Croviana

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Croviana
comune
Croviana – Stemma Croviana – Bandiera
Croviana – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Laura Ricci (lista civica) dal 17/05/2010
Territorio
Coordinate 46°21′00″N 10°54′00″E / 46.35°N 10.9°E46.35; 10.9 (Croviana)Coordinate: 46°21′00″N 10°54′00″E / 46.35°N 10.9°E46.35; 10.9 (Croviana)
Altitudine 721 m s.l.m.
Superficie 4,99 km²
Abitanti 688[2] (31-12-2010)
Densità 137,88 ab./km²
Comuni confinanti Cles, Malè, Monclassico
Altre informazioni
Cod. postale 38027
Prefisso 0463
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022068
Cod. catastale D188
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti crovianesi (IT); i croviani[1]
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Croviana
Sito istituzionale

Croviana (Croviànå in ladino solandro[3]) è un comune di circa 668 abitanti della provincia di Trento.

L'abitato di Croviana è un antico villaggio di fondovalle, centro agricolo, artigianale e commerciale. La sua gradevole posizione lo rende interessante anche dal lato turistico. L'agglomerato sotto la statale è chiamato Carbonara, l'altro Liciasa.

La chiesa parrocchiale di S. Giorgio, a lato della statale, è interessante per l'architettura e le opere d'arte che contiene. È menzionata nel XIV secolo e fu ricostruita nel bel gotico attuale verso la fine del Quattrocento o nei primi anni del Cinquecento. L'affresco del timpano (S.Giorgio; sullo sfondo il castello di Caldes) è del 1611. La pietra tombale a lato della porta è del 1551. L'interno è a una navata: i costoloni della volta poggiano sulle mezze colonne, prive di capitello, oppure nell'abside, su mensole antropomorfi. La decorazione è floreale. Notevole è la cappella barocca dei Pezzen che vi hanno fatto porre a profusione il loro stemma. La volta e le lunette presentano pitture a fresco del 1661, raffiguranti storie della Madonna e angeli musicanti (notare i particolari) l'altare, ligneo, fu fatto fare nel 1613 da G.B. Pezzen, barone di Altspaur e Belfort. Ha una bella pala seicentesca della Madonna con i santi Giorgio e Margherita. A destra della cappella è appesa una tavola dipinta (secolo XVIII) della Madonna incoronata con i Santi Giorgio, Margherita, Sebastiano e Rocco.

Nei pressi della chiesa, c'è il seicentesco castello dei Pezzén, famiglia venuta dalla Valtellina. La nobile residenza, con torre quadrata verso nord-est, torricella angolare, bel portale barocco, tracce di affreschi, salone, fu, dopo i Pezzén, dei Thun e poi dei Taddei de Salis da Tirano. Un curioso episodio si narra a proposito di una monumentale stufa nel castello, nella quale si nascose per più giorni, complici benevoli i de Salis, noti patrioti lombardi, un volontario dei Corpi Franchi, dopo l'infelice combattimento di Malè del 20 aprile 1848. Nei sotterranei sarebbe nascosto un tesoro e sarebbero relegate le anime dei «castellani cattivi» trasformati in rospi.

Lungo la strada statale, a sinistra, c'è la casa Sartori, cinquecentesca: ha due portali gotici, che si aprono sul grande atrio interno, doppio ordine di bifore e, verso la strada, un portalino di forme rinascimentali. Costruito dai Busetti nel V secolo, e chiamato Belvedere, fu dei Lodron dei Dusini e, infine dei Sartori. Nei pressi c'è la casa de Angeli con sporto e meridiana. La strada statale n.42 percorre il piatto, ampio fondo vallivo del Noce in un riposante paesaggio verde, tra i severi monti ricoperti di boschi. In alto, a destra, si vedono Bolentìna e Montés con la chiesa di S.Valentino, isolata sul rilievo tra i due ripidi valloni.[4]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è attraversato dalla Ferrovia Trento-Malè-Marilleva ed è servito dalla Stazione di Croviana.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Quaresima, Enrico (1964; rist. 1991). Vocabolario anaunico e solandro. Firenze: Leo S. Olschki. ISBN 8822207548
  4. ^ "Le valli del Trentino - trentino occidentale" di Aldo Gorfer
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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