Val di Sole

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Val di Sole
Val de Sól
Paese/i bandiera Italia
Regione/i Stemma Trentino-Alto Adige
Provincia/e stemma Trento
Comuni principali Cavizzana, Caldes, Terzolas, Malè, Rabbi, Croviana, Monclassico, Dimaro, Commezzadura, Mezzana, Pellizzano, Ossana, Peio, Vermiglio
Superficie 610 km²
Nome abitanti solàndri
Mappa della valle
Mappa della Valle
Sito internet

Indice

[modifica] Denominazione

La Val di Sole (Sulzberg o Sulztal in tedesco; Val de Sól in lingua solandra) è una valle del Trentino. Il nome non ha alcuna relazione con il sole come astro né con eventuali antichi culti solari. L'etimologia del toponimo Sol va fatta probabilmente risalire alla divinità celtica delle acque Sulis che i romani identificavano con Minerva. Ciò sarebbe corroborato dall'esistenza ancora oggi in valle, a Peio e a Rabbi, di fonti di acque termali. Queste fonti sono considerate terapeutiche per il sollievo procurato contro ogni tipo di malessere, essendo, infatti, ricche di zolfo e carbonio con effetti diuretici, ematici e linfatici.

[modifica] Geografia

La val di Sole è situata nella parte nord-occidentale della provincia, lungo l'alto corso del fiume Noce. La valle è attorniata da diversi gruppi montuosi e catene alpine di grande rilevanza: l'Ortles-Cevedale a nord, le gruppo del Brenta a sud e l'Adamello-Presanella ad ovest; queste sono le principali catene montuose che racchiudono la verdeggiante vallata. Sul corso del Noce si innestano diversi torrenti e corsi d'acqua minori come il Meledrio, la Vermigliana, Noce Bianco, Rabbiés.

Il comprensorio solandro si sviluppa su una superficie di circa 610 km² e conta una popolazione residente di circa 15 000 persone. L'economia dell'alta valle si basa soprattutto sul turismo, sia estivo che invernale, in particolare nei centri di Peio, Passo del Tonale, Folgarida e Marilleva. Altre risorse importanti sono la zootecnia e lo sfruttamento forestale. Dai boschi di larici solandri è estratta la trementina utilizzata spesso in medicina per malanni passeggeri. Nei comuni più bassi, che godono di un clima un po' meno rigido, è possibile la coltivazione degli alberi da frutto, tipicamente viene coltivato il melo e il ciliegio, come nella vicina Val di Non (Melinda).

Il capoluogo della val di Sole è il borgo di Malè, situato nella parte centrale della valle e rappresentante un punto di riferimento per l'intera economia e attività della valle. Percorrendo la valle si incontrano 14 diversi comuni oltre i due comuni di Rabbi e Peio che si trovano in due valli laterali.

[modifica] Vie di comunicazione

La Val di Sole è raggiungibile attraverso le seguenti vie stradali:

Da Trento sale inoltre una linea ferroviaria, l'antica e centenaria Ferrovia Trento-Malé-Marilleva, oggi anche chiamata "Dolomiti Express". Il treno delle Dolomiti di Brenta attraversa interamente la Val di Non e risale la Val di Sole raggiungendo il capoluogo Malè, nell'anno 2003 il percorso è stato prolungato fino alla stazione turistica di Marilleva portando a termine il progetto Dolomiti Express = Treno + Sci. Partendo dalla stazione di Trento si arriva a Daolasa o Marilleva nel cuore della Val di Sole, questi luoghi sono resi noti dalle numerose attività ed eventi sportivi internazionali legati al mondo della Mountain Bike (Downhill, Cross Country, Four Cross) in estate. Questi sono anche punto di partenza di grandi comprensori sciistici, infatti, grazie alla stazione intermodale fune-rotaia di Daolasa si può arrivare direttamente sulle piste da sci di Folgarida Marilleva anche in treno e da qui raggiungere con gli sci ai piedi le stazioni sciistiche di Madonna di Campiglio e Pinzolo per un totale di 150 Km di piste servite da 63 Impianti a fune.

[modifica] Eventi

Manifestazioni sportive di rilevanza mondiale. Nel 1993 sulle acque del fiume Noce si sono svolti i Campionati mondiali di canoa e kayak, nel 1999 si sono svolti sulle nevi delle stazioni sciistiche della valle i campionati del mondo di Snowboard, dal 15 al 22 giugno 2008 si sono svolti i Campionati Mondiali UCI di Mountain Bike e Trials, denominati "Val di Sole 2008".


Comune Frazioni Abitanti Estensione
Cavizzana (Chjavizana) - 232 3 km²
Caldes (Chjaudes) Bozzana (Bociànå), Bordiana (Bordiànå), Samoclevo (Samocléf), San Giacomo (San Giacom), Cassana (Chjasana), Tozzaga (Tozzaghja) 1.054 20 km²
Terzolas (Tergiolas) - 551 5 km²
Malé Bolentina (Bolentìnå), Montés, Magràs, Arnàgo (Dernàch) 2.147 26
Rabbi (Rabj) Bagni di Rabbi (Le Àque da Rabi), Piazzola (Plazölå), Pracorno (Pracòrn), S. Bernardo (San Bernàrt) 1.448 132 km²
Croviana - 603 5 km²
Monclassico (Monclàsech) Pressón 760 8 km²
Dimaro (Dimàr) Carciato (Carcià), Folgàrida (Folgàridå) 1.187 28 km²
Commezzadura Almazzago (Delmazàch), Daolàsa, Costa Rotiàn, Deggiano (Degjàn), Mastellina (Mastalìna), Mestriago (Mestriàch), Piano (Plàn) 950 22 km²
Mezzana (Mezànå) Marilléva, Menàs, Ortisé 859 27 km²
Pellizzano (Pliciàn) Castello (Castél), Termenago (Tremenàch), Fazzón 787 39 km²
Ossana (Osànå) Cusiano (Cusiàn), Fucine (Le Fosine) 769 25 km²
Peio (Péi) Celentino (Cialantin), Strombiano (Strombiàn), Celledizzo (Cialadic'), Cogolo (Cógol), Comasine (Comàsen), Peio Paese (Pièi), Peio Fonti (Le Aque) 1.825 160 km²
Vermiglio (Verméi) Pizzàno, Fraviàno, Cortina, Stavél, Velon, Passo del Tonale 1.882 103 km²

[modifica] Curiosità

  • Secondo alcuni linguisti la parlata della Val di Sole risulta imparentata con i dialetti ladini. Nel solandro sono infatti presenti svariate caratteristiche di tipo ladino, soprattutto nella parte bassa della valle e in Val di Rabbi, mentre i paesi di Pellizzano, Ossana (e frazioni) risultano maggiormente influenzati dalle parlate di tipo lombardo alpino, a differenza delle due frazioni di Pellizzano, note per il loro dialetto ladino molto conservatore di termini ormai persi in altri dialetti della valle. Sotto il profilo linguistico il solandro è affine alla parlata della adiacente Val di Non (nones), tanto che Graziadio Isaia Ascoli, uno dei maggiori studiosi di linguistica ladina, qualifica entrambe le parlate come nonese.
  • Vi sono alcuni aforismi che gli altri abitanti del Trentino applicano a nonesi e solandri:
  • Un primo detto famoso è l'applicazione alle due popolazioni dell'invocazione "libera nos domine" (A nonenis et solandribus libera nos Domine). Si tratta probabilmente di una memoria di alcune sollevazioni popolari durante le quali gli abitanti delle due valli avevano minacciato la sicurezza della città di Trento. Riecheggia l'invocazione con cui le popolazioni dell'Europa del Nord chiedevano a Dio salvezza dalla furia dei Vichinghi.
  • Un altro detto famoso nel dialetto di Trento dice: se l'é en nones dài, se l'é en solandro copel ("se è un noneso picchialo, se è un solandro uccidilo"). Il detto - assai ambiguo - va interpretato come riconoscimento del fatto che farsi nemico un solandro è pericoloso. Così se per dissuadere dal confronto un noneso può bastare un moderato uso della forza, la contesa con un solandro diventa uno scontro all'ultimo sangue. Quindi meglio non iniziarla neppure.
  • In Val Peio, procedendo da Cogolo verso Comasine, sono ancora visibili le strade ferrate, dette feràre , cioè dei percorsi scavati nella roccia muniti di maniglie e appoggi in ferro per il trasporto di pietre e minerali estratto dalle predàre locali ed oggi utilizzate per il trekking.

[modifica] Libri sulla Val di Sole

[modifica] Voci correlate

[modifica] Galleria fotografica

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