Mummia del Similaun

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Luogo del ritrovamento
La stele e l'iscrizione posti sul luogo di ritrovamento
Particolare della targa commemorativa

La mummia del Similaun (nota anche come Uomo di Similaun, Uomo venuto dal ghiaccio o Ötzi) è un reperto antropologico scoperto sulle Alpi Venoste (ghiacciaio di Similaun, 3.210 m s.l.m., ai piedi del monte omonimo) al confine fra Italia e la Valle del Tirolo Austriaco Ötztal (sul versante italiano, nella Provincia autonoma di Bolzano) il 19 settembre 1991.

Si tratta del corpo di un essere umano di sesso maschile conservatosi grazie alle particolari condizioni climatiche prodottesi all'interno del ghiacciaio (in Siberia sono stati ritrovati mammuth conservatisi in condizioni analoghe).

Da studi effettuati, è nata l'ipotesi che la mummia poteva essere originaria di Velturno.[1] In seguito ad analisi sul DNA mitocondriale del corpo mummificato, è risultato che il ceppo genetico dell'uomo di Similaun risulta non più presente a livello mondiale[2].

Indice

[modifica] Il ritrovamento

La mummia fu ritrovata dai coniugi tedeschi Erika e Helmut Simon durante un'escursione, presso il confine italo-austriaco. L'attribuzione del nome deriva dal toponimo registrato più vicino al luogo di ritrovamento, appunto Similaun.

Inizialmente si pensò che si potesse trattare di un alpinista scomparso in età recente, tanto che venne attivata la gendarmeria austriaca. Durante il recupero, avviato senza particolari accorgimenti conservativi, furono danneggiate parti del corpo (tessuti esterni, femore sinistro seriamente danneggiato).

Il corpo fu inizialmente portato in Austria (Innsbruck) dove fu esaminato da esperti ed attribuito ad un antico abitante di queste zone, soprannominato in seguito da un giornalista Ötzi - o, con altra grafia, Oetzi - dal luogo del ritrovamento (Ötztal/Valle Ötz, nel Tirolo del nord). In seguito alla determinazione che il luogo di ritrovamento si trovava in territorio italiano, in base ad un accordo con la Provincia autonoma di Bolzano ed il governo austriaco la mummia è stata trasferita in Italia. Attualmente, la mummia del Similaun è conservata a Bolzano, al Museo Archeologico dell'Alto Adige, in una apposita struttura che la mantiene nelle ottimali condizioni di conservazione pur permettendone l'osservazione.

La datazione al radiocarbonio gli attribuisce un'età compresa tra il 3300 e il 3200 a.C., che lo pone nell'Età del Rame, momento di transizione tra il Neolitico e l'Età del Bronzo.

Assieme al corpo furono ritrovati anche resti degli indumenti e oggetti personali di grande interesse archeologico, come un arco in legno di tasso, una faretra con due frecce pronte ed altre in lavorazione, un coltello di selce, un "correttore" per lavorare la selce, un'ascia in rame, una perla in marmo, esche ed acciarino ed uno zaino per contenere questi oggetti.

Proprio l'ascia in rame costituisce un punto di collegamento con la cultura di Remedello nel Bresciano, nelle tombe della quale sono state ritrovate asce della stessa fattura.

Come spesso capita per tutti i ritrovamenti archeologici di una certa eccezionalità, anche attorno ad Ötzi sono state formulate una grande quantità di teorie, spesso prive di vero fondamento scientifico, su chi fosse, come fosse morto, cosa facesse nel luogo del ritrovamento.

Recenti analisi hanno evidenziato la presenza di una punta di freccia in selce all'interno della spalla sinistra (penetrata a fondo in direzione del cuore) ed alcune ferite ed abrasioni (tra cui un taglio in particolare sul palmo della mano destra) che portano ad ipotizzare una morte violenta piuttosto che per cause naturali, come era stato ipotizzato in un primo momento. La postura innaturale del corpo parrebbe risalire ad un tentativo di estrarre una freccia dal ventre; ulteriori elementi fanno pensare ad un gruppo[3] - di cui faceva parte - scampato ad un agguato, con probabilmente un compagno che avrebbe trasportato il corpo a spalla fino al luogo della morte.

[modifica] Ötzi il pastore

Il 21 agosto 2008 è stato reso noto che Hollemeyer ed altri suoi colleghi dell'Università del Saarland hanno condotto un'analisi su alcuni pezzi dei vestiti e delle scarpe della mummia utilizzando uno spettrometro di massa, che permette di determinare la composizione chimica dei campioni, che a parere dei ricercatori può dare risultati più affidabili del test del DNA nell'analisi di pelli lavorate. I ricercatori hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche su Rapid Communications in Mass Spectrometry ed hanno osservato che i peptidi delle proteine presenti nei peli antichi sono del tutto simili a quelle di varie specie di animali allevati ancora oggi, fatto che induce a pensare che Ötzi sia stato un pastore che a volte portava la mandria al pascolo durante gli spostamenti stagionali[4].

Gunter Kauffman, attuale direttore del Museo archeologico dell'Alto Adige, non è però concorde con la ricerca.

Secondo lo studio del DNA contenuto nei suoi mitocondri, Ötzi difficilmente ha lasciato eredi. I mitocondri, contenuti in ogni cellula ed ereditati dalla madre, contengono, assieme al nucleo, materiale genetico. Il DNA di Ötzi appartienene a un sottogruppo che, in base alle conoscenze attuali, non ha fatto proseliti.

L'antropologo Franco Rollo ritiene che probabilmente Ötzi possa rappresentare il capolinea di un gruppo di esseri umani vissuti in passato e che si sono estinti, tra le varie ragioni, per esiguità.[5]

[modifica] Tatuaggi

Ötzi è considerato il primo essere umano tatuato di cui si abbia conoscenza: ha sul suo corpo ben 57 tatuaggi (e per questa ragione, è diventato molto famoso tra i tatuatori di tutto il mondo).

La tecnica utilizzata nel calcolitico appare diversa da quella moderna: non venivano usati aghi, ma erano invece praticate delle piccole incisioni della pelle, poi ricoperte con carbone vegetale per ottenere l'immagine.

I tatuaggi dell'uomo del Similaun consistono in semplici punti, linee e crocette: si trovano in corrispondenza della parte bassa della colonna vertebrale, dietro il ginocchio sinistro e sulla caviglia destra. Siccome esami radiologici hanno individuato forme di artrite proprio in quei punti, si presume che tali immagini avessero una funzione di tipo medico o cultuale, al fine di alleviare i dolori.

[modifica] Superstizione

Come già era successo per il ritrovamento della mummia di Tutankhamon, alcuni hanno voluto vedere una maledizione legata anche ai ritrovamenti del Similaun, e lo spunto per quest'idea viene da una sequela di disgrazie che ha colpito chi ci ha lavorato.

L'alpinista tedesco Helmut Simon (Nürnberg, 11 dicembre 1937 – Bad Hofgastein, 18 ottobre 2004) che ha scoperto la mummia, è morto a causa della caduta accidentale in una scarpata durante un'escursione sulle Alpi salisburghesi; lo hanno seguito nel destino fatale Rainer Holzl, operatore della televisione austriaca, Kurt Fritz, alpinista che aiutò a trasferire la mummia a Bolzano e Gunther Henn, medico legale che aveva studiato per primo il ritrovamento. Ed ancora Konrad Spindler, l'archeologo tedesco che per primo studiò Ötzi e che ne descrisse la storia in un famoso libro, morto il 17 aprile 2005 per una forma aggressiva di sclerosi. Chiude le fila il 4 novembre 2005 Tom Loy, l'archeologo molecolare ed anatomo-patologo statunitense che per primo ne studiò il DNA, morto nella sua casa di Brisbane (Australia) in circostanze non del tutto chiarite, forse per un incidente domestico.

[modifica] Curiosità

Il noto divo Brad Pitt ha tatuato sull'avambraccio i contorni della mummia di Ötzi

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ http://www.unterwirt.com/it/informazioni/oetzi.asp
  2. ^ Similaun: DNA di "Oetzi" oggi non esiste più. Repubblica.it, 30-10-2008. URL consultato il 09-02-2009.
  3. ^ Della comunità di pastori e cacciatori che lasciavano il villaggio di origine per lunghi periodi di traversata delle Alpi sarebbe anche prova la presenza di tracce omoerotiche sul corpo, che reca residui spermatici nel tratto anale.
  4. ^ http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/oetzi-nuovi-studi/oetzi-nuovi-studi/oetzi-nuovi-studi.html?rss
  5. ^ "Niente eredi per Ötzi", di Tiziana Moriconi, pubbl. su "Le Scienze (Scientific American)", num.484, dic.2008, pag.46

[modifica] Collegamenti esterni

Coordinate: 46°46′44″N 10°50′23″E / 46.77889, 10.83972

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