Lavarone

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Lavarone
comune
Lavarone – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Trentino-Alto Adige – stemma Trentino-Alto Adige
Provincia Trento – stemma Trento
Sindaco Mauro Lanzini (lista civica) dal 10/05/2010
Territorio
Coordinate 45°56′0″N 11°16′0″E / 45.93333°N 11.26667°E / 45.93333; 11.26667 (Lavarone)Coordinate: 45°56′0″N 11°16′0″E / 45.93333°N 11.26667°E / 45.93333; 11.26667 (Lavarone)
Altitudine 1.186 m s.l.m.
Superficie 26 km²
Abitanti 1 107[1] (31-12-2010)
Densità 42,58 ab./km²
Frazioni Albertini, Azzolini, Bertoldi, Cappella, Chiesa, Gasperi, Gionghi, Lanzino, Lenzi, Longhi, Magrè, Masetti, Masi di Sotto (Birti-Lenzi-Sosteri), Nicolussi, Oseli, Piccoli, Rocchetti, Slaghenaufi, Stengheli
Comuni confinanti Caldonazzo, Folgaria, Lastebasse (VI), Luserna, Pedemonte (VI)
Altre informazioni
Cod. postale 38046
Prefisso 0464
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022102
Cod. catastale E492
Targa TN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti lavaronesi
Patrono san Floriano
Giorno festivo 4 maggio
Localizzazione
Lavarone è posizionata in Italia
Lavarone
Sito istituzionale

Lavarone (Lafraun in tedesco, Lavròu in cimbro) è un comune di 1.110 abitanti della provincia di Trento. Esso fa parte della comunità di valle 12, la Magnifica Comunità degli Altipiani cimbri, di cui è capoluogo.

Indice

[modifica] Geografia

Il comune di Lavarone è situato sull'altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna, nelle Prealpi Vicentine a circa 1.200 metri di altitudine.

Confina con altri tre comuni della Provincia di Trento, Caldonazzo, Folgaria, Luserna e a sud con la Provincia di Vicenza. Si tratta di un comune sparso composto da 19 frazioni distribuite sul territorio. Il municipio si trova nella frazione Gionghi.

[modifica] Lago di Lavarone

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lago di Lavarone.

Nel territorio comunale è presente un piccolo lago attorno al quale Sigmund Freud spesso andava a passeggio nel periodo in cui ha trascorso sue vacanze a Lavarone nel 1904, 1906, 1907 e 1923. D'estate è balneabile e durante l'inverno è possibile praticarvi il pattinaggio su ghiaccio. Inoltre sempre durante l'inverno è sede di uno stage per l'apprendimento della tecnica di salvataggio sotto il ghiaccio e questo si tiene dal 1985 organizzato dall'ANIS (Associazione Nazionale Istruttori Subacquei).

[modifica] Storia

Le prime testimonianze dell'antropizzazione della zona sono costituite da antichi forni fusori e alcuni antichi depositi di scorie nei pressi della località Millegrobbe. Vi sono ipotesi risalenti al XIX secolo, non confermate da scavi sistematici, riguardo l'esistenza di un castelliere preistorico sul rilievo di Chiesa.

La prima testimonianza documentale di Lavarone risale al 1184: un documento pontificio con il quale Papa Lucio III pone sotto la propria protezione i beni temporali posseduti dal vescovo di Feltre. Un'altra non verificata ipotesi verosimile riguarda la presenza di pista che metteva in comunicazione l'altipiano con l'attuale territorio vicentino.

Dal I secolo a.C. il Trentino fu occupato da Galli, Reti, Romani, Franchi e Longobardi finché nel 774, sotto il governo di Carlo Magno, divenne marca di confine del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica. Le uniche testimonianze dell'epoca riguardano il ritrovamento di alcune monete romane nel Covelo di Rio Malo e di monete e di un paio di orecchini risalenti all'epoca longobarda. Questi reperti fanno presupporre la frequentazioni di tali popolazioni anche se non si hanno evidenze se si trattasse o meno di stanziamenti umani stabili.

Tra il 917 e il 921, l'imperatore Berengario donò al vescovo di Padova Sibicone il territorio compreso fra l'Astico e il Brenta, del quale Lavarone fece parte. Successivamente, dall'XI secolo, fece parte anche del principato vescovile di Trento assoggettandolo non al vescovo di Trento, bensì, a quello di Feltre, alla cui diocesi Lavarone appartenne fino al 1786.

Tra il XII e il XIII secolo arrivarono, delle Prealpi vicentine, i primi coloni bavaresi. Questa comunità sembra fosse prevalentemente concentrata nella frazione di Chiesa.

Questi coloni erano stati chiamati dai nobili e dai principi vescovi trentini, tra cui Adelpreto, vescovo di Trento, non solo per abitare e dissodare le terre in questa parte marginale del principato trentino, ma anche per difendere e controllare il territorio. Questa popolazione era impiegata principalmente nella produzione di carbone e nel taglio della legna e abitava in masi sparsi, dando origine alla particolare disposizione urbanistica che caratterizza ancora oggi l'altopiano. Spingendosi verso sud tra il X e l'XI secolo, diedero vita alle isole etniche e linguistiche dei Tredici Comuni della Lessinia e dei Sette Comuni Vicentini

I coloni cimbri, discendenti da quelli bavaresi, si fusero con la popolazione locale latina preesistente, perdendo nel corso del tempo l'uso della lingua madre a seguito anche all'influenza del clero e ai continui contatti economici, sociali e umani con le zone limitrofe italiane. I toponimi di numerose località sono testimonianza del dialetto tedesco che si parlava anche qui, come ancor oggi nel vicino comune di Luserna, dove alcuni uomini di Lavarone si stabilirono a partire dal 1454 come livellari della chiesa di Brancafora.

Le origini del nome

Lavarone ha un toponimo certamente più antico delle immigrazioni cimbre del XII secolo. Secondo alcuni è di derivazione origine romanza, o anche pre-romana, derivante probabilmente da làvara, pietra piatta, lastrone. Altri studi fanno risalire Lavarone alla radice latina medievale fossa luparia da cui lovèra e lovàra. Starebbe a significare fossa scavata per catturare i lupi. Altrettanto probabili sono le ipotesi che l'etimologia derivi da lappa, termine latino per lappola, cioè il luogo dove crescono le lappole, oppure dalla radice celtica lab, rab, da cui i termini latini labi, labare, labescere, labefactare, labium, nel senso di paese modulato dalle acque che erodono il suolo. Meno probabile la derivazione da laba, piccolo lago, voce quest'ultima presente nella lingua cimbra, che comporterebbe un'adozione piuttosto tarda del nome. I toponimi di Lavarone di origine cimbra sono spesso accanto ad altri di ascendenza latina, probabilmente assegnati dalle autorità ecclesiastiche, dal momento che fino al XII secolo la zona era pressoché disabitata e priva di insediamenti.[2]

Dal punto di vista storico, la testimonianza più importante attualmente presente sul territorio è Forte Belvedere Gschwent, una fortezza austro-ungarica perfettamente conservata e oggi adibita a museo della prima guerra mondiale.

[modifica] Economia

L'economia del comune si basa principalmente sul turismo estivo ed invernale. Alla frazione Bertoldi ha inizio il carosello di sci alpino; la località è comunque morfologicamente più adatta allo sci di fondo ed infatti tutti gli anni si tiene un'importante competizione internazionale di sci di fondo: la Millegrobbe.

Il turismo estivo offre molte opportunità legate specialmente ad attività sportive in ambiente montano (ad esempio trekking e mountain bike) e alla visita ai forti austro-ungarici della prima guerra mondiale.

Altra voce importante nell'economia lavaronese è l'agricoltura, in particolare la produzione casearia che ha come punto di forza il formaggio D.O.P. Vezzena.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Mauro Lanzini (lista civica) dal 10/05/2010

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ La Storia di Lavarone - Il nome

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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