Faretra

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Un arcere sciita in una riproduzione del VI secolo a.C., presso il British Museum
Un arcere sciita in una riproduzione del VI secolo a.C., presso il British Museum

La faretra è un astuccio atto a contenere frecce o dardi per archi o balestre. Può avere diverse forme ed essere portato appeso alla cinta, alla sella di un cavallo, o sulla schiena. In alcuni casi (in particolare nel caso di faretre da sella) può avere anche uno spazio in cui deporre l'arco.

Le faretre sono state usate fin dai tempi antichi da tutti i popoli che hanno fatto uso di archi o simili armi da lancio. Ötzi, l'uomo del tardo neolitico i cui resti sono stati rinvenuti sulle Alpi nel 1991, portava con sé una rudimentale faretra. Anche i boscimani africani che ancora oggi vivono secondo lo stile di vita tradizionale di cacciatori-raccoglitori (per esempio in Botswana) usano arco e frecce e costruiscono le proprie faretre secondo una tecnica tradizionale, ricavandole dagli alberi della aloe dichotoma.

In Europa, le faretre hanno fatto parte dell'equipaggiamento bellico fino al tardo Medioevo, quando le armi da fuoco hanno soppiantato gradualmente archi e balestre. Oggi, le faretre (alla cinta) sono parte dell'equipaggiamento di coloro che praticano il tiro con l'arco o sport correlati.

Nonostante sia nostra convenzione che esista un solo tipo di faretra (quella classica portata da Robin Hood), nel medioevo, e più precisamente nella guerra dei cento anni, veniva usata dagli arcieri inglesi un secondo tipo di faretra, chiamato "sacco di pecora". Questo particolare porta-freccie aveva la caratteristica di essere fatto a forma di sacco. Il nome che gli davano gli arcieri deriva dal materiale con cui era fatto questo sacco, ovvero con pelli di pecora. Tale sacco aveva sul fondo un'intelaiatura, generalmente di legno, grazie alla quale il piumaggio delle frecce (inserite con la punta verso l'alto) non si rovinava. La particolarità del "sacco di pecora" infatti era che le frecce venivano messe al contrario rispetto alla faretra tradizionale, questo perché una volta chiusa l'estremità del sacchetto con un cordino, le frecce non potevano uscire, e così gli arceri erano liberi di correre e saccheggiare, senza preoccuparsi di perdere le frecce (NOTA STORICA: gli arcieri inglesi combattevano in prima linea nell'esercito, quindi gli era spesso richiesto di combattere anche con le spade, o di tagliare le gole a i nemici restati sul campo alla fine delle battaglie).

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