Caldonazzo

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Caldonazzo
comune
Caldonazzo – Stemma
Caldonazzo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Giorgio Schmidt (lista civica) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°00′00″N 11°16′00″E / 46°N 11.266667°E46; 11.266667 (Caldonazzo)Coordinate: 46°00′00″N 11°16′00″E / 46°N 11.266667°E46; 11.266667 (Caldonazzo)
Altitudine 530 m s.l.m.
Superficie 21,46 km²
Abitanti 3 544[1] (30-11-2013)
Densità 165,14 ab./km²
Frazioni Brenta, Lochere
Comuni confinanti Bosentino, Calceranica al Lago, Centa San Nicolò, Folgaria, Lavarone, Levico Terme, Luserna, Pergine Valsugana, Tenna
Altre informazioni
Cod. postale 38052
Prefisso 0461
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022034
Cod. catastale B404
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 089 GG[2]
Nome abitanti caldonazzesi o panizzari (in dialetto locale, anche i caldonàzzi)
Patrono san Sisto II
Giorno festivo 6 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caldonazzo
Sito istituzionale

Caldonazzo (Caldonàz in dialetto trentino[3]) è un comune di 3.544[4] abitanti della provincia di Trento.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Lago di Caldonazzo

La geografia del paese è caratterizzata dall'omologo lago, Lago di Caldonazzo, dal quale nasce il fiume Brenta che sfocia nel Mare Adriatico.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Valentino[modifica | modifica sorgente]

La chiesetta di S. Valentino

La chiesa viene ricordata già dal XII secolo. Pare sia stata costruita prima del 1259, come testimonia un documento del Vescovo della diocesi di Trento Egnone. Sotto un gradino si legge la data del 1289.

Venne restaurata diverse volte nel tempo ed era custodita da un eremita che abitava nella casa attigua. Tra questi la storia ricorda nel 1743 Fra Iacopo da Torcegno e un Giuseppe Marchi da Modena.

Il suo piccolo campanile è inserito all'interno nel timpano, mentre la campana è protetta da inferriate del 1700. Al di sotto del portale maggiore e delle facciate sono stati messi in luce gli archi, in cotto, del portico risalente al 1544. L'abside venne costruita sulla roccia affiorante, ed ha una struttura a tre lunette. Gli affreschi del soffito rappresentano la Madonna con Gesù Bambino, San Valentino e San Rocco.

Nel presbiterio si trovano gli stemmi della famiglia Trapp-Matsch del 1528, della dinastia dei conti di Caldonazzo. L'altare in legno è opera di Minati da Pergine. La pala rappresenta San Valentino e San Carlo Borromeo venne dipinta da Gioacchino Antonio Mayr nel 1759.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Nel 1872, in un vigneto del Colle di Brenta, a circa 100 metri dalla chiesa di San Valentino, fu trovato un consistente frammento di lastra tombale, che doveva appartenere al coperchio di un sarcofago o di una sepoltura a cassa. Esso risulta decorato da una grossa croce in rilievo, e da un'iscrizione su tre righe che riporta il nome del defunto.

Le caratteristiche epigrafiche permettono di datare il reperto tra il VII e l'VIII secolo d.C. Ora questo importante resto viene conservato presso la chiesa parrocchiale di San Sisto a Caldonazzo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]


Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1928 aggregazione di territori dei soppressi comuni di Calceranica e Centa San Nicolò; nel 1947 distacco di territori per la ricostituzione del comune di Calceranica, ora Calceranica al Lago (Censimento 1936: pop. res. 732), e Centa San Nicolò (Censimento 1936: pop. res. 777); nel 1988 distacco di territori aggregati al comune di Centa San Nicolò (Censimento 1981: pop. res. 17).[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizonario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  4. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 30/11/2013 [2].
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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