Val Venosta

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Val Venosta
Vinschgau
Veduta dell'Alta val Venosta. In particolare a destra si trova il paese di Malles, e nel mezzo Burgusio, con l'Abbazia di Monte Maria e il Castello del Principe.
Veduta dell'Alta val Venosta. In particolare a destra si trova il paese di Malles, e nel mezzo Burgusio, con l'Abbazia di Monte Maria e il Castello del Principe.
Paese/i: bandiera Italia
Regione/i: Trentino-Alto Adige
Provincia/e: stemma Bolzano
Comuni principali:
Fiume: {{{fiume}}}
Superficie: km²
Altitudine: m s.l.m.
Nome abitanti:
[[Immagine:|300px|Mappa della Valle]]
Comunità montana:
[ Sito]
L'alta Val Venosta (visibili Malles con alcune frazioni, Glorenza e Sluderno).

La Val Venosta (in tedesco Vinschgau, in ladino Val Venuesta) è una valle dell'Alto Adige occidentale.

Indice

[modifica] Geografia

Dal Passo di Resia, dove sorge l'Adige arriva fino alle porte di Merano, costituendo il lembo più occidentale della Provincia di Bolzano. Confina a nord con l'Austria, a ovest con la Svizzera, a sud con la Lombardia ed il Trentino e ad est con il Burgraviato.

La valle è prima in direzione nord-sud, poi (da Sluderno) in direzione ovest-est. È sormontata dal Gruppo dell'Ortles a sud-ovest e dalle Alpi Venoste a nord-est. L'Ortles (3.906 m s.l.m.) tra le valli di Solda e Trafoi (comune di Stelvio) è la montagna più alta del Trentino-Alto Adige. Ai suoi piedi si trova il Passo dello Stelvio (2.760 m s.l.m.) con la nota strada panoramica particolarmente importante per la storia del ciclismo su strada.

La Venosta è la zona con meno precipitazioni delle alpi orientali. Caratteristico è il Monte Sole, sul versante meridonale delle Alpi Venoste, che mostra un clima arido-stepposo e una vegetazione unica in tutto l'arco alpino. Solo dal dopoguerra in poi una politica di riforestazione ha cambiato volto a gran parte di questo territorio, anche snaturandolo per via della preferenza accordata a una monocoltura di pino nero, estraneo alla vegetazione autoctona.
Secondo una leggenda che ancora oggi viene presa per vera da molti venostani, ma chiaramente smentita dagli storici, il Monte Sole sarebbe stata anticamente ricoperte di vaste foreste di querce, che sarebbero state tagliate per fornire il legname necessario alla costruzione di Venezia.[senza fonte]

Il fondovalle fino alle bonifiche asburgiche del 18./19. secolo era in prevalenza paludoso, dopodiché la Val Venosta arrivò a meritarsi l'appellativo di "granaio del Tirolo" per la conclamata fertilità dei suoi terreni. Oggi è caratterizzata da estesissime piantagioni di mele, che rendono l'agricoltura ancora l'attività più diffusa (un quarto della popolazione attiva vi trova occupazione). L'altro motore dell'economia locale è il turismo, sia estivo che invernale, anche se la Venosta non è così ricca di infrastrutture turistiche come altre zona dell'Alto Adige. Piccole industrie sono presente in quasi tutti i comuni della valle. Inoltre vi è una rete capillare di aziende artigianali e commerciali a gestione familiare.

Verso il passo di Resia si trova la diga del lago di Resia, il più grande lago dell'Alto Adige, dove il campanile del paese sommerso di Curon Venosta spunta dalle acque (il paese venne ricostruito situato più in alto dopo la costruzione della diga nel 1950).

Sulla destra dell'Adige, fino in Lombardia, ampia zona del territorio è incluso nel Parco nazionale dello Stelvio.

La ferrovia della Val Venosta, la ex linea Merano-Malles delle Ferrovie dello Stato, fu da queste classificata come "ramo secco" e chiusa nel 1990. Dopo essere passato nelle mani della provincia di Bolzano e profondamente restaurata, è ora di nuovo in funzione dal 5 maggio del 2005.

[modifica] Storia

Fino al primo '800 specialmente nell'Alta Val Venosta la lingua della popolazione era ancora il romancio e gli scambi culturali più intensi avvenivano con le valli svizzere di Monastero e dell'Engadina, dove si parlava la stessa lingua. Tuttavia, gli abitanti di queste valli si erano convertiti al protestantesimo e questo portò il governo asburgico a politiche di germanizzazione forzata della Venosta a partire dall'epoca della Controriforma. L'eredità ladina si rispecchia ancora in molti vocaboli del dialetto locale, toponimi e cognomi.

[modifica] Comunità comprensoriale della Val Venosta

Val Venosta
Vinschgau
Logo del comprensorio Val Venosta/Vinschgau
Mappa dell'Alto Adige con in evidenza il comprensorio Val Venosta/Vinschgau
Informazioni
Stato bandiera Italia
Provincia stemma Bolzano
Capoluogo Silandro
Superficie 1.442 km²
Popolazione
 - Totale
 - Densità
(2005)
35.043 hab.
24,3 hab./km²
Altitudine 556-3.905 m
Nome abitanti venostani
Presidente Josef Noggler
Prefisso 0473
Comuni
Mappa dei comuni del comprensorio Val Venosta/Vinschgau
Sito istituzionale

La Comunità Comprensoriale Val Venosta fu fondata nel 1962 (la prima tra le 8). I suoi 13 comuni ricoprono un territorio complessivo di 1.442 km² e contano ca. 34.300 abitanti. La lingua più parlata (>95%) è il tedesco.

La principale località e di fatto capoluogo (sede del comprensorio) è Silandro.

Altre località sono: Curon Venosta, Tubre, Malles Venosta, Glorenza, Sluderno, Prato allo Stelvio, Stelvio, Lasa, Martello, Laces, Senales, Castelbello-Ciardes.

Storicamente la Venosta includeva anche il comune di Nauders e il Ventertal (Austria), nonché i comuni di Naturno, Plaus e Parcines con una parte del comune di Lagundo fino alla Tel, oggi aggregati al Burgraviato.

[modifica] Comuni

Il comprensorio Val Venosta-Vinschgau si compone di 13 comuni:

  1. Castelbello-Ciardes - Kastelbell-Tschars
  2. Curon Venosta - Graun
  3. Glorenza - Glurns
  4. Laces - Latsch
  5. Lasa - Laas
  6. Malles Venosta - Mals
  7. Martello - Martell
  8. Prato allo Stelvio - Prad am Stilfserjoch
  9. Silandro - Schlanders
  10. Sluderno - Schluderns
  11. Senales - Schnals
  12. Stelvio - Stilfs
  13. Tubre - Taufers im Münstertal

I due Distretti comprensoriali sono la Media Venosta (capoluogo Silandro) e l'Alta Venosta (capoluogo Malles). Nel comprensorio c'è solo una città (Glorenza) e quattro comuni mercato (Silandro, Malles Venosta, Laces, Prato allo Stelvio)

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