Vallagarina

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Vallagarina
La Vallagarina, cerchiata in rosso, in un'immagine satellitare
La Vallagarina, cerchiata in rosso, in un'immagine satellitare
Stati Italia Italia
Regioni Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Veneto Veneto
Province Trento Trento Verona Verona
Località principali Calliano, Besenello, Brentonico, Nomi, Pomarolo, Volano, Villa Lagarina, Rovereto, Isera, Mori, Ala, Avio (Trentino); Dolcè, Brentino Belluno (Veneto)
Fiume Adige
Altitudine media = 200 m s.l.m.

Il nome Vallagarina o Val Lagarina (Lagertal in tedesco) identifica l'ultimo tratto tra i monti della valle percorsa dal fiume Adige.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Panorama della valle

Il limite superiore è fissato comunemente all'altezza dei "Murazzi", stretta della valle poco a nord del paese di Besenello, circa 10 chilometri a sud di Trento; a nord di essa la valle prende il nome di Val d'Adige. Il limite inferiore è lo sbocco nella pianura Padana del fiume presso la chiusa di Ceraino. Le parti più a nord della valle in cui scorre l'Adige sono chiamate Val Venosta tra le sorgenti e Merano, e Val d'Adige tra Merano e l'inizio della Vallagarina.

Come la Val d'Adige, anche la Vallagarina è di origine glaciale.

Dal punto di vista orografico la valle separa le Prealpi Bresciane e Gardesane ad ovest dalle Prealpi Venete ad est. Sporadicamente sono presenti fenomeni carsici.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nella parte nord della valle, in località Lavini di Marco presso Rovereto, sono visibili le orme di dinosauri della specie Camptosaurus (erbivoro) e Dilophosaurus (carnivoro) che vi vissero nel periodo Triassico, circa 200 milioni di anni fa. La stessa località è citata da Dante Alighieri nel canto XII dell'Inferno e ricordata in una stele come "la ruina che di qua l'Adige percosse o per tremoto o per sostegno manco"' a causa degli enormi massi causati da una grande frana, la slavina dei Lavini, che si abbatté sulla sinistra orografica dell'Adige.

La presenza romana è attestata fin dal I secolo a.C., come dimostrano i resti del Covelo di Rio Malo ai Piccoli di Lavarone, sito archeologico costituito da una piccola grotta di 30 m di profondità che serviva come postazione per il controllo delle merci in transito.

Con l'avvento del Cristianesimo la valle fu inglobata nella diocesi di Trento. Tuttora è visibile dall'altopiano di Lavarone scendendo verso la pianura veneta (seguendo quella che un tempo era la via dell'ancino) un manufatto di origine naturale detto sass dei 3 vescovi, che serviva a delimitare le diocesi confinanti. Dall'XI secolo, fino all'occupazione napoleonica, la valle è sotto il dominio del Principato vescovile di Trento.

Nel XIII secolo per volere del vescovo Federico Vanga si decise di riconoscere la comunità dei Cimbri, provenienti dalla provincia di Vicenza.

Nel XVI secolo si ripeterono tentativi di penetrazione militare, ed anche culturale, da parte della Repubblica di Venezia, che riuscì a conquistare Rovereto ed a mantenerne il possesso dal 1416 al 1509. La sconfitta nella battaglia di Calliano del 1487 e nella successiva guerra del 1508-1509 posero fine alle ambizioni espansionistiche della Serenissima e riconsegnarono ai vescovi di Trento il dominio sull'intera valle. Tuttora ogni anno a Calliano si commemora la battaglia, nella quale gli schuetzen, i soldati volontari tirolesi, sconfissero i veneziani comandati da Roberto Sanseverino, le cui spoglie furono tumulate nel duomo di Trento.

Nel XIX secolo, con la Restaurazione, la valle passò sotto il dominio austriaco, entrando a far parte della contea del Tirolo. Vi si sviluppò il movimento irredentista. Fu teatro di battaglie durante la Grande guerra, essendovi presenti numerosi forti costruiti dall'Impero Austroungarico per difendere i propri confini. Al termine della guerra passò definitivamente all'Italia.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Nella valle è molto diffusa la viticoltura. Sono vini autoctoni:

  • Enanzio Lagarino: noto agli antichi come Oenanthium[1], è il più importante vitigno a bacca rossa della Terra dei Forti, area vinicola nella bassa Vallagarina.
  • Faja Tonda-Casetta: è considerato tra i più antichi vitigni a bacca rossa, produce vini destinati al lungo invecchiamento. Abbandonata la coltivazione negli anni sessanta, oggi ne sopravvivono solo alcuni ettari nei comuni di Ala e Avio.
  • Marzemino d'Isera: le uve sono coltivate a pergola e vinificate in rosso con breve contatto con le bucce; il colore si presenta di un rosso rubino brillante, il profumo delicato ed intenso, ricorda la viola mammola. Il sapore è secco, armonico, equilibrato, gradevolmente amarognolo.

Pregevole è anche l'industria del miele. Procedendo da Folgaria verso Lavarone si ripercorre la celebre strada del miele in ricordo delle numerose qualità prodotte.

La ricca economia della valle si completa con la pastorizia, l'allevamento e l'agricoltura:

  • tra il Cornetto e Besenello è sito il parco della Scanuppia, un tempo proprietà dei Conti Trapp, nel quale sopravvive il gallo cedrone, razza di polli pregiati;
  • tuttora a Luserna, al confine col Veneto, sono visibili le grabbe, pietre conficcate nel terreno che servivano ai pastori locali per delimitarne le attività;
  • una valle degli orti tutta trentina è presente in val di Gresta, dedicata alle colture biologiche.
  • dal 23 al 24 ottobre a Brentonico si celebra la festa delle castagne DOC di Castione.

Arte e cultura[modifica | modifica sorgente]

Rovereto è ricordata proverbialmente come "città della guerra" dal nome dell'omonimo museo che raccoglie cimeli della prima guerra mondiale e retoricamente come "città della pace" dal nome della Campana dei Caduti, una delle più grandi del mondo con i suoi 3,2 metri di diametro, visibile sul colle di Miravalle. Dal forte Belvedere Gschwent di Lavarone, oggi trasformato in museo della guerra e visitabile, nel 1916 prese il via la strafexpedition, cioè la spedizione punitiva degli austriaci contro l'esercito italiano che diede luogo a sanguinose battaglie. A Castel Dante presso Lizzana, inoltre, si erge un ossario che conserva le spoglie di circa 20.000 caduti di tutte le nazionalità.

La valle è famosa per i suoi castelli: Castello di Rovereto, Castel Beseno, Castel Pietra, Castello di Avio (dove sono raffigurate delle scacchiere sulle pareti con delle lettere alfabetiche incise, che i prigionieri erano costretti a indovinare prima della pronuncia della sentenza, che era formulata in base alla parola data), Castello di Castellano, Castel Noarna.

Meta di pellegrini sono il santuario di S. Valentino ad Ala, che è ricordato per un miracolo avvenuto quando un boscaiolo cadde illeso insieme al proprio carro mentre passava sopra la Gola dei Fusi, il Santuario della Madonna della Corona raggiungibile tramite il sentiero del pellegrino nella frazione di Brentino e, poco distante da Folgaria, presso la torbiera Ecchen, il santuario della Madonna delle Grazie, che nel 1955 fu proclamata protettrice degli sciatori.

Ogni anno ricorrono due celebri eventi a testimonianza del senso estetico locale:

  • a Guardia di Folgaria gli artisti di murales si incontrano per esprimere il senso di comunità sui muri delle case.
  • a Serrada ogni anno si celebra il Carnevale futurista per ricordare Fortunato Depero, artista noneso vissuto a Rovereto, che visse durante il Fascismo.

Vie di comunicazione[modifica | modifica sorgente]

La stazione ferroviaria di Rovereto

Autostrade, Strade statali e provinciali[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Comuni appartenenti[modifica | modifica sorgente]

Provincia di Trento[2][modifica | modifica sorgente]

Ala
Calliano e Castel Beseno
Rovereto
Stemma Comune Abitanti
Ala-Stemma.png
Ala 8.553
Avio-Stemma.png
Avio 4.090
Besenello-Stemma.png
Besenello 2.273
Calliano (Trentino-Alto Adige)-Stemma.png
Calliano 1.408
Isera-Stemma.png
Isera 2.531
Mori (Italia)-Stemma.png
Mori 9.086
Nogaredo-Stemma.png
Nogaredo 1.909
Nomi-Stemma.png
Nomi 1.278
Pomarolo-Stemma.png
Pomarolo 2.298
Rovereto-Stemma.png
Rovereto 37.059
Villa Lagarina-Stemma.png
Villa Lagarina 3.489
Volano (Italia)-Stemma.png
Volano 3.083

Provincia di Verona[modifica | modifica sorgente]

Stemma Comune Abitanti
Dolcè-Stemma.png
Dolcè 2.444
Brentino Belluno-Stemma.png
Brentino Belluno 1.376

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • L'etimologia della città di Rovereto deriva dall'albero di rovere, tradizionalmente considerato simbolo di purezza.
  • L'ultimo paese trentino è Borghetto, frazione del comune di Avio, un tempo sede della dogana austriaca e confine tra il Regno d'Italia e l'Impero d'Austria-Ungheria. Al giorno d'oggi è considerato il confine tra il Tirolo storico e l'Italia.
  • Presso Albaredo sulla strada per il monte Coni Zugna esiste un "fungo di roccia"[3], formatosi in seguito all'erosione di aria e acqua.
  • A Lavarone presso malga Laghetto c'è l'avèz del prìnzep (abete del principe), l'abete bianco più grande d'Europa[4] con i suoi 54 mt di altezza, 1,60 metri di diametro e più di 260 anni di vita. I valligiani non perdono occasione per cimentarsi nel tree hugging, cioè l'atto di cingere il tronco dell'albero con entrambe le braccia, poiché si dice sia fonte di energia positiva.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Naturalis Historia" di Plinio (I sec d.C.)
  2. ^ Nella lista non sono inclusi tutti i comuni del Comprensorio C10 Vallagarina (→ Comprensorio della Vallagarina), bensì solo i comuni che si trovano geograficamente nella valle
  3. ^ monte Zugna - fungo di Albaredo - Foto e video di MTB
  4. ^ Avez del Prinzep

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]