Daniele Comboni

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San Daniele Comboni
Daniele Comboni 1873.jpg

Vescovo, fondatore dei Comboniani

Nascita Limone sul Garda, 15 marzo 1831
Morte Khartoum, Sudan, 10 ottobre 1881
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione Papa Giovanni Paolo II, 17 marzo 1996
Canonizzazione Papa Giovanni Paolo II, 5 ottobre 2003
Ricorrenza 10 ottobre
Attributi bastone pastorale
Daniele Comboni, M.C.C.I.
vescovo della Chiesa cattolica
Daniele Comboni.jpg
BishopCoA PioM.svg
Incarichi ricoperti Vescovo di Khartoum
Vicario apostolico dell'Africa centrale
Nato Limone sul Garda, 15 marzo 1831
Ordinato presbitero 31 dicembre 1854
Consacrato vescovo 12 agosto 1877 dal cardinale Alessandro Franchi
Deceduto Khartoum, 10 ottobre 1881

Daniele Comboni (Limone sul Garda, 15 marzo 1831Khartum, 10 ottobre 1881) è stato un missionario e vescovo cattolico italiano, fondatore degli istituti dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù e delle Pie Madri della Nigrizia. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, fu canonizzato da Giovanni Paolo II il 5 ottobre 2003 e viene commemorato il 10 ottobre.

Comboni esemplificò la peculiarità del suo piano missionario con il motto:

« Salvare l'Africa con l'Africa »

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Era figlio di Domenica Pace, originaria di Cadria, e Luigi, umili braccianti impiegati nella tenuta di un lontano parente presso Limone sul Garda. Daniele Comboni era l'unico sopravvissuto di otto fratelli, ed il 20 febbraio 1843 si trasferì a Verona in un istituto per ragazzi con poche possibilità finanziarie, fondato dal sacerdote Nicola Mazza. Fu Mazza a infondere in Comboni l'amore per l'Africa e per le missioni. Durante la sua adolescenza decise di diventare sacerdote e nel 1849 giurò a Mazza di dedicare tutta la sua vita all'Africa sub-sahariana. Cinque anni dopo completò gli studi di filosofia e teologia e venne ordinato sacerdote il 31 dicembre 1854 dal vescovo di Trento, il beato Giovanni Nepomuceno de Tschiderer.

Statua raffigurante Daniele Comboni, a Verona

L'8 settembre 1857 partì per il suo primo viaggio nell'Africa centrale, corrispondente all'odierno Sudan, con altri quattro sacerdoti mazziani (Giovanni Beltrame, Alessandro Dal Bosco, Francesco Oliboni, Angelo Melotto) ed il fabbro friulano Isidoro Zilli. Comboni, ventiseienne, era il più giovane del gruppo. Dopo quattro mesi raggiunsero Khartoum, dove Dal Bosco restò come procuratore. Il 14 febbraio 1858 gli altri cinque arrivarono alla stazione missionaria di Santa Croce, dove rimasero poco meno di un anno.

Rientrato in Italia nel 1859 a causa delle insistenti febbri malariche, continuò la sua opera a favore dell'Africa e coniò il suo motto O Nigrizia o morte. Nel 1864 a Roma, concepì il "Piano per la rigenerazione dell'Africa" che, proseguendo il progetto mazziano di «salvare l'Africa con l'Africa», si arricchiva di nuove intuizioni e progetti maturati dalla sua esperienza diretta a contatto con la realtà africana. Comboni aveva un’illimitata fiducia nelle capacità dei popoli africani e si prefisse la fondazione di scuole in cui formare medici, insegnanti, preti e suore africani e da istituire in luoghi il cui clima fosse sopportabile anche per gli europei.

Dall'autunno 1864 al giugno 1865 compì un grande viaggio di animazione missionaria in mezza Europa: a Colonia trovò efficaci finanziamenti.

Il 1º giugno 1867 fondò un istituto di missionari - che poi prenderanno il nome di Missionari Comboniani del Cuore di Gesù - e nel 1872 un istituto di suore, Suore Missionarie Pie Madri della Nigrizia. Nello stesso anno diede vita ad una rivista che dieci anni dopo diventerà l'attuale Nigrizia.

Nel 1870 partecipò al Concilio Vaticano I, dove presentò una petizione a favore dell'evangelizzazione dell'Africa Centrale (Postulatum pro Nigris Africæ Centralis).

Nel 1872 il Papa Pio IX decise di affidare ai Comboniani la missione in Africa centrale ed il 31 luglio 1877 Comboni fu nominato vescovo di quella zona nonché Vicario Apostolico dell'Africa Centrale. Ricevette l'ordinazione episcopale il 12 agosto 1877, consacrante il cardinale Alessandro Franchi, coconsacranti il cardinale Angelo Bianchi e l'arcivescovo Francesco Folicaldi.

Il 27 novembre 1880, da Napoli, salpò per il suo ottavo ed ultimo viaggio in Africa e nell'estate del 1881 il Comboni compì un viaggio esplorativo sui monti della Nubia.

Combatté ,scontrandosi spesso con i potentati locali,contro la schiavitù ,la tratta degli esseri umani fino alla morte, avvenuta nel 1881 a causa di un'epidemia di colera che colpì Khartoum.

Il miracolo per la canonizzazione[modifica | modifica sorgente]

In generale, ai fini della canonizzazione, la Chiesa cattolica ritiene necessario un secondo miracolo, dopo quello richiesto per la beatificazione: nel caso di Daniele Comboni, ha ritenuto miracolosa la guarigione di Lubna Abdel Aziz, una sudanese di 32 anni di religione musulmana.

Nata a Khartoum nel 1965, l'11 novembre 1997 venne ricoverata al "St. Mary’s Maternity Hospital" di Khartoum, gestito dalle suore comboniane, per il suo quinto parto cesareo. Dopo la nascita di un bambino di 5 libbre, sopravvennero per la donna gravi complicazioni: si verificarono ripetute emorragie con nuovi interventi chirurgici, tra cui un'isterectomia. Nonostante le trasfusioni la donna era in fin di vita: polso e pressione non erano misurabili, e si era verificato anche un edema polmonare.

Intanto, nonostante il pessimismo dei medici, le suore avevano iniziato una novena di preghiere all'allora beato Daniele Comboni. Il 13 novembre la donna si riprese inaspettatamente, e il 18 novembre fu dimessa in buone condizioni di salute.

La Consulta medica della Congregazione per le Cause dei Santi, nella seduta dell'11 aprile 2002, dichiarò la guarigione "rapida, completa, scientificamente inspiegabile."[1]

Nel Congresso Peculiare del 6 settembre 2002, i Consultori Teologi riconobbero la guarigione come soprannaturale e dovuta all'intercessione del beato Daniele Comboni. Alle medesime conclusioni giunsero i cardinali e i vescovi nella Sessione Ordinaria del 15 ottobre 2002.

Il decreto sul miracolo è stato promulgato il 20 dicembre 2002, alla presenza di Papa Giovanni Paolo II, che ha canonizzato il beato il 5 ottobre 2003.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1] Dal sito ufficiale dei Comboniani

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Daniele Comboni, Gli Scritti, 10 voll., Roma 1983-1988; 1 vol., Bologna 1991, 2207 pp.
  • Positio super virtutibus, 2 volumi, Roma 1988, 1480 pp.
  • Michelangelo Grancelli, Mons. Daniele Comboni e la Missione dell’Africa Centrale, Verona 1923, XIV-478 pp.
  • Agostino Capovilla, Il Servo di Dio Mons. Daniele Comboni, Verona 1928, VIII - 330 pp.
  • Clemente Fusero, Daniele Comboni, Bologna 1953, 318 pp. (edizioni spagnola, portoghese).
  • Aldo Gilli - Pietro Chiocchetta, Il messaggio di Daniele Comboni, Bologna 1977, 472 pp. (edizioni in inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco).
  • Pietro Chiocchetta, Carte per l’evangelizzazione dell’Africa, Bologna 1978, 335 pp. (edizioni inglese, francese)
  • Aldo Gilli, L’Istituto missionario comboniano dalla fondazione alla morte di Daniele Comboni, Bologna 1979, 431 pp. (edizione inglese).
  • Autori Vari, L’Africa ai tempi di Daniele Comboni, Roma 1981, 470 pp.
  • Domenico Agasso, Daniele Comboni profeta dell’Africa, Bologna 1981, 131 pp. (edizione spagnola)
  • Elisea Pezzi, L’Istituto Pie Madri della Nigrizia. Storia dalle origini fino alla morte del Fondatore, Bologna 1981, 334 pp.
  • Arnaldo Baritussio, Daniele Comboni: Regole del 1871, Roma 1983, 176 pp. (edizione francese).
  • Juan Manuel Lozano, Cristo è anche nero, Bologna 1989, 302 pp. (edizioni in inglese, francese, spagnolo, portoghese).
  • Postulazione generale, Le opere di Dio sono così, Roma 1991, 256 pp. (edizioni inglese, francese).
  • Domenico Agasso, Comboni, un profeta per l’Africa, Cinisello Balsamo 1991, 288 pp. (edizione francese).
  • Lorenzo Gaiga, Daniele Comboni, La missione continua, Bologna 1995, 176 pp.
  • Juan Manuel Lozano, Vostro per sempre (Daniele Comboni), Bologna 1996, 792 pp.
  • Gianpaolo Romanato, Daniele Comboni, L’Africa degli esploratori e dei missionari, Milano 1998, 368 pp.
  • Antonio Furioli, Saggi di spiritualità su Daniele Comboni, Morcelliana, Brescia 1982, 2ª ed.
  • Antonio Furioli, Comboni ieri e oggi, San Paolo, Milano 2004, pp.123.
  • Antonio Furioli, Il mistero della croce nella vita e negli scritti di Daniele Comboni, PUG, Roma 1987, pp. 246.
  • AAVV, Daniele Comboni, fra Africa ed Europa, Bologna 1998, 320 pp.
  • AAVV, a cura di Fulvio De Giorgi, Daniele Comboni fra Africa ed Europa. Saggi storici, EMI, 1998, 320 pp.
  • Arnaldo Baritussio, Cuore e missione. La spiritualità del cuore di Cristo nella vita e negli scritti di Daniele Comboni, EMI, 2000, 224 pp.
  • Alessandro Pronzato, La sua Africa. Daniele Comboni, Gribaudi, 2003, 320 pp.
  • Gianpaolo Romanato, L'Africa Nera fra Cristianesimo e Islam. L'esperienza di Daniele Comboni (1831-1881), Corbaccio, 2003, 454 pp.
  • Cirillo Tescaroli, Daniele Comboni. Un cuore per l'Africa, EMI, 2003, 64 pp.
  • Fidel Fernández González, Daniele Comboni e la rigenerazione dell'Africa. Piano, postulatum, regole, Editore Urbaniana University Press, 2003, 392 pp.
  • Autori Vari, Humanitas (2008). Vol. 1: Daniele Comboni e l'Africa, Editrice Morcelliana, 2008
  • Giordano Stella, Daniele Comboni. Il vescovo africano, Editore Marcianum Press, 2009, 245 pp.
  • Domenico Zugliani, San Daniele Comboni. Biografia a partire dagli scritti, EMI, 2009, 144 pp.
  • Antonio Furioli, Il sogno di un uomo. San Daniele Comboni (1831-1881), Edizioni San Paolo, Milano 2013, pp. 93.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vescovo di Khartoum Successore BishopCoA PioM.svg
vacante dal 1847 1872-1881 Francesco Sogaro, M.C.C.I.
1882-1895

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