Lago di Tovel

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Lago di Tovel
Lago di Tovel.JPG
Il lago di Tovel ghiacciato (gennaio 2007)
Stato Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Provincia Trento Trento
Coordinate 46°15′39.76″N 10°56′56.06″E / 46.261045°N 10.948906°E46.261045; 10.948906Coordinate: 46°15′39.76″N 10°56′56.06″E / 46.261045°N 10.948906°E46.261045; 10.948906
Altitudine 1180 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 0,38 km²
Profondità massima 38.5 m
Idrografia
Origine lago naturale
Immissari principali Torrenti Rislà e S. Maria Flavona
Emissari principali Torrente Tresenga
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Tovel
Lago di Tovel
Regioni Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Province Trento Trento
Comuni Tuenno

Il lago di Tovel è un lago alpino situato sul territorio del comune di Tuenno (Provincia di Trento) ad un'altezza di 1178 m s.l.m. all'interno del Parco Naturale Adamello-Brenta. È stato anche chiamato lago degli orsi perché sono presenti alcuni orsi bruni nella valle, e lago rosso per il fenomeno dell'arrossamento delle sue acque, che avveniva fino al 1964 per azione di un'alga (Glenodinium sanguineum)

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Con una superficie di 370 000 m², fa parte del bacino idrografico del Noce-Tresenga e, con istituzione datata 19 settembre 1980, è tutelato come zona umida di importanza internazionale dallo Stato, in base alla Convenzione di Ramsar.

Oltre ai principali immissari, lungo la sponda sud occidentale sono diffuse alcune piccole sorgenti perilacuali, le quali nonostante la scarsa portata, rappresentano in realtà la punta dell'iceberg del grande flusso d'acqua che alimenta il lago direttamente dal fondo. Queste acque sorgive provengono dalla località Pozzol, un'ampia depressione situata circa un chilometro a monte, dove il torrente Santa Maria Flavona si esaurisce scomparendo nel terreno. Il terreno particolarmente poroso viene quindi attraversato dall'acqua sino a raggiungere la falda acquifera; questo fa sì che tutti gli spazi vuoti del terreno siano completamente saturi d'acqua. L'acqua di falda ha un movimento lento ma costante verso valle e le sorgenti perilacuali rappresentano il punto in cui la falda acquifera incontra nuovamente la superficie. Il punto di intersezione coincide esattamente con le sponde del lago.[1] All'interno delle acque del lago si trovano diverse specie di pesci, come salmerino alpino, il sanguinerola, l'alborella cisalpina ed il cobite barbatello. Attorno alle acque del lago si trovano invece alcuni esemplari di biscia dal collare, un serpente non velenoso.[1]

Presso la sponda meridionale del lago è presente una stazione meteo-idrica.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

La storia del lago di Tovel si può riassumere in tre specifiche fasi storiche, separate da una lunga evoluzione:[1]

  • Circa 15.000 anni or sono, dopo la fine dell'ultima glaciazione, un'ingente massa di ghiaccio produsse la grande conca dove si formò l'originario lago di Tovel, molto più piccolo di quello odierno, avente una forma semicircolare e con una profondità che non superava i 20 metri.
  • Verso il 1597 d.C., il livello del lago raggiunse improvvisamente la quota di 1180 metri s.l.m., ovvero circa 3 metri più elevato del livello attuale. La prova maestra risale alla diffusione delle vermicolazioni o lapies lacustri presenti nei blocchi calcarei sulle sponde settentrionali e occidentali del lago. La causa di questo improvviso aumento dell'altezza del lago potrebbe essere dovuto al distacco di detriti dalle pareti a est del lago, con il conseguente sbarramento del vecchio emissario.
  • Successivamente, un'ulteriore erosione dello sbarramento lacustre ad opera dell'emissario ha portato il livello del lago a attestarsi alla quota odierna di 1177 m s.l.m.

Il lago rosso[modifica | modifica sorgente]

Il lago, quando ancora diventava rosso

Il lago di Tovel è noto per il caratteristico arrossamento che avveniva nelle sue acque, dovuto all'azione di un'alga conosciuta col nome di Tovellia sanguinea.[2] Il fenomeno dell'arrossamento si verificava in estate durante i mesi più caldi. L'arrossamento del Lago di Tovel cessò nell'estate del 1964. Alcuni recenti studi hanno stabilito che la sparizione potrebbe essere dovuta alla mancanza del carico organico (azoto e fosforo) proveniente dalle modalità di monticazione delle mandrie di bovini che pascolavano nei pressi del lago. La tovellia è stata recentemente identificata in almeno un altro lago alpino, il Seealpsee in Svizzera.[3]

Gli scrittori locali che hanno descritto il lago all'inizio dell'Ottocento, Jacopo Antonio Maffei nel 1805[4] e Gioseffo Pinamonti nel 1829,[5] non fanno cenno al colore inusuale dell'acqua del lago, citando invece entrambi l'eccezionale qualità dei salmerini che vi si pescavano, e descrivendone altre leggende e curiosità, fra cui quella che talvolta d'inverno il lago ghiacciava tanto in profondità da poterci passare sopra coi carri.

Un altro rappresentante tipico del fitoplancton presente nel lago di Tovel è la Flagilaria tenera, un'alga di tipo unicellulare libera, appartenente al gruppo delle diatomee. Sempre nel lago si trova anche l'alga bentonica macroscopica Chara aspera e la Ranunculus trichonhyllus.[1]

Leggenda[modifica | modifica sorgente]

Secondo una leggenda locale anticamente viveva nella zona la principessa Tresenga, figlia dell'ultimo re di Ragoli: essa veniva chiesta in moglie da molti pretendenti, ma ella li rifiutò tutti. Uno di loro, Lavinto re di Tuenno, non si rassegnò e quando le sue offerte vennero respinte per l'ennesima volta mandò un esercito contro Ragoli nel tentativo di indurre Tresenga a più miti consigli. Il caso volle che né lei, né il suo popolo, volessero essere sottomessi dall'arrogante re di Tuenno e, pur inferiori in forza e numero, risposero all'attacco; la principessa stessa non si tirò indietro e marciò alla testa della sua gente. La battaglia ebbe luogo sulle rive del lago e vide i paesani di Ragoli soccombere sotto i colpi dei soldati di Tuenno. Tresenga alla fine trovò la morte per mano di Lavinto, che la uccise con un colpo di spada. Alla fine della giornata il lago era rosso per il sangue dei morti e si dice che sia per questo che ancora oggi si colora, per ricordare il coraggio degli abitanti di Ragoli e della loro principessa che ancora oggi, la notte, si siede sulle rive del lago a piangere per la sorte della sua gente.[6]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Notizie estrapolate dalle tabelle esplicative presenti attorno al lago di Tovel.
  2. ^ Giovanna FLAIM, Øjvind MOESTRUP, Gert HANSEN & Maura D’ANDREA, Da Glenodinium a Tovellia in Studi Trent. Sci. Nat., Acta Biol., 81 (2004), Suppl. 2: 447-457.
  3. ^ (DE) Tovellia sanguinea färbte Seealpsee rot
  4. ^ Jacop'Antonio Maffei, Periodi istorici e topografia delle valli di Non e Sole nel Tirolo meridionale (1805) pag. 108
  5. ^ Gioseffo Pinamonti, La Naunia descritta al viaggiatore (1829) pag. 23
  6. ^ Giovanna Borzaga, Leggende del Trentino

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]