Dimaro

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Dimaro
comune
Dimaro – Stemma Dimaro – Bandiera
Dimaro e Carciato da Bolentina
Dimaro e Carciato da Bolentina
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Trentino-Alto Adige – stemma Trentino-Alto Adige
Provincia Trento – stemma Trento
Sindaco Romedio Menghini (Lista Civica) dal 09/05/2005
Territorio
Coordinate 46°19′35″N 10°52′24″E / 46.32639°N 10.87333°E / 46.32639; 10.87333 (Dimaro)Coordinate: 46°19′35″N 10°52′24″E / 46.32639°N 10.87333°E / 46.32639; 10.87333 (Dimaro)
Altitudine 766 m s.l.m.
Superficie 28,23 km²
Abitanti 1 263[1] (31-12-2010)
Densità 44,74 ab./km²
Frazioni Carciato

Località: Folgarida

Comuni confinanti Cles, Commezzadura, Malè, Monclassico, Pinzolo, Ragoli, Tuenno
Altre informazioni
Cod. postale 38025
Prefisso 0463
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022075
Cod. catastale D302
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti dimàri
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Localizzazione
Dimaro è posizionata in Italia
Dimaro
Sito istituzionale

Dimaro (Dimàr in dialetto solandro[2]) è un comune di 1.245 abitanti della provincia di Trento, situato in Val di Sole; a questo comune appartengono due frazioni, Carciato e Folgarida.

Il paese dista pochi chilometri da Madonna di Campiglio.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

La posizione strategica del paese di Dimaro ha rappresentato un buon motivo per il suo sviluppo economico e sociale. Il paese si trova infatti sullo snodo viario della Valle di Sole (Strada statale 42 del Tonale e della Mendola) con il Passo di Campo Carlo Magno e Madonna di Campiglio (strada statale n. 239). In tempi recenti la ferrovia a scartamento ridotto che congiunge la Valle di Sole con il capoluogo di Trento ha aperto una stazione nei pressi dell’abitato (stazione di Dimaro – Pressòn), che così si qualifica anche come snodo ferroviario. Il paese controlla così la porta di accesso dalla Valle di Sole al Gruppo montuoso del Brenta e al Parco naturale Adamello-Brenta, attraverso la Valle del Meledrio, ricca di storia e di ricordi di passaggi importanti.

Dimaro si trova alla base di un conoide, tra due torrenti (il Meledrio ed il Noce) ben regimentati, che se un tempo potevano costituire anche un possibile motivo di pericolo, oltre che una fonte di energia e di benessere, ora sono strumenti importanti di sviluppo turistico e segno di qualità ambientale (pista ciclabile, sport fluviali, pesca sportiva, passeggiate, ecc.). Per diversi secoli tale posizione è stata sfruttata dal sistema medioevale in vigore per riscuotere le tasse sul traffico di merci e sui beni in transito dalla Valle di Sole in Valle Rendena (Dazio presente nella Casa de Mazzis).

Carciato, piccolo villaggio alpino, che conserva intatte alcune delle sue caratteristiche case antiche, si trova poco discosto da Dimaro, alle falde del Sasso Rosso e ai margini della Selva attraverso cui sono transitati, nei millenni, viaggiatori, geografi, soldati, commercianti, imperatori, alpinisti, turisti e gente comune, lungo le splendide vedute, paesaggi ed ambienti della Valle del Meledrio.

Folgàrida è una rinomata stazione di sport invernali, che giace sulle dolci spianate e sulle dorsali del monte che le ha assegnato il nome, distinta in vari agglomerati urbani, attraversati da impianti di risalita e piste di discesa per gli sport invernali (da 1200 a 2000 metri di altezza sul livello del mare), ma dotata pure di servizi e di attrezzature per un turismo estivo ritemprante e rigenerante, al contatto diretto con una natura intatta.

Alte montagne di intatto fascino, con spettacolari vedute di una bellezza quasi primitiva, non intaccata dalla mano dell’uomo, circondano e proteggono la conca valliva in cui si distendono i paesi di Dimaro e Carciato: sono le rinomate cime del Sasso Rosso, del Castellaccio, della Cima Nana. Più oltre, si stagliano vertiginose le pareti calcaree delle Dolomiti di Brenta o quelle aspre ed impervie del gruppo granitico dell’Adamello e della Presanella. Sull’altro fianco della valle sono osservabili le prime cime del massiccio dell’Ortles Cevedale, che lascia poco discosti i suoi picchi ricoperti da ghiacciai e perenni bianchi nevai.

Un fitto intrico di rivi, torrentelli, cascatelle e ruscelli, sorpassati spesso da sentieri ben attrezzati e di facile agibilità, accompagna ed innerva la natura circostante, ricca di prati verdi, di fitte abetaie, d’imponenti lariceti, fino a guadagnare gli alti pascoli e gli affascinanti ghiaioni che si distendono ai piedi delle tormentate cime.

Il Comune di Dimaro fa parte di:

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia del Trentino.
Le origini del nome

L'origine del toponimo Dimaro appare per la prima volta nel 1211 come Imaio e come villa Jmarii a metà 1300.

Chiesa di San Lorenzo sotto la neve
« ...è un paese tra i più antichi della Valle di Sole, luogo di transito sulla strada per le Giudicarie. Il ritrovamento di una spada di bronzo, di una statuetta enea raffigurante un velite (?) e di una moneta di Antonino Pio, fa ritenere che i luoghi erano abitati già in epoca protostorica, sicuramente romana. »
(Aldo Gorfer)

I primi insediamenti pare risalgano all'epoca preromana e romana grazie ad un ritrovamento di una spada bronzea, di una moneta di Antonino Pio[3].

Le origini del paese sono avvolte nel silenzio documentale che accompagna i secoli dell’alto medioevo e solo agli inizi del XIII secolo cominciano ad apparire i nomi dei primi abitanti della piccola comunità di montagna. Anche Carciato, paese confinante con quello di Dimaro e da esso separato dal torrente Meledrio, annovera origini antiche e vanta una storia che attraversa molti secoli. Solo l’abitato di Folgàrida, attestata sul conoide su cui si inerpica la strada che conduce al passo di Campo Carlo Magno e a Madonna di Campiglio, è insediamento recente, poiché è nato nel 1965, su di un progetto di insediamento turistico invernale voluto dagli amministratori del tempo.

Dimaro e Carciato sono state per secoli (sicuramente dal 1200 in poi) vicinie o universitates singole, all’interno del nesso istituzionale del principato vescovile di Trento. Dal punto di vista ecclesiastico, seppure autonome, hanno sempre condiviso un’unica curazia, a servizio di entrambe e, di conseguenza, un unico servizio scolastico. In quanto autonome, le due comunità erano dotate di un territorio ben definito, possedevano beni comuni (pascoli, malghe, boschi, strade e vie di comunicazioni, acquedotti, segherie) accanto a beni singoli o privati (case, orti, prati, bestiame, cascine, ecc.) ed erano gestite attraverso la regola, o insieme di norme di autogoverno, amministrate da una magistratura locale e approvate dall’autorità vescovile.

La vita economica era concentrata soprattutto nell’allevamento del bestiame e nello sfruttamento della terra (agricoltura) e del bosco (silvicoltura). Poco rilevanti i commerci, anche se abbastanza diffuso era un artigianato locale, chiamato a fornire gli strumenti essenziali per la vita quotidiana. Tipici di Dimaro furono i caràdori, cui competeva il trasporto del legname dal bosco verso le segherie. Un piccolo distretto industriale si trovava lungo il torrente Meledrio, con mulini, segherie, magli, calcàre, malghe e luoghi deputati alla produzione del carbone di legna.

Con la fine politica del principato vescovile, seguita alle intricate vicende napoleoniche e al Congresso di Vienna, anche i nostri due paesi entrarono a far parte della Contea principesca del Tirolo, ambito amministrativo territoriale dell’Impero austro-ungarico. Con la riforma interna del 1868 ambedue i comuni furono inseriti nel Capitanato politico di Cles e nel distretto giudiziario di Malé.

Durante la prima guerra mondiale ebbero a subire tutte le conseguenze della leva in massa contro la Serbia e della successiva presenza di un fronte attivo a poche decine di chilometri, sul passo del Tonale, linea diretta di scontro tra Impero d’Austria e Regno d’Italia. Dal 1918 Dimaro e Carciato furono comuni autonomi e distinti del Regno d’Italia, ma nel 1927 il Fascismo li unì coattivamente in un unico Comune, con Pressòn, Monclàssico, Bolentina e Montès. Solo dopo la seconda guerra mondiale, con Legge regionale dei primi anni cinquanta, il Comune di Dimaro si limitò alle sole frazioni di Dimaro e Carciato.

Nel 1965, a seguito di una forte azione programmatoria svolta sia dall’ente pubblico che dal capitale privato, nacque ed entrò in funzione la stazione turistica invernale – estiva di Folgàrida, che oggi rappresenta uno dei principali volani dell’economia locale.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Geografia antropica

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1928 aggregazione di territori dei soppressi comuni di Bolentina, Carciato, Monclassico, Montes e Presson; nel 1953 distacco di territori per la ricostituzione del comune di Monclassico comprendendo anche i territori degli ex comuni di Bolentina, Montes e Presson (Censimento 1951: pop. res. 946).[4]

[modifica] Trasporti

[modifica] Ferrovie

Dimaro dispone della Stazione di Dimaro-Pressòn che si trova sulla linea Trento - Marilleva.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Romedio Menghini (Lista Civica) dal 09/05/2005

[modifica] Gemellaggi

Capri

[modifica] Sport

Nel 1981 Dimaro ospitò l'arrivo della 18ª tappa (Borno-Dimaro) del 64º Giro d'Italia, vinta da Miguel Maria Lasa Urquia e la partenza della 19° (Dimaro-San Vigilio di Marebbe), vinta da Giovanni Battaglin.

Dal 16 al 30 luglio 2011 ha ospitato il ritiro estivo della SSC Napoli. Negli anni passati ha ospitato anche i ritiri estivi del Livorno Calcio quando militava in serie A.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Quaresima, Enrico (1964; rist. 1991). Vocabolario anaunico e solandro. Firenze: Leo S. Olschki. ISBN 8822207548
  3. ^ Gorfer, www.comunedimaro.it/paese/storia.asp
  4. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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