Monte Baldo

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Monte Baldo
Monte Baldo da malga Gambon.jpg
Il monte Baldo visto da malga Gambon
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Provincia Verona Verona
Trento Trento
Altezza 2.218 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 45°44′N 10°50′E / 45.733333°N 10.833333°E45.733333; 10.833333Coordinate: 45°44′N 10°50′E / 45.733333°N 10.833333°E45.733333; 10.833333
Altri nomi e significati Dal tedesco wald, ovvero bosco
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Baldo
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Sud-orientali
Sezione Prealpi Bresciane e Gardesane
Sottosezione Prealpi Gardesane
Supergruppo Prealpi Gardesane Orientali
Gruppo Catena del Baldo
Sottogruppo Sottogruppo del Monte Baldo
Codice II/C-30.II-C.7

Il monte Baldo (Berg Wald in tedesco) è un massiccio montuoso di altezza massima pari a 2218 m compreso tra le province di Trento e Verona.

La dorsale principale ha andamento nord est - sud ovest, ed ha come confini naturali, a sud la pianura che comincia a Caprino Veronese, a ovest il lago di Garda, a nord la valle che congiunge Rovereto a Nago-Torbole e ad est la Vallagarina. Si estende nei territori dei comuni di San Zeno di Montagna, Ala, Avio, Caprino Veronese, Ferrara di Monte Baldo, Brentonico, Nago-Torbole, Malcesine e Brenzone.

Il nome del monte Baldo, in epoca romana mons Polninus, deriva dal tedesco wald, ovvero bosco, e questo toponimo compare per la prima volta in una cartina tedesca del 1163.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Il monte Baldo è caratterizzato da una notevole individualità geografica. È costituito da una dorsale parallela al lago di Garda che si allunga per 40 km, tra il lago ad ovest e la Vallagarina ad est. A sud la dorsale è delimitata dalla piana di Caprino e a nord dalla valle di Loppio. Il monte Baldo raggiunge la sua altezza massima ai 2218 m di cima Valdritta, e la sua altezza minima ai 65 m sul lago di Garda.

La dorsale è costituita da una piega anticlinale con vergenza verso est. La dorsale può essere divisa in tre parti: l'anticlinale maggiore, ovvero la catena montuosa nel settore occidentale; la sinclinale di Ferrara di Monte Baldo, cioè l'altopiano centrale, che mantiene un'altezza di circa 1000 m; l'anticlinale minore ad est, ovvero le creste che si affacciano sulla valle dell'Adige.

La catena maggiore è formata da due parti, il monte Baldo ed il monte Altissimo, che rimane isolato. Le cime, a partire da sud, sono le Creste di Naole (1660 m), il crinale di Costabella (2062 m), il Coal Santo (2072 m), la vetta delle Buse (2154 m), cima Sascaga (2134 m), punta Telegrafo (2200 m), punta Pettorina (2191 m), cima Valdritta (2218 m), cima del Longino (2180 m), cima Pozzette (2128 m), Dos della Colma (1830 m) e l'Altissimo (2078 m)[1].

La notevole presenza di rocce calcaree ha favorito molti fenomeni carsici, sono infatti visibili molti monoliti, conche e soprattutto doline, depressioni che si aprono verso grotte più profonde. Sono molto visibili anche sulle rocce dei solchi paralleli, dovuti alla facile erosione delle rocce carsiche da parte dell'acqua. Sono presenti inoltre molte grotte, la più lunga la grotta Tenela presso Torri del Benaco, di 362 m, e la più profonda il Bus de le Tacole, profonda 172 m. Sempre a causa del carsismo le sorgenti sono molto rare, escludendo il versante che dà sul lago di Garda, che presenta tra l'altro il fiume Aril, considerato il fiume più corto del mondo. Questo processo erosivo porta inoltre a numerose piccole frane e alla formazione di piccole piramidi di terra.

Valli, Altopiani e Passi[modifica | modifica sorgente]

Mentre la parte centrale è caratterizzata da due dorsali, una principale e l'altra secondaria separate da una valle, a ovest e a nord sono numerose le valli minori del massiccio. Partendo da sud troviamo:

  • Val Vaccara (900–1248 m): unica valle affacciata sul versante occidentale, la val Vaccara si presenta stretta e profonda nella prima parte. Presso l'abitato di Prada Bassa si allarga fin quasi a diventare una piana intermontana, per poi restringersi presso l'abitato di Prada Alta. Presso il paese di Val di Fiès la valle diventa larga e priva di profondità, come un altopiano. Successivamente, dal paese di Chemasi al passo Scale, si stringe di nuovo fra il Monte Quain e la cresta principale montebaldina e diventa più impervia e ripida.
  • Valle dell'Orsa (300–1582 m): è la più lunga ed estesa valle del Baldo. Inizia dal paese di Brentino in Val Lagarina e giunge al passo Cavallo, sopra Novezza. Parte come irta e stretta vallata fino al paese di Fraine, dove si allarga. Gli abitati della vallata principale sono: Fraine, Fraine Alta, Ferrara di Monte Baldo, Cambrigar, Lonza, Novezzina, Novezza (località sciistica). A questi se ne aggiungono svariati nelle piccole valli laterali quali: Saugolo, Valfredda Crocetta e Valfredda di Dentro. Superato il passo Cavallo una strada si arrampica sul crinale principale ad un'altezza di circa 1700 m: è il primo tratto della via voluta dal generale Andrea Graziani.
  • Val Preafesso (700–1582 m): è la più profonda valle del Baldo ed arriva a 500 metri di profondità. È percorsa dal fiume omonimo, che sul finire della valle crea una cascata ed infine si unisce al fiume Aviana. L'unico abitato che vi si trova è il paese di Madonna della Neve.
  • Val di Brentonico (300–1390 m): la valle di Brentonico si trova a nord del Baldo e separa il sottogruppo dell'Altissimo dall'altopiano di Brentonico, su cui si trovano Polsa e Prada di Brentonico.
  • Valle Alpesina: tra il passo di Prà Alpesina a sud e la val Aviana a nord, la valle Alpesina è vallata laterale della val Aviana. Vi si trovano 2 abitati: Tredespin e Prà Alpesina, posta a ridosso del passo omonimo, che è una stazione invernale collegata alle piste da sci.

I passi principali del monte Baldo sono: passo Navene (1630 m), passo Crer (1812 m), passo di San Valentino (1390 m), passo Tratto Spino (1704 m), passo Cavallo (1582 m), passo Naole (1815 m), passo del Camino (2128 m), passo Prà Bestemà (924 m) ed infine passo Scale (1248 m). Inoltre è presente un altopiano che si estende ad un'altezza da 600 a 900 metri, affacciato a balcone sul lago di Garda: si tratta di un altopiano di forma quadrata, in cui si trovano gli abitati di San Zeno di Montagna, Lumini, Laguna, Castello, Villanova, Sperane e Prà Bestemà. È noto per la coltivazione del castagno.

Passi più alti[modifica | modifica sorgente]

Geologia[modifica | modifica sorgente]

Valle in prossimità di Prada, dove sono visibili due doline
Il monte Altissimo, di cui si può vedere l'anticlinale

Il monte Baldo è formato per lo più da rocce sedimentarie, in particolare calcare e dolomie formatesi tra il Triassico e l'Oligocene nel mar della Tetide, che allora ricopriva questa zona. L'innalzamento della catena iniziò 40 milioni di anni fa, nell'ambito dell'orogenesi alpina.

Si possono trovare anche sporadici affioramenti di basalti e tufiti [2][3]. Col tempo gli agenti atmosferici hanno eroso le cime creando le forme attuali.

Il versante occidentale dell'anticlinale maggiore presenta la stratificazione delle rocce a franapoggio, cioè disposte inclinate verso il lago, mentre il versante orientale dello stesso presenta la testata degli strati, spezzati e interrotti da faglie.

Nella Val Dritta, vallata del versante occidentale dell'omonima cima, sono presenti tipiche rocce eruttive (basalto afibolico, trachidoleriti, monchiquiti, orneblenda bruna barkevikite) [4].

Affioramenti di rocce basaltiche sono evidenti tra Spiazzi e Ferrara di Monte Baldo, anche nei pressi di Brentonico sulle carte geologiche sono segnalati basalti e tufiti in quantità [5].

Nelle aree di Dossioli di Madonna della Neve, nella zona di Corna Piana [6] e nella Val Parol [7] (nel fondo della quale si trova il principale abisso del Trentino-Alto Adige) sono presenti vulcaniti facenti parte della cosiddetta Provincia Vulcanica Terziaria del Veneto Sud-Occidentale [8]. Diversi noduli ferrosi affioranti sui calcari sono rilevabili nella cosiddetta Contrada del Ferro nella zona di Ferrara di Monte Baldo [9].

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il monte Baldo presenta un clima dalle diverse caratteristiche a seconda del luogo e dell'altitudine, inoltre l'estate presenta un clima più vicino a quello prealpino - subalpino, mentre l'inverno un clima più tipicamente alpino, con le precipitazioni condensate in inverno e primavera.

Il Monte Baldo visto da Campione del Garda
Il Monte Baldo visto da Campione del Garda

Il versante sul lago di Garda vede temperature medie più alte rispetto al versante della Vallagarina, nonostante l'altezza simile, grazie all'influsso del lago, la cui aria calda risale attraverso le valli; sulla costa lacustre la temperatura media è di 13 °C, mentre nella Vallagarina le temperature si abbassano di qualche grado. A 1000 m la temperatura media è di 9 °C, e sui 2000 m scende a 2 °C.

Ci sono notevoli differenze anche per quanto riguarda le precipitazioni: sul versante del lago piovono circa 950 mm d'acqua, in particolare in primavera e autunno, mentre a Ferrara di Monte Baldo ben 1300 mm. I mesi più asciutti sono gennaio e luglio. La neve tende a persistere nei mesi invernali solo sopra i 1000 m, mentre al di sotto di questa quota la neve rimane per brevi periodi dopo le precipitazioni.

Vegetazione[modifica | modifica sorgente]

Il Monte Baldo visto da Solferino e la torre di San Martino della Battaglia.

Il monte Baldo viene anche chiamato il giardino d'Europa per via del grande patrimonio floristico. Grazie alle sue caratteristiche morfologiche molto varie presenta varie zone climatiche, in particolare sono presenti la fascia mediterranea (fino ai 700 m), la fascia montana (dai 700 m ai 1500 m), la fascia boreale (dai 1500 m ai 2000 m) e la fascia alpina (dai 2000 m). Ognuna di queste fasce possiede una vegetazione diversificata.

Fascia mediterranea[modifica | modifica sorgente]

Nella fascia mediterranea più bassa sono presenti soprattutto alberi ad alto fusto come il leccio, il carpino nero, l'orniello e la roverella. È molto diffusa anche la coltivazione dell'olivo, soprattutto sulle rive del lago di Garda, mentre poco più in alto (sempre nella fascia mediterranea) si possono trovare piantagioni di castagno, avena e foraggio. Vivono in questa fascia inoltre molte specie a fusto basso o senza fusto, come l'orchidea, il cappero, il rosmarino, il ligustrello, la lantana, l'ilatro, l'alloro, l'albero di Giuda, la saponaria rossa, la frassinella, la primula, il fior d'angiolo, la valeriana rossa, lo scotano e il bagolaro.

Fascia montana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Orto botanico del Monte Baldo.

Questa fascia è caratterizzata da foreste di faggio, tiglio, carpino nero e abete bianco. Sono presenti anche boschi di larice e peccio, l'acero di monte ed oltre i 1000 m vi sono molti pascoli e prati, in cui l'erba dominante è la gramigna, ma sono molto presenti anche erbe come i trifogli, l'anemone, il giglio, la dentaria e la scilla silvestre. Sono presenti anche la coralloriza, il caprifoglio, la madreselva.

Fascia boreale[modifica | modifica sorgente]

La fascia boreale è composta soprattutto da pino mugo, ma è presente anche il sorbo alpino, il ginepro alpino, l'erica. La flora di questa fascia è dotata da fioriture molto vistose, in particolare del croco bianco, della genziana, della vulneraria, e, di grande importanza, le endemiche Carice del Baldo (Carex baldensis), l'Anemone del Baldo (Anemone baldensis) e la rara Pianella della Madonna (Cypripedium calceolus).

Fascia alpina[modifica | modifica sorgente]

Questa fascia è in assoluto la meno estesa, copre dai 2000 m ai 2200 m, ovvero le vette più alte, praticamente la dorsale rocciosa. La vegetazione è di tipo rupestre, e le uniche specie visibili sono la potentilla, il raponzolo e il rododendro. Ci sono anche altre erbe, di cui la più importante il raro caglio del monte Baldo (Galium baldense).

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Fotografia dell'aquila reale, che è tornata a ripopolare il Baldo

Il massiccio del monte Baldo è caratterizzato da una grande varietà di fauna selvatica, a causa della presenza dell'uomo, però, la grande varietà non è supportata dalla quantità di individui per singola specie.

Vi sono in compenso una grande varietà e quantità di specie animali invertebrate, alcune endemiche come il coleottero pini (cychrus cilindrocollis), il quale si può trovare solo sul monte Baldo e nelle prealpi lombarde. Vi è un lepidotterofauna di ben 2085 specie censite, più del 40% di tutte le specie classificate in Italia.

Gli uccelli sono abbastanza numerosi, e si possono vedere specie come l'aquila reale, il gheppio, la quaglia, il barbagianni, la civetta, il gufo reale, lo sparviero, il corvo imperiale, la rondine comune, il rondone, il codirosso, il balestruccio, l'upupa, l'astore, il picchio, il picchio nero, il gallo cedrone, il fringuello, la cinciallegra, il pettirosso, l'allodola, il sordone, e moltissime altre.

I mammiferi sono presenti con il capriolo, il cervo, il camoscio, la volpe, la martora, la donnola, l'ermellino, la marmotta, la lepre comune, il riccio, il moscardino, il tasso, lo scoiattolo e varie specie di chirotteri [10].

Nel 2007 si stabilì un giovane esemplare di orso bruno proveniente dall'area del parco Adamello-Brenta nel Trentino Occidentale; tracce di orso furono avvistate in numerosi siti sia del versante orientale sia del versante occidentale del Baldo; l'anno successivo l'orso si spostò ritornando nelle zone da cui era provenuto. Anche negli anni successivi si segnalarono presenze di altri individui erranti provenienti sempre dal Trentino.

Prime tracce umane[modifica | modifica sorgente]

Sul Monte Baldo sono state trovate tracce di presenza umana fin dal paleolitico, fino a circa 2000m di altitudine. La maggior parte delle tracce dei primi uomini che hanno percorso il Monte Baldo è stata scoperta dall'archeologo veronese Domenico Nisi, che ha individuato un vero e proprio itinerario di passaggio in quota rilevando più di 100 siti. La strumentazione rinvenuta permette di comprendere che questa catena montuosa era molto frequentata in antico: vi sono labili testimonianze del Paleolitico Inferiore, abbondanti del Paleolitico Medio,uomo di Neanderthal, fino al Mesolitico recente. Nisi sostiene che questa "pista" utilizzata dai primi cacciatori paleolitici è stata impiegata successivamente dagli ultimi cacciatori mesolitici e dai primi pastori: molto probabilmente Oetzi, la Mummia del Similaun, visto che aveva con sé selci del Monte Baldo, aveva percorso questa via di penetrazione che dalla pianura veneta (arco morenico del Lago di Garda) porta fino nel cuore delle Alpi costituendo la direttrice principale dei processi di antropizzazione della parte centrale della catena alpina (Trentino, Alto-Adige e Austria). Infatti Nisi ha individuato per la prima volta al di là del Similaun,nell'attuale Austria, la presenza dei cacciatori mesolitici riconoscendo la principale via di penetrazione delle Alpi: Monte Baldo, Monte Stivo, Monte Bondone, Monte Paganella, Monti della Mendola, Ultental, Schnalstal, Similaun, Oetztal.

Durante il neolitico, la zona di Rivoli divenne luogo abitato per via del passaggio di vie che venivano dalle Alpi e dalla pianura Padana, e di questo periodo sono stati ritrovati pugnali, piccole statue e tre sepolture. Nell'età del bronzo sorsero numerosi villaggi, e sono stati ritrovati numerosi vasi decorati e oggetti risalenti a questo periodo.

Precedentemente allo stanziamento dei Romani, erano insediate popolazioni retiche. I Romani cominciarono a stanziarsi dal I secolo a.C., per via dell'importanza strategica del luogo.

Rifugi e turismo[modifica | modifica sorgente]

L'arrivo della funivia che collega Malcesine al Monte Baldo.
Una fiera organizzata sulla cima del Monte Baldo.

Il Baldo ha sviluppato un turismo basato in particolare sull'escursionismo estivo, l'equitazione e sulla preservazione dell'ambiente naturale della montagna.

I rifugi presenti sono[11]:

  • rifugio Gaetano Barana(2147 m);
  • rifugio Cedron (1232 m);
  • rifugio Giovanni Chierego (1911 m);
  • rifugio Fiori del Baldo (1815 m);
  • rifugio Damiano Chiesa (2060 m);
  • rifugio Fos-ce (1430 m);
  • rifugio Aldo Mondini (1605 m);
  • rifugio Monte Baldo (1180 m).

Impianti da sci[modifica | modifica sorgente]

  • Prà Alpesina, Passo Tratto Spino (1450–1850 m): è una località sciistica collocata nella zona nord della catena tra località Prà Alpesina e il dosso Stella, è raggiungibile sia in macchina da Avio sia da Malcesine in funivia.
  • Ortigaretta alla Costabella (1550–2053 m): partono da località Ortigaretta e giungono al rifugio Costabella presso il rifugio Fiori del Baldo, sono gli impianti più in quota raggiungendo i 2053 m.
  • Polsa, San Valentino (1250–1610 m): è la più bassa stazione sciistica del Baldo e l'unica interamente in territorio Trentino, le sue piste sono servite da 3 seggiovie 4 posti ed una 2 posti, oltre a due sciovie.
  • Novezza - Novezzina

Breve storia dello sci sul Baldo[modifica | modifica sorgente]

Lo sci sul Baldo comincia negli anni trenta. Nel territorio trentino la prima stazione a nascere è Polsa, situata nell'alta Val di Brentonico (o altopiano), ai piedi del Corno della Paura.

In territorio veronese la prima stazione a nascere è Prà Alpesina, dove compare anche la prima seggiovia; situata vicino alle cime del Baldo sulla Montagna d'Alpesina.

Negli anni cinquanta e sessanta inizia un boom dello sci: nasce prima la stazione sciistica dell'alpe di Costabella, con visuale dal Monte Bianco alla laguna di Venezia), successivamente nascono anche: la stazione di Passo Tratto Spino, sopra Malcesine con la costruzione della funivia Malcesine-Monte Baldo e la stazione di San Valentino ai piedi del Monte Altissimo di Nago sul Passo San Valentino.

Citazioni letterarie[modifica | modifica sorgente]

Il Monte Baldo è ben descritto dal botanico e farmacista Francesco Calzolari nel Il viaggio di Monte Baldo della magnifica città di Verona nella quale si descrive con meraviglioso ordine il sito di detto monte et d'alcune parti ad esso contigue, et eziandio si narra d'alcune segnalate Piante et Herbe che ivi nascono et che nell'uso della medicina più di tutte l'altre conferiscono (1566) [12].

Traduzione dal latino:

«Baldo, monte in Italia rinomatissimo, nelle gole dell'Alpi, donde la Rezia dall'Italia è divisa, ben alto e largo risiede, ai confini del contado Veronese e del Trentino. Ergendo esso infra le nubi sue cime, tutti i circostanti monti in altezza vince e sorpassa, di modo che per amenità, per sito e per bellezza nessun altro gli vada innanzi. Da oriente mette le sue radici in riva all'Adige, e da occidente sulle rive amenissime del Benaco. Quindi si stende, dal mezzodì con una certa agreste pianura, e da tramontana cogli altri monti confina dell'Alpi. Dal suo più alto giogo, con gran diletto e maraviglia de' risguardanti, si vede a sinistra scorrergli un torrente, che da dirupati e altissimi scogli sbucando, per molto angusta e tortuosa gola giù scorre a valle rapidamente. Dall'altro lato miransi più bassi colli, e fertilissime vallette, delle quali sta a fronte assai spazioso tratto campestre e piano, ma incolto e senz'alberi; di modo che un largo e tranquillo mare ne rappresenti. Da una parte con vario rigirarsi gli discorre l'Adige; il quale, commecchè grande fiume egli sia, pure per la distanza, a chi'l mira dall'alta cima di questo monte, picciol rivo rassembra, e dentro nella città entrar si vede. Vedesi pure la città stessa di Verona, per guisa che il suo sito, la forma, gli edifizj, tutto il suo giro e cascheduna sua parte e distintamente vi si riconoscono. Che s'egli accede che il cielo per bel seren sia tranquillo, tutta la pianura del veronese contado vi si ravvisa. Veggonsi pure le città, e'vicini paesi, che al chiaro agli occhi de'risguardanti si fanno, quasi che fossero in tavola o piuttosto in tela dipinte con ogni grazia ed artifizio del pennello di fiammingo pittore. Dall'altra parte s'affaccia il Benaco; il quale, quantunque sia discosto sei miglia, pur sì vicino apparisce, stante l'altezza della cima, che se taluno si desse a giù correre senza riegno della persona, sbigottirebbe di paura, parendogli ad ogni tratto dover in esso giù capovolgere. Da costassù miransi dattorno al logo inaccessibili montagne alpestri, e rupi, e cavernosi scogli ertissimi e di nuda selce; ma scorgonsi più dappresso alle rive le amenissime piagge, ricche di ulivi e di mirti, ad una con le verdeggianti colline, di odorosi e folti lauri vestite. Castelli e terre eziando, isole e penisole, il navigare e il pescare, e l'onde pur mo placidissime, e tosto rigogliose, e ai lidi fremere, e dalle stesse cime veggonsi al porto i naviganti affrettare. V'ha di più cosa, che forse parrà strano a tualuno, ed è, che sovrastando la vetta sereno il cielo, alqualto più dabbasso a pari tempo si vegga per foltissime nebbie oscurare, e lampeggiare, e tonare terribilmente, e in grandini, e in piogge dirompere sovresso il lago con impetuoso scrosio e fragore, non senza gran danno de'naviganti. Le quali tutte cose, tanto belle, dilettevoli ed ammirande, fanno sì che dello stupore alcuni in certa guisa ne vadano sbalorditi. Il perché si come l'occho de'risguardanti sazio nel rimirar non si trova; così ne anche v'ha la lingua, che vaglia a tutte dirle e rappresentarle. Cotanta è poi nello stesso monte la varietà dei luoghi ed delle cose, che troppo lungo sarebbe tutte con ordine ricordarle. Imperciocchè vi sono valli non picciole in esso di vivo masso, erte, e inchinate, e scheggiose, e forte sparute; così viceversa praterie di pascoli assai pingui ed ampie, smaltate di varia spezie d'erbe e di fiori, e alcune di loro piane ed ombrose, ed altre inchinate ed apriche. Quivi pure scaturiscono spesse e chiare sorgenti di limpidissime acque, non solo ne' bassi luoghi del monte, ma di mezzo ed al sommo de'suoi gioghi, delle quali tanta né la copia, che ben ne hanno a dissetarsi numerose gregge ed armenti. A queste fonti non solo i montanari e'i pastori, ma sogliono usare di ristorarsi i botanici, che di costà vangono affaticati in cerca di piante, disponendo in sull'erba i loro cibi e bevande. E per non dilungarmi lascio da parte le frondose e folte selve di faggi, di querce e d'elci, e alcune di soli castagni, et altre in cui vengono i silvestri pini, i larici e gli altissimi abeti. Del resto che dirò del variare dell'aria e del cielo! Cose mirabili certamente! conciossiachè quelli che tutta cotesta montagna van discorrendo, provan dell'aere, anche a brevi intervalli, grande variazione; per modo che sembra a parecchi di aver cambiato clima, non che paese, e ciò perché questa parte è volta al levar del sole, quella al cadere; alcuna dal sole è abbruciata, ed altra a perpeta ombra soggiace. Qua il sito è freddo in tutta la state per neve e per gielo; là poi per calore divampa. A certe altre parti quasi per tutto l'anno v'ha una temperatura da primavera; per la quale la diversità di luoghi e di siti la cotanto diversa copia di piante in questo terreno germoglia, che non più in nessun altro d'Italia. Le radici di cotesto ammirabile monte sono distanti da Verona da venti miglia, e cinque o sei dalle falde alla cima.»

Personaggi vissuti sul Baldo[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ G.Vedovelli, M.Zanetti: Escursioni sul monte Baldo. Verona, 1989. p.9
  2. ^ Carta Geologica d'Italia 1:25000, Foglio 35, Riva del Garda, 1948, APAT.gov. URL consultato il 15 novembre 2009.
  3. ^ Carta Geologica d'Italia 1:25000, Foglio 48, Peschiera II ediz.1969, APAT.gov. URL consultato il 15 novembre 2009.
  4. ^ E.Artini, Le Rocce, IVa Edizione, Hoelpli editore, 1986, ISBN 88-203-0983-1. URL consultato il 21 novembre 2009.
  5. ^ Carta Geologica d'Italia 1:25000, Foglio 36, Schio II ediz.1968, APAT.gov. URL consultato il 21 novembre 2009.
  6. ^ Corna Piana, visual.paginegialle.it. URL consultato il 25 novembre 2009.
  7. ^ Val del Parol, visual.paginegialle.it. URL consultato il 25 novembre 2009.
  8. ^ M.Eccheli, M.Gennaro, S.Mittempergher, Geologia della Riserva Naturale di Corna Piana, Brentonico (Trento) in Studi Trent. Sci. Nat., Acta Geol., vol. 81, 2004, pp. 29–39, ISSN 0392-0534.
  9. ^ A. Gregnanin Analisi petrografiche dei minerali ferrosi del Monte Baldo., Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona. URL consultato il 21 novembre 2009.
  10. ^ E.Vernier, Indagine Sui Chirotteri della Val Parol (Comune di Nago, Provincia di Trento, Italia Nord-Orientale) in Ann. Mus. civ. Rovereto Sez.: Arch., St., Sc. nat., vol. 13, 1997, pp. 265–276.
  11. ^ Lista di rifugi da tourism.verona.it. URL consultato il 3 dicembre 2007.
  12. ^ L'Italia, le Sicilie, le Isole Eolie, L'Isola d'Elba, la Sardegna, Malta, l'Isola di Campo, ecc. Tomo V Regno Lombardo-Veneto e minori stati vicini. Torino Ed. Pomba e C. a 1837 pp. 95-97, Biblioteca Pubblica di New York. URL consultato il 21 novembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G.Vedovelli, M.Zanetti: Escursioni sul monte Baldo. Verona, 1989. ISBN 88-8314-342-6
  • AA.VV., Baldus - Monte Baldo, lo spirito e la terra, Marsilio, 2009. ISBN 88-317-9693-3
  • E. Turri, Il monte Baldo, Verona 1999 ISBN 88-8314-009-5 (prima edizione Verona 1971)
  • M. Villa, Un’autostrada del paleolitico, in AltreStorie, n. 32, 2010, pp. 5-7.
  • D. Nisi – M. Villa, Il passo del transumante. Per una archeo-antropologia in cammino, in Dolomites, Società filologia Friulana, Udine 2009, pp. 129-142.
  • B.Bagolini-D.Nisi, La presenza umana preistorica sul Baldo, "Natura Alpina" 32(1981):91-104

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]