Sona

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Sona
comune
Sona – Stemma Sona – Bandiera
Sona – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Amministrazione
Sindaco Gianluigi Mazzi (lista civica di centrodestra Persona al Centro) dal 26/05/2013
Territorio
Coordinate 45°26′00″N 10°50′00″E / 45.433333°N 10.833333°E45.433333; 10.833333 (Sona)Coordinate: 45°26′00″N 10°50′00″E / 45.433333°N 10.833333°E45.433333; 10.833333 (Sona)
Altitudine 169 m s.l.m.
Superficie 41,15 km²
Abitanti 17 450[1] (01-01-2012)
Densità 424,06 ab./km²
Frazioni Lugagnano, Palazzolo, San Giorgio in Salici
Comuni confinanti Bussolengo, Castelnuovo del Garda, Sommacampagna, Valeggio sul Mincio, Verona
Altre informazioni
Cod. postale 37060
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023083
Cod. catastale I826
Targa VR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti sonesi
Giorno festivo 6 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sona
Posizione del comune di Sona all'interno della provincia di Verona
Posizione del comune di Sona all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Sona (Sóna in veneto[2]) è un comune italiano di 17.450 abitanti della provincia di Verona, in Veneto.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Sona si trova a metà strada tra Verona ed il lago di Garda. Dista 13 chilometri dal capoluogo. Il territorio su cui si sviluppa il comune è composto da colline moreniche di fondo, formatesi dallo scorrimento verso valle del ghiacciaio che ha oggi lasciato il posto a lago di Garda. Le altitudini variano dagli 85 metri di Lugagnano, che si trova invece in una zona completamente pianeggiante, sino ai 243 metri delle colline. Il territorio mosso e le colture di viti, cereali e frutteti sono di grande effetto paesaggistico, non sono però presenti corsi d'acqua importanti, a parte canali di irrigazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nelle colline della zona sono rimaste testimonianze di epoca preistorica, in particolare sono stati scoperti nel 1874 testimonianze del neolitico vicino a S. Giorgio in Salici: durante alcuni scavi sono stati rinvenuti oggetti in bronzo, strumenti di selce e alcune ceramiche. Particolarmente interessanti furono il rinvenimento di un'ascia tipo Moehlin, un pugnale tipo Peschiera e soprattutto una tazza carenata tipo Fiorano databile intorno al V millennio a.C. Sempre presso San Giorgio in Salici furono trovati anche un martello di porfido ed una palafitta.

In epoca romana la collina diventa una zona fortificata, utilizzata per il controllo della via Gallica. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente Sona passa sotto il dominio dei Longobardi ed aggregata amministrativamente alla iudiciaria Gardensis.

Nel XIV secolo passò sotto la protezione della signoria scaligera, che provvide a fortificarla, data la sua importanza come via d'accesso per il Ducato di Milano. Nel XV secolo Sona, insieme a Verona, divenne parte della Repubblica di Venezia. In questo periodo la proprietà della terra venne riorganizzata, passando per lo più sotto la proprietà di ricchi mercanti veneziani, che fecero recintare e canalizzare vaste zone (e che furono quindi messe a coltivazione).

Nel XIX secolo il territorio divenne teatro più volte delle guerre d'indipendenza, in particolare con le sanguinose battaglie di Custoza, poco lontana da Sona.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del comune è stato assegnato il 9 dicembre 1941 tramite un regio decreto: esso è incappato (cioè diviso in tre da due diagonali che partono dalla metà della parte superiore), e nei due campi superiori sono poste due trombe antiche di colore oro su sfondo rosso. Nel campo maggiore è presente invece una torre bianca su campo argento.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Lugagnano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lugagnano.
La chiesa di Lugagnano

Quello di Lugagnano, oggi il più popoloso paese del comune di Sona con 8.778 abitanti[4] (la metà della popolazione comunale), è un borgo sorto autonomamente, e dalle origini incerte. Anche delle origini del nome si conosce poco, data anche la sua rarità: esistono, oltre a questo paese, anche Lugagnano Val d'Arda e Cassinetta di Lugagnano, mentre hanno toponimi simili Lughignano, Lugugnana e Lucugnano, dall'etimologia però diversa. Sono varie le ipotesi sull'origine del toponimo Lugagnano.[5] La frazione di Lugagnano è stata a lungo divisa fra i comuni di Verona, Bussolengo, Sommacampagna e Sona stessa e solo nel 1974, in seguito a un referendum è stata interamente aggregata a Sona; un caso unico in Italia in quanto al massimo vi sono borghi divisi fra tre comuni.[6] Nel referendum venne appunto chiesto ai lugagnanesi se volevano essere passare al comune di Sona, l'unico dei quattro interessato all'aggregazione.

Palazzolo[modifica | modifica wikitesto]

Le colline tra Sona e Sommacampagna

Palazzolo è un piccolo borgo di 2.912 abitanti,[4] posto in cima ad una collina tra Sona e Bussolengo. Sul suo belvedere, in cima alla collina, il 30 aprile 1848 era presente il re d'Italia Carlo Alberto, che da lì osservò la battaglia di Pastrengo. Ancora oggi, a ricordo della sua presenza, su una casa in cima alla collina è presente un'iscrizione:

« Carlo Alberto re di Sardegna, Vittorio Emanuele duca di Savoia, Ferdinando Maria duca di Genova, strenui campioni della libertà indipendenza ed unità di Italia, di qui vigilarono e ressero le sorti della fazione di Pastrengo, combattuta gloriosamente contro gli Austriaci, nel 30 aprile 1848. »

Ma Palazzolo è nota anche per la sua vecchia pieve di Santa Giustina, circondata da un rustico cimitero, un importante monumento dell'architettura romanica veronese, studiato tra gli altri da Luigi Simeoni, Edoardo Arslan, Angela Maria Romanini e da Francesca D'Arcais. La pieve ha la particolarità di avere due absidi quasi uguali e decorate da lesene, nonostante la chiesetta sia ad una sola navata. Il goffo campanile risale probabolmente all'XI secolo. L'interno della chiesa era stato affrescato nel XIII secolo, infatti dall'intonaco traspaiono le figure di alcuni santi con vesti di bizantine.

La chiesa potrebbe essere stata costruita addirittura durante la dominazione longobarda, considerando la presenza di un frammento di ciborio dell'VIII secolo. Lo testimonierebbe il nome stesso del borgo che deriva da palatiolum, che indicherebbe un centro dell’autorità amministrativa veronese.

San Giorgio in Salici[modifica | modifica wikitesto]

San Giorgio in Salici (San Giorgio in veneto) è, con 2.456 abitanti,[4] la più piccola frazione del comune. La località, distante poco più di 4 chilometri dal capoluogo, sorge a 147 m s.l.m. Si tratta di un paese tra le colline e immerso nei vigneti e nella tranquillità della campagna veneta. Nel borgo (anticamente chiamato San Giorgio in Salcis) il monumento più importante è la chiesa opera dell'architetto Luigi Trezza, costruita tra il 1795 e il 1800. La facciata è invece dell'ingegnere Iseppo Loredan ed è stata completata nel 1933.

Questa frazione Rispetto al capoluogo di provincia (da cui dista circa 15 chilometri) è situata in posizione ovest, verso il lago di Garda, adagiata sulle colline moreniche che lo circondano. Confina, inoltre, con il comune di Castelnuovo del Garda, una delle località più conosciute della provincia e che permettono l'accesso al lago di Garda.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona sono sparse numerose ville, corti rurali e chiese, costruite in prevalenza tra il XI secolo ed il XIX secolo. Questi sono i principali luoghi d'interesse:

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Ville[modifica | modifica wikitesto]

Fortificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il forte Lugagnano in una fotografia ottocentesca

Corti[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cittadini illustri[modifica | modifica wikitesto]

Carnevale di Lugagnano[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Lugagnano ogni anno si tiene, durante il periodo di Carnevale, una grande sfilata, con carri allegorici provenienti anche da altre nazioni, tanto che viene mandata in onda da un canale televisivo locale. La maschera principale della manifestazione è lo Tzigano, che viene eletto ogni anno dai cittadini di Lugagnano. Una leggenda vuole che una carovana di zingari secoli fa arrivò a Lucunianus (Lugagnano), dove si fermò a far partorire delle donne, ma questi si integrarono velocemente con gli abitanti sparsi nella campagna, ed andarono a formare insieme il centro abitato. Questo andrebbe a confermare il detto dei vecchi del paese Lugagnan paese dei sengali, e in effetti nel 1956 ci fu nella frazione l'incontro di centinaia di zingari per la celebrazione del matrimonio della figlia della "regina d'Europa". Lo Tzigano rappresenta il capo di questi zingari e fondatore di Lugagnano.

Corpo Bandistico di Sona[modifica | modifica wikitesto]

Il Corpo Bandistico di Sona nacque nel 1831, grazie al contributo dell'allora parroco Don Luigi Cremonese, che ne dettò alcune regole, e ad oggi è composto da più di 60 elementi. Una peculiarità della banda è la formazione di una corpo bandistico minore, formato di soli ottoni (detto anche brassband), un tipo di banda che al momento è diffuso soprattutto in Svizzera e Germania.

Dalla sua nascita il corpo bandistico si è confrontato con numerose formazioni, soprattutto a livello provinciale, ma partecipò anche ai gemellaggi del comune con delle città estere: nel 1992, quando ebbe luogo il gemellaggio con la città di Wadowice (che diede i natali a Papa Giovanni Paolo II), la banda vi si recò e vi tenne tre concerti; nel 2003 si è recata invece in Germania, per il gemellaggio con la città di Weiler, assieme al comitato "Carnevale Benefico Lo Tzigano di Lugagnano".

I periodici[modifica | modifica wikitesto]

Sono due i periodici che riportano notizie sul territorio e non solo: dal 2000 la rivista "Il Baco da Seta", che bimestralmente viene distribuita in 2.000 copie, mentre dal 2006, grazie a una delibera di istituzione, il periodico "Il Nostro Comune" è distribuito con cadenza trimestrale.

Ogni numero del "Baco da seta" conta oltre 96 pagine con articoli di politica amministrativa, cultura, spettacolo, eventi, interviste, sport e quanto altro presente nel comune. Il periodico è un esempio di collaborazione alla wiki coinvolgendo quasi 100 persone che interagiscono tramite e-mail. È stato fondato nel 2000 da Gianmichele Bianco, Gianluigi Mazzi e Mario Salvetti ai quali qualche mese dopo si è aggiunto Gianfranco Dalla Valentina.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio, grazie all'estensione ed alla razionalizzazione dell'irrigazione all'inizio del XX secolo, è diventata un importante zona agricola: la zona collinare è stata coltivata a vite ed olivo, mentre la zona pianeggiante (Lugagnano) è stata coltivata a pesco.

Negli anni sessanta ha cominciato a svilupparsi il settore industriale e terziario, con un vero boom negli ultimi anni, che hanno visto la costruzione di un grande centro commerciale chiamato "La Grande Mela Shoppingland"" (situato nella frazione di Lugagnano) e lo sviluppo nei terreni vicini di una zona artigianale/industriale.

Ca' di Capri[modifica | modifica wikitesto]

A poche centinaia di metri da Lugagnano si trova il sito di Ca' di Capri, una ex cava, oggi utilizzata come discarica.

Nel 2007 è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica da Legambiente, dato che dal luglio dello stesso anno la frazione di Lugagnano era invasa da cattivi odori, e, grazie alle indagini che sono nate, vi è stata un'operazione di smantellamento del traffico di rifiuti speciali. Il 2 ottobre 2007 sono stati quindi messi i sigilli all'azienda Rotamfer di Castelnuovo del Garda e alla discarica Ca' di Capri a Lugagnano.[7]

Nel gennaio 2008 si è scoperto grazie a controlli tecnici che i rifiuti della discarica hanno cominciato a bruciare a più di 400 °C, creando così gravi rischi di incendi e di emissioni nocive. Inoltre, la presenza di una temperatura tanto elevata, crea il rischio che gli strati di argilla, che impermeabilizzano il terreno e proteggono la falda acquifera, possano sgretolarsi, andando ad intaccare così la potabilizzazione delle acque dell'acquedotto, posto a circa 500 metri dalla discarica.[8]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
giugno 1985 giugno 1990 Angelo Boscaini Democrazia Cristiana Sindaco [9]
giugno 1990 ottobre 1992 Angelo Boscaini Democrazia Cristiana Sindaco Dimissioni del sindaco[10]
ottobre 1992 aprile 1995 Michelangelo Aldrighetti Democrazia Cristiana Sindaco [11]
aprile 1995 novembre 1998 Franco Conti Lista civica Sindaco [12]
novembre 1998 maggio 2003 Raffaele Tomelleri Lista civica Sindaco [13]
maggio 2003 aprile 2008 Flavio Bonometti Forza Italia Sindaco [14]
aprile 2008 maggio 2013 Gualtiero Mazzi Lega Nord Sindaco [15]
maggio 2013 in carica Gianluigi Mazzi Lista Civica Sindaco [16]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Popolazione residente al 31 dicembre 2011.
  2. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c Sito ufficiale
  5. ^ Gasparato e Mazzi, pp. 16-17
  6. ^ Gasparato e Mazzi, p. 15
  7. ^ Tratto da ilbacodaseta.org. URL consultato il 29 marzo 2008.
  8. ^ Articolo di Camilla Ferro per il giornale L'Arena di giovedì 27 marzo 2008
  9. ^ amministratori.interno.it - 1985. URL consultato il 21 dicembre 2013.
  10. ^ amministratori.interno.it - 1990. URL consultato il 21 dicembre 2013.
  11. ^ amministratori.interno.it - 1992. URL consultato il 21 dicembre 2013.
  12. ^ Consiglio Regionale Veneto - Elezioni del 20/04/1995. URL consultato il 14 maggio 2013.
  13. ^ Consiglio Regionale Veneto - Elezioni del 29/11/1998. URL consultato il 14 maggio 2013.
  14. ^ Ministero dell'interno - Elezioni del 25/05/2003. URL consultato il 14 maggio 2013.
  15. ^ Ministero dell'interno - Elezioni del 13/04/2008. URL consultato il 14 maggio 2013.
  16. ^ Ministero dell'interno - Elezioni del 2013. URL consultato il 13 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • S. Fascetti, Verona e i suoi comuni, Milano, Editoriale Del Drago, 1992.
  • M. Gasparato e G. Mazzi, Fregole de storia: Appunti e spunti su Lugagnano e dintorni, Verona, Pro Forma Comunicazione, 1997.
  • M. Gragnato e P. Armigliato, Sona: nella guerra del 1866 che ha dato il Veneto all'Italia, San Martino Buon Albergo, Unit, 1997.
  • F. Olioso, La musica di Sona: cronache bandistiche dal 1831, Sona, Leaderform, 1998.
  • Autori vari, Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 1999.
  • M. Gragnato, Chiese, Ville, Corti a Sona e nelle sue contrade, Verona, Leaderform, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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