Solennità della Santissima Trinità

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Solennità della Santissima Trinità

Andrej Rublev, Trinità dell'Antico Testamento
Festa religiosa
Data Domenica dopo la Pentecoste
Periodo {{{periodo}}}
Data nel 2008 18 maggio
Celebrata in
Celebrata a {{{celebrata a}}}
Religione Cattolicesimo
Avvenimento celebrato Mistero di Dio trino e unico, Padre, Figlio e Spirito Santo
Festività correlate {{{feste correlate}}}
Tradizioni
Tradizioni religiose
Tradizioni profane
Tradizioni culinarie
Data d'istituzione prima metà del XIV secolo
Chiamata anche

La solennità della Santissima Trinità (spesso indicata semplicemente come Santissima Trinità, o SS. Trinità) è una festa mobile dell'anno liturgico della Chiesa cattolica.

Indice

[modifica] La festività

Cade la domenica successiva alla Pentecoste, ed è dunque la prima domenica della seconda parte del Tempo ordinario. Essendo una solennità, il suo colore liturgico è il bianco — colore che altresì esprime la letizia della Chiesa nel celebrare la semplicità e la purezza dell'essenza divina.

La collocazione della solennità della Santissima Trinità subito dopo quella della Pentecoste, memoriale della discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, si può spiegare con il fatto che il Vangelo di Matteo si chiude proprio con l'esortazione del Risorto alla missione evangelizzatrice nel segno della Trinità:

« Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. »   (Matteo 28,19-20)

[modifica] Storia

Sebbene il dogma trinitario fosse già stato codificato nella Chiesa sin dall'epoca del Simbolo apostolico[1], la mancanza di una ragione specifica per l'istituzione di una festività specificamente dedicatale — essendo riconosciuta, ricordata e celebrata continuamente (anche soltanto con il segno della croce) l'esistenza del Dio trino e unico — fece sì che fino all'VIII secolo la Chiesa non celebrò nessuna ricorrenza in suo onore.

La prima testimonianza in merito ci viene dal monaco Alcuino di York, che decise la redazione di una Messa votiva in onore del mistero della Santissima Trinità (a quanto pare, in comunità d'intenti con San Bonifacio, apostolo della Germania). Tale Messa era però soltanto un fatto privato, un ausilio alla devozione personale — almeno fino al 1022, in cui fu riconosciuta ufficialmente dal Concilio di Seligenstadt.

Nel 920, intanto, Stefano vescovo di Liegiaveva istituito nella sua diocesi una festa dedicata alla Santissima Trinità[2] — e per la sua celebrazione aveva fatto comporre un Ufficio liturgico. Il suo successore, Richiero, mantenne tale festività — che andò col tempo diffondendosi, grazie anche all'appoggio dell'Ordine monastico (in particolare di Bernone, abate di Reichenau agli inizi dell'XI secolo), tanto che un documento del 1091 dell'Abbazia di Cluny ci attesta che la sua celebrazione è ormai ben radicata.

Nella seconda metà dell'XI secolo, Papa Alessandro II espresse il suo giudizio su questa festa: pur rilevando la sua ampia diffusione, non la accetta per la Chiesa universale per il fatto che «ogni giorno l'adorabile Trinità è senza posa invocata con la ripetizione delle parole: Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto, e in tante altre formule di lode»[3].

Nonostante ciò, la festa prosegue nella sua diffusione (sia in Inghilterra, per opera di San Tommaso di Canterbury, sia in Francia, grazie anche all'ordine cistercense), tanto che, agli inizi del Duecento, l'abate Ruperto afferma:

« Subito dopo aver celebrato la solennità della venuta dello Spirito Santo, cantiamo la gloria della Santissima Trinità nell'Ufficio della Domenica che segue, e questa disposizione è molto appropriata poiché subito dopo la discesa di quel divino Spirito cominciarono la predicazione e la fede e, nel battesimo, la fede, la confessione del nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. »
(Ruperto abate, Dei divini Uffici, I, XII, c. I[3])

Visto il riconoscimento de facto di tale festività in tanta parte della Chiesa, Papa Giovanni XXII, nella prima metà del Trecento, in un decreto sancì che la Chiesa cattolica accettava la festa della Santissima Trinità e la estendeva a tutte le Chiese locali.

[modifica] La celebrazione eucaristica

Le letture di questa solennità, per il rito romano, sono le seguenti:

  • Anno A:
Prima lettura Libro dell'Esodo (34,4-6.8-9)
Seconda lettura Seconda lettera ai Corinzi (13,11-13)
Vangelo Vangelo secondo Giovanni (3,16-18)
  • Anno B:
Prima lettura Libro del Deuteronomio (4,32-40)
Seconda lettura Lettera ai Romani (8,14-17)
Vangelo Vangelo secondo Matteo (28,16-20)
  • Anno C
Prima lettura Libro dei Proverbi (8,22-31)
Seconda lettura Lettera ai Romani (5,1-5)
Vangelo Vangelo secondo Giovanni (16,12-15)

[modifica] Note

  1. ^ <<Io credo in Dio, Padre onnipotente, […] e in Gesù Cristo, Suo unico Figlio […]. Credo nello Spirito Santo […].>>Simbolo apostolico, IV secolo o prima
  2. ^ Stefano fece ciò godendo dell'autonomia allora concessa ai vescovi, per cui non spettava esclusivamente alla Santa Sede istituire nuove feste.
  3. ^ a b Fonte: Dom Prosper Guéranger, La festa della Santissima Trinità, consultato il 17 maggio 2008.

[modifica] Bibliografia

  • Dom Prosper Guéranger, La festa della Santissima Trinità, da idem, L'anno liturgico, II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, tradotto da L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba 1959, pp. 352-368

[modifica] Voci correlate

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