Miguel María Lasa

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Miguel María Lasa
Dati biografici
Nome Miguel María Lasa Urquia
Nazionalità Spagna Spagna
Altezza 173[1] cm
Peso 68[1] kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Ritirato 1981
Carriera
Squadre di club
1969 Pepsi Cola
1970 La Casera
1971 Orbea
1972-1975 KAS KAS
1976 Scic Scic
1977-1978 Teka Teka
1979 Moliner
1980 Fosforera
1980-1981 Zor Zor
Nazionale
1970-1979 Spagna Spagna
 

Miguel María Lasa Urquia (Oiartzun, 2 novembre 1947) è un ex ciclista su strada spagnolo, professionista dal 1969 al 1981. Atleta completo, in carriera vinse 77 corse, tra cui due tappe al Tour de France, tre al Giro d'Italia e sei alla Vuelta a España:[2] in quest'ultima competizione indossò per quindici giorni la maglia amarillo ed ottenne anche quattro podi finali.

Anche il fratello maggiore, José Manuel Lasa, fu ciclista professionista.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi e i primi risultati[modifica | modifica wikitesto]

Basco guipúzcoano, da dilettante ebbe modo di rappresentare la Spagna ai Giochi olimpici 1968 di Città del Messico: partecipò sia alla prova olimpica su strada, che concluse al quarantaduesimo posto, che alla cronosquadre, ove, insieme a Nemesio Jiménez, José Gómez e José Antonio González, si classificò dodicesimo. Passato professionista nel 1969 tra le file del team Pepsi Cola, già quell'anno vinse la Prueba Villafranca de Ordizia e fu quarto al prestigioso Tour de l'Avenir.

I primi risultati di rilievo arrivarono l'anno seguente, con il passaggio alla La Casera diretta da Federico Bahamontes: nella stagione 1970 corse infatti da protagonista sia la Vuelta a España che il Giro d'Italia. Alla Vuelta sfiorò per due volte – fu secondo nella nona e nella sedicesima frazione – il successo parziale, vestì per un giorno la maglia amarillo e concluse la corsa in settima posizione, riuscendo ad aggiudicarsi anche la classifica dei traguardi volanti, mentre nella gara italiana, che chiuse all'ottavo posto assoluto, ottenne il primo grande successo aggiudicandosi la tappa di Loreto. In terra spagnola conseguì ottimi risultati anche l'anno dopo, quando, oltre a far sua la Vuelta a Mallorca, fu quarto alla Vuelta a España, terzo alla Vuelta al País Vasco, sesto alla Setmana Catalana e settimo (era stato quarto nel 1970) alla Volta a Catalunya.[3]

Gli anni alla KAS[modifica | modifica wikitesto]

Passato alla forte KAS-Campagnolo, squadra di Vitoria, aprì il 1972 con il quinto posto alla Parigi-Nizza e la vittoria alla Setmana Catalana;[3] i due successi di tappa alla Vuelta a España, i due giorni in maglia amarillo e il secondo gradino del podio finale, pur con ben 6'34" di distacco dal vincitore e, almeno in partenza gregario, José Manuel Fuente, furono però i risultati di maggior rilievo della stagione,[4] unitamente al trionfo nella frazione in linea di Forte dei Marmi al Giro d'Italia, competizione che lo vide chiudere in nona posizione. L'anno dopo fu in evidenza soprattutto nelle gare in linea: fu infatti quinto alla Milano-Torino, primo alla Klasika Primavera, terzo al Giro dell'Emilia e settimo al Giro di Lombardia.

Nel 1974 si classificò terzo alla Vuelta a España (vinse ancora Fuente) e si aggiudicò l'importante Vuelta al País Vasco precedendo Jesús Manzaneque e Luis Ocaña, mentre in luglio chiuse al diciassettesimo posto il suo primo Tour de France.[3] Nella stagione successiva fu nuovamente terzo alla Vuelta, sconfitto dalla lotta a tre con il compagno di squadra Domingo Perurena e l'atleta della Super Ser Agustín Tamames. La gara fu subito accesa, e i due della KAS si alternarono, prima Lasa per dodici tappe, poi Perurena per sette, al comando della classifica generale.[5] All'ultimo giorno, al termine della cronometro di San Sebastián, ecco però la sorpresa, con la rimonta e la vittoria finale del terzo incomodo Tamames: Perurena, che al mattino guidava con 1'19" di margine, chiuse secondo a soli 14", mentre Lasa, che in quell'edizione della corsa poté comunque consolarsi con due vittorie di tappa e la maglia azzurra della classifica a punti, fu terzo a 34".[5]

Al termine dell'anno lasciò la KAS per accasarsi alla Scic, squadra italiana diretta da Carlo Chiappano e capitanata da Wladimiro Panizza e Gianbattista Baronchelli.

Le ultime stagioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 Lasa partecipò al Giro d'Italia, non riuscendo però a ripetere le buone prestazioni passate, e al Tour de France, vincendo la quinta tappa, quella con arrivo a Verviers; durante l'anno mise comunque a referto anche un quinto posto alla Vuelta al País Vasco e la medaglia d'argento nella prova in linea dei campionati nazionali spagnoli (venne preceduto ancora da Tamames), oltre a numerosi piazzamenti nelle classiche italiane e all'undicesima piazza ai campionati del mondo di Ostuni.[3] L'anno dopo, trasferitosi al team spagnolo Teka, ritornò a gareggiare alla Vuelta e concluse ancora una volta secondo: in tale occasione – fu il suo quarto e ultimo podio – venne battuto dal belga Freddy Maertens, dominatore dal primo all'ultimo giorno e vincitore di ben tredici delle venti tappe.[6]

Nel 1978 ottenne ancora una vittoria di tappa al Tour de France, in quel di Biarritz, mentre al Giro d'Italia si ritirò; si rifece in terra spagnola vincendo diverse corse, tra cui il Gran Premio Navarra e la Prueba Villafranca de Ordizia.[3] Nel 1979 si aggiudicò ancora una frazione alla Vuelta a España, concludendo undicesimo nella generale; l'anno dopo ottenne invece solo un successo minore unitamente al secondo posto nei campionati nazionali e al nono nella Vuelta.[3] Si riscattò parzialmente nel 1981, quando fu nuovamente in evidenza sia alla Vuelta che al Giro: nella gara spagnola vinse la tappa di Segovia concludendo decimo nella generale, nella "Corsa Rosa" si aggiudicò invece la frazione con arrivo a Dimaro.

Fu quella l'ultima stagione tra i professionisti per Lasa, che rimase tuttavia nel mondo del ciclismo dirigendo, nel 1992, la formazione spagnola Wigarma.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

1ª tappa Cinturón Ciclista Internacional a Mallorca
Campionato spagnolo, Prova in salita Dilettanti
Campionato spagnolo, Cronometro per regioni Dilettanti
Campionato spagnolo, Cronometro per regioni
Campionato spagnolo, Prova in salita
Prueba Villafranca de Ordizia
1ª tappa Vuelta a Levante
7ª tappa Vuelta a Levante
12ª tappa Giro d'Italia (Francavilla al Mare > Loreto)
1ª tappa Vuelta a los Valles Mineros
Campionato spagnolo, Cronometro per regioni
5ª tappa Volta a Catalunya
1ª tappa Vuelta a Mallorca
Classifica generale Vuelta a Mallorca
1ª tappa Vuelta al País Vasco
2ª tappa Vuelta al País Vasco
4ª tappa, 1ª semitappa Vuelta al País Vasco
Gran Premio Navarra
1ª tappa Vuelta Asturias
Campionato spagnolo, Cronometro per regioni
Campionato spagnolo, Prova in salita
Gran Premio Nuestra Señora de Oro
1ª tappa Setmana Catalana
4ª tappa Setmana Catalana
Classifica generale Setmana Catalana
1ª tappa Vuelta a España (Fuengirola > Cabra)
14ª tappa Vuelta a España (Éibar > Bilbao)
11ª tappa Giro d'Italia (Monte Argentario > Forte dei Marmi)
1ª tappa Vuelta Asturias
Campionato spagnolo, Cronometro per regioni
Campionato spagnolo, Prova in salita
1ª tappa Vuelta a Menorca
Classifica generale Vuelta a Menorca
Klasika Primavera
Prologo Vuelta a Mallorca
Classifica generale Vuelta a Mallorca
Campionato spagnolo, Cronometro per regioni
5ª tappa Vuelta al País Vasco
Classifica generale Vuelta al País Vasco
Gran Premio Navarra
6ª tappa Vuelta Asturias
Zaragoza-Sabiñánigo
2ª tappa Volta a Catalunya
Prologo Vuelta a Mallorca
1ª tappa, 2ª semitappa Vuelta a Mallorca
1ª tappa Tour de Corse
Classifica generale Tour de Corse
Circuito de Pascuas
2ª tappa Vuelta a España (Málaga > Granada)
7ª tappa Vuelta a España (Benidorm > Benidorm, cronometro)
3ª tappa Vuelta Asturias
6ª tappa Vuelta Asturias
7ª tappa Vuelta Asturias
Classifica generale Vuelta Asturias
5ª tappa, 2ª semitappa Tour de France (Lovanio > Verviers)
3ª tappa Setmana Catalana
4ª tappa Vuelta al País Vasco
3ª tappa Vuelta Asturias
Clásica a los Puertos de Guadarrama
2ª prova Gran Premio Navarra
Classifica generale Gran Premio Navarra
2ª tappa Setmana Catalana
9ª tappa Tour de France (Bordeaux > Biarritz)
Prueba Villafranca de Ordizia
Trofeo Masferrer
2ª tappa Volta a Catalunya
3ª tappa Vuelta a Levante
3ª tappa Vuelta al País Vasco
Klasika Primavera
18ª tappa Vuelta a España (Ávila > Colmenar Viejo)
1ª tappa Vuelta Asturias
3ª tappa Vuelta a Castilla
18ª tappa Giro d'Italia (Borno > Dimaro)
17ª tappa Vuelta a España (Torrejón de Ardoz > Segovia)

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

Classifica dei traguardi volanti Vuelta a España
Classifica scalatori Vuelta a los Valles Mineros
Circuito di Astorgano
Classifica a punti Setmana Catalana
Grand Prix Cuprosan
Classifica a punti Setmana Catalana
Classifica combinata Setmana Catalana
Classifica a punti Vuelta a Menorca
Classifica a punti Vuelta a España
Classifica a punti Vuelta al País Vasco
Classifica a punti Vuelta al País Vasco
Classifica scalatori Vuelta al País Vasco
Torrejón-Dyc
Classifica a punti Setmana Catalana
2ª prova Challenge Costa de Azahar
3ª prova Challenge Costa de Azahar
Classifica a punti Vuelta al País Vasco
Memorial Ferrer
Gran Premio Caboalles de Abajo
Classifica a punti Vuelta al País Vasco

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi giri[modifica | modifica wikitesto]

1970: 8º
1972: 9º
1975: 9º
1976: 28º
1977: 19º
1978: non partito (18ª tappa)
1980: 18º
1981: 37º
1974: 17º
1976: 34º
1978: 41º
1969: 21º
1970: 7º
1971: 4º
1972: 2º
1974: 3º
1975: 3º
1977: 2º
1979: 11º
1980: 9º
1981: 10º

Classiche[modifica | modifica wikitesto]

1970: 65º
1972: 15º
1974: 26º
1975: 48º
1976: 48º
1977: 59º
1978: 89º
1979: 95º

Competizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Miguel Lasa Biography and Olympic Results | Olympics at Sports-Reference.com, www.sports-reference.com. URL consultato il 5 giugno 2011.
  2. ^ Gian Paolo Porreca, Miguel Maria Lasa, i 60 anni di un ciclista "chic" in www.tuttobiciweb.it, 31 ottobre 2007. URL consultato il 5 giugno 2011.
  3. ^ a b c d e f (FR) Palmarès de Miguel-Maria Lasa (Esp), www.memoire-du-cyclisme.net. URL consultato il 5 giugno 2011.
  4. ^ (ES) Historia / 1972, www.lavuelta.com. URL consultato il 5 giugno 2011.
  5. ^ a b (ES) Historia / 1975, www.lavuelta.com. URL consultato il 5 giugno 2011.
  6. ^ (ES) Historia / 1977, www.lavuelta.com. URL consultato il 5 giugno 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]