Lago di Toblino

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Biotopo Lago di Toblino
Toblino Lake southward.jpg
Tipo di area Biotopo
Codifica EUAP EUAP0485
Stati bandiera Italia
Regioni Stemma Trentino-Alto Adige
Province stemma Trento
Comuni Santa Massenza, Padergnone, Sarche, Ponte Oliveti
Superficie a terra 170,49 ha
Provvedimenti istitutivi 0D.G.P. 16949, 30.11.92
Gestore Provincia Autonoma di Trento
Sito istituzionale
Lago di Toblino
Stati bandiera Italia
Coordinate 46°02′N 10°34′E / 46.03°N 10.57°E / 46.03; 10.57Coordinate: 46°02′N 10°34′E / 46.03°N 10.57°E / 46.03; 10.57
Altitudine 245 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 0,670 km²
Profondità massima 14 m
Idrografia
Origine naturale
Immissari principali Rimon, Rio Val Busa
Emissari principali nessuno
Isole isolotto del castello di Toblino
Lago di Toblino è posizionata in Italia

Il Lago di Toblino è un piccolo lago alpino di fondovalle situato in Trentino, circondato da un rigoglioso canneto e da una vegetazione particolarmente interessante. Il lago e l'area circostante è stata dichiarata un biotopo per interessi naturalistici sia botanici sia etologici, ed è come tale tutelato dalla Provincia autonoma di Trento. La balneazione non è tecnicamente vietata, ma la bassa temperatura dell'acqua e le forti correnti la sconsigliano fortemente.

Si trova ad un'altitudine di 245 metri s.l.m., ed occupa la parte terminale della Valle dei Laghi, non lontano da Trento e dai centri abitati di Padergnone, Sarche, Vezzano e Calavino.

Indice

[modifica] Genesi

Il lago si è formato per sbarramento da parte di un conoide alluvionale creato dal fiume Sarca all'uscita della forra del Limarò. Si tratta di un bacino dalle dimensioni molto contenute; inoltre, dopo la costruzione della vicina centrale idrica di Santa Massenza, nel 1951, si è innescato un processo di sedimentazione che, oltre a intorbidire leggermente le acque, ne sta lentamente diminuendo la profondità.

[modifica] Il biotopo

Il lago si trova in una condizione singolare, dal punto di vista climatico: mentre le montagne vicine manifestano le tipiche caratteristiche delle zone alpine, nel fondovalle l'azione del lago e le ultime propaggini del clima mite gardesano consentono lo sviluppo di specie submediterranee o addirittura, in coltivazione, di specie mediterranee. Per questo motivo dal 1992 il Biotopo Lago di Toblino è tutelato.

[modifica] Flora

Possiamo trovare conifere come caducifoglie, e dunque pini ma anche lecci, salici e querce. Nella zona più bassa del bacino idrografico hanno anche prosperato piante di alloro, di rosmarino, di limone e di olivo. Sono presenti, ovviamente, specie lacustri e palustri (ninfee, canneti, lamineti[1]...).

[modifica] Fauna

Quanto alla fauna, va citata almeno quella lacustre. Oltre alle specie ittiche (per esempio la trota), il maggior interesse è rappresentato dagli uccelli acquatici: sono presenti, oltre alle specie più comuni (papere, cigni, folaghe...) il germano reale, l'usignolo di fiume, lo svasso maggiore e l'airone cinerino. Ma non va dimenticata la fauna pre-alpina ed alpina delle zone limitrofe allo specchio d'acqua.

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Il Castello di Toblino

Si erge sullo specchio del fiume, costruito su un isolotto del lago, il Castel Toblino, originario del XII secolo ma ammodernato a partire dal Cinquecento da Bernardo Clesio prima e dai Madruzzo e dai Wolkenstein successivamente. In ottime condizioni, è tuttora utilizzato come ristorante.

[modifica] Serenada a Castel Toblin

« E quando, al primo sol, la melodia

tornerà en mi magior,
ti, con la testa bionda postada sul me cor,

te me farai sentir che te sei mia... »

Con questa barcarola trentina per coro maschile, nel 1926 Luigi Pigarelli si presentò ad un concorso di compositori per canti popolari, trionfandovi. Ad oggi questa canzone è una delle più celebri melodie del canto alpino, presente nel repertorio di qualunque coro di montagna. La versione universalmente più celebre è sicuramente quella del coro della SAT, per il quale lo stesso Pigarelli scriveva.

La sua caratteristica predominante è anche quella dello stile di compositore ed arrangiatore popolare di Pigarelli: sotto ad una melodia dolcissima ed apparentemente semplicissima, si stende un'armonizzazione elegante ma delicata. Anche il testo, pure opera del magistrato-musicista trentino, possiede questo doppio binario: un testo in trentino reale, parlato, dalle voci dialettali e anche dai doppi sensi quasi ingenui (com'è tipico della produzione musicale popolare), sagomato su un impianto poetico perfetto e percepibilissimo. Il punto di maggior genio è raggiunto quando, nei due ritornelli, la tonalità muta una volta in sol minore e una volta in mi maggiore, seguendo la narrazione delle voci, uscendo per un attimo (due battute) dagli schemi della tradizione popolare sia nella musica sia nel testo con un squisita e sorprendente variatio colta.

[modifica] Galleria di immagini

[modifica] Note

  1. ^ Cos'è un lamineto sul sito di Piemonte Parchi

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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