Lago di Loppio

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Biotopo Lago di Loppio
Tipo di area Biotopo
Codifica EUAP EUAP0484
Stati Italia Italia
Regioni Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Province Trento Trento
Superficie a terra 112,59 ha
Provvedimenti istitutivi D.P.G.P. 11130, 19.10.87
Gestore Provincia Autonoma di Trento
Loppio.jpg
Sito istituzionale
Lago di Loppio
Stato Italia Italia
Coordinate 45°51′N 10°55′E / 45.85°N 10.916667°E45.85; 10.916667Coordinate: 45°51′N 10°55′E / 45.85°N 10.916667°E45.85; 10.916667
Altitudine 224 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 0,6 km²
Profondità massima max 4 m
Idrografia
Origine naturale-artificiale
Immissari principali nessuno
Emissari principali nessuno
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Loppio
Il lago tra il 1890 e il 1900

Il lago di Loppio (Äppl-See, Löppel-See o Loppl-See in tedesco) si trova nel Trentino meridionale, a 224 m s.l.m. La zona, lunga 1,870 km, larga 0,480 km, profonda 4 m, con una superficie di 600.000 m², ora non è più un lago, se non in occasione di anni particolarmente piovosi, ma rimane un'importante zona umida.
Le sue coordinate geografiche sono 45° 51' Nord; 10° 55' Est.

Il biotopo[modifica | modifica wikitesto]

Il lago è tuttora la più estesa area palustre della provincia di Trento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un disastro ambientale di 50 anni fa (fu prosciugato nel 1956 e mai più riempito in seguito allo sprofondamento delle falde freatiche, durante i lavori per la costruzione della galleria Adige-Garda) l'ambiente si è consolidato divenendo palude ed è frequentemente invaso da abbondanti quantità di acqua.

Provvedimenti istitutivi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 si è giunti al provvedimento che ha istituito ufficialmente il biotopo[1], ma solo dopo contestazioni: infatti vi era anche la proposta di valorizzare la bellezza del lago e renderlo una meta turistica.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Il biotopo del lago è molto complesso e interessante: prevalgono le specie vegetali di erbe infestanti tipiche delle aree umide, ma sono anche presenti erbe palustri.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

La zona protetta permette anche la salvaguardia della fauna selvatica. Ad esempio il Corpo Forestale della Provincia autonoma di Trento ha predisposto delle barriere e dei passaggi a protezione dei rospi comuni e di altri anfibi che altrimenti finivano schiacciati dalle auto in transito, permettendo a questi animali di passare dalla zona paludosa a quella boschiva senza pericolo.

Il sito archeologico di Loppio[modifica | modifica wikitesto]

Il lago di Loppio non è solo conosciuto come biotopo tutelato, ma anche come importante sito archeologico. Infatti fin dal 1900 sono state segnalate testimonianze che documentano la presenza di antichi abitanti sull'isola di S.Andrea, situata nel sito di ricerca: frammenti di vasellame di età romana e resti di una sepoltura con corredo funebre.

L'indagine archeologica ha suddiviso il lago in tre settori:

  • il primo comprende il lato Nord-orientale dell'isolotto (settore A);
  • il secondo è situato nell'area meridionale (settore B);
  • l'ultimo ricopre la zona centrale ed è il punto più elevato dell'isola (settore C);

Il settore A[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona settentrionale dell'isola di S.Andrea sono state rinvenute tracce di capanne in legno e altri materiali deperibili databili intorno al V-VI secolo d.C. Sul terreno sono visibili strati di ceneri, focolari, buche, ecc. Inoltre recentemente accanto alle capanne sono stati portati alla luce muri appartenenti a piccoli edifici, che per il momento non sono stati attribuiti ad un periodo storico preciso.

Sempre nella prima zona sono stati individuati edifici risalenti alla prima metà del VI secolo e dell'inizio del VII. Le loro piante sono di forma rettangolare e trapezoidale e hanno una superficie tra i 45 e i 60 m². L'edificio appartenente al settore A è rivolto verso il lago. I materiali rinvenuti all'interno ipotizzano un uso strettamente domestico dell'abitato.

È stata anche rinvenuta una tomba a enchytrismos, cioè concernente la sepoltura di un feto o di un nato prematuro all'interno di un contenitore fittile. Questa sorta di tomba era molto diffusa tra i popoli del Mediterraneo e nel VI e VII secolo era in uso anche presso l'area di dominazione bizantina. La sepoltura di Loppio è la prima del suo genere ad essere scoperta nell'area alpina orientale.

Il settore B[modifica | modifica wikitesto]

Nel sud dell'isola, come è avvenuto per la zona A, nuove costruzioni solide in muratura, dalle pareti in pietre e ciottoli di diversa misura e materiale, hanno sostituito le più primitive casupole in legno. I muri sono ottenuti ponendo in modo irregolare massi vari, poi legati con malta di calce grossolana. Le nuove abitazioni piano piano hanno sostituito completamente la capanne, inglobandone gli edifici.

Il settore C[modifica | modifica wikitesto]

La zona centrale dell'isola è costituita dalla cosiddetta "area sacra", cioè dalla chiesa di S.Andrea e dalla sua necropoli. La chiesa romanica risale sicuramente ad un'epoca successiva rispetto alla necropoli, in quanto quest'ultima è stata scoperta sotto i resti dell'edificio. Qui sono state riconosciute varie tombe, ma prive del loro corredo, tra le quali una tomba cappuccina e i resti di un'altra a cassa laterizia e poi di una terza, formata da un pozzetto quadrangolare con i lati in muratura.

Sono state condotte più ricerche sull'edificio religioso attraverso documenti e lo studio stratigrafico. Di una cosa si è sicuri: l'abbandono della costruzione è precedente al XVI-XVII secolo, come testimonia un'edicola quadrifronte che si trova sopra i suoi strati di distruzione.

Altri ritrovamenti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Vari sono i resti portati alla luce, tra i quali si distinguono:

I materiali[modifica | modifica wikitesto]

I materiali rinvenuti testimoniano uno scenario movimentato di vita quotidiana antica arricchita anche da oggetti provenienti dall'esterno, come frammenti di anfore orientali e africane, a indicare una possibile e più che probabile rete di scambi commerciali d'ampio raggio. I gruppi familiari che vivevano sull'isola erano dediti all'allevamento e alla pesca, associati all'agricoltura.

Le monete[modifica | modifica wikitesto]

Il sito ha restituito anche varie monete: oltre alle più diffuse in bronzo del III-IV secolo, rare frazioni di silique in argento di epoca bizantina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ D.P.G.P. 11130, 19.10.87, fonte: Ministero dell'Ambiente

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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