Caprino Veronese

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Caprino Veronese
comune
Caprino Veronese – Stemma Caprino Veronese – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Amministrazione
Sindaco Paola Arduini (PdL - LN) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 45°36′00″N 10°48′00″E / 45.6°N 10.8°E45.6; 10.8 (Caprino Veronese)Coordinate: 45°36′00″N 10°48′00″E / 45.6°N 10.8°E45.6; 10.8 (Caprino Veronese)
Altitudine 254 m s.l.m.
Superficie 47,31 km²
Abitanti 8 267[1] (01-02-2014)
Densità 174,74 ab./km²
Frazioni Boi, Pazzon, Pesina, Porcino, Spiazzi, Platano, Lubiara, Gamberon, Ceredello, Ori, Boschi, Vilmezzano, Braga, Stringari
Comuni confinanti Brentino Belluno, Costermano, Ferrara di Monte Baldo, Rivoli Veronese, San Zeno di Montagna
Altre informazioni
Cod. postale 37013, 37010
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023018
Cod. catastale B709
Targa VR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti caprinesi
Patrono Assunzione di Maria
Giorno festivo 2 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caprino Veronese
Posizione del comune di Caprino Veronese all'interno della provincia di Verona
Posizione del comune di Caprino Veronese all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Caprino Veronese (Cavrìn in veneto[2]) è un comune italiano di 8.267 abitanti della provincia di Verona.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Caprino Veronese è situato a 36 chilometri da Verona, a nord ovest. Il capoluogo è ai piedi del Monte Baldo e molte delle sue frazioni e contrade sono sulle pendici a sud dello stesso. Il Comune comprende il bacino superiore del progno (torrente) Tasso dalle sorgenti alla piana di Camporengo; a nord è delimitato dallo spartiacque del Monte Baldo e a sud dall'anfiteatro morenico. I centri abitati, per lo più pedemontani, sono quattordici di cui sei comuni medioevali: Boi, Caprino, Ceredello, Lubiara, Pazzon, Pesina, uno d'epoca napoleonica: Vilmezzano, gli altri antiche frazioni: Boschi di Lubiara (Lubiara), Braga (Pazzon), Gaon (Caprino), Porcino (Pazzon), Rubiana (Boi), San Martino (Pazzon), Spiazzi (Lubiara). L'assetto amministrativo definitivo risale al 1814-1815.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime documentazioni storiche sono costituite da castellieri reti (ai Cappuccini o Frati in Caprino) lungo la via Campiona che univa gli opposti versanti del M. Baldo.

Il toponimo "Caprino" è un etnico derivato dalla tribù celta dei Cauri, insediatasi in territorio retico in epoca imprecisata (400 a.C.).[senza fonte]

È da tener presente, tuttavia, che un torrente scorre nel territorio e il nome, con il significato di Villaggio al torrente potrebbe derivare, allora, da accadico kapru, villaggio e accadico enu, inu fiume, sorgente[3]

Dopo la conquista romana (89 a.C.) il territorio entra nell'orbita del Municipio di Verona (49 a.C.), ma sarà solo nel 16 a.C. che i Romani prenderanno pieno possesso del territorio; in epoca imperiale è parte della Regio X "Venetia et Histria" come semplice "statio" piccolo centro commerciale (cippo di "Calpurnus mercator").

Scarse le fonti storiche alto-medioevali (sarcofago Campasso in epoca longobarda), fece parte del Ducato di Verona e fu al limite dell'avanzata franco-bavara del VI secolo. Viene menzionato, in un editto di re Berengario (X secolo) come "Cà Ferrera", villa autorizzata, al pari delle altre ville limitrofe, a edificare un castello per difendersi dalle invasioni degli Ungari.

Nel XII secolo è menzionata come pieve della diocesi di Verona (S. Maria de' Cavrini). Nello stesso secolo aderisce alla Lega Veneta e combatte contro Federico Barbarossa che distrugge il castello di Pesina, nel 1168. Firma la pace di Costanza al pari degli altri Comuni italiani.

Dopo un breve periodo autonomo nell'ambito del carolingio comitato di Garda fu conquistata da Verona di cui seguirà le sorti.

Dal 1405 al 1797 fa parte della Repubblica di Venezia. Nel 1630 sarà duramente provata dalla pestilenza (2053 morti su 3250).

Un rinnovamento edilizio e fondiario si realizza sul finire del XVIII secolo Caprino da semplice pieve diviene borgo e si annette progressivamente i comuni limitrofi, diviene sede di mercato (1786), viene riedificata la parrocchiale (1767-1786), erette Villa Carlotti (1632) e Palazzo Zuccolmagno, edificato il centro sul sito dell'antico brolo. Sulle alture circostanti (tra Rivoli e Spiazzi) si svolge la celebre battaglia di Rivoli.

In epoca napoleonica è capoluogo di un cantone del dipartimento dell'Adige (Verona).

Durante il Regno italico i villaggi di Gaon e Rubiana insorgono contro le truppe francesi in risposta alle provocazioni anticattoliche.

Dal 1815 al 1866 è capoluogo di uno dei distretti della provincia di Verona (Regno Lombardo-Veneto).

Nel 1822 si costituisce una società patriottica e nel 1848 la municipalità e la cittadinanza simpatizzano per il movimento di Carlo Alberto, per tale motivo, dopo la riunione al Regno d'Italia, Caprino otterrà per decreto di S.M. Vittorio Emanuele II il titolo di città (1873).

Il periodo post-unitario sarà il periodo più florido nella storia della città: capoluogo distrettuale e mandamentale, centro logistico in prossimità del confine, centro commerciale che integra le attività montane del Monte Baldo con quelle collinari-moreniche e delle attività lacustri con le vie commerciali della vallata dell'Adige (a est); notevole l'attività estrattiva (nembro rosato, rosso verona) e la costruzione di fortificazioni militari (Forte Cimo Grande 1913, Forte di Nàole, Forte San Marco, 1885) a monte di Verona.

Dopo la Prima guerra mondiale risente di un declino economico che durò fino agli anni ottanta.

Nel corso della Seconda guerra mondiale si ha, nuovamente, l'insurrezione di Gaon e Rubiana contro le truppe di occupazione; nell'immediato dopoguerra la maggioranza dei cittadini opta per la repubblica (1946).

Persone legate a Caprino Veronese[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]


Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di S. Giovanni Battista - XIII secolo a Lubiara, il primo edificio del XII secolo in località Chiviel, l'attuale risale al XIII secolo
  • Chiesa dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia, del secolo XIII a Pazzon. Ha un battistero del 1568, La parrocchia ha numerose chiese ed oratori: "Beata Vergine del Carmelo" di Vilmezzano, l'"Immacolata" di Braga, di "San Michele Arcangelo" (romanica) e di "San Martino" del XIII.
  • Oratorio di Santa Cristina, in contrada Ceredello del XIII secolo su resti di un antico tempio romano.
  • Cappella del Sepolcro, al Cimitero, ha e aveva una serie di statue del XIV secolo: deposizione di Cristo nel Sepolcro, ora nel museo di Villa Carlotti.
  • Chiesetta di S. Rocco, del XIV secolo, poco fuori da Pesina, ampliata dopo una grave pestilenza nel 1630
  • Santuario della Madonna della Corona del XV secolo, a Spiazzi, dov'era un romitaggio. Divenne santuario nel 1625 quando i cavalieri di Malta fecero rifabbricare la chiesa.
  • Parrocchiale di Caprino - XVIII secolo, l'attuale chiesa è del 1769 progettata da Adriano Rossi. La facciata è del 1803 e la torre campanaria del 1870. È stata eretta sul luogo di una precedente chiesa dedicata a Santa Maria Maggiore. Eugenio III nel 1145 ricorda: Plebem de Caprino cum suis capellis. Onorio III il 5 giugno conferma la deliberazione del Vescovo Norandino, con la quale costui aveva stabilito che la chiesa di Caprino avesse dodici Canonici. Nei pressi è l'oratorio di S. Pancrazio.
  • Chiesa di San Gallo - XVIII secolo, a Pesina. Ricostruita nel 1769, ha uno splendido altare maggiore fatto erigere da Almerigo Gonzaga. Conserva una bella pala di Giovanni Caliari San Giobbe. La tela della Madonna e Santi è di Agostino Ugolini. Precedentemente la chiesa sorgeva a mezza collina con il suo cimitero soggetto in parte alla pieve di Garda ed in parte a quelle di Caprino.

Ville e palazzi[modifica | modifica sorgente]

  • Villa Nichesola-Rigo, del XIV secolo, in contrada Platano, ha parco e laghetto.
  • Villa Nichesola-Aldrighetti, del XV secolo, in contrada Platano, è la più antica e la più interessante con tre archi di portico
  • Villa Beccherle, del XVI secolo, a Lubiara, sorta sul castello dei conti Colpani, poi Fratta. Ha un viale di cipressi particolare che ne costituisce l'ingresso. In data 18 settembre 1895 Giuseppe Sarto, poi divenuto Papa Pio X, visito' la villa ricevuto dalla nobil donna Elena Lucchi Beccherle. Una targa tutt'oggi ricorda l'evento, affissa sulla facciata della villa.
  • Villa Nichesola-Zambellini, del XVI secolo, in contrada Platano, trascurata, ha portico a colonne toscane, con scala esterna nel fondo, porte e finestre in pietra d'ottima fattura (con inferriate originali sul lato nord, verso la strada), una cornice a denti di sega sotto la gronda, un salone al primo piano con soffitto ligneo.
  • Villa Carlotti, del XVII secolo, è sede del Comune. Villa patrizia del 1632, palazzo dal 1682. Caratteristica è la Sala grottesca oggi detta Sala dei sogni con affreschi sulla volta. Vi ha sede un Museo comunale (1976) che raccoglie documenti storici locali e il Compianto quattrocentesco proveniente dalla Cappella del Cimitero.
  • Palazzo Bagatta, del XVII secolo, ha un portale ad arco con una lunga facciata con attico sormontato da statue.
  • Villa Sometti-Nichesola, del XVII secolo, in contrada Platano è tardo rinascimentale, del 1604.
  • Palazzo Nogarola-Abril, del XVII secolo
  • Villa ex Negrelli, del XVII secolo e anteriore, a Pesina, ha decorazioni pittoriche e un denso parco con bei cipressi.
  • Villa Belvedere, del XVIII secolo

A Pesina, è una vecchia casa padronale di architettura tipicamente rurale. È un unico complesso, con alcune caratteristiche case note col nome di Canal. Ha un gruppo di piante secolari che lo circonda a protezione dei venti del nord e a consolidamento del terreno franoso della collina.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Gli appuntamenti[modifica | modifica sorgente]

  • Festa patronale
    Per la festa del Patrono a cavallo tra luglio ed agosto dal 1873 viene organizzata la Fiera Montebaldina, manifestazione che unisce cultura antica e moderna, con esposizione di prodotti e mezzi di artigiani e industrie locali e non. Un evento in grado di attrarre anche i bambini e i giovani con le variegate iniziative di volta in volta proposte dagli organizzatori per passare giornate di puro divertimento alle pendici del Baldo. Secondo la tradizione Cattolica il giorno del 2 agosto, giorno di conclusione della Fiera, si svolge il rito del Perdon d'Assisi: si concede l'indulgenza plenaria al fedele che pia­mente visita la Chiesa Parrocchiale il giorno 2 agosto, in cui ricorre l'indulgenza della «Por­ziuncola». Una grazia che si rinnova dal 1216, quando San Francesco ottenne da Papa Onorio III una indulgenza plenaria per quanti si fossero confessati nella chiesetta della Porziuncola nel giorno della sua dedicazione a Santa Maria degli Angeli. Di quella notte di preghiera del 1216 e del successivo incontro del Santo col Papa a Perugia raccontano le Fonti Francescane.
  • Festa di S. Rocco
    Nella frazione di Pesina il 16 agosto c'è la tradizionale festa di San Rocco, con processione ed esposizione del Santo. Nella frazione di GAON il 16 agosto viene celebrata la ricorrenza di San Rocco con processione ed esposizione della statua lignea nella chiesa (1656)dedicata al Santo.
  • Cronoscalata automobilistica "Caprino-Spiazzi"
    Si tratta di una competizione automobilistica di velocità in montagna detta appunto Cronoscalata. Dal 2011, con l'edizione numero 33, ritorna a far parte del CIVM ovvero il Campionato Velocità Montagna (svolta dal 7 al 9 settembre). La data di questo evento ogni anno può cambiare a seconda dei calendari della Commissione Sportiva Automobilistica Italiana (CSAI) e Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA). Comunque, si svolgerà sempre tra la primavera e l'inizio dell'autunno.

Persone legate a Caprino Veronese[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia caprinese ha un forte alleato nel turismo, in quanto porta d'accesso al monte Baldo. Molto presente nel territorio inoltre la piccola e media industria.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Gaon[modifica | modifica sorgente]

Gaon è un piccolo villaggio a monte di Caprino Veronese, costituito da Caiar (in basso) luogo di cagliari (caglio del latte), Gaon (in alto) al limite del bosco, Mezzana (a ovest, sulla mulattiera per Rubiana).

Ha sempre seguito le sorti, amministrative ed ecclesiastiche, di Caprino. Per le sue caratteristiche ambientali è monumento nazionale, pregevoli le vecchie dimore di Caiar e la piccola piazzetta con l'oratorio di San Rocco a Gaon centro.

Spiazzi[modifica | modifica sorgente]

Spiazzi è una frazione di Caprino Veronese situata a circa 850 metri d'altitudine ed è una rinomata località turistica dell'entroterra del Lago di Garda, da cui dista solo 15 km. Spiazzi è famosa per il Santuario della Madonna della Corona. Sono presenti numerosi hotel, bar e ristoranti.

Boi[modifica | modifica sorgente]

Boi è una frazione di Caprino Veronese situata tra Caprino e Pesina, ai piedi di un piccolo monte adiacente al Baldo. Il nome deriva da un antico popolo celtico che si insediò in questa zona diversi secoli fa che si chiamavano appunto Boi. A Boi sono presenti diverse attività commerciali tra cui un bar, un'osteria e un minimarket.

Rubiana[modifica | modifica sorgente]

Lubiara[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
maggio 1985 luglio 1990 Luigi Segattini Democrazia Cristiana Sindaco [5]
luglio 1990 aprile 1995 Roberto Vesentini Democrazia Cristiana Sindaco [6]
aprile 1995 giugno 1999 Maria Teresa Girardi Ferrari Partito Popolare Italiano Sindaco [7]
giugno 1999 giugno 2004 Maria Teresa Girardi Ferrari Lista Civica Sindaco [8]
giugno 2004 giugno 2009 Stefano Maurizio Sandri Lista Civica Sindaco [9]
giugno 2009 in carica Stefano Maurizio Sandri Il Popolo della Libertà - Lega Nord Sindaco [10]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 gennaio 2014.
  2. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  3. ^ Giovanni Semerano Le Origini della Cultura Europea
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ amministratori.interno.it - 1985. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  6. ^ amministratori.interno.it - 1990. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  7. ^ amministratori.interno.it - 1995. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  8. ^ amministratori.interno.it - 1999. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  9. ^ amministratori.interno.it - 2004. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  10. ^ amministratori.interno.it - 2009. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  11. ^ a b 2009 - 25º Anniversario di Gemellaggio Caprino Veronese/Gau-Algesheim. URL consultato l'8 ottobre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]