Roncegno Terme

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Roncegno Terme
comune
Roncegno Terme – Stemma Roncegno Terme – Bandiera
Roncegno Terme – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Mirco Montibeller (lista civica)
Territorio
Coordinate 46°03′03″N 11°24′36″E / 46.050833°N 11.41°E46.050833; 11.41 (Roncegno Terme)Coordinate: 46°03′03″N 11°24′36″E / 46.050833°N 11.41°E46.050833; 11.41 (Roncegno Terme)
Altitudine 535 m s.l.m.
Superficie 38,08 km²
Abitanti 2 818[1] (31-12-2010)
Densità 74 ab./km²
Frazioni Marter, Monte di Mezzo, Santa Brigida

Masi: vedi elenco

Comuni confinanti Borgo Valsugana, Fierozzo, Frassilongo, Novaledo, Ronchi Valsugana, Torcegno
Altre informazioni
Cod. postale 38050
Prefisso 0461
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022156
Cod. catastale H528
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti roncegnesi o ronzegnari
Patrono santi Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roncegno Terme
Sito istituzionale

Roncegno Terme (Ronzégno in dialetto trentino[2]) è un comune italiano di 2.820 abitanti della provincia di Trento in Trentino-Alto Adige.

Storia e geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Roncegno Terme (535 metri s.l.m. presso piazza Municipio) è caratterizzato da una grande escursione altimetrica: partendo dal fondovalle con i 392.7 metri s.l.m. del punto più depresso, collocato in prossimità dell’alveo del Brenta vecchio, si raggiungono i 2381 metri s.l.m. del Gronlait. Dalle pendici nord della dorsale Panarotta – Fravort – Gronlait, che costituisce il confine tra bacino del Brenta e quello dell’Adige, si raggiunge il fondovalle del Brenta per risalire poi sul ripido pendio del rilievo che separa la valle principale dalla Val di Sella. Queste caratteristiche determinano una separazione dell’area rispetto alle zone geografiche confinanti (Novaledo ad ovest, Ronchi e Borgo Valsugana ad est); l’unica via di comunicazione agevole è attualmente rappresentata dalla strada che attraversa il fondovalle, percorrendo la quale è possibile raggiungere Trento, situata ad ovest, a circa 30 chilometri di distanza, e Venezia in direzione est, posta circa a 130 chilometri. Non si devono poi dimenticare i valichi della Bassa (m 1834) e il Passo Portela (m 2152) che permettono il passaggio verso la valle del Fersina e la comunicazione con essa: questi passi ebbero importanza storica, come diremo nel corso della trattazione.

L’asse principale di comunicazione è dunque posto nel fondovalle, lungo il corso del fiume Brenta e permette un’agevole comunicazione tra la valle dell’Adige e la pianura veneta. Si distinguono, a completamento della via principale, una rete di fondovalle parallela che collega i vari centri abitati, una rete viaria più complessa costituita da strade secondarie a servizio degli insediamenti montani ed una fitta rete di sentieri, ancora in parte utilizzati e per i quali è previsto un intervento di recupero. Se l’asse viario principale è destinato a porre in comunicazione con l’esterno, questo sistema di strade secondarie, di sentieri e di mulattiere è funzionale alle esigenze della popolazione che risiede nella zona e, dunque, perfettamente aderente alla realtà geografica e insediativa del territorio. Si deve infatti osservare che malgrado le pendenze, che creano non poche difficoltà, soprattutto nella stagione invernale, i masi di Roncegno Terme sono a tutt’oggi abitati fino ad un’altitudine di 1000 metri s.l.m.. Verso monte la rete viaria si innesta nelle vie di comunicazione che immettono nelle valli limitrofe.

Nell’attuale territorio comunale di Roncegno Terme si trovano oggi la villa, i masi della montagna e l’abitato di Marter posto a valle in direzione Novaledo. Sulla riva destra del torrente Larganza s’innalza il colle di San Biagio (m 679), sopra la zona detta Larganzoni. Qui sorge e forse sorgeva già nel tardo medioevo la chiesa di San Biagio, nominata nel 1533 e restaurata di recente. Sul culmine del dosso si trovano gli scarsi resti del castello di Tesobbo. Ad occidente è posto il maso Tesobbo (m. 730) che culmina nel monte Sant’ Osvaldo. Su questo monte si trovano la Valle del Diavolo dove sgorgavano le sorgenti di acqua arsenicale ferruginosa che alimentò per un lungo periodo il centro termale di Roncegno, e la cosiddetta “Busa del Tossego”, individuabile in una profonda gola, scavata dal torrente Larganza, oltre il colle di San Biagio, e caratterizzata dalla presenza di un’antica miniera di arsenico abbandonata. Nell’alta Valle del Larganza, sulla sua riva sinistra sotto il maso Bernardi, si trovano la Valle del Diavolo e i boschi di Sturmwolt (“Bosco degli uragani”). Il monte di Sant’Osvaldo (m 1450) si trova sopra san Biagio, passando dal maso Gretti e Prà del Voto (m 1181). Qui sorge la piccola chiesa dedicata a Sant’Osvaldo, chiesa a carattere devozionale costruita tra il XIII e il XVI secolo da una popolazione germanofona. Monte di Mezzo è la parte della montagna che si trova tra la Valle della Larganza e quella del torrente Chiavona. È costituita da molti masi, ricca di sorgenti ed è attraversata da molte mulattiere. È coltivata fino a 1000 metri circa d’altitudine; campi e vigneti si alternano a boschi di castagni.

Sopra i masi abitati tutto l’anno inizia il bosco in mezzo al quale si trovano delle radure, tenute a prato con la “casara” per l’alpeggio. Quelle più in basso dette “stalete” servono a tutt’oggi, seppur in misura minore rispetto al passato, per il maggengo, vale a dire la sosta intermedia tra la sede di partenza e la malga del pastore con i bovini. Tra le località più note ricordiamo Cinquevalli, conca montana sulla sinistra del Rio Argento, dove sono presenti molte miniere aperte nel XVI-XVII secolo e abbandonate verso la metà dell’Ottocento, da cui si ricavava argento, piombo, materiali zinciferi, pirite, fluorite, quarzo. Serot (m 1566) si raggiunge dalla località Pozze che si trova sul versante opposto del monte Sturmwolt. Qui le pendici sono ricoperte da una fitta vegetazione con vaste radure, pascoli e molte baite. La zona di Serot si trova sul versante sinistro della valle del Larganza, sotto le creste del Gronlait. Le Prese sono una località della montagna di Roncegno dove si trova un lago molto suggestivo, lungo 90 metri circa e largo 40 metri, posto all’inizio della valle del Larganza. Sopra quest’area si trova la malga delle Prese Vecchie e salendo ancora la Val della Portela con l’omonimo passo che consente il collegamento con la Valle del Fersina.

Il settore orientale della montagna di Roncegno prende il nome dalla chiesetta che sorge su una collina sulla riva sinistra del torrente Chiavona, sopra la località Rozzati, vale a dire Santa Brigida. In quest’area, sulla destra del rio San Nicolò, c’è il dosso (m 698) dove si trovano i resti del campanile della chiesa di San Nicolò, risalente, secondo gli ultimi studi condotti dal settore Beni Archeologici della Provincia Autonoma di Trento, almeno al XIV secolo. Questa chiesetta sorge su una terrazza posta una decina di metri sotto il culmine del dosso ed è attorniata da resti di mura di antiche costruzioni. Oltre la valle, sotto il maso Montebello (m 716), su un colle, si trovano pochissimi resti del Castello di Montebello. Si ritiene che i dossi di San Nicolò e di Montebello costituissero in origine un unico complesso sul quale si disponevano le costruzioni facenti parte del castello. Fu forse un’alluvione a separare le due aree e ad incidere profondamente la montagna. Il paese, che sorge nell’area di congiunzione delle strade che scendono dai tre settori, è chiamato anche ai nostri giorni detto Villa e si distingue in “Vila de Sora” e “Vila de Soto”. Si trova tra i due torrenti Larganza e Chiavona, ai piedi di Monte di Mezzo e di Santa Brigida. Gode di un buon clima perché difeso dai monti Tesobbo, Fravort, Gronlait e dalle colline di Santa Brigida. Attorno al paese, nella campagna, si trovano ancora vaste aree coltivate, vigneti e campi nelle località Prela, Rorei, Ferme, identificabili con alcune delle zone nominate nei documenti del XIII – XIV secolo.

Masi[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei 44 Masi:

Albio, Auseri, Beberi, Bernardi, Bocheri, Cadenzi, Cofleri, Craneri, Crozzeri, Dell'Aria, Fraineri, Gasperazzo, Gionzeri, Gretti, Groffi, Lagon, Masetti, Molini, Montebello, Montibelleri, Muro, Pacheri, Pinzeri, Postai, Rincheri, Robello, Roneri, Roveri, Rozza, Salcheri, Sasso, Scali, Scalvin, Smideri, Stralleri, Striccheri, Tesobbo, Ulleri, Vazzena, Vestri, Zaccon, Zanorgi, Zonti, Zotteli

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Popolazione residente al:

31-12-2005 31-12-2007
Maschi 1274 1335
Femmine 1330 1397
Totale 2604 2732
Di cittadinanza straniera 121 136

Alcune cartoline d'epoca[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, pp. 651-652.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]