Provincia autonoma di Trento
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| « Custode fedele di sante memorie, che porti nel cuore sconfitte e vittorie. Impavido veglia al valico alpino, o gemma dell'Alpe, o amato Trentino. » |
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| Provincia Autonoma di Trento | |||
|---|---|---|---|
| Bandiera della provincia | |||
| Stato: | |||
| Regione: | |||
| Capoluogo: | Trento | ||
| Superficie: | 6.212 km² | ||
| Abitanti: |
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| Densità: | 83 ab./km² | ||
| Comuni: | Elenco di 223 comuni | ||
| Targa: | TN | ||
| CAP: | 38121-38123, 38010-38089 | ||
| Pref. telefonico: | 0439, 0461, 0462, 0463, 0464, 0465, | ||
| Codice ISTAT: | 022 | ||
| Presidente: | Lorenzo Dellai 24.2.1999 | ||
| Sito istituzionale | |||
La Provincia autonoma di Trento è una provincia del Trentino-Alto Adige di oltre 500mila abitanti.
Corrisponde alla regione storico-geografica del Trentino, già stato semi-indipendente ai tempi del Principato Vescovile di Trento entro il Sacro Romano Impero di Germania (secoli XI-XIX), quindi per circa e solo un secolo (1816-1918) parte meridionale italofona del Tirolo austro-ungarico.
Confina a nord con la Provincia autonoma di Bolzano, a est e a sud con il Veneto (Provincia di Belluno, Provincia di Vicenza e Provincia di Verona), a ovest con la Lombardia (Provincia di Brescia e Provincia di Sondrio).
In Trentino si parla l'italiano, ma è largamente diffuso per cultura e tradizione il dialetto trentino, parlato nei centri principali e nelle valli (dove si possono riscontrare varianti dalle differenze anche piuttosto marcate). Sul territorio sono poi presenti minoranze linguistiche germanofone (valle dei Mocheni, altopiano di Luserna) e ladine (val di Fassa).
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi le voci Storia del Trentino e Principato vescovile di Trento. |
[modifica] Dai primi insediamenti all'età romana
Il cambiamento del clima circa 10.000 anni fa, resosi più mite e meno rigido, permise l'insediamento di popolazioni sedentarie nel territorio del Trentino, in particolare in prossimità di corsi d'acqua e piccoli laghi.
All'Età del Bronzo risalgono alcune importanti strutture abitative in legno (palafitte), edificate su pali in legno in prossimità di ambienti lacustri. Scavi archeologici realizzati negli anni 30 nei pressi della sponda meridionale del lago di Ledro, in comune di Molina di Ledro, hanno portato alla luce un importante insediamento che viene fatto risalire a circa 2000 anni prima di Cristo.
Attorno al VI secolo a.C. si insediò nel territorio provinciale, come del resto in buona parte dell'arco alpino centrale ed orientale, la popolazione dei Reti, che si stabilì nelle diverse vallate e in particolare nel Trentino occidentale (reperti importanti sono stati rinvenuti ad esempio a Sanzeno in Val di Non, nell'altopiano della Paganella, a Stenico nelle Giudicarie esteriori).
I primi contatti fra Reti e Romani risalgono al III secolo a.C., ma solo nel I secolo iniziò l'espansione romana verso nord. Nel 49 a.C. Tridentum divenne municipium romano e assunse i caratteri del più importante centro economico, commerciale e politico della Regione.
[modifica] Dall'Alto Medioevo al Principato Vescovile
In parallelo alla crisi dell'Impero Romano, ormai evidente tra il IV e il V secolo d.C., si assistette a un'ampia opera di evangelizzazione delle vallate del Trentino, in particolare dovuta alla dedizione di San Vigilio, terzo vescovo di Trento e poi patrono della città, e dei missionari anatolici evangelizzatori dell'Anaunia, Sisinio, Martirio e Alessandro.
Dopo le incursioni dei Goti, una buona parte del Trentino venne inclusa nel Ducato longobardo di Trento retto per primo dal duca Evino († 595), per alcuni aspetti il primo vero fondatore dell'unità territoriale trentina, e poi dal cattolico Gaidoaldo. In seguito il ducato venne conquistato da Carlo Magno (774) assieme al restante regno longobardo. Infine il Trentino venne integrato nel Sacro Romano Impero nel corso del IX secolo per opera degli Ottoni.
L'origine del Principato Vescovile di Trento risale al 1027 (secondo alcuni storici al 1004), quando l'imperatore del Sacro Romano Impero Corrado II il Salico decise di affidare il potere temporale sull'area geografica trentina al vescovo di Trento, creando il Principato Vescovile di Trento. Questa istituzione politica resistette per otto secoli e garantì autonomia di governo al Trentino rispetto al Sacro Romano Impero Germanico.
Il principe vescovo di Trento era infatti dotato di potere politico e aveva pari dignità rispetto a tutti gli altri principi dell'Impero. La parziale indipendenza politica che derivò da questo tipo di istituzione non godette però sempre del sostegno dei Duchi d'Austria, che più volte tentarono di diminuire il margine di libertà del Principato.
Un accordo (1339) con il re di Boemia permise al vescovo Nicolò da Bruna, già cancelliere reale, di riorganizzare l'esercito del Principato e di dotarsi dello stemma raffigurante l'aquila di San Venceslao, tuttora simbolo della Provincia, saldando i legami fra il Trentino e la Boemia.
Seguirono periodi piuttosto turbolenti, con interventi militari tirolesi e rivolte contadine che misero in discussione l'autorità del vescovo.
L'esercizio del potere temporale da parte del vescovo era limitato per il fatto che a questi non era concesso esercitare direttamente le pene capitali (Ecclesia non sitit sanguinem) nè occuparsi direttamente di questioni militari (der Pfaffe ist nicht wehrhaf). Per queste incombenze, importanti nel Medioevo e imprescindibili per un'autentica sovranità, il vescovo doveva dunque ricorrere ad altri, chiamando (ad vocare) un feudatario di sua fiducia. È in questo momento che i conti di Tirolo (conti venostani - dal toponimo Tirolo, vicino a Merano) entrano a far parte della storia del principato vescovile tridentino, riuscendo gradualmente ad assumere (spesso mediante usurpazioni violente) il controllo militare delle regioni che corrispondono oggi a Trentino-Alto Adige e Tirolo del Nord e a mettere in discussione l'autorità politica del vescovo. Nel corso del XIV secolo si assistette infatti ad una serie di tensioni tra il vescovo trentino e i conti tirolesi: questi ultimi tentarono in molti modi di imporre la loro autorità, cercando di limitare i poteri vescovili e di subordinare il principato alla politica tirolese, in cambio di protezione militare del territorio. Ma tra il Principato trentino e la Casa di Boemia si era instaurato un rapporto di fedeltà e fiducia: Carlo di Boemia, figlio del re Giovanni, aveva portato con sé in Trentino il cancelliere Nicolò da Bruna che nel 1337 venne eletto vescovo principe di Trento grazie al sostegno del re boemo. Sempre più minacciato dai tentativi di secolarizzazione e inglobamento da parte dei conti del Tirolo, Nicolò si rivolse al re Giovanni di Boemia ottenendone l'appoggio politico necessario per riuscire a conservare l'indipendenza.
[modifica] Età moderna e contemporanea
Il "rifondatore" del Principato tridentino è considerato il cardinale Bernardo Clesio (1514-1539), principe sensibile alla cultura umanistica, protagonista di una riqualificazione architettonica di Trento e uno dei più importanti organizzatori del Concilio di Trento (1545-1563). A Clesio succedettero al vertice della Chiesa tridentina quattro membri della potente famiglia Madruzzo (i cardinali Cristoforo, Ludovico e Carlo Gaudenzio e il vescovo Carlo Emanuele), che mantennero il Principato al centro degli equilibri della Regione per più di un secolo (1539-1658).
Nel XVIII secolo il Principato perse gran parte della propria autonomia a favore del Tirolo. Durante il periodo napoleonico, il trattato di Lunéville (9 febbraio 1801) stabilì la secolarizzazione degli stati ecclesiastici. Tra il 1803 e il 1810 il Trentino fece dunque parte del filo-napoleonico Regno di Baviera. Nel 1810 Napoleone decise l'annessione, rivelatasi molto breve, di Trento e Bolzano al Regno d'Italia (dipartimento dell'Alto Adige). Terminata l'esperienza dell'occupazione franco-bavarese (1815), alla quale gli abitanti delle valli trentine si opposero partecipando attivamente alla resistenza guidata dal patriota tirolese Andreas Hofer, il Principato Vescovile venne sciolto e il Trentino cessò di godere di una propria autonomia, entrando a far parte della Contea del Tirolo, abitata in maggioranza da popolazioni di lingua tedesca. Pur essendo il Trentino nel complesso ben amministrato e avendo propri rappresentati alle Diete di Innsbruck e Vienna, nella seconda metà dell'Ottocento si formò un movimento filo-italiano (Irredentismo) (anche come risposta al centralismo austriaco e ai tentativi di germanizzazione), costituito soprattutto da intellettuali (come Cesare Battisti) e poco sentito dalla popolazione rurale, che sosteneva l'annessione della Provincia al Regno d'Italia.
Prima dell'avvento della Grande guerra le autorità austriache allestirono una linea di fortificazioni per la difesa dei confini meridionali dell'Impero. Esempi ne sono la Fortezza di Trento, la Festung Trient, con i suoi innumerevoli forti che circondano la città, e le fortezze degli altipiani trentini, come il Forte Campo Luserna. Il territorio del Trentino divenne uno dei principali teatri di guerra nel corso del primo conflitto mondiale (1915-1918) tra Regno d'Italia e Austria-Ungheria, che causò distruzioni enormi. Dall'ordine di mobilitazione emanato dall'Imperatore Francesco Giuseppe il 31 luglio 1914, oltre 60.000 trentini combatterono nell'esercito austro-ungarico, prima sul fronte orientale contro russi e serbi (1914-1917) e dal 1915 anche sul fronte meridionale, contro gli italiani. I soldati trentini pagarono un tributo pesantissimo: circa 10.500 caduti ed altre migliaia di feriti e prigionieri. Decine di migliaia poi i civili, abitanti dei paesi a ridosso del fronte, che furono costretti ad abbandonare le proprie case ed evacuati in campi profughi.
Con il Trattato di Versailles (1919) il Trentino venne annesso all'Italia e con la neocostituita provincia di Bolzano entrò a far parte della regione della Venezia Tridentina.
Nel secondo dopoguerra, in base all'accordo (1948) fra il ministro degli esteri italiano (il trentino Alcide De Gasperi, che seppe abilmente far estendere al Trentino, sebbene abitato quasi esclusivamente da italiani, l'autonomia concessa alla minoranza tedesca dell'Alto Adige ) e quello austriaco (Karl Gruber), venne costituita la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige. Nel 1972, a causa dell'insoddisfazione altoatesina nei confronti dell'istituto regionale, percepito come centralista e poco attento alla diversità della minoranza tedesca, gran parte delle deleghe venne attribuite alle due province, che divennero autonome, mentre la regione divenne un semplice organo di raccordo fra le politiche del Trentino e quelle dell'Alto Adige.
[modifica] Geografia
| Per approfondire, vedi la voce Geografia del Trentino. |
| Fascia altimetrica m s.l.m. |
km² | % |
|---|---|---|
| 65-500 | 540 | 8,50 |
| 500-1000 | 1371 | 21,66 |
| 1000-1500 | 1733 | 27,38 |
| 1500-2000 | 1425 | 22,52 |
| 2000-2500 | 863 | 13,64 |
| 2500-3000 | 336 | 5,30 |
| > 3000 | 62,8 | 1,01 |
Il Trentino è situato nel versante meridionale della catena delle Alpi, a contatto con la pianure padana e veneta.
Il territorio della Provincia, che si estende per 6207 km², è quasi interamente montuoso. Esso non presenta però caratteri di omogeneità, ma assume invece una certa varietà di forme, nonché di condizioni climatiche ed ambientali.
Il Trentino è formato infatti da diverse vallate prettamente alpine (ad esempio le valli di Sole, Valle di Primiero e di Fassa), che si aprono ai piedi complessi montuosi più importanti, segnate da un clima piuttosto rigido, dalla presenza di ghiacciai e dall'abbondanza di acque, ma anche da vallate subalpine, altopiani e piccole pianure dal clima submediterraneo, dove è possibile anche la coltivazione dell'olivo (come ad esempio la riviera settentrionale del lago di Garda o la bassa valle del fiume Sarca).
[modifica] Morfologia
Dal punto di vista geologico la Provincia di Trento presenta complessi montuosi di origine diversa. Nel lembo occidentale del Trentino, a confine con la Lombardia, dominano per la loro struttura massiccia, la presenza di nevi perenni (tra le più estese d'Italia) e le loro elevazioni il Gruppo dell'Adamello e il Gruppo della Presanella, formati da diorite tonilica. Attraversando la valle del fiume Noce, si arriva nel settore dominato dal gruppo dell'Ortles-Cevedale. Esso è costituito soprattutto da scisti cristallini ed è caratterizzato da ampi ghiacciai.
In Trentino sono poi presenti diversi gruppi dolomitici, costituiti cioè da dolomia, doppio carbonato di calcio e magnesio. Nella parte occidentale della Provincia, le Dolomiti di Brenta rappresentano l'unico complesso dolomitico situato a ovest del fiume Adige.
Nella parte orientale della Provincia si estendono poi altri gruppi dolomitici, spesso in continuità con il Veneto e il vicino Alto Adige. Fra questi, basti ricordare la Regina delle Dolomiti, la Marmolada, l'estrema varietà di forme, paesaggi e guglie delle Pale di San Martino (gruppi condivisi con la provincia di Belluno); il massiccio castello del Gruppo del Sella (condiviso con le province di Belluno e Bolzano); i pinnacoli e i campanili del Latemàr e le inconfondibili forme del Sassolungo e del Catinaccio (situati fra Trentino e Alto Adige).
Nel Trentino orientale sono presenti poi l'ampia catena montuosa del Lagorai e il massiccio granitico della Cima d'Asta, che rappresentano i territori più incontaminati e selvaggi della Provincia.
Infine, meno elevate ma non meno importanti sono le vette della Paganella e del Monte Bondone, non lontani dal capoluogo, nonché le porzioni trentine delle Prealpi venete, costituite dai settori settentrionali del Monte Baldo, dei Monti Lessini, delle Piccole Dolomiti e del Pasubio, al confine meridionale con il Veneto.
| Cima | Gruppo | Altezza in m s.l.m. |
|---|---|---|
| Cevedale | Ortles-Cevedale | 3764 |
| Cima Presanella | Gruppo della Presanella | 3556 |
| Carè Alto | Gruppo dell'Adamello | 3462 |
| Cima Tosa | Dolomiti di Brenta | 3173 |
| Cima Brenta | Dolomiti di Brenta | 3154 |
| Catinaccio d'Antermoia | Catinaccio | 3002 |
| Piz Boè | Sella | 3154 |
| Marmolada | Marmolada | 3342 |
| Vezzana | Pale di San Martino | 3192 |
| Cimon della Pala | Pale di San Martino | 3184 |
| Monte Latemar | Latemar | 2846 |
| Cima d'Asta | Cima d'Asta | 2847 |
| Cima Cece | Lagorai | 2772 |
[modifica] Idrografia
Il Trentino è caratterizzato da una valle che ne solca la lunghezza, la Valle dell'Adige, da Ala a Salorno, rappresentando quasi una spina dorsale del territorio.
Su essa si innestano diverse valli minori, formate da affluenti dell'Adige (come le valli dell'Avisio, Fiemme e Fassa e Cembra, e del Noce, Non e Sole). Ci sono poi altri fiumi che attraversano valli trentine: il Cismòn nella valle di Primiero, il Brenta nella Valsugana, il Sarca nella valle omonima, il Chiese nelle Giudicarie, il Fersina nella Valle dei Mocheni, il Leno nelle valli del Leno (Vallarsa e valle di Terragnolo) e il Vanoi nella valle omonima.
Appartengono alla provincia la punta settentrionale del Lago di Garda e numerosi laghi alpini: tra di essi si possono ricordare i laghi di Levico e Caldonazzo in Valsugana, di Toblino, Cavedine e Terlago nella Valle dei Laghi, di Molveno nell'altopiano della Paganella, di Tovel nella Val di Tovel, della Serraia nell'altopiano di Piné.
Il dislivello fra le valli solcate dai corsi d'acqua minori e le valli principali provoca spesso la formazione di salti, cioè cascate. Molte delle cascate del Trentino presentano questa origine. Fra le principali, le cascate di Nardis e del Làres e in Val di Genova, di Lert e del Ribor in Val di Daone, del Regagnolo in Val di Rabbi, di Fedaia ai piedi della Marmolada, di Sardagna e di Ponte Alto a Trento.
[modifica] Clima
Il clima del Trentino può essere definito di transizione tra il clima semicontinentale e quello alpino.Le temperature di gennaio sonocomprese dai -5 C° ai -10° mentre in estate sui 20°-25° anche più.Pur presentando gran parte del proprio territorio ad una altitudine media piuttosto elevata (circa il 77% al di sopra dei 1000 m s.l.m., poco meno del 20% al di sopra dei 2000 m s.l.m.), esso non presenta quei caratteri di rigidità propri di altre aree alpine.
A partire dalle fasce altimetriche più basse, il clima può essere suddiviso in quattro grandi aree[1]:
- area submediterranea - nell'area dell'Alto Garda e della bassa Valle del Sarca. È la parte più mite della regione, con inverni miti. La vegetazione è composta da olivi, lecci e cipressi;
- area subcontinentale - clima di transizione che caratterizza i fondovalle, con inverni più rigidi e nevosi. La vegetazione è costituita soprattutto da castagni, faggi e abeti bianchi;
- area continentale - nelle vallate alpine (come le valli di Fassa o di Sole o di Primiero) con inverni rigidi ed estati brevi e piuttosto piovose e con vegetazione composta soprattutto da conifere;
- area alpina - nelle fasce superiori al limite della vegetazione arborea (1800/900 m s.l.m.), con nevi che permangono a lungo durante l'anno.
Una caratteristica peculiare del clima trentino è l'assenza assoluta di nebbia e una debole umidità atmosferica, che assicurano un clima sostanzialmente asciutto.
[modifica] Ambiente naturale
Alcuni fattori, come la densità di popolazione relativamente bassa della Provincia, la presenza di vasti ambienti isolati e ad altimetria piuttosto elevata, l'istituzione di diverse aree naturali protette, un certo grado di rispetto degli abitanti per i luoghi naturali (seppur in pochi casi compromessi da infrastrutture e costruzioni), hanno permesso la conservazione di numerose specie animali e vegetali.
Tra la popolazione faunistica del Trentino, estremamente varia, si possono ricordare alcune specie particolarmente numerose: gli ungulati (cervi, caprioli, camosci, e in misura minore stambecchi), lepri, volpi, scoiattoli, marmotte, galli cedroni.
Il territorio del Trentino è ricoperto per circa il 50% da boschi (circa 300.000 ettari). Nei versanti più elevati esso è composto soprattutto da conifere, ma sono presenti anche faggi, aceri, frassini e sorbi.
Tra le iniziative ambientali più importanti portate avanti dalla Provincia autonoma di Trento, va segnalato il Progetto Life Ursus, volto al ripopolamento nel Trentino dell'orso bruno (ursus arctos), il più grande e significativo mammifero delle Alpi.
Agli orsi autoctoni trentini, prossimi all'estinzione, sono stati affiancati una serie di esemplari provenienti dalle foreste della Slovenia. Gli orsi, inseriti in un primo momento nell'area del Parco Adamello Brenta, si sono spostati anche nei territori limitrofi del Trentino occidentale, sconfinando anche in Alto Adige, Austria e Germania.
In Trentino sono state istituite tre aree naturali protette (una nazionale e due provinciali):
- la parte trentina del Parco nazionale dello Stelvio - nel cuore delle Alpi centrali, esso include il gruppo dell'Ortles-Cevedale e le vallate alpine di Peio e Rabbi, dove sono presenti i due centri visitatori del settore trentino;
- il Parco naturale Adamello-Brenta - la maggior area protetta del Trentino, interessa ben 39 comuni tra le valli Rendena (che divide i due gruppi montuosi) di Sole, di Non e Giudicarie. I centri visitatori sono situati presso il Lago di Tóvel, a Daone (dedicato alla fauna), a Spormaggiore (dedicato all'orso),
- il Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino - nella parte orientale del Trentino, include il settore trentino delle Pale di San Martino, la parte orientale del Lagorai e la foresta di abeti rossi di Paneveggio. I punti dedicati alla visita si situano a Paneveggio (flora e fauna), in Val Canali (acqua e storia), a San Martino di Castrozza (geologia e vita in alta quota) e a Prà de Madego nel Vanoi (etnografia).
In Consiglio provinciale sono state inoltre avanzate alcune proposte di istituzione di diversi nuovi parchi provinciali[2], mentre recentemente è stata approvata la legge (legge 11/2007[3]) che prevede il riassetto dei parchi trentini la futura istituzione di parchi locali la cui organizzazione può essere determinata dalle nascenti comunità di valle. Le aree individuate come possibili zone per le nuove aree protette provinciali o locali sono il Cadria-Tenno, il Lagorai-Cima d'Asta, il Latemar, il Monte Baldo-Garda trentino, il Monte Bondone e i territori del Pasubio-Piccole Dolomiti-Lessini.
[modifica] Demografia
Alla fine del 2006 si contavano 502.478 abitanti, di cui 33.280 stranieri (6,6%). Nello stesso anno i nati vivi sono stati 5.193 (10,3‰), i morti 4.565 (9,1‰), con un incremento naturale di 628 unità (1,2‰). Le famiglie contano in media 2,4 componenenti, mentre la nuzialità nel 2005 era di 3,6 matrimoni ogni mille abitanti, dei quali il 57,4% si è svolto con rito religioso.
[modifica] Economia
[modifica] Agricoltura e allevamento
Nonostante le caratteristiche del territorio, prevalentemente montano, il settore agricolo è piuttosto rilevante. Al contrario del vicino Alto Adige, le aziende agricole non sono indipendenti fra loro (struttura del maso chiuso, che pure ha impedito in provincia di Bolzano un eccessivo frazionamento delle proprietà), ma spesso inserite in un'ampia rete di cooperative agricole.
Uno dei comparti agricoli più importanti è quello frutticolo. La produzione numericamente più rilevante è relativa alle mele (assieme all'Alto Adige viene raggiunta circa il 60% della produzione nazionale), in particolare della varietà Golden Delicious.
La coltivazione dei piccoli frutti (fragole, lamponi, mirtilli e more) è significativa, nonostante sia necessariamente quantitativamente limitata, e peculiare di alcune zone specifiche del Trentino, in particolare la Valle dei Mocheni/Bersntol.
Alcune aree, come la Val di Gresta, sono interessate dalla coltivazione degli ortaggi (patata, carota, cavolo cappuccio, zucchina, radicchio, sedano, cipolla, ecc.). Importante (anche se in termini nazionali quantitativamente modesta) la produzione di uva, da cui si ricavano spumanti e grappe di alta qualità.
Storicamente molto significativo l'allevamento, in passato uno dei mezzi di sostentamento più importanti nelle vallate alpine. Testimonianza di ciò è la presenza in quasi tutto il territorio provinciale di malghe e ricoveri estivi per il bestiame, in parte tuttora utilizzati per la pratica dell'alpeggio. Il settore zootecnico più rilevante è relativo al bestiame da latte, da cui si ricava una grande varietà di prodotti caseari tipici.
La Provincia, in ambito agricolo, è sempre stata sensibile al tema della produzione sostenibile e naturale e, già dal 2003, ha istituito il Centro di ricerca SafeCrop, Centro per la ricerca e lo sviluppo di sistemi per la protezione delle piante a basso impatto sull'ambiente e sulla salute del consumatore.
| Tipologia | Produzione (q.li) |
|---|---|
| Mele | 4.489.190 |
| Fragole | 36.000 |
| Susine | 14.500 |
| Ciliegie | 10.080 |
| Lamponi | 4.852 |
| Ribes | 4.859 |
| More | 3.274 |
| Specie | Numero capi |
|---|---|
| Bovini | 45.149 |
| Ovini | 20.642 |
| Caprini | 5.463 |
| Equini | 2.014 |
| Suini | 6.354 |
[modifica] Industria
L'industria occupa circa il 33% della popolazione attiva della Provincia, contribuendo per circa un terzo alla ricchezza complessiva prodotta.
Le industrie sono concentrate nella Valle dell'Adige, in Vallagarina e nella Valsugana e sono spesso di piccole-medie dimensioni. Sono attive nei settori tessile, edilizio, della meccanica, del legno e della carta. Un ambito industriale particolarmente importante è relativo alla lavorazione del porfido, principalmente in Val di Cembra e nelle zone limitrofe (comuni di Albiano, Fornace, Civezzano, Lona-Lases, Baselga di Pinè).
Molto importante per qualità, immagine, storia e tradizione, è il settore alimentare con numerose cantine (vino) e distillerie tradizionali. Alcune grosse realtà cooperative (come Cavit o Mezzocorona) e altre piccole o medie realtà private (come Marzadro, Ferrari, Villa de Varda, Zeni, Endrizzi, Poier) collaborano e contribuiscono per espandere sempre più la tradizione trentina del "bere bene". Altre leccornie degne di nota del settore alimentare sono la farina di granoturco di Storo, le mele della Val di Non, il TrentinGrana e le produzioni locali di miele e funghi.
L'abbondanza d'acqua, l'orografia del territorio e la presenza di dislivelli molto ampi hanno favorito la produzione di energia idroelettrica (il Trentino detiene una quota tra l'8% e il 10% dell'intera produzione nazionale).
[modifica] Settore terziario
Piuttosto numeroso è il numero di dipendenti pubblici, principalmente impiegati presso la Provincia autonoma di Trento, che esplica numerosi servizi solitamente gestiti dallo stato o dalle regioni, in base alle competenze stabilite dallo statuto del Trentino-Alto Adige.
Una delle attività economiche più importanti è il turismo, sia invernale che estivo, caratterizzato da una notevole varietà e ampiezza nell'offerta turistica.
Secondo le statistiche del 2005, in Provincia sono presenti 1.570 strutture alberghiere, per un totale di 94.162 posti letto; includendo alloggi privati, seconde case e esercizi complementari il Trentino conta 69.737 strutture per 460.235 posti letto complessivi[4].
[modifica] Turismo
[modifica] Turismo montano
Le principali località turistiche sono centri a carattere montano, caratterizzate dalla presenza di numerosi impianti di risalita, spesso parte di ampi caroselli sciistici, e di strutture per la pratica degli sport invernali.
Il centro più mondano della Provincia è Madonna di Campiglio, adagiata a 1.550 metri, sorta in una conca tra le Dolomiti di Brenta e le nevi perenni del Gruppo dell'Adamello e del Gruppo della Presanella, antica sede di un ospizio medievale dedicato a Santa Maria. A Campiglio (pista 3-Tre) vengono spesso disputate gare di slalom speciale della Coppa del Mondo di sci alpino. Accomunato dalla stessa origine, nel Trentino orientale si è sviluppato San Martino di Castrozza, attorniato dai prati un tempo custoditi dall'antico monastero di San Martino e Giuliano e dalle vette del più esteso fra i gruppi dolomitici, le Pale di San Martino. La località, situata nel Primiero, è cosiderata da molti la zona più bella delle Dolomiti. Sempre nella Valle di Primiero è presente un altro borgo storico ricco di fascino, Fiera di Primiero, situato proprio ai piedi del summenzionato massiccio delle Pale.
Da San Martino, valicando il Passo Rolle si giunge in Val di Fiemme (fra i centri maggiori, Cavalese, Predazzo e Tesero), vallata ricca di foreste e nota come importante centro sportivo, soprattutto per lo sci nordico, del quale ha organizzato due mondiali (1991 e 2003); a nord di Fiemme si estende la terra dei Ladini, la Val di Fassa, formata da diversi piccoli centri (i più grandi e forse i più conosciuti sono Moena e Canazei) e scolpita da alcuni fra i più rilevanti gruppi delle Dolomiti (Marmolada, Sella, Catinaccio).
Numerose sono le frazioni adagiate sugli altopiani di Folgaria e Lavarone, antiche comunità di origine cimbra e importanti centri turistici sia estivi che invernali, non lontano dal confine con il Veneto.
Nel Trentino occidentale, le due stazioni di Folgarida e Marilleva, unite al comprensorio del Passo del Tonale e al paese di Peio rappresentano i maggiori centri sciistici della Val di Sole. Infine, località turitiche di primo piano sono i paesi (Andalo, Molveno e Fai) adagiati tra le pendici della Paganella e il cuore del Gruppo dolomitico del Brenta.
Altre zone interessate da impianti di risalita per la pratica dello sci sono l'altopiano di Brentonico, il Passo Brocon, la Panarotta e il Monte Bondone.
[modifica] Turismo climatico
Altre mete frequentate sono le stazioni climatiche sorte nei pressi dei diversi laghi della Provincia, apprezzate in particolare dai turisti stranieri. Fra queste, si possono ricordare Riva del Garda e Torbole sulla sponda settentrionale del lago di Garda e i diversi centri della Valsugana nei pressi dei laghi di Levico e Caldonazzo.
Infine, importante è il turismo termale: i centri termali più importanti del Trentino sono Comano, ai piedi del settore meridonale delle Dolomiti di Brenta, Levico e Vetriolo in alta Valsugana, Peio e Rabbi nelle due vallate laterali della Val di Sole. Nel 2007 è stata scoperta un'ulteriore sorgente termale situata a Torbole sul Garda nel territorio del municipio di Arco. Attualmente lo sfruttamento di tale sorgente è ancora in fase di pianificazione ma si prevede comunque la creazione di un polo termale.
[modifica] Trasporti e comunicazioni
[modifica] Linee stradali
Il Trentino è terra di attraversamento tra l'area germanica e l'Italia settentrionale. Gli assi principali di comunicazione stradale sono l'Autostrada A22 del Brennero e la Strada Statale 12 dell'Abetone e del Brennero, che si sviluppano lungo la Valle dell'Adige. La direzione della società Autostrada del Brennero s.p.a. si trova a Trento, in quanto i principali azionisti della Società sono la Regione Trentino-Alto Adige e le due province di Bolzano e Trento.
Poiché l'autostrada si caratterizza per un grande traffico di mezzi pesanti, è obiettivo primario della Provincia e della Regione diminuire pesantemente il traffico su gomma, spostando i veicoli pesanti sulla ferrovia, in futuro potenziata dal tunnel del Brennero tra Alto Adige e Tirolo.
È stata proposta più volte la costruzione sul territorio di un'altra autostrada, l' Autostrada A31 (detta Valdastico o PiRuBi), che collegherebbe Trento a Vicenza e Rovigo. La realizzazione di questa infrastruttura è fortemente appoggiata dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Vicenza e dall'ANAS, nonché sostenuta da una buona parte degli abitanti della Valsugana (per decongestionare, sostengono, l'arteria che attraversa la valle[5]). Tuttavia è forte la contrarietà di forze importanti della Giunta provinciale trentina, assolutamente contrarie a creare nuove infrastrutture autostradali nel territorio provinciale. Per giustificare l'opposizione alla PiRuBi si sostiene di solito che avrebbe effetti negativi sull'ambiente, che la creazione di una nuova autostrada comporterebbe un consistente aumento di traffico su quella del Brennero, e che i costi dell'opera sarebbero molto elevati[6] [7]. Secondo altri la storica avversione per quest'opera dipende dalla volontà della Provincia di non realizzare progetti sostenuti e calati dall'esterno, cioè da Roma o dalla Regione Veneto.
[modifica] Linee ferroviarie
La linea ferroviaria principale è la Ferrovia del Brennero, che collega il Trentino a sud verso la Pianura Padana e a nord verso i Paesi Germanici.
In Trentino esistono altre due linee ferroviarie: la Ferrovia della Valsugana, che collega Trento a Venezia, e la regionale Ferrovia Trento-Malè-Marilleva, che mette in comunicazione il capoluogo con le valli del Noce, Non e Sole, ed è in gestione alla società Trentino trasporti.
Nel passato esistevano inoltre diverse altre ferrovie, attivate in era asburgica e poi dismesse: la Ferrovia della Val di Fiemme, che collegava Ora a Predazzo, la Ferrovia dell'Alta Anaunia (Dermulo-Fondo-Mendola), ramificazione della Trento-Malè che raggiungeva il Passo della Mendola, e la Ferrovia Rovereto-Arco-Riva (RAR), di cui ora si sta discutendo una possibile e difficoltosa riattivazione.
[modifica] Trasporto pubblico
Il trasporto pubblico su gomma in tutto il Trentino, urbano a Trento e Rovereto, suburbano ed extraurbano in tutte le valli della provincia è affidato alla società Trentino trasporti, nata dalla fusione delle precedenti aziende Atesina e Ferrovia Trento-Malè.La societa svolge un importantissimo servizio pubblico impensabile fino a pochi anni fa tanto che tal servizio raggiunge anche i paesi più piccoli e isolati dell' intera regione. La stessa società è concessionaria della linea ferroviaria Trento-Malè-Marilleva. La linea ferroviaria della Valsugana è invece gestita da Trenitalia, benché si discuta da tempo di una sua possibile provincializzazione. La Provincia autonoma di Trento, benché non proprietaria dell'infrastruttura, ha acquistato diversi treni minuetto per questa linea, affidandoli in gestione a Trentitalia.
[modifica] Cultura, istruzione e ricerca
[modifica] Istruzione e ricerca
A Trento è presente l'Università di Trento, istituita per volontà del presidente provinciale Bruno Kessler nel 1962, di piccole dimensioni (circa quindicimila studenti), ma molto attiva a livello internazionale. Sono presenti le facoltà di Economia, Giurisprudenza, Lettere e filosofia, Ingegneria, Sociologia, Scienze matematiche, fisiche e naturali, Scienze cognitive (nella sede di Rovereto).
Fu la prima università italiana a istituire corsi di laurea in sociologia. Secondo l'indagine Censis-la Repubblica del 2007 è seconda per qualità nella classifica degli atenei italiani di medie dimensioni [8].
La Provincia ha dato vita anche negli anni sessanta ad un importante istituto di ricerca scientifica ed umanistica: l'Istituto Trentino di Cultura (divenuto nel 2007 Fondazione Bruno Kessler), strutturato in: Istituto per la ricerca scientifica e tecnologica (ITC-irst), Istituto per gli studi storici italo-germanici (ITC-isig), Istituto per le scienze religiose (ITC-isr).
A Trento hanno sede infine il Centre for Computational and Systems Biology, centro di eccellenza di carattere scientifico nato dall'accordo siglato tra il governo italiano, la Provincia autonoma di Trento, l'Università di Trento e la Microsoft e il Centro di Ecologia Alpina (presso le Viote del Monte Bondone), confluito dal 1 gennaio 2008 nella Fondazione Edmund Mach, che raccoglie l'eredità storica dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige, istituto di istruzione secondaria, ricerca e assistenza tecnica in agricoltura.
[modifica] Musei
Nel territorio della Provincia sono presenti numerosi enti museali. Fra i principali:
- il museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART), inaugurato nel 2002, con sede in corso Bettini a Rovereto. La moderna struttura architettonica è stata progettata da Mario Botta e si inserisce con armonia nel tessuto storico della città. Il MART può vantare una vasta collezione permanente di opere contemporanee e si pone l'obiettivo di assumere una dimensione sempre più internazionale.
- il museo del Buonconsiglio presso l'omonimo castello e il museo storico in Trento di via Torre d'Augusto;
- il museo tridentino di scienze naturali, situato a Trento;
- il museo dell'aeronautica, dedicato a Gianni Caproni (con sede a Mattarello);
- il museo degli usi e costumi della Gente Trentina, uno dei maggiori musei etnografici e di cultura materiale dell'intera area alpina, con sede a San Michele all'Adige;
- il museo storico italiano della Guerra di Rovereto, dedicato alla prima guerra mondiale, ospitato presso il castello della città.
Da segnalare inoltre gli istituti di cultura e i musei dedicati alla tre minoranze della Provincia, l'Istitut cultural Ladin "majon di fascegn" in Val di Fassa e il Kulturinstitut Bersntol - Lusérn per la valorizzazione delle minoranze germanofone mòchene e cimbre.
[modifica] Enti e associazioni culturali
Un importante soggetto culturale operante in Trentino è la Società Alpinisti Tridentini (SAT), fondata in età asburgica (2 settembre 1872). Essa si pone l'obiettivo di promuovere la conoscenza dell'ambiente montano trentino, di mantenere integro il patrimonio naturalistico, di conservare la rete di sentieri e la presenza dei rifugi alpini, di svolgere attività editoriale a carattere scientifico e commemorativo.
Nel 1750 fu fondata l'Accademia Roveretana degli Agiati, con sede nel capoluogo della Vallagarina. Questa istituzione culturale, riconosciuta dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria nel 1753, ha aggregato nel corso della storia numerosi studiosi locali e nazionali.
In Trentino è molto radicata la tradizione della musica corale. Sono presenti 181 cori[9] (popolari, polifonici e infantili), riuniti nella Federazione Cori del Trentino. Uno fra i più celebri cori maschili italiani è il prestigioso Coro della SAT diretto dal maestro Pedrotti.
[modifica] Editoria e mass media
Il Trentino, nonostante le piccole dimensioni del suo territorio, è storicamente caratterizzato da una discreta pluralità di pubblicazioni e di mezzi di comunicazione locali.
Nel primo dopoguerra venivano pubblicati tre quotidiani: Il nuovo Trentino, giornale cattolico a lungo diretto da Alcide Degasperi, La Libertà, di ispirazione liberale, e Il Brennero, foglio fascista.
Dalla fine della Seconda guerra mondiale vengono invece pubblicati due quotidiani, L'Adige e il Trentino (quest'ultimo del Gruppo editoriale L'Espresso); a questi si affianca il Corriere del Trentino, edizione locale del Corriere della Sera. La diffusione di quotidiani è decisamente superiore alla media nazionale.
Fra i periodici locali, Vita trentina è il settimanale edito dall'Arcidiocesi di Trento, mentre QuestoTrentino è un quindicinale d'informazione indipendente.
La Provincia ha inoltre supportato la nascita nel 2000 dell'Osservatorio sui Balcani, con sede a Rovereto, una delle testate giornalistiche italiane più attente all'area dei Balcani e dell'Europa sud-orientale.
Sono presenti numerose reti radiofoniche a carattere regionale (Radio Dolomiti, RTT, Radio Studio Sette) o a dimensione valligiana e comunitaria. Due infine sono le emittenti televisive private: RTTR e TCA, che affiancano la sede regionale della RAI di Trento.
[modifica] Lingua
[modifica] Dialetti trentini e aree culturali
Diverse influenze esterne (principalmente venete e lombarde orientali, ma anche tirolesi e ladine) hanno determinato la diffusione in Trentino di dialetti con alcuni caratteri diversi. I dialetti trentini sono sostanzialmente raggruppabili in un'area centrale, un'area occidentale (a influenza lombarda) e un'area orientale (a influenza veneta).
Secondo la partizione linguistica proposta da Cesare Battisti nel 1915[10], è possibile infatti distinguere l'area trentina propriamente detta, che comprende il capoluogo, la Valle dell'Adige, la Valle dei Laghi, le Giudicarie Esteriori, l'altopiano di Pinè e il Perginese; l'area trentina a sostrato ladino, sia nel Trentino occidentale (Valli di Sole e di Non) che in quello orientale (il medio corso dell'Avisio, cioè le valli di Fiemme e Cembra); l'area ad influenza veneta, con una fase feltrina nel Primiero, una fase vicentina nella Valsugana e una fase veronese nella Vallagarina; l'area a influenza lombarda (Giudicarie Interiori e Val di Ledro).
[modifica] Le minoranze linguistiche
Nella Provincia sono presenti inoltre tre minoranze linguistiche, tutelate dallo statuto di autonomia regionale (art. 102) e da leggi nazionali e provinciali.
La minoranza più numerosa è quella dei Ladini della Val di Fassa, seguita dalle comunità germanofone dei Mòcheni e dei Cimbri:
- la lingua ladina viene parlata in Val di Fassa/Val de Fascia (comuni di Campitello di Fassa/Ciampedel, Canazei/Cianacei, Mazzin/Mazin, Moena, Pozza di Fassa/Poza, Soraga/Sorèga, Vigo di Fassa/Vich);
- la lingua mochena nella Valle dei Mocheni/Bersntol (comuni di Frassilongo/Garait, Fierozzo/Gamoà Va Vlarotz e Palù del Fersina/Palae en Bersntol);
- la lingua cimbra a Luserna/Lusern.
[modifica] Stemma e gonfalone
Lo stemma ufficiale della Provincia raffigura l'aquila fiammeggiante di San Venceslao, antico simbolo donato dal Re di Boemia Giovanni I al vescovo trentino Niccolò da Bruna come stendardo ufficiale del piccolo esercito del Principato Vescovile di Trento nel 1339.
In base allo statuto di autonomia della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige entrato in vigore nel 1972 (art.3[11]), la Provincia Autonoma di Trento ha anche un gonfalone ufficiale, uguale alla bandiera ma più stretto e più lungo, esposta nei locali pubblici accanto alla bandiera italiana e a quella europea (esso sostituisce la bandiera regionale del Trentino-Alto Adige, usata raramente).
La bandiera è composta da tre strisce orizzontali della stessa dimensione (drappo interzato in fascia), le due più esterne porpora e la centrale bianca, con al centro lo stemma.
[modifica] Amministrazione
[modifica] L'autonomia provinciale
L'autonomia della provincia consiste nel potere di legiferare, previsto da legge costituzionale e dallo statuto regionale: mentre tutte le altre province italiane hanno mere funzioni amministrative, le province autonome di Trento e Bolzano hanno potere legislativo in molte materie normalmente di competenza statale o regionale.
Particolarmente importanti sono le deleghe in materia di sanità, scuola, formazione, lavoro, trasporti e viabilità. Il finanziamento della provincia deriva principalmente dalla restituzione da parte dello Stato della quasi totalità dei tributi raccolti nel territorio provinciale. La Provincia può inoltre istituire nuovi tributi.
[modifica] Consiglio provinciale
| Per approfondire, vedi la voce Consiglio della Provincia autonoma di Trento. |
La funzione legislativa spetta al Consiglio provinciale, formato da 35 membri (34 più il presidente della provincia), di cui 1 spettante alla minoranza ladina. L'elezione del Consiglio provinciale avviene con sistema maggioritario e con premio di maggioranza. Il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento unito al Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano forma il Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige. I consiglieri provinciali sono dunque anche consiglieri regionali.
[modifica] Gruppi consiliari
Le elezioni provinciali del 9 novembre 2008 hanno determinato la vittoria di una coalizione di centrosinistra (56,99%):
Questa la divisione dei 35 seggi provinciali:
| Gruppo | Consiglieri |
|---|---|
| Il Popolo della Libertà | 5 |
| Lega Nord Trentino | 6 |
| Civica per Divina Presidente | 2 |
| Amministrare il Trentino | 1 |
| Gruppo | Consiglieri |
|---|---|
| Partito Democratico | 8 |
| Unione per il Trentino | 7 |
| Partito Autonomista Trentino Tirolese | 3 |
| Italia dei Valori | 1 |
| Union Autonomista Ladina | 1 |
| Verdi e Democratici del Trentino | 1 |
[modifica] Giunta provinciale
La funzione esecutiva spetta alla Giunta provinciale, composta dal presidente e da otto assessori, scelti dal presidente fra i consiglieri eletti. Il presidente della Giunta può inoltre nominare personalità non elette in consiglio come assessori esterni.
Il Presidente della Provincia assume inoltre nel corso della legislatura, a rotazione con il collega altoatesino, il ruolo di Presidente del Trentino-Alto Adige.
Attuale composizione:[12]
- Lorenzo Dellai (UpT): presidente; competenze su finanze, personale e protezione civile.
- Alberto Pacher (PD): vicepresidente e assessore ai lavori pubblici, ambiente e trasporti.
- Alessandro Olivi (PD): assessore all'industria, artigianato e commercio.
- Marta Dalmaso (PD): assessore all'istruzione e sport.
- Mauro Gilmozzi (UpT): assessore all'urbanistica e enti locali.
- Tiziano Mellarini (UpT): assessore all'agricoltura, foreste, turismo e promozione.
- Ugo Rossi (PATT): assessore alla salute e politiche sociali.
- Franco Panizza (PATT): assessore alla cultura, rapporti europei e cooperazione.
- Lia Giovanazzi (UDC): assessore alla solidarietà internazionale e alla convivenza.
[modifica] La suddivisione amministrativa
L'unità amministrativa dei comprensori fu istituita dalla giunta di Bruno Kessler negli anni '70, al fine di garantire una maggiore efficienza nell'amministrazione del territorio provinciale, frazionato in ben 223 comuni, a volte di piccole o piccolissime dimensioni. Non sempre i confini dei comprensori rispettavano una tradizione di collaborazione fra comunità vicine e infatti si sono rivelati spesso strumenti poco efficaci, tranne nei casi in cui includessero una comunità di valle ben definita (Val di Fiemme, Primiero, Val di Sole, Val di Fassa). Inoltre la giunta comprensoriale non era eletta direttamente, ma nominata dalle giunte dei diversi comuni.
È stata approvata una riforma che prevede l'istituzione di un consiglio delle autonomie e il passaggio nel 2007 all'istituto giuridico delle comunità di valle, più omogenee rispetto ai comprensori.
Le nuove comunità di valle avranno più poteri rispetto ai vecchi comprensori: la Provincia infatti ha devoluto ad esse la competenza in diverse materie come le infrastrutture d'interesse locale, determinati servizi pubblici, urbanistica, assistenza ed edilizia scolastica, distribuzione dell'energia, trasporto locale, servizi socio-assistenziali, gestione del ciclo dell'acqua e dei rifiuti[13][14].
Rispetto ai vecchi comprensori, le variazioni territoriali più significative sono l'istituzione di enti autonomi per comunità unite da vincoli storici e geografici come la Val di Cembra, la Valle dei Laghi, l'Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna, l'Altopiano della Paganella e la Piana Rotaliana, prima parte di comprensori più ampi.
[modifica] I Comprensori del Trentino
| Comprensorio | Capoluogo | Estensione | Popolazione[15] | Localizzazione |
|---|---|---|---|---|
| C1 Valle di Fiemme | Cavalese | 415 km²[16] | 19.131 | Trentino orientale, valle dell'Avisio |
| C2 Primiero | Fiera di Primiero | 413 km² | 10.032 | Trentino orientale, valli del Cismon e del Vanoi |
| C3 Bassa Valsugana e Tesino | Borgo Valsugana | 578 km² | 26.343 | Trentino orientale, valle del Brenta e conca del Tesino |
| C4 Alta Valsugana | Pergine Valsugana | 394 km² | 52.030 | Trentino orientale, valli del Brenta e del Fersina |
| C5 Valle dell'Adige | Trento | 656 km² | 167.880 | Trentino centrale |
| C6 Val di Non | Cles | 596 km² | 38.185 | Trentino occidentale, valle del Noce |
| C7 Val di Sole | Malè | 609 km² | 15.327 | Trentino occidentale, valle del Noce |
| C8 Giudicarie | Tione | 1.176 km² | 36.377 | Trentino occidentale, valli del Sarca e del Chiese |
| C9 Alto Garda e Ledro | Riva del Garda | 353 km² | 44.836 | Trentino meridionale, alto Garda e valle del Sarca |
| C10 Vallagarina | Rovereto | 694 km² | 85.700 | Trentino meridionale, valle dell'Adige |
| C11 Ladino di Fassa | Vigo di Fassa | 318 km² | 9.335 | Trentino orientale, valle dell'Avisio |
[modifica] Comuni principali
Il Trentino è suddiviso in 223 comuni, di cui questi sono i quindici più popolosi ordinati per numero di abitanti (dati: Istat 31/12/2007):
| Pos. | Stemma | Comune di | Popolazione (ab) |
Superficie (km²) |
Densità (ab/km²) |
Altitudine (m s.l.m.) |
Comunità di valle |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1° | Trento | 112.637 | 157,92 | 713 | 194 | Trento | |
| 2° | Rovereto | 37.053 | 50,9 | 721 | 204 | Vallagarina | |
| 3° | Pergine Valsugana | 19.269 | 54 | 357 | 490 | Alta Valsugana | |
| 4° | Arco | 16.155 | 63 | 256 | 91 | Alto Garda e Ledro | |
| 5° | Riva del Garda | 15.611 | 42 | 372 | 70 | Alto Garda e Ledro | |
| 6° | Mori | 9.158 | 34 | 269 | 204 | Vallagarina | |
| 7° | Ala | 8.643 | 119,87 | 72 | 180 | Vallagarina | |
| 8° | Lavis | 8.365 | 12,44 | 672 | 238 | Valle dell'Adige | |
| 9° | Levico Terme | 7.191 | 62 | 116 | 520 | Alta Valsugana | |
| 10° | Cles | 6.772 | 39 | 174 | 658 | Val di Non | |
| 11° | Borgo Valsugana | 6.666 | 52,28 | 128 | 380 | Bassa Valsugana e Tesino | |
| 12° | Mezzolombardo | 6.627 | 13,82 | 480 | 227 | Piana Rotaliana | |
| 13° | Mezzocorona | 4.943 | 25,42 | 194 | 219 | Valle dell'Adige | |
| 14° | Baselga di Pinè | 4.759 | 40,84 | 117 | 964 | Alta Valsugana | |
| 15° | Storo | 4.617 | 62,88 | 73 | 409 | Val Giudicarie |
[modifica] Vigili del Fuoco Volontari
In provincia di Trento (come anche in provincia di Bolzano) sono presenti in ogni comune i Vigili del Fuoco volontari. Essi, in alcuni comuni, sono presenti da più di cento anni e, grazie alla L.R. del 20 agosto 1954 n.24 ogni comune del Trentino-Alto Adige deve "dotarsi" di uno o più Corpi di Vigili del Fuoco volontari. In Trentino esistono 239 Corpi di Vigili del Fuoco volontari distribuiti su 223 comuni (solo il comune di Trento ha 13 Corpi VV.F. Volontari). I Volontari, come dice la parola stessa, prestano la loro opera gratuitamente; i comuni sono tenuti solamente ad acquistare (anche con contributi da parte della Provincia) gli equipaggiamenti e le attrezzature necessari ai Vigili del Fuoco per svolgere i loro compiti. Grazie alla presenza capillare dei Vigili del Fuoco in Trentino passano pochi minuti dalla richiesta di soccorso all'arrivo delle squadre sul posto. I Vigili del Fuoco Volontari sono raggruppati in 13 distretti e fanno parte della Federazione dei Vigili del Fuoco Volontari della Provincia Autonoma di Trento.
[modifica] Personalità legate al Trentino
| Per approfondire, vedi la voce Personalità legate a Trento. |
Questo è un elenco di alcune personalità che per nascita o per la loro storia personale hanno instaurato un solido legame con il territorio trentino. I personaggi sono raccolti in categorie, e all'interno di queste sono menzionati in ordine alfabetico. L'elenco comprende personaggi attivi nei più diversi settori: arte, cultura e scienza, sport, politica, religione.
Artisti
- Edda Albertini, attrice teatrale
- Francesco Antonio Bonporti, compositore
- Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice
- Fortunato Depero, artista
- Sandro Filippi, compositore
- Daniele Groff, cantautore
- Francesco Guardi, pittore
- Francesca Neri, attrice
- Antonio Pedrotti, compositore
- Luigi Pigarelli, magistrato e musicista
- Andrea Pozzo, pittore
- Anna Proclemer, attrice teatrale
- Giovanni Segantini, pittore
- Giuseppe Terrabugio, compositore di musica sacra
- Fabio Vettori, disegnatore
- Alessandro Vittoria, scultore
- Riccardo Zandonai, compositore d'opera
- Roberto Laino, cantante degli Articolo 3ntino
Scienziati, tecnici e uomini di cultura
- Nepomuceno Bolognini, etnografo, ufficiale militare, alpinista
- Giacomo Bresadola, micologo e sacerdote
- Antonio Bresciani, letterato e gesuita
- Gianni Caproni, ingegnere aeronautico
- Francesco Facchini, botanico
- Aureliano Faifofer, matematico
- Felice Fontana, scienziato e biologo
- Adalberto Libera, architetto
- Gian Francesco Malfatti, matematico
- Vittorio Marchesoni, naturalista
- Angiolo Mazzoni, architetto
- Luigi Negrelli, ingegnere e progettista
- Paolo Orsi, archeologo
- Giuliano Pontara, filosofo
- Giovanni Prati, poeta e politico
- Gian Domenico Romagnosi, giurista, filosofo e scienziato
- Antonio Rosmini, filosofo e letterato
- Enrico Quaresima, linguista
- Giovanni Antonio Scopoli, naturalista
Sportivi
- Lorenzo Bernardi, pallavolista
- Francesca Dallapè, tuffatrice
- Maurizio Fondriest, ciclista
- Cesare Maestri, alpinista
- Luigi Micheluzzi, alpinista
- Francesco Moser, ciclista
- Davide Simoncelli, sciatore alpino
- Gilberto Simoni, ciclista
- Lidia Trettel, snowboarder
- Toni Valeruz, alpinista
- Cristian Zorzi, fondista
- Renzo Zorzi, pilota
Politici e militari
- Beniamino Andreatta, politico
- Oreste Baratieri, militare e uomo politico
- Rodolfo Belenzani, politico e rivoltoso
- Marco Boato, politico
- Alcide Degasperi, politico e statista
- Sergio Divina, politico e senatore
- Matthias Gallas, militare
- Bruno Kessler, politico
- Ernest von Koerber, politico austriaco
- Paolo Oss Mazzurana, politico
- Flaminio Piccoli, politico
- Ferruccio Pisoni, politico
- Kurt Alois von Schuschnigg, politico e cancelliere austriaco
- Giovanni Spagnolli, politico
Irredentisti e patrioti
- Ergisto Bezzi, garibaldino e irredentista
- Cesare Battisti, geografo, politico e patriota
- Damiano Chiesa, irredentista e patriota
- Fabio Filzi, irredentista e patriota
- Giannantonio Manci, partigiano
Santi, religiosi e persone legate alla Chiesa
- Giacomo Aconzio, teologo
- Eusebio Chini, missionario ed esploratore
- Emilio Chiocchetti, sacerdote e teologo
- Bernardo Clesio, principe-vescovo e cardinale
- Chiara Lubich, personalità cattolica
- Cristoforo Madruzzo, principe-vescovo e cardinale
- Ludovico Madruzzo, principe-vescovo e cardinale
- Martino Martini, gesuita ed esploratore
- San Romedio, santo
- Santi Sisinnio, Martirio ed Alessandro, santi e martiri
- San Vigilio, santo e patrono di Trento
- Santa Paolina Visintainer, santa
- Federico Vanga, principe vescovo
- Alex Zanotelli, missionario
[modifica] Galleria fotografica
I centri maggiori
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Le valli della Provincia
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L'ambiente naturale
Le montagne
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I laghi
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[modifica] Note
- ^ classificazione proposta da Aldo Gorfer in Atlante del Trentino. Trento, Panorama, 1988, p.65
- ^ Cfr. (PDF) Consiglio della Provincia autonoma di Trento - Disegno di legge 4 ottobre 2004, n. 77: Modificazioni della legge provinciale 6 maggio 1988, n. 18 (Ordinamento dei parchi naturali). Istituzione di nuovi parchi naturali e dei parchi fluviali
- ^ Consiglio della Provincia autonoma di Trento - Legge provinciale 23 maggio 2007, n.11 Governo del territorio forestale e montano, dei corsi d'acqua e delle aree protette
- ^ a b c Provincia autonoma di Trento - Annuario Statistico 2005 TAV.IX.11, IX.13, IX.15, IX.17, XI.1
- ^ Associazione "Osservatorio Valsugana" - Documento per la Valsugana
- ^ Piergiorgio Cattani, PiRuBi: la mobilità creativa di Silvano Grisenti in Questo Trentino, 7 aprile 2004
- ^ Roberto Calzà, Emanuele Curzel, Walter Micheli, Che c'entra la Valdastico con la Valsugana? in Questo Trentino, 12 gennaio 2002
- ^ (PDF) Indagine Censis - la Repubblica 2007
- ^ Federazione Cori del Trentino
- ^ Cesare Battisti. Il Trentino: cenni geografici, storici, economici: con un'appendice su l'Alto Adige., Novara, Istituto geografico De Agostini, 1915.
- ^ Cfr. (PDF) Statuto ufficiale per il Trentino-Alto Adige TITOLO I, Capo I, articolo 3
- ^ Giunta Provinciale, Provincia Autonoma di Trento.
- ^ Consiglio della Provincia Autonoma di Trento - Legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3: Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino
- ^ Presidente della Provincia Autonoma di Trento - La riforma istituzionale per un nuovo governo dell'Autonomia
- ^ Dati sulla popolazione relativi all'anno 2005 ricavati da Trentino in Schede - Servizio Statistica della Provincia Autonoma di Trento
- ^ VALLE DI FIEMME - La valle. cicloweb.net. URL consultato il 09-07-2008.
[modifica] Bibliografia
- AA:VV., Storia del Trentino, 6 Voll., Bologna, Il Mulino, 2000-2005 (Collana promossa dall'Istituto Trentino di Cultura):
- 1 La preistoria e la protostoria / a cura di Michele Lanzinger, Franco Marzatico, Annaluisa Pedrotti. - 2001. - 655 p. ISBN 8815083693
- 2 L'età romana / a cura di Ezio Buchi. - 2000. - 643 p. ISBN 8815080805
- 3 L'età medievale / a cura di Andrea Castagnetti, Gian Maria Varanini. - 2004. - 915 p. ISBN 8815102981
- 4 L'età moderna / a cura di Marco Bellabarba, Giuseppe Olmi. - 2002. - 1048 p. ISBN 8815090436
- 5 L'età contemporanea : 1803-1918 / a cura di Maria Garbari, Andrea Leonardi. - 2003. - 999 p. ISBN 8815095780
- 6 L'età contemporanea : il Novecento / a cura di Andrea Leonardi, Paolo Pombeni. - 2005. - 876, [1] p. - Bibliogr.: p. 795-852 ISBN 8815109056
- Giovanna Nicoletti (a cura di), Guida ai musei di Trento, Nicolodi, Rovereto, 2003.
- Lorenzo Baratter, Le Dolomiti del Terzo Reich,Mursia, Milano, 2005.
- Lia de Finis (a cura di) Storia del Trentino. Trento, Temi - Associazione culturale "Antonio Rosmini", 1996
- Lia De Finis (a cura di) Percorsi di storia trentina, Trentino cultura - Provincia autonma di Trento
- Sergio Benvenuti. Storia del Trentino. Trento, Panorama, 1994-1998¹ ISBN 88-87118-41-8
- Gianni Faustini. Trentino e Tirolo dal 1000 al 1900. Breviario storico dell'autonomia. Trento, Publilux, 1985
- Gino Tomasi, Aldo Grofer. Atlante del Trentino. Trento, Panorama, 1988
- Aldo Grofer. Le valli del Trentino (Trentino occidentale, Trentino orientale, 2 voll.). Calliano, Manfrini, 1975-77
- Giovanna Nicoletti (a cura di). Guida ai musei di Trento. Rovereto, Nicolodi, 2003. ISBN 88-8447-081-1
- Cesare Battisti. Il Trentino - Saggio di Geografia fisica ed antropogeografia in Opere Geografiche. Lavis, La Finestra, 2005. ISBN 8888097929
- Vincenzo Bertazzi, Claudio Tamanini (a cura di). Conoscere il Trentino, Servizio Statistica della Provincia autonoma di Trento.
- Marcello Sorce Keller, "Folk Music in Trentino: Oral Transmission and the Use of Vernacular Languages", Ethnomusicology, XXVIII(1984), no. 1, 75-89.
[modifica] Voci correlate
- Dipartimento dell'Alto Adige
- Presidenti della Provincia autonoma di Trento
- Inno al Trentino
- Cucina trentina
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del turismo trentino
- Trentino-cultura
- Le aree protette del Trentino
- Catalago web del Trentino
- Hotel e strutture turistiche
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