Acqua distillata

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Acqua distillata (Farmacia Reale di Madrid).

L'acqua distillata è un'acqua quasi completamente priva di impurezze[1] (tra cui microorganismi, sali minerali e gas disciolti[2]) che si ottiene tramite distillazione.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'acqua distillata è completamente priva di batteri e di residui calcarei. Presenta inoltre una conducibilità elettrica più bassa dell'acqua di partenza[1] a causa della riduzione del numero di ioni al suo interno.

Rispetto all'acqua potabile, ha meno sapore[3] e può essere definita insipida, dal sapore indefinito, metallico o amaro.[3]

Tecniche di produzione[modifica | modifica wikitesto]

Apparato utilizzato per distillare l'acqua in laboratorio.

Per ottenere acqua distillata si ricorre al processo della distillazione, che consiste nel far bollire l'acqua, raccogliendo successivamente l'acqua condensata dal vapore acqueo per raffreddamento.[2][1] I sali contenuti nell'acqua non evaporano per cui dalla raccolta del condensato si ottiene acqua con un contenuto di sali estremamente basso. Scartando la frazione iniziale di acqua evaporata, si ottiene inoltre un'acqua con un basso contenuto di gas volatili.[2]

Lo strumento utilizzato in laboratorio è detto "tubo di Liebig" ed è composto da un primo serbatoio, dove l'acqua viene fatta bollire ("caldaia"), da un condensatore e da un secondo serbatoio dove viene raccolta l'acqua distillata.

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

L'acqua distillata per rimanere tale deve essere isolata il più possibile dall'ambiente esterno. Infatti, a causa delle buone capacità solventi dell'acqua, se esposta all'aria ne scioglie rapidamente parte del diossido di carbonio presente, portando rapidamente il valore del pH a 5-6.

Inoltre, essendo una sostanza estremamente avida di ioni, deve essere conservata in recipienti di materiale plastico[1] (quali polietilene, polipropilene, Teflon), o in mancanza di vetro borosilicato[1] o quarzo. Il vetro comune, sebbene abbia una struttura simile al quarzo, non può essere impiegato in quanto è una sorgente di ioni metallici ed anioni.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Acqua distillata sterilizzata per usi in ambito medico.

L'acqua distillata è utilizzata in laboratorio come reagente[1] e per preparare soluzioni; in ambito domestico è usata per alimentare i ferri da stiro a vapore, che con il calcare potrebbero a lungo andare danneggiarsi.

In campo medico viene usata per le iniezioni e la somministrazione di farmaci per via parenterale (per esempio con l'utilizzo della flebloclisi), nonché per produrre la cosiddetta "soluzione fisiologica", che è una soluzione di 9 grammi per litro di cloruro di sodio in acqua distillata, a sua volta usata nella produzione di soluzioni iniettabili e colliri. Un ulteriore requisito fondamentale per l'acqua distillata destinata a questi scopi è la sterilità, cioè la totale assenza di organismi viventi (batteri, protozoi, virus, spore). Tale sterilità è spesso ottenuta per esposizione dell'acqua distillata ad una fonte di luce ultravioletta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Estridge, p. 72.
  2. ^ a b c Mukherjee, p. 135.
  3. ^ a b Shallenberger, p. 120.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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