Centa San Nicolò

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Centa San Nicolò
comune
Centa San Nicolò – Stemma
Vista da est
Vista da est
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Cinzia Frisanco[1] (lista civica) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 45°58′00″N 11°14′00″E / 45.966667°N 11.233333°E45.966667; 11.233333 (Centa San Nicolò)Coordinate: 45°58′00″N 11°14′00″E / 45.966667°N 11.233333°E45.966667; 11.233333 (Centa San Nicolò)
Altitudine 830 m s.l.m.
Superficie 11,27 km²
Abitanti 626[2] (31-12-2010)
Densità 55,55 ab./km²
Frazioni Campergheri, Frisanchi, Valle

Masi: Schiri, Lambri, Martinelli, Uezi, Cioli, Conzi, Doss, Fontani, Gremesi, Maccani, Menegoi, Pacheri, Paldaofi, Rauteri, Sadleri, Stauderi, Tiecheri, Tonezzeri, Wolfi

Comuni confinanti Besenello, Calceranica al Lago, Caldonazzo, Folgaria, Vattaro
Altre informazioni
Cod. postale 38040
Prefisso 0461
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022056
Cod. catastale C467
Targa TN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti i zentanèri
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Centa San Nicolò
Sito istituzionale

Centa San Nicolò (Zénta in dialetto trentino[3]) è un comune di 627 [4] abitanti della provincia di Trento.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Centa San Nicolò è uno dei più grandi comuni come estensione del territorio: non è infatti un unico agglomerato, come Vattaro, o Caldonazzo, ma un insieme di piccoli masi, piccole frazioni, che coprono tutto il versante orientale della Vigolana.
La storia di Centa S.Nicolò affonda nelle radici della storia di Trento.
Nel XIII secolo Principe Vescovo Vanga fece chiamare alcuni coloni Bavaresi, per tenere aperta una via commerciale tra Trento e gli Altipiani di Lavarone e Folgaria; questi coloni fondarono il primo nucleo in un piccolo maso, ora inglobato da altri, e chiamarono questa loro abitazione col termine di "cinta" da cui poi derivò "Centa".
Per "cinta" si intendeva la recinzione che proteggeva il maso e che lo difendeva da lupi, orsi ed altri sgraditi ospiti.
Man mano che i secoli passarono, la strada si ampliò, venne fondato un vero e proprio paese e fu aperta anche la strada che porta a Caldonazzo: vari masi, tra cui Campregheri, la Strada e altri sorsero ai lati di questa strada, che esiste ancora al giorno d'oggi.
La devozione al santo Nicola da Bari ebbe origine nel periodo della peste, quando l'intero paese chiese aiuto al santo e fu miracolosamente risparmiato dalla peste che flagellava l'Europa intera.
Durante la prima guerra mondiale i tedeschi costruirono una strada sul fronte opposto della vallata, scavando nella nuda roccia, per collegare Caldonazzo agli altipiani.
A proposito della prima guerra mondiale, narrano le storie popolari che i cannoni italiani installati sugli altipiani, i cui colpi rimbombavano per tutta la vallata, non riuscirono mai a colpire la ferrovia della Valsugana, che collegava Trento a Padova.
Ancora oggi in località Campregheri si possono trovare delle piccole fortificazioni risalenti alla prima guerra mondiale, come sparse qua e là su tutto il territorio comunale vi sono le tracce di numerose trincee.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]


Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1928 il comune viene soppresso e i suoi territori aggregati al comune di Caldonazzo; nel 1947 il comune viene ricostituito (Censimento 1936: pop. res. 777); nel 1988 aggregazione di territori staccati dai comuni di Caldonazzo, Calceranica al Lago e Vattaro (Censimento 1981: pop. res. 35).[6]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Repubblica [1].
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  4. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/08/2010 [2].
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]