Anemone
Anemone L., 1753, è un genere di piante della famiglia delle Ranunculaceae, comprendente un centinaio di specie di cui alcune spontanee dell'Europa mentre altre provenienti dal Sudafrica o dal Sud America.
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Etimologia [modifica]
Il nome del genere, attribuito da Teofrasto, significa fiore del vento per le fragili corolle variamente colorate.
Descrizione [modifica]
Sono piante erbacee, perenni, alte dai 15 cm ad oltre 1 m. Portano foglie sparse e talvolta (come in Anemone nemorosa) brattee molto divise al di sotto dei fiori. I fiori sono costituiti da un perigonio formato da numerosi tepali colorati (bianco, roseo, giallo, azzurro, rosso). L'ovario è formato da molti carpelli con disposizione a spirale; hanno un elevato numero di stami e il frutto è un achenio. Portano radici più o meno ingrossate e in alcune specie rizomatose, come nell'Anemone coronaria.
Usi [modifica]
- Gli anemoni sono debolmente velenosi, anche per il bestiame, a causa della presenza di protoanemonina, sostanza irritante per le mucose e per la pelle. La protoanemonina si trasforma in anemonina, innocua, con l'essiccamento.
- Come pianta ornamentale a fioritura precoce per decorare i giardini con bordi fioriti.
- Le specie rizomatose vengono coltivate industrialmente anche per la produzione del fiore reciso.
Tra le specie più coltivate nei giardini citiamo l'Anemone japonica a fioritura estivo-autunnale, pianta erbacea perenne molto decorativa, con grandi fusti fioriferi di oltre 1 m, ramificati e dotati di foglie, che portano fiori di grandi dimensioni che si aprono in successione, con varietà a fiore doppio, semidoppio e semplice, di colore bianco, rosato o rosso.
Tra le specie rizomatose coltivate anche per la produzione del fiore reciso, citiamo le numerose varietà dell'Anemone coronaria, pianta molto rustica, resiste bene al freddo, con abbondante produzione di fiori semplici o doppi, di colore bianco, rosso, blu e violaceo, con foglie elegantemente frastagliate; e l'Anemone fulgens dai fiori colorati di rosso-vivo
Inoltre alcune specie di anemoni (in particolare Anemone nemorosa) sono usate in erboristeria e in omeopatia. Nella medicina omeopatica gli anemoni vengono indicati nel caso di depressione, nella cistite, nei disturbi gastrici, nell'otite e nei disturbi del sonno.[1]
Metodi di coltivazione [modifica]
Richiedono esposizione ombreggiata, suolo leggero, acido o neutro, fresco.
Si moltiplica facilmente in primavera per divisione dei cespi, o per talea di radici, per le specie rizomatose si utilizzano i piccoli rizomi tolti dal terreno durante il periodo di riposo estivo, e che dopo un periodo di riposo vengono piantati in autunno, eventualmente ricoprendo il terreno d'inverno con una pacciamatura di foglie, per fioriture all'aperto dalla fine dell'inverno (febbraio nelle regioni più calde) fino a maggio, o preferibilmente con la semina con fioriture dopo 1-2 anni, per ottenere piante più robuste e fiorifere, o per ricercare nuove varietà.
Sistematica [modifica]
Nel genere Anemone fino a pochi anni fa si distinguevano tre sezioni (o sottogeneri):
- Pulsatilla;
- Euanemona o degli Anemoni (a cui appartiene la nostra specie);
- Hepatica;
Ripartizioni effettuate in base ai caratteri degli stami e degli acheni. Attualmente le tre sezioni sono considerate tre generi a parte.
Il genere Anemone comprendente circa 70 - 100 specie di cui alcune spontanee dell'Europa mentre altre provengono dal Sudafrica o dal Sud America. Sono state segnalate presenze di anemoni anche in Tasmania.
Tra le specie del genere Anemone menzioniamo quelle che fanno parte della flora spontanea italiana:
- Anemone apennina L.
- Anemone baldensis L.
- Anemone coronaria L.
- Anemone hortensis L.
- Anemone narcissiflora L.
- Anemone nemorosa L.
- Anemone palmata L.
- Anemone ranunculoides L.
- Anemone sylvestris L.
- Anemone trifolia L.
Altre specie:
Etimologia [modifica]
Narra una leggenda che Anemone era una ninfa della corte di Flora. Un giorno Zeffiro e Borea s'innamorarono di lei, ma Flora indispettita decise di punirla tramutandola in fiore. La condanna peggiore fu che era destinato a schiudersi precocemente e subire i venti di tramontana Borea ancora freddi, che spargono nell'aria i suoi petali, così che all'arrivo del venticello primaverile Zefiro il fiore è già avvizzito. Un'altra leggenda narrata da Ovidio, dice che Adone ucciso da un cinghiale, veniva pianto da Venere che l'amava. Venere versò una sostanza magica sul sangue dell'amato da cui nacque un fiore, l'anemone. Il suo legame coi venti è testimoniato anche dall'origine del nome ànemos, dal graco vento.
Gli egizi ponevano ciotole fiorite all'interno delle piramidi mentre gli etruschi lo coltivavano intorno alle tombe. Per Plinio il Vecchio il fiore aveva virtù magiche, e raccomandava di cogliere il primo fiorito nell'anno, chiuderlo in un sacchetto rosso di tela e di portarlo vicino al cuore per scongiurare malocchio e febbre.
Note [modifica]
- ^ "Omeopatia", Cassandra Narks, Armenia, Milano, 1997, pag.46
Voci correlate [modifica]
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