catena del Baldo, con il Monte Altissimo. Nel retroterra a nord si estende una piana di circa 7 chilometri che include Arco. La strada Statale 249 Gardesana Orientale diretta ad ovest costeggia il lago e congiunge Torbole con Riva del Garda.
Grazie alla protezione delle montagne alle spalle e l'azione termoregolarizzatrice del lago, l'intera piana gode di un microclima di tipo mediterraneo. Per questo Goethe la chiamava la terra dove fioriscono i limoni.
[modifica] I venti
| Per approfondire, vedi la voce Lago_di_Garda#I_venti. |
Quasi tutta l'attività economica dell'Alto Garda si basa sulla completa affidabilità dei venti della zona, presenti tutti i giorni dell'anno e particolarmente apprezzati dagli appassionati di windsurf. Lo stesso nome Torbole deriva da turbine. I venti principali di Torbole sono:
- Òra, il vento più costante e famoso. Proviene da sud e la sua velocità va dai 10 ai 12 metri al secondo. Si tratta di un vento pomeridiano.
- Pelér-Paesàm, è anch'esso un vento permanente e costante. Proviene da nord ed ha un'intensità solitamente minore dell'Òra. È un vento notturno e antimeridiano.
- Ponale: è un vento particolarmente forte, tuttavia piuttosto raro. Solitamente è foriero di ingenti manifestazioni temporalesche. Proviene dalla Valle di Ledro (SE).
- Balinòt: un vento molto forte. Spira di solito in inverno e proviene dal monte Ballino (ENE).
[modifica] Storia
Riscontri sulla presenza umana si hanno già dal Neolitico (nella zona del Baldo e di Nago). Anche per l'età del bronzo e le epoche protostoriche e storiche la presenza di insediamenti è confermata sulla rupe di Castel Penede a Nago, castello in posizione strategica distrutto dalle truppe francesi del Duca di Vendôme nel 1703.
Dante si narra abbia composto questi versi a Nago presso la rupe di Castel Penede:
| « Suso in Italia bella giace un laco, a piè dell'Alpe che serra Lamagna sopra Tiralli, ch'ha nome Benàco. » |
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(Dante - Divina Commedia - Canto XX Inferno)
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La dominazione veneta avvenne per conquista militare (1439), in quell'anno i Veneziani trasportarono, attraverso la Valle del Cameràs, un’intera flotta (25 barconi e 6 galere); partirono dall’Adriatico e risalendo il fiume Adige giunsero al porto fluviale di Ravazzone. Da qui, a forza di braccia e di buoi transitarono per Mori fino a raggiungere le acque del lago di Loppio. Attraverso la "Bocca" di Nago, infine, furono calati nel Garda a Torbole. Un'impresa gigantesca che rimase nella storia delle marine: per condurre a termine questa operazione militare furono utilizzati circa 2000 buoi e 15.000 ducati. Dopo una sconfitta nel 1439, nell’aprile del 1440 la piccola flotta veneziana sconfisse, nelle acque del Garda, la flotta viscontea guidata da Taliano Furlano riuscendo a conquistare Riva del Garda.
Nago-Torbole, come gli altri paesi della zona, fu completamente evacuato durante la guerra del 1915-1918: si trovava infatti proprio sulla prima linea del conflitto austro-italiano. Durante la seconda guerra mondiale fu annesso al terzo Reich, assieme a tutta la regione Trentino-Alto Adige, e nelle sue gallerie della gardesana orientale si allestirono industrie della Messerschmitt AG per l' aeronautica militare tedesca (vi erano prodotti anche pezzi per razzi V2).
Annesso forzosamente dal regime fascista al comune di Riva del Garda, nel 1958 il comune di Nago-Torbole ritrova la sua autonomia. Il dopoguerra porta anche uno sconvolgimento sociale: l'abbandono dell'economia tradizionale legata alla agricoltura e alla pesca e l'ingresso nell'impresa turistica di gran parte della popolazione.
Nel 1980 il windsurf ha rilanciato Torbole sul Garda sul palcosenico internazionale con l'organizzazione del campionato mondiale. Tale esperienza fu seguita dell'introduzione di numerosi percorsi per mountain bike (nel 1991 si tennero i campionati mondiali della disciplina sul vicino monte Brione).
Dopo il 2000 il suo entroterra, prima coltivato, subisce una massiccia operazione di costruzione edilizia.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Variazioni
Nel 1929 il comune viene soppresso e i suoi territori aggregati al comune di Riva ora Riva del Garda; nel 1957 il comune viene ricostituito in seguito ad un referendum popolare (Censimento 1951: pop. res. 1868). [1]
[modifica] Luoghi d'interesse
[modifica] Nago
[modifica] I forti
I forti austro-ungarici di Nago sono forse i meglio conservati del Trentino. Oggi ospitano il museo comunale.
La storia di queste fortificazioni comincia il 21 dicembre del 1859, quando fu approvato il progetto di costruzione del forte alto di Nago da parte del Ministero a Vienna. La costruzione (sotto l'Ufficio del Genio Militare di Riva) si articolò fra il 1° giugno del 1860 e il 5 gennaio del 1861. Il collaudo avvenne nel 1863.
Il forte di Nago appartiene alla "prima generazione" (come, per esempio, il forte San Nicolò a Riva), in pietra ben lavorata con materiale reperito in zona (giallo di Mori per il forte superiore e rosa per quello inferiore).
Era composto da due casamatte poste di traverso alla strada che fu sbarrata con un portone. Oggi splendidamente restaurate, sono accessibili a tutti.
[modifica] Il fenomeno postglaciale delle Marmitte dei giganti
Uno dei più interessanti fenomeni naturali del Trentino è così descritto da Aldo Gorfer nelle sue Valli del Trentino (1982):
| « Celebre particolarità di Nago sono i pozzi glaciali (Marmitte dei giganti) che si accompagnano a una didattica serie di altri monumenti glaciali (salto glaciale, rocce montonate, striate, lisciate ecc.). Un gruppo di pozzi glaciali è visitabile sotto il paese presso la strada statale e con partenza dalla stessa. Altro gruppo lungo la strada della Maza, a un chilometro circa da Nago. Alcune di esse furono illustrate da Antonio Stoppani (e poi studiate da G.B. Trener, 1899): "Da dodici a quattordici, parecchie delle quali colossali e veramente stupende, si scoprirono sullo sperone del monte che sorge tra la Sarca e il forte di Nago... » |
[modifica] La chiesa di S. Vigilio
La chiesa parrocchiale di Nago si trova nell'omonima via, una delle arterie principali del paese. La costruzione attuale risale alla fine del XVI secolo (in epoca madruzziana), ma il primo luogo di culto risale probabilmente all'epoca paleocristiana. È nominata per la prima volta nel 1203, in un documento relativo ad una diatriba tra gli abitanti di Nago e il vescovo di Trento Corrado II di Beseno. Viene definita "collegiata", quindi la sua importanza all'epoca doveva essere notevole.
Durante la visita pastorale del 1536 gli inviati vescovili invitano gli abitanti del paese a ricostruire la chiesa; i lavori terminarono nel 1599 e venne cambiato l'orientamento della navata, con l'abside ad ovest e l'entrata ad est, contrariamente alla tradizione. L'interno è sobrio, con altari di marmo settecenteschi; oltre all'altare maggiore (1741), vi sono quelli dedicati a Santo Stefano (1766-68), alla Vergine del Rosario (1736), a Santa Teresa (1756, un tempo intitolato all'Immacolata Concezione) opera di Francesco Zuliani e a Sant'Antonio di Padova (1718); quest'ultimo ospita una pala di Bortolo Tomasini raffigurante il santo assieme alla Vergine e al Bambino. Questo pittore è anche l'autore della Via Crucis. Tra il 1920 e il 1921 il pittore romano Giustiniani realizzò le uniche pitture murali della chiesa raffiguranti i 12 apostoli racchiusi in medaglioni sulla volta dell'edificio.
Dopo la seconda guerra mondiale, dato l'alto numero dei fedeli, l'edificio venne ampliato con la costruzione del transetto, assumendo la forma a croce latina che mantiene tuttora.
[modifica] La chiesa della Santissima Trinità
Costruita nel XVII secolo, era la sede di una confraternita. Al suo interno sono conservati l'altare maggiore, costruito in marmo, sul quale è collocata una pregevole scultura lignea raffigurante la Trinità, opera di uno scultore tirolese del XV secolo. Gli altari laterali, presentanti ancona lignea seicentesca e antependio marmoreo dei primi anni del secolo successivo, sono dedicati a San Carlo Borromeo e San Francesco d'Assisi, raffigurati in due pale seicentesche. Sulla cimasa del primo dei due è collocato lo stemma della nobile famiglia dei Tonelli, che fonti d'archivio attestano come molto munifica nei confronti nella chiesa. Nella chiesa è presente anche un dipinto del XIX secolo raffigurante la Madonna dell'Aiuto.
[modifica] Castel Penede
I ruderi di Castel Penede (ora in restauro) si trovano in posizione strategica, proprio sopra i due paesi.
Ricostruito intorno al 1200 su sedimenti neolitici e poi romani e celtici, fu feudo dei conti d’Arco e fu a lungo conteso nelle guerre tra Guelfi e Ghibellini. Nel 1438 fu espugnato dalle truppe del Gattamelata. Nel 1703 fu saccheggiato e dato alle fiamme dalla truppe francesi del Duca di Vendôme.
[modifica] Torbole
[modifica] La chiesa di S. Andrea
La Chiesa di S. Andrea, patrono dei pescatori, si trova sopra l'abitato di Torbole. Il primo accenno alla cappella di S.Andrea è in un documento del 1175. Viene citata anche in un documento del 1183 dallo stesso Papa, Lucio III. Caratteristiche architettoniche: la chiesa fu ricostruita in stile tardo Barocco dopo la devastazione delle truppe francesi del 1703, ma furono recuperati elementi architettonici precedenti (come dimostrano le date 1496 e 1512 scolpite sul basamento dei due archi di pietro del transetto).
La pala dell’abside raffigura il Martirio di S.Andrea, del pittore veronese Giambettino Cignaroli (1706-1770). Le varie figure del dipinto, ben precise e realistiche, pare siano state realizzate prendendo come modelli diversi popolani di Torbole.
Nelle due navate laterali hanno sede due statue lignee, di S. Giuseppe e della cosiddetta Madonna Romani (dal nome del benefattore che la donò).
[modifica] Valletta di S. Lucia
La valletta collegava con l'antica strada romana attiva fino ai primi del 1700 la valle dell'Adige con il lago di Garda. Si snoda in un'oliveto centenario. Fu teatro della calata della piccola flotta veneziana. Lungo il suo percorso la vista domina l'intero lago di Garda, fino a Sirmione.
[modifica] Il sentiero panoramico a sbalzo verso Tempesta
Si tratta di un sentiero naturalistico di recente costruzione, a balcone sul lago di Garda, che collega Torbole alla sua frazione Tempesta, antico confine fra Austria e Italia. La passeggiata è lunga 4 km, e procede a mezza costa del Monte Baldo a picco sul lago, superando due costoni, il Corno di Bò e il Salt de la Cavra. Non è percorribile però in mountain bike. Il tempo di percorrenza a piedi è di circa un'ora e 15 minuti.
[modifica] Cultura
[modifica] Goethe a Torbole
J. Wolfgang Goethe arriva a Torbole sul Garda il 12 settembre 1786, alloggia presso l'osteria alla Rosa della famiglia Alberti. Sul suo diarioTagesbuch 12 settembre 1786 annota:
| « Con che ardente desiderio vorrei che i miei amici si trovassero un momento qui con me, per poter gioire della vista che mi sta innanzi! Per questa sera, mi sarei già potuto trovare a Verona; ma a pochi passi da me c’era questo maestoso spettacolo della natura, questo delizioso quadro che è il Lago di Garda, ed io non ho voluto rinunciare; così mi trovo splendidamente compensato di avere allungato il cammino. Son partito da Rovereto dopo le cinque, prendendo per una valle laterale, che versa le sue acque ancora nell’Adige. Arrivati alla sommità, si presenta in basso un ciglione scosceso e maestoso, che si valica per poi scendere fino al lago. » | |
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(J. W. Goethe)
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[modifica] Torbole luogo di soggiorno per artisti e poeti
A partire dell'Ottocento, numerosi giovani pittori e poeti impegnati nel Grand Tour frequentarono Torbole sul Garda, attratti dalle descrizioni entusiastiche di Goethe che qui soggiornò e scrisse sia parte dell'Iphigenia che alcune pagine del suo diario "italiano" il 12 e 13 settembre del 1786.
Dall'inizio del Novecento Torbole divenne poi meta di molti pittori (per lo più germanofoni), diretti alla scuola del pittore berlinese Hans Lietzmann (1872-1955), che qui si era trasferito nel 1899.
Fino agli anni Sessanta rimase attivo anche un altro ritrovo artistico, quello della famiglia Kaldor presso la Casa Beust.
Fra i moltissimi pittori che immortalarono Torbole sul Garda ricordiamo:[2]:
- Heinrich Deuchert, (1840-1923);
- Georg Macco, (1863 - 1933);
- Heinrich ADAM , (1787-1862);
- Wilhelm Karl GENTZ , (1822-1890);
- Peder Mork MØNSTED , (1859-1941);
- Georg MACCO , (1863-1933);
- Hans LICHT , (1876-1935);
- Albert Paris GÜTERSLOH , (1887-1973);
- Thomas Leitner, (1876-1948);
- Ludwig H. Theodor GURLITT , (1812-1897);
- Karl Kröner, (1887-1972);
- Hermann von Kaulbach, (1846-1909);
- Charles Palmié, (1863-1911).[3]
[modifica] Personalità illustri
Torbole ha dato i natali al campione di atletica leggera (salto con l'asta) Renato Dionisi.
[modifica] Economia
Economia di pescatori fino agli anni '20, Torbole ha iniziato a lanciarsi nel turismo già dall'inizio del novecento allorché la sponda nord del lago di Garda era ancora sotto la bandiera della monarchia d'Austria. Ma fu il dopoguerra a portare l'abbandono dell'economia tradizionale legata alla agricoltura e alla pesca e l'ingresso nell'impresa turistica di gran parte della popolazione.
Torbole è piuttosto apprezzata per la balneazione e per gli sport d'acque interne, grazie al vento forte e costante. Attorno a Nago sono invece disponibili tracciati per mountain bike e pareti per il free climbing, oltre ai normali tracciati escursionistici sul Monte Baldo, ancora praticamente vergine su questo versante.
[modifica] Sport
[modifica] Windsurf e vela
Il Circolo Vela Torbole nasce nel 1964 e conta attualmente 300 soci. È uno dei più importanti a livello nazionale e conosciuti d’Europa. Le sue regate ospitano di norma campioni e squadre nazionali a livello internazionale.
Il Circolo Surf Torbole viene fondato nel 1979 e conta attualmente 250 soci, fra cui anche la campionessa olimpica Alessandra Sensini. Tra le manifestazioni nazionali ed internazionali ospitate, si ricordano soprattutto tre edizioni dei mondiali (1988, 1992 e 2006.
[modifica] Gastronomia locale
La tradizione gastronomica locale si basa su alcuni elementi tipici della cucina povera trentina, come la polenta e la selvaggina. La vicinanza del lago ha però arrichito le tavole di Torbole e Nago di saporitissimi pesci come, fra i tanti, la trota salmonata, il luccio, il coregone e il persico. Il clima mite ha poi favorito la coltura dell’olivo (forse la più settentrionale d’Italia). Tra la frutta, i fichi, le prugne, le pesche, introdotti grazie al microclima favorevole, e le mele. Di Torbole si ricorda inoltre un broccolo piuttosto apprezzato. Ricette tipiche sono:
- i Bigoi co le aole (Spaghettini con sardelle; protagonisti di una sagra carnevalesca di Torbole detta Sbigolada);
- il Zisam (aole di lago e cipolle);
- la Peverada con luganeghe e polenta (La Peverada è un intingolo molto saporito fatto con il pane);
- la Carne salada e fasoi (carne sotto sale e fagioli);
- la Torta de fregoloti (a base di mandorle);
- Pan de mòlche (pane fatto con le olive).
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Ennio Bertolini (lista civica) dal 10/05/2004
Centralino del comune: 0464 549500
Posta elettronica: Comune@Comune.Nago-Torbole.tn.it
- Vicesindaco: Eraldo Tonelli
[modifica] Bibliografia
[modifica] Letteratura
- Johann Wolfgang von Goethe, Tagesbuch, tr. it. a cura di Roberto Venuti, Diari e lettere dall'Italia : 1786-1788, Roma, Artemide, 2002. ISBN 88-86291-35-3
- Antonio Umberto Riccò, Biscotti al cardamomo, Merano, Edizioni alpha beta Verlag. ISBN 978-88-7223-117-3
[modifica] Bibliografia critica
- Giovanbattista Mezzi, Nago e Torbole dalle origini al secolo 16°, Trento, Scuole grafiche Artigianelli, 1976
- AA.VV., 40 artisti per Goethe: una sosta a Torbole: 12 settembre-13 ottobre 1986, Palazzo Pavese Nago-Torbole, Milano, Fabbri, 1986
- Graziano Riccadonna (a cura di), Il Piave mormorò: immagini e memorie della grande guerra nell'Alto Garda: Casa degli artisti Giacomo Vittone, Tenno, Riva del Garda, Arco, Nago-Torbole, Tenno, Casa degli artisti Giacomo Vittone, 1988
- Marco Masetti, Le frane di Nago Torbole, tesi di laurea, Milano, Università degli studi, 1991
- Eugenio Cipriani, In mountain bike sui monti dell'alto Garda: 29 itinerari da: Bardolino-Garda-Torri del Benaco-Brenzone-Malcesine-Nago-Torbole-Arco-Sarche-Riva-Ledro-Limone-Tremosine, Verona, Cierre, 1991. ISBN 88-85923-23-2
- Nago-Torbole notizie, periodico dell'Amministrazione comunale di Nago-Torbole, Nago, Comune, 1994-
- Aldo Miorelli, I capitelli nella vita della comunità di Nago, Torbole e Linfano: 1213-2001, Torbole sul Garda, Gruppo culturale Nago-Torbole, 2001
- Ferdinando Martinelli, Storia della scuola elementare di Nago e Torbole dalle origini al 1945, Nago Torbole, a cura dell'Assessorato all'istruzione del comune Nago-Torbole, 2002
- Franco Bonomi, Tullio Pasquali, Valentino Rosa (a cura di), Dal Benaco al Baldo : la preistoria del territorio di Nago e Torbole, Arco, Grafica 5, ?
- Gruppo Culturale Nago-Torbole, "La Giurisdizione di Penede-Quaderno periodico di ricerca storica", semestrale, 1993-
[modifica] Note
- ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
- ^ Per vedere alcune opere di questi artisti[1]
- ^ Altri illustri artisti attratti da Torbole furono: Volker WALDE, (n. Innsbruck 1906); Josef ROLLETSCHEK, (1859-1934); Stefan SIMONY, (1860-1950); Heinz SCHMIDT-ROM, (1877-?); Hugo Hagenkötter, (n. 1882 in Remscheid); Paul GRABWINKLER, (1880-1946); Peder MØNSTED, (1859-1941); Karl Digel, (1905 Betzingen - 1974 Reutlingen); Baron von Dipauli; Fritz Stattler, (1867-?); Andreas Roth, (1873 Wien - 1949 Los Angeles); Prof. Hans W. SCHMIDT (Hamburg 1859 - Weimar 1950); Robert SCHULZE (Magdeburg 1828 - München 1910); Paul FLICKEL (Berlino 1852 - Nervi 1903); Alfred GLATZ, Cottbus (1870 - Berlino 1945); H. Speidel; Hermann DRÜCK (1856 - 1931 Vaihingen/Württemberg); Otto HAMEL, Erfurt (1866 - Lohr/Main 1950); Jacob Meyer, (1895-1971); Rudolph ANDRÉE (1887-1970); Hildegard LANG, pseud. Garlan (*Berlino 1908-?); Prof. Bruno BIELEFELD (Blumenau 1879 - Berlino 1973); Oskar POPP, (Leipzig 1875-?); H. KINDLER; Ludwig Hofelich, (1842 Leipzig - 1903 München); Albert WUNDERLICH, (1876 Geislingen - 1946 Stuttgart); Eduard WEICHBERGER, (1843 Krauthausen - 1913 Weimar).
[modifica] Voci correlate
- Alto Garda e Ledro
- Provincia autonoma di Trento
- Trentino - Alto Adige
- Windsurf
- Vela
- Mountain bike
- Johann Wolfgang von Goethe
- Hans Lietzmann
[modifica] Collegamenti esterni
- Il Comune di Nago-Torbole
- Azienda Turistica dell'Alto Garda
- Il Circolo Vela Torbole
- Il Circolo Surf Torbole
- Guida Torbole del Garda
- Comprensorio Alto Garda e Ledro
- Coro Castel Penede - Nago
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