Spiazzo

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Spiazzo
comune
Spiazzo – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Michele Ongari (lista civica) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°06′16″N 10°44′25″E / 46.104444°N 10.740278°E46.104444; 10.740278 (Spiazzo)Coordinate: 46°06′16″N 10°44′25″E / 46.104444°N 10.740278°E46.104444; 10.740278 (Spiazzo)
Altitudine 441 m s.l.m.
Superficie 70,72 km²
Abitanti 1 299[1] (31-12-2010)
Densità 18,37 ab./km²
Frazioni Borzago, Ches, Fisto, Mortaso
Comuni confinanti Bocenago, Caderzone, Daone, Giustino, Massimeno, Montagne, Pelugo, Ponte di Legno (BS), Saviore dell'Adamello (BS), Strembo, Vermiglio
Altre informazioni
Cod. postale 38088
Prefisso 0465
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022179
Cod. catastale I899
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti spiazzesi (spiazaröi)
Patrono San Vigilio
Giorno festivo 26 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Spiazzo
Sito istituzionale

Spiazzo (Spiaz o la Piéf in lombardo[2]) è un comune italiano di 1.299 abitanti della Provincia di Trento.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La valle del fiume Sarca

Il paese si trova nella verde Val Rendena, collocata longitudinalmente e attraversata dal fiume Sarca. Volgendo lo sguardo verso settentrione dal centro abitato, si individua il gruppo montuoso dell’Adamello-Presanella (in cui ci si inoltra imboccando la Val di Borzago che si stacca proprio da Spiazzo[3]) situato a occidente, e quello delle Dolomiti di Brenta a oriente, massicci su cui si stende l’ampia zona protetta del parco dell’Adamello-Brenta[4][5].

Il territorio comunale è composto anche da alcune frazioni: l'’insediamento di Spiazzo è infatti contornato a sud da Borzago, contraddistinto dalla “Cort da Togno”, un cortile interno ornato da dipinti murali opera di Vigilio Pellizzari Togno e nei cui edifici era installato il comando militare di Tione durante la Prima guerra mondiale; a est da Fisto, lambita dal Sarca, un tempo amministrativamente legata a Ches e le cui case sono in gran parte decorate con affreschi di soggetto religioso; a nord da Mortaso, costeggiata dal rio Vagugn che in più occasioni esondò causando danni all’abitato e perfino alterazioni all’ambiente[6].

Via strada, Spiazzo dista 50 chilometri da Trento, che è situata a est; percorrendo in direzione nord la Strada Statale 239, dal paese si raggiunge dopo una ventina di chilometri e un balzo di più di mille metri il rinomato centro sciistico di Madonna di Campiglio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti in Val Rendena di cui si ha notizia risalgono all’età del bronzo, e fortificazioni preistoriche sono ancora presenti in varie località della valle: castellieri si trovano a Massimeno, Giustino e Pelugo. Successivamente, nella vallata si insediarono popolazioni di origine celtica e retica, prima che l’area rientrasse sotto il controllo di Roma[7].

Intaglio raffigurante San Vigilio

Dal punto di vista amministrativo, Spiazzo risale al 1928 quando per decreto le comunità montane di Borzago, Fisto e Mortaso vennero riunite assieme in un’unica entità comunale recante l’odierno toponimo[6]. Il paese si sviluppò negli anni attorno a un santuario consacrato a San Vigilio, che secondo la tradizione avrebbe qui subito il martirio nel 405. Dagli scavi effettuati a metà dello scorso secolo, si scoprì che il punto dove fu eretta la chiesa era la sede di un tempio risalente forse al periodo paleocristiano, certamente prima dell’anno Mille come dimostrano reperti rinvenuti sotto la pavimentazione dell’attuale santuario. Pare che esistesse un cippo dedicato al culto di Saturno, stele che il vescovo trentino fece demolire causando la rappresaglia ai propri danni[8].

Dagli affreschi del XVI secolo nella chiesa di Santo Stefano a Carisolo sembrerebbe che nel 774 l’esercito di Carlo Magno diretto a sud abbia attraversato la valle che dal 1027 entrò a far parte del principato vescovile di Trento e divenne teatro di guerra fra le signorie venete e lombarde ma anche terreno di sviluppo delle relazioni mercantili con le aree viciniori. La situazione di miseria favorì lo sviluppo della peste che si diffuse in Europa nel 1630 e che causò il parziale spopolamento della vallata a causa dell’emigrazione. Il fenomeno dell’espatrio si verificò di nuovo agli inizi del XX secolo, e questo provocò anche l’esportazione di competenze professionali tipiche della valle: arrotini, segantini e salumai diffusero la loro esperienza in Europa e nel mondo[7].

Le montagne attorno a Spiazzo furono segnate dalle tracce lasciate dai soldati della Prima guerra mondiale, i cui segni rimangono nell’ambiente o sono stati raccolti in un museo locale[8].

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Museo della Guerra Bianca Adamellina[modifica | modifica sorgente]

Alpini italiani nella Grande Guerra

Il museo fu istituito nel 1973 a cura di Giovanni Pellizzari e Sergio Collini che vollero commemorare i caduti nella Prima guerra mondiale[9].

Collocata nella sede della vecchia scuola elementare, l’esposizione presenta oggetti che si riferiscono alle attività belliche che ebbero luogo nella zona durante la Prima guerra mondiale. La ricchezza dei reperti è dovuta al fatto che a conclusione del conflitto divenne un lavoro remunerativo recarsi nelle zone di guerra per recuperare e vendere il materiale lasciato sulle montagne. Nacque così la figura del “recuperante”, a cui si deve la quantità di reperti custoditi nel museo. In seguito, col miglioramento generale delle condizioni economiche i valligiani recuperanti vennero sostituiti dagli storici, che furono aiutati dal ritirarsi dei ghiacciai; il fenomeno mise a nudo nuovi materiali bellici e arricchì la collezione dei ritrovamenti. Il museo ospita tra gli altri oggetti slitte, lanciabombe e una rara bussola geodetica adoperata per la realizzazione di una galleria di guerra; sono conservati anche circa tremila fotografie dell’epoca, documenti appartenuti ai soldati, carte geografiche militari dell’esercito asburgico e il diario di guerra di un tenente austriaco[6][10].

Chiesa di San Vigilio[modifica | modifica sorgente]

Dettaglio della Danza Macabra a Pinzolo

L’edificazione del santuario iniziò a partire dal V secolo, assorbendo le mura della struttura originaria di un tempio pagano preesistente e costruendo la chiesa con una pianta a croce latina[11]. L’edificio attuale fu realizzato nel 1541, affiancando al luogo di culto il campanile (eretto nel 1621[12]) che per la forma di cipolla della sezione più alta richiama quello del duomo di Trento. La chiesa è costituita da un’unica navata che ha tre cappelle votive per ciascun lato, ed è abbellita, internamente e sulla facciata, da affreschi che raffigurano fra l’altro la lapidazione del Santo, il battesimo di Cristo e l’annunciazione dell’Arcangelo Gabriele. Altri dipinti sono quelli dell’altare della Madonna della Neve, che raffigurano alcuni episodi del Vangelo e che sono opera di Simone II Baschenis[6]. L’artista aveva già lavorato nella zona, e tre anni prima aveva fra l’altro dipinto la Danza Macabra nella chiesa del vicino paese di Pinzolo[12]. Successivamente, a seguito dei dettami della Controriforma, fu smantellato il battistero che si trovava all’esterno, e il fonte battesimale venne trasferito all’interno del santuario. L’organo fu installato in periodo barocco e subì miglioramenti in seguito. Pare che l’area attorno al campanile fosse il luogo in cui venissero risolti i contrasti fra le famiglie locali in disaccordo[11].

L’orto didattico[modifica | modifica sorgente]

La piazza centrale, non lontano dalla chiesa di San Vigilio, ospita un giardino in cui crescono i prodotti di frutta e verdura tipici della cultura valligiana. Si tratta di un’area collettiva che richiede la cura e l’irrigazione delle piante da parte di coloro che vogliono raccogliere i frutti maturi per consumo personale. Questa iniziativa riscuote il particolare interesse nei piccoli che hanno l’opportunità di seguire il processo di maturazione dei prodotti vegetali[6].

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[13]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2013.
  2. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  3. ^ Val di Borzago, Parco naturale Adamello Brenta. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  4. ^ Spiazzo in Val Rendena, dolomiti.it. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  5. ^ Territorio, Parco naturale Adamello Brenta. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  6. ^ a b c d e Spiazzo, campigliodolomiti.it. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  7. ^ a b Cenni di storia: Pinzolo e Val Rendana, campigliodolomiti.it. URL consultato il 6 ottobre 2013.
  8. ^ a b Spiazzo, valrendena.net. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  9. ^ Palazzi, masi, corti e musei: Museo della Guerra Bianca Adamellina - Recuperanti in Rendena 1914-1918, campigliodolomiti.it. URL consultato il 6 ottobre 2013.
  10. ^ Museo della Guerra Bianca Adamellina, itinerari della Grande Guerra. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  11. ^ a b Chiesa di San Vigilio e Martire (Spiazzo), Geoplan. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  12. ^ a b Spiazzo Rendena, campigliodolomiti.it. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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