Apparizioni di Gesù

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Caravaggio, Cena di Emmaus.

Le apparizioni di Gesù rientrano, nell'ambito dell'esperienza cristiana, nel quadro più vasto delle apparizioni: dalle teofanie dell'Antico Testamento, alle apparizioni pasquali del Risorto, fino alle apparizioni mariane e di angeli.

È necessario precisare che le cristofanie, nel Nuovo Testamento, non sono semplici "visioni", ma rappresentano l'esperienza unica che, per il Cristianesimo, gli apostoli hanno avuto con Gesù risorto.

Le principali apparizioni di Gesù risorto nei Vangeli Canonici (e in misura minore, in altri testi del Nuovo Testamento) sono narrate come verificatesi dopo la sua morte, sepoltura e risurrezione, ma prima della sua Ascensione.[1] Tra queste fonti primarie, la maggioranza degli studiosi neotestamentari reputa che la Prima lettera ai Corinzi fu scritta per prima,[2] scritta da Paolo di Tarso insieme a Sostene verso il 55 d.C.[3] Infine, il Vangelo degli Ebrei narra l'apparizione della Resurrezione a Giacomo fratello di Gesù.[4]

Paolo elenca diverse apparizioni della Risurrezione di Gesù a vari "uomini",[5] ma non li descrive. Nel Matteo, Gesù appare a Maria Maddalena e ad un'altra Maria presso la sua tomba vuota. Più tardi, gli undici discepoli vanno su una montagna in Galilea per incontrare Gesù, che appare loro e li incarica di battezzare nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo, e di ammaestrate tutte le genti (la "Grande Missione").

Nel Vangelo di Luca, Gesù appare ai discepoli e mangia con loro, dimostrando di essere in carne ed ossa,[6] non un fantasma. Egli dice loro di aspettare a Gerusalemme per l'inizio della loro missione nel mondo, e poi ascende in Cielo. Negli Atti degli Apostoli, scritto dallo stesso autore col nome di Luca, Gesù appare ai suoi discepoli dopo la sua morte e rimane con loro per 40 giorni prima di salire al cielo. Il Libro degli Atti descrive anche l'apparizione di Gesù a Paolo, con una voce che gli parla e una luce che lo acceca, mentre si trova sulla strada per Damasco. Nel Vangelo di Giovanni, Maria da sola trova la tomba di Gesù vuota, e lui le dice di non toccarlo, perché non è ancora salito al Padre. Più tardi, Gesù appare ai discepoli, passa attraverso una porta chiusa e fa toccare all'"incredulo Tommaso" le sue ferite per dimostrargli che è in carne ed ossa. In un'apparizione successiva, Gesù assegna a Pietro il ruolo di pascolare le sue "pecorelle", cioè, di guidare i suoi seguaci e prendersi cura di tutti coloro che credono in lui (Giovanni 21.15-17).[7] Il finale tradizionale di Marco riassume le apparizioni della Risurrezione, tratte da Matteo e Luca.

Apparizioni nei vangeli[modifica | modifica sorgente]

Matteo 28[modifica | modifica sorgente]

Luca 24[modifica | modifica sorgente]

Cena a Emmaus di Matthias Stom, (1633-1639). Si noti la "frazione del pane" come il momento preciso del riconoscimento dei discepoli.

In Luca 24.13-32 Cleopa e il suo compagno riferiscono come Gesù si sia fatto riconoscere da loro "nello spezzare il pane". Il teologo B. P. Robinson sostiene che questo significhi che il riconoscimento si verificò nel corso del pasto,[9] ma Raymond Blacketer osserva che "Molti, forse anche la maggior parte, dei commentatori antichi e moderni, hanno visto la rivelazione dell'identità di Gesù nel momento della frazione del pane, come una sorta di implicazione o riferimento eucaristico."[10]

Giovanni 20–21[modifica | modifica sorgente]

La pesca miracolosa dei 153 pesci di Duccio, XIV secolo. Gesù è a sinistra, nella quarta apparizione del Vangelo di Giovanni.

Marco 16[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marco 16:9-20.

Il cosiddetto ""finale lungo di Marco"" contiene tre apparizioni:

  • A Maria Maddalena, a Maria, madre di Giacomo e a Salome.
  • A due dei seguaci di Gesù, mentre camminano in campagna (Gesù appare loro "sotto altro aspetto").
  • Agli undici mentre cenano.

Il finale di Marco varia notevolmente tra i manoscritti antichi e gli studiosi sono in accordo quasi universale che la parte conclusiva del finale tradizionale, in cui avvengono tutte le apparizioni del Cristo risorto riportate da Marco, è un'aggiunta posteriore non presente nella versione originale del Vangelo di Marco.[11] La maggioranza degli studiosi reputa la mancanza delle apparizioni della Risurrezione come aventi importante significato teologico. L'esegeta Richard Burridge confronta la fine del Vangelo di Marco con il suo inizio:

« La narrazione di Marco, come l'abbiamo ora, finisce tanto bruscamente quanto l'inizio. Non c'è stata introduzione o sfondo all'arrivo di Gesù, e niente per la sua partenza. Nessuno sapeva da dove venisse, nessuno sa dove sia andato, e non molti lo hanno capito quando era qui.[12] »

Concordanza[modifica | modifica sorgente]

Una sinossi di concordanze dei Vangeli per le apparizioni, in base agli episodi chiave dei Vangeli canonici, viene presentata nella tabella che segue:

Numero Evento Matteo Marco Luca Giovanni
1 Portatrici di mirra/Imbalsamatori Matteo 28.1 16.1 Luca 24.1
2 Sepolcro vuoto Matteo 28.2-8 Marco 16.2-8 Luca 24.2-12 Giovanni 20.1-13
3 Risurrezione di Gesù Matteo 28.9-10 Luca 24.1-8 Giovanni 20.14-16
4 Noli me tangere Giovanni 20.17-17
5 Apparizione sulla strada di Emmaus Marco 16.12-13 Luca 24.13-32
6 Apparizioni agli Apostoli Luca 24.36-43 Giovanni 20.19-20
7 Missione degli Apostoli Matteo 28.16-20 Marco 16.14-18 Luca 24.44-49 Giovanni 20.21-23
8 Incredulità di Tommaso Giovanni 20.24-29
9 Ascensione di Gesù Marco 16.19-20 Luca 24.50-53

Altre apparizioni nel Nuovo Testamento[modifica | modifica sorgente]

Atti[modifica | modifica sorgente]

1 Corinzi 15[modifica | modifica sorgente]

Il racconto di Paolo in 1 Corinzi 15.3-7 sembra rappresentare una professione di fede credale pre-paolina derivata dalla prima comunità cristiana:[13]

L'antichità del Credo è stata stabilita da molti studiosi biblici, che lo fanno risalire a meno di un decennio dopo la morte di Gesù, proveniente dalla comunità apostolica di Gerusalemme.[14] Per quanto riguarda questo Credo, Campenhausen ha scritto, "questo resoconto soddisfa tutte le esigenze di affidabilità storica che potrebbero essere fatte su tale testo",[15] mentre lo storico A. M. Hunter asserisce: "Il brano conserva quindi una prima testimonianza unica e verificabile. Soddisfa ogni esigenza ragionevole di attendibilità storica."[16] Robert M. Price e Hermann Detering sostengono che 1 Corinzi 15.3-4 non sia un primo credo cristiano ma un'interpretazione postpaolina.[17][18] Tuttavia, secondo il noto storico delle religioni Geza Vermes nel suo The Resurrection (La Risurrezione) (2008), questi versetti non sono stati interpolati, ma scritti da Paolo nei primi anni 50 d.C. Vermes dice che le parole di Paolo sono "una tradizione che ha ereditato dai suoi anziani nella fede concernente la sepoltura, morte e risurrezione di Gesù".[19] Secondo la sua Lettera ai Galati, Paolo aveva in precedenza incontrato due delle persone menzionate in questi versetti, quali testimoni della risurrezione – Giacomo il Giusto e Cefa/Pietro:

« In seguito, dopo tre anni andai a Gerusalemme per consultare Cefa, e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore. In ciò che vi scrivo, io attesto davanti a Dio che non mentisco. »
(Paolo di Tarso, Galati 1.18-20)

Apocalisse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Apocalisse di Giovanni.

Giovanni di Patmo ebbe una visione del Cristo risorto descritto nella Apocalisse 1.12-20. Secondo Apocalisse 1.11, il Figlio dell'Uomo che Giovanni vede, sarebbe colui che scrive le lettere alle sette chiese nei capitoli 2 e 3. In Apocalisse 2.8, il Cristo chiama se stesso "il Primo e l'Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita".[20]

Apparizione a Maria Maddalena[modifica | modifica sorgente]

In questo dipinto Rembrandt rappresenta la sua percezione del momento in cui Maria gira la testa e vede il Cristo risorto, che ha in mano una vanga per spiegare la convinzione iniziale della donna che Gesù fosse un giardiniere.

Mentre Marco non parla di quando è avvenuto l'incidente, Matteo invece afferma che Gesù apparve a Maria Maddalena e a Maria, mentre stavano tornando a dire ai discepoli ciò che avevano visto. Giovanni, in alternativa, presenta un incidente completamente diverso. Il resoconto di Giovanni va in parallelo con le narrazioni dei sinottici della prima visita di Maria al sepolcro, sebbene secondo Giovanni Maria sia già stata alla tomba una volta, e Pietro l'abbia già ispezionata. A differenza della prima visita, la seconda, in Giovanni, è molto più simile al racconto sinottico del sepolcro vuoto, con Maria che ci sbircia dentro e vede all'interno due angeli vestiti di bianco sfulgente. Dopo essere stato interrogata dagli angeli circa la sua preoccupazione per la tomba vuota, Maria si volta e vede Gesù.

Ci è sconosciuto il perché Giovanni descriva Maria che temporeggia all'esterno della tomba , anche se Agostino d'Ippona propose che quando gli uomini se ne andarono, un amore più forte trattenne il sesso debole fermamente sul posto. F.F. Bruce ha suggerito che Maria sperasse che qualcuno sarebbe passato per darle qualche informazione, sebbene una domanda ovvia sia perché Maria non cerchi invece Giuseppe d'Arimatea, il proprietario della tomba. Una teoria è che Giuseppe fosse così al di sopra della classe sociale di Maria che non sarebbe stato corretto per lei andare a disturbarlo; tuttavia, una soluzione più ovvia è presentata dallo studioso neotestamentario Rudeolf Schnackenburg - la versione di Giovanni sul Codex Sinaiticus presenta Maria in attesa all'interno piuttosto che all'esterno, e questo può essere la forma originale – anche se ancora una volta si pone la questione del perché ella fosse in attesa.[21][22]

Giovanni presenta Maria in lagrime, che nella storia diventa poi una raffigurazione costante della Maddalena (a tipificare un "pentimento piangente").[23] Entrambi gli angeli rivolgono a Maria chiamandola donna, chiedendole poi perché piangesse (Ed essi le dissero: "Donna, perché piangi?"). L'appellativo non è così crudo come potrebbe apparire in un primo momento, dato che il sottostante termine greco — "gynai" (γύναι)— era il modo forbito di rivolgersi ad una donna adulta. Mentre i Vangeli Sinottici dimostrano una consapevolezza delle credenze ebraiche, e la gente ci viene presentata sconvolta e impaurita degli angeli, Giovanni non dimostra alcuna consapevolezza del genere, presentando invece Maria che risponde con noncuranza, e mentre alcuni credono che ciò sia dovuto al non riconoscere la figure come angeli, a causa di dolore o delle lacrime, alcuni studiosi tendono a considerarla una causa dovuta a questioni che circondano le opere attribuite a Giovanni. La conversazione stessa si differenzia notevolmente da quella riportata dai Sinottici: gli angeli sono brevi e non danno la minima idea che Cristo sia risorto, fatto che Calvino ha cercato di giustificare sostenendo che Giovanni avesse incluso solo ciò che era necessario per confermare la risurrezione. In questo punto del testo giovannino gli angeli improvvisamente scompaiono dal racconto e Giovanni e il Sinottici iniziano nuovamente a condividere l'ordine degli eventi.

Marco cita l'incontro finale di Maria con Gesù, ma non fornisce dettagli, sebbene faccia un'osservazione che Gesù aveva cacciato sette demoni da lei, probabilmente indicando un esorcismo.[24] Matteo riporta invece che Gesù incontrò "Maria di Màgdala e l'altra Maria" mentre stavano tornando dagli altri discepoli; si gettarono ai suoi piedi e lo adorarono; e Gesù ordinò loro di dire ai discepoli che lo avrebbero rivisto in Galilea.

Il Vangelo di Giovanni presenta una conversazione molto più elaborata. Secondo Giovanni, una volta che Maria ha spiegato agli angeli la sua preoccupazione per il sepolcro vuoto, si gira e vede ad un tratto Gesù, ma lo scambia per un giardiniere (la parola giardiniere è un ἅπαξ λεγόμενον - hápax legómenon - "detto una volta sola" nella Bibbia). Giovanni riporta la conversazione, scrivendo che Gesù ripete la domanda degli angeli a Maria sul perché stia piangendo, e Maria risponde allo stesso modo, chiedendo di sapere se Gesù (che Maria ha scambiato per qualcun altro) abbia per caso "portato via" il corpo del suo Signore (Giona 20.15). Dopo questa risposta, Gesù pronuncia il nome di Maria, che si gira e si rende conto di chi sia, dopodiché Gesù le dice enigmaticamente "Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre" (cfr. "Noli me tangere") e quindi di andare a informare i discepoli. Per risolvere le differenze tra i Vangeli, alcuni commentatori inerrantisti, come l'apologista cristiano Norman Geisler, credono che dopo gli eventi narrati da Giovanni, Maria Maddalena si sia imbattuta in un altro gruppo di donne, e da qui gli eventi dei sinottici si concordano, sebbene non vi sia alcuna prova da parte di Giovanni di tale conclusione.[25]

Significato gnostico di Maria Maddalena[modifica | modifica sorgente]

Maria Maddalena vicina al Sepolcro, di Gian Girolamo Savoldo (XVI secolo).

Il fatto che tre dei Vangeli Sinottici ritraggano Maria Maddalena come la prima a vedere Gesù risorto dopo la morte, è generalmente considerato importante. La Maddalena era una figura determinante nello Gnosticismo, e uno dei principali insegnanti oltre Gesù – l'unico altro similmente significativo era Tommaso Didimo. I sostenitori della priorità dello Gnosticismo (quale forma originaria del Cristianesimo) la reputano una chiara evidenza che Marco e quindi, a causa della priorità marciana, l'intero racconto della risurrezione, fosse destinato ad essere interpretato gnosticamente. Sebbene, a causa di credenze intrinseche sulla natura del mondo fisico, lo gnosticismo generalmente considerasse le donne come uguali, nel Giudaismo dell'epoca le donne non erano ritenute validi testimoni legali. Il teologo Brooke Westcott e altri sostenitori dell'autenticità di Giovanni, a volte usano questa considerazione per sostenere che i racconti devono essere fattuali, dal momento che, se gli autori avessero voluto falsificare l'episodio, avrebbero sicuramente utilizzato un testimone importante e rispettato.[26]

Perché Giovanni abbia scritto che Maria inizialmente non riconoscesse Gesù, sebbene lo avesse conosciuto per un lungo periodo di tempo, è cosa molto dibattuta. Una teoria è che, dato che Luca riporta che due discepoli non riconobbero il Gesù risorto (24.13-16), la forma fisica di Gesù dopo la risurrezione doveva essere diversa, a causa del processo stesso di resurrezione, oppure per le sofferenze patite nella crocifissione. Sono state proposte spiegazioni più pratiche, tra cui la più importante è che le lagrime di Maria avevano offuscato la sua visione, o alternativamente che ella fosse così concentrata sul recupero del corpo di Gesù, che era temporaneamente assente ed incapace di vedere chi fosse davanti a lei. Tuttavia, Giovanni Calvino, e molti altri cristiani, leggevano il passo come una metafora: che la cecità di Maria di fronte a Gesù rappresenta la cecità dei non-cristiani che già conoscono Gesù. Perché Gesù incoraggi inizialmente la mancanza di riconoscimento da parte di Maria, rimane un altro mistero, anche se Martin Dibelius considera l'episodio come una metafora letteraria, in quanto il tropo dell'eroe che ritorna e non viene riconosciuto, o ritorna sotto altre spoglie, risale almeno fino all'Odissea di Omero, e il teologo francese André Feuillet vede in questo passo echi del Cantico dei cantici .

Noli me tangere[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Noli me tangere.
Noli me tangere: Gesù raffigurato mentre dice a Maria di non toccarlo, di Hans Holbein il Giovane.

Cosa Gesù intenda quando dice (nelle traduzioni più antiche) a Maria Maddalena Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro (Giovanni 20:17) è stato, ed è tuttora, motivo di discussioni e interpretazioni. La frase latina, Noli me tangere ("Non toccarmi"), è diventata nota come riferimento a queste parole nell'ambito delle varie traduzioni del Vangelo secondo Giovanni, parole che appaiono in contraddizione con l'invito di Gesù a Tommaso Didimo, più avanti nello stesso capitolo di Giovanni, di toccare le sue mani e il suo costato (Giovanni 20.27), e con il resoconto in Matteo 28.1-9 di Maria Maddalena "e l'altra Maria" che, "avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono".

Esiste una vasta gamma di soluzioni proposte, e forse le più semplici sono quelle che asseriscono una corruzione testuale: alcuni dicono che il negativo non non c'era nell'originale, mentre lo studioso W. E. P. Cotter sostiene che il testo originariamente riportasse la parola paura piuttosto toccare (cioè, non mi temere), e W. D. Morris propone che in origine il testo dicesse paura di toccare (cioè, non abbiate paura di toccarmi).

Non esiste però nessuna prova di queste interpretazioni nei manoscritti, e quindi la maggior parte degli studiosi si concentra su argomenti non testuali. L'accademico Charles Kraft sostiene che siccome era contro il rituale toccare un cadavere, Gesù abbia voluto far rispettare questa norma, considerandosi morto, mentre invece lo studioso neotestamentario Ceslas Spicq propone che Gesù si sia considerato un sommo sacerdote (ebraico), che non doveva essere contaminato dal contatto fisico, e altri ancora hanno proposto che fosse stato ordinato a Maria di avere fede e non cercare prove fisiche.[27][28]

Apparizioni dopo la Risurrezione (dal basso, in senso orario): Risurrezione, Noli me tangere, Ascensione, Pentecoste - dipinto di Meister des Schöppingen (1449), Pfarrkirche, Vestfalia.

Queste soluzioni non testuali trascurano il fatto che Giovanni in seguito descrive che Tommaso Didimo viene incoraggiato a toccare le ferite di Gesù, a quanto pare in contraddizione con gli argomenti precedenti. Di conseguenza, altre proposte sostengono che Gesù voglia affermare una qualche forma di decoro: Giovanni Crisostomo[29] e Teofilatto sostengono che Gesù stesse richiedendo che gli fosse dimostrato più rispetto. La nozione di "decoro/correttezza" (rispetto) proposta da alcuni è legata all'idea che, mentre era inappropriato per una donna toccare Gesù, era invece permesso ad un uomo come Tommaso. Josef Kastner asserisce che Gesù era nudo, dal momento che i suoi indumenti funerari erano stati lasciati nella tomba, cosicché Giovanni descrive Gesù preoccupato che Maria potesse essere tentata dal suo corpo.[30]

H.C.G. Moule suggerisce che Gesù stia semplicemente rassicurando Maria, dicendole che egli è realmente su questa Terra e non c'è bisogno di condurre altri accertamenti; altri hanno proposto che Gesù si stia solo preoccupando di rimanere in argomento, istruendo quindi Maria di "non perdere tempo a toccarmi (non trattenermi), vai a dirlo ai discepoli".

Barrett asserisce che, siccome Gesù vieta a Maria di toccarlo sostenendo che "non è salito al Padre", allora subito dopo avrebbe potuto esser asceso al cielo prima di incontrare Tommaso (e quindi dopo l'incontro con Maria), ritornando una seconda volta per incontrarsi con lui, sebbene questa interpretazione implichi appunto che l'incontro con Tommaso sia stata una qualche forma di seconda visita alla Terra, sollevando quindi diverse questioni teologiche, tra cui quella della Seconda venuta - pertanto questa teoria è respinta dalla maggior parte dei cristiani. Giovanni Calvino ha affermato che Maria Maddalena (e l'altra Maria) aveva iniziato ad aggrapparsi a Gesù, come se cercasse di tenerlo fermo sulla Terra, e così Gesù le dice di lasciar stare.[31] Alcuni dicono che Gesù era disposto a fornire a Tommaso elementi di prova sufficienti a superare la sua incredulità, mentre ciò non era necessario per Maria. Nel caso di Maria, ella aveva di certo amato Gesù profondamente, grazie anche al fatto che era stata da lui purificata (Marco 16.9) ed era riluttante a lasciare Gesù ora che era tornato. Ciò dimostra la capacità di Gesù di penetrare l'animo umano e capire le motivazioni più profonde di ogni individuo.[32]

Gesù appare alla Maddalena di Charles de La Fosse (1685). Anche qui Gesù impugna una vanga, a simboleggiare la convinzione di Maria che egli fosse un giardiniere.

La frase ha costituito uno degli argomenti principali nei primi dibattiti di Cristologia, apparentemente indicando una qualche forma di intangibilità, visione condivisa in epoca moderna da Bultmann - e quindi sostenere il docetismo[33] (nella fattispecie, la proposizione in cui il corpo di Gesù "non è risorto come oggetto fisico" - non mi toccare, perché non puoi). Questo è alquanto in contrasto con l'enfasi generale di Giovanni contro il docetismo, e così coloro che pensano Giovanni faccia una polemica deliberata, tendono invece a vedere questo versetto come un attacco contro Maria. Gli gnostici spesso considerano Maria Maddalena superiore agli altri discepoli e molto più vicina a Gesù, sia a livello spirituale che personale, e quindi un Gesù che tratti Maria con disprezzo metterebbe in dubbio il rispetto e l'enfasi che lo gnosticismo poneva su di lei, quasi nello stesso modo in cui Tommaso Didimo viene presentato come incredulo della fisicità di Gesù fino al momento che non ne conferma la realtà, mentre gli gnostici vedevano Tommaso come un grande maestro, che ebbe molte rivelazioni e sostenne il docetismo.

Giovanni descrive la crocifissione come se fosse avvenuta in un giardino in cui si trova anche la tomba utilizzata per la sepoltura di Cristo. I due angeli che Maria Maddalena vede presso questa tomba sono descritti seduti sulla lastra di pietra dove aveva giaciuto il corpo di Cristo, scena che ricorda la posizione dei due cherubini posti sul coperchio propiziatorio dell'Arca dell'Alleanza. Così, mediante la risurrezione di Cristo, il suo luogo di sepoltura da profanazione finale del Figlio di Dio viene trasformato addirittura in Santo dei Santi; il lastrone di sepoltura in coperchio propiziatorio; il suo corpo nella Shekhinah, la forma visibile della Presenza Divina.[34] In questa luce, le parole di Cristo a Maria Maddalena potrebbero effettivamente rappresentare il fatto che, come sommo sacerdote celeste, non possa essere toccato fino a quando non sia entrato nel Santo dei Santi Celeste a comparire dinanzi al "mio Dio e vostro Dio" (cioè, indicativo del rapporto umano con Dio che condivide con Maria Maddalena e coi suoi discepoli) e al "Padre mio e Padre vostro" (cioè, indicativo del rapporto divino con Dio, che egli condivide con Maria Maddalena e coi suoi discepoli, come primogenito di una nuova umanità). Al pari del sommo sacerdote ebraico nel Giorno dell'Espiazione e degli angeli nei racconti della risurrezione, Cristo non sarebbe stato nudo, ma vestito di un radiante abito bianco, lo stesso abito di luce bianca in cui comparve nella sua Trasfigurazione.

Messaggio di Maria[modifica | modifica sorgente]

Marco riporta semplicemente che Gesù incontrò Maria, e Luca non riporta nemmeno questo, ma Matteo narra che Gesù disse a Maria di avvisare i discepoli di incontrarlo, mentre Giovanni descrive Gesù che dà a Maria un messaggio specifico da riportare: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro. Matteo racconta anche che, mentre Maria di Magdala e l'altra Maria stavano tornando dai discepoli, le sentinelle della città informarono i capi dei sacerdoti di "quanto era accaduto", e il Sinedrio diede una buona somma di denaro ai soldati dicendo: "Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo. Matteo afferma inoltre che questa diceria del cadavere trafugato "si è divulgata fra i Giudei fino ad oggi".

Joseph Smith, fondatore del Mormonismo, dichiarò di aver visto due "personaggi" nella primavera del 1820, uno dei quali indicò l'altro dicendo: "Questo è il mio beneamato figliolo. Ascoltalo!". I mormoni insegnano che in questa Prima Visione apparvero a Joseph Smith Dio Padre e Gesù Cristo[35]

Altre opinioni[modifica | modifica sorgente]

Alcuni critici asseriscono che Gesù possa essere esistito e gli eventi narrati nella Bibbia possano essere successi, ma che furono travisati dai suoi seguaci. Il teologo cattolico James Keller mette in discussione l'attendibilità delle apparizioni della resurrezione, affermando: "Tutto ciò che abbiamo sono i rendiconti di altre persone su quello che i testimoni oculari presumibilmente videro, e questi rendiconti sono in genere superficiali e scritti molti anni dopo. Quindi lo storico che vuole capire ciò che l'evento della risurrezione significhi, deve utilizzare resoconti successivi, abbozzati, di seconda mano, su quello che i testimoni oculari videro, e da essi deve cercare di determinare il significato dell'evento della risurrezione".[36]

Uso liturgico[modifica | modifica sorgente]

Nella Chiesa ortodossa, le apparizioni del Cristo risorto che si trovano nei quattro Vangeli vengono lette durante i Mattutini in un ciclo di undici settimane di letture evangeliche, note come gli Undici Evangelari Mattutini.

Apparizioni riportate al di fuori del Nuovo Testamento[modifica | modifica sorgente]

Vangelo degli Ebrei[modifica | modifica sorgente]

Nel Vangelo degli Ebrei,[37] Gesù appare a Giacomo il Giusto.[38]

Libro di Mormon[modifica | modifica sorgente]

Nella teologia della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, Gesù apparve agli abitanti delle Americhe dopo la sua risurrezione a Gerusalemme, come narrato nel Libro di Mormon (con inizio a Terzo Nefi.11).

Apparizioni dopo l'ascensione e secondo la Chiesa cattolica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Apparizioni e altre manifestazioni mariane.
Icona usata nella Domenica delle Portatrici di Mirra, che illustra una delle apparizioni di Cristo risorto. Le due Marie sono al centro con i due angeli ai loro lati - in primo piano si vede il Santo Sepolcro con l'Epitaphion ed il Sudario.

Con le possibili eccezioni delle apparizioni a Paolo e Anania in Atti 9, Atti 22, Atti 26 e a Giovanni di Patmo in Apocalisse 1, la Bibbia riporta solo le apparizioni di Gesù prima dell'Ascensione. Tuttavia, un certo numero di visioni di Gesù e di Maria sono stati riportate molto tempo dopo che il Libro dell'Apocalisse fu scritto, alcune delle quali anche recentemente, nei secoli XX e XXI. Il Santa Sede ne approva solo una minima frazione, sebbene alcuni di questi visionari abbiano ricevuto la beatificazione e alcuni siano anche stati proclamati santi. Tuttavia, i cattolici non sono tenuti a credere a queste visioni.

Nonostante le previste controversie, le apparizioni post-Ascensione di Gesù e della Vergine Maria hanno comunque svolto un ruolo chiave nella direzione presa dalla Chiesa Cattolica: ad esempio, la formazione dell'Ordine francescano, le devozioni del Santo Rosario, il Volto Santo di Gesù e il Sacro Cuore di Gesù.[39]

La Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano ha pubblicato una serie dettagliata di fasi per "giudicare presunte apparizioni e rivelazioni", che presumono un'origine soprannaturale. La Santa Sede quindi riconosce qualcuna delle "conversazioni" post-Ascensione con Gesù: per esempio, la biografia vaticana di (Santa) Teresa d'Avila fa chiaro riferimento al suo dono di locuzione interiore[40] e alle sue conversazioni con Gesù.[41] La biografia vaticana di (Santa) Faustina Kowalska va oltre, nel senso che non si riferisce solo alle sue conversazioni con Gesù, ma ne cita anche alcune.[42]

Le apparizioni postascensionali possono essere classificate in tre gruppi: le locuzioni interiori in cui non è riportato nessun contatto visivo (per es. Teresa d'Avila), le visioni dove si afferma che un contatto visivo (e a volte fisico) è avvenuto (per es. esempio Margherita Maria Alacoque) e dettati dove vengono prodotti grandi quantità di testo (per es. Maria Valtorta). Juan Diego Cuauhtlatoatzin (1474-1548) riporta una visione della Vergine Maria che produsse un manufatto fisico (immagine della Madonna sul mantello), ma (a parte le stigmate) non sono stati riportati manufatti fisici ottenuti dalle apparizioni postascensionali di Gesù.

Come modello storico, nella maggior parte dei casi l'approvazione di una visione da parte del Vaticano sembra faccia seguito all'accettazione generale della visione dopo oltre un secolo. Tuttavia, alcune recenti devozioni cattoliche hanno avuto un percorso accelerato. Ad esempio, la "Medaglia del Volto Santo" si basa su una visione riportata di recente, avuta nel 1936 da suor Maria Pierina De Micheli ed è stata approvata da Papa Pio XII nel 1958.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Secondo i testi del Nuovo Testamento, dopo la sua morte in croce Gesù è risorto e apparso più volte a discepoli e apostoli, come dai seguenti passi biblici: Mt28,8-20;Mc16,9-20;Lc24,13-49;Gv20,11-21,25;At1,1-11;1Cor15,3-9.
  2. ^ Murray J. Harris, The Expositor's Bible Commentary, Vol. 10, Zondervan, 1976, p. 307
  3. ^ "The First Letter to the Corinthians", di Barry D. Smith, Crandall University.
  4. ^ Inoltre, "il Vangelo detto degli Ebrei", che ho tradotto recentemente in greco e latino, che Origene usa spesso, dichiara, dopo la Risurrezione del Salvatore: "Ora il Signore, dopo aver dato i suoi indumenti sepolcrali al servo del sacerdote, apparve a Giacomo, poiché Giacomo aveva giurato che non avrebbe mangiato pane dal momento in cui aveva bevuto dal calice del Signore fino a che lo avrebbe visto risorto dai morti". E poco tempo dopo il Signore dice: "portare una tavola e del pane". E subito si aggiunge [nel testo]: "Egli prese il pane e lo benedisse, lo spezzò e lo diede a Giacomo il Giusto e gli disse: "Fratello mio, mangia il tuo pane, poiché il Figlio dell'Uomo è risorto dai i morti." Girolamo, De viris illustribus, 2 - Google Link
  5. ^ Le donne non erano permesse come testimoni.
  6. ^ Luca 24:39, CEI
  7. ^ Questa è una delle fonti che assegnano il primato di Pietro (Giovanni 21,15-17), dove Cristo dice a Pietro per tre volte: "pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle". Il retroterra biblico di queste frasi sta nelle numerose ricorrenze dell'Antico Testamento in cui Dio dice di essere pastore del suo gregge, cioè del popolo di Israele, Nel Nuovo Testamento è Gesù a dire di sé stesso: "Io sono il buon Pastore" (Giovanni 10:11,14); il gregge in questo caso rappresenta coloro che credono in Gesù. Per queste ragioni i cattolici credono che a Pietro sia stata affidata la guida dell'intero gregge di Cristo, cioè della Chiesa.
  8. ^ Matteo 28.19-20:"Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo."
  9. ^ B. P. Robinson, "The Place of the Emmaus Story in Luke-Acts," NTS 30 [1984], p. 484.
  10. ^ Raymond A. Blacketer, "Word and Sacrament on the Road to Emmaus: Homiletical Reflections on Luke 24:13-35," CTJ 38 [2003], p. 323.
  11. ^ D. C. Parker, The Living Text of the Gospels (Cambridge University Press, 1997), p. 125; anche un commentario di Matteo e Marco del XII secolo finisce a 16:8.
  12. ^ Richard A. Burridge, Four Gospels, One Jesus? A Symbolic Reading (II ed., Eerdmans, 2005), pp. 64-65.
  13. ^ Neufeld, The Earliest Christian Confessions, Eerdmans, 1964, p. 47; Reginald Fuller, The Formation of the Resurrection Narratives, Macmillan, 1971, p. 10; Wolfhart Pannenberg, Jesus—God and Man trad. Lewis Wilkins & Duane Pribe, Westminster, 1968, p. 90; Oscar Cullmann, The Early Church: Studies in Early Christian History and Theology, cur. A. J. B. Higgins, Westminster, 1966, p. 64; Hans Conzelmann, 1 Corinthians, trad. James W. Leitch, Fortress, 1969, p. 251; Bultmann, Theology of the New Testament vol. 1, pp. 45, 80–82, 293; R. E. Brown, The Virginal Conception and Bodily Resurrection of Jesus, Paulist Press, 1973, pp. 81, 92.
  14. ^ Wolfhart Pannenberg, Jesus—God and Man trad. Lewis Wilkins & Duane Pribe, Westminster, 1968, p. 90; Oscar Cullmann, The Early church: Studies in Early Christian History and Theology, cur. A. J. B. Higgins, Westminster, 1966, p. 66–66; R. E. Brown, The Virginal Conception and Bodily Resurrection of Jesus, Paulist Press, 1973, pp. 81; Thomas Sheehan, First Coming: How the Kingdom of God Became Christianity, Random House, 1986, pp. 110, 118; Ulrich Wilckens, Resurrection trad. A. M. Stewart, Saint Andrew, 1977, p. 2; Hans Grass, Ostergeschen und Osterberichte, II ed., Vandenhoeck und Ruprecht, 1962, p. 96; Grass favorisce la sua origine a Damasco.
  15. ^ Hans von Campenhausen, "The Events of Easter and the Empty Tomb," in Tradition and Life in the Church, Fortress, 1968, p. 44.
  16. ^ Archibald Hunter, Works and Words of Jesus, 1973, p. 100.
  17. ^ "Apocryphal Apparitions:1 Corinthians 15:3-11 as a Post-Pauline Interpolation"' di Robert M. Price, su Institute for Higher Critical Studies, Drew University (1996).
  18. ^ Herman Detering, The Falsified Paul, p. 3.
  19. ^ Geza Vermes, The Resurrection, 2008, Penguin, pp. 121-122.
  20. ^ E in un passo precedente: Io sono il Primo e l'Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi.
  21. ^ F.F. Bruce, The Gospel According to John, William B. Eerdmans Publishing Company, 1983, s.v. "Empty Tomb".
  22. ^ Rudolf Schnackenburg, The Gospel According to St. John: Volume III, Crossroad, 1990.
  23. ^ Si vedano le illustrazioni e immagini della "Maddalena piangente" nella storia dell'arte, per es. su Google Images.
  24. ^ "Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni".
  25. ^ Norman Geisler, In Defense of the Resurrection, Quest, 1991; The Battle for the Resurrection, Thomas Nelson, 1989.
  26. ^ Brooke Foss Westcott, The Gospel of St. John, John Murray, 1889.
  27. ^ Charles H. Kraft, Communicating Jesus' Way, William Carey Library, 2003.
  28. ^ C. Spicq, Theological lexicon of the New Testament, Hendrickson, 1994.
  29. ^ L'idea di Crisostomo si distingue da altre nozioni di "correttezza" meramente umana: egli pensa che Gesù dica a Maria di non considerarlo come se fosse ancora come era stato prima della sua risurrezione (cfr. "Homily 86 on the Gospel of John").
  30. ^ Josef M. Kastner, "Moses im Neuen Testament" (dissert.), 1967; cit. in The New Testament Moses cur. John Lierman, Mohr Siebeck, 2004.
  31. ^ Calvino usa la parola "aggrapparsi" o un suo equivalente (per es., "trattenere", come nella versione della Bibbia CEI), traducendo più esattamente il testo originale di Giovanni 20.17, che utilizza la forma del verbo (in greco, imperativo presente) che indica un'azione prolungata, in contrasto con l'aoristo imperativo usato in Giovanni 20.27 per indicare l'azione momentanea proposta dal Cristo risorto di farsi toccare da Tommaso. Le traduzioni moderne come la Nuova Diodati, quella della CEI e le altre versioni cattoliche (come la Bibbia di Gerusalemme, la Nuova Bibbia di Gerusalemme, la Sacra Bibbia, Nuova Riveduta, ecc.), usano "trattenersi" o "trattenere" per tradurre il verbo originale in questo verso, dal momento che "toccare" di solito si riferisce ad una azione soltanto momentanea. In altre lingue succede lo stesso, cfr. (EN) New King James Bible, New American Standard Bible, New International Reader's Version, New International Version, New Life Version, New Living Translation, New Revised Standard Version e la stessa Revised Standard Version, come anche quelle cattoliche come la Jerusalem Bible, New Jerusalem Bible, the New American Bible - tutte usano "cling" o "hold".
  32. ^ I vari studi esegetici, con i rispettivi autori, citati in questa sezione, sono raccolti e recensiti principalmente da Raymond Edward Brown, nel suo "The Gospel According to John: XIII-XI" The Anchor Bible Series Volume 29A New York, Doubleday & Company, 1970.
  33. ^ Il docetismo è una dottrina cristologica, ovvero una concezione sulla vera natura del Cristo. Il suo nome deriva dal verbo greco dokéin, che significa apparire. Essa si riferisce alla convinzione che le sofferenze e l'umanità di Gesù Cristo fossero apparenti e non reali.
  34. ^ Shekhinah (leggi: sce-chi-nà) è una traslitterazione del sostantivo ebraico femminile singolare שכינה ascolta[?·info], reso talvolta dagli omofoni Shechinah, Shekina, Shechina, Schechinah. La sua etimologia è connessa al verbo לשכון (lishkhon; radice ש-כ-נ, ShKN), in italiano dimorare, e può essere resa letteralmente come "dimora", "abitazione": Mishkan, משכן (radice ש-כ-נ, ShKN). Nella religione ebraica, all'interno della tradizione biblica e teologica ebraica, indica la Presenza di Dio, Hashem (Suo Nome, il Signore, appellativo alternativo di Dio a cui ci si riferisce col Nome eccelso conosciuto come Tetragramma biblico), in alcuni casi visibile in quanto Manifestazione di Dio stesso attraverso una visione: per Shekhinah s'intende quindi la manifestazione ed il celarsi di Dio nelle Nubi celesti, visione da cui vengono anche emanati la luce ed il fuoco celesti. A questa rivelazione è legata fortemente quella degli angeli; oltre alla nube celeste talvolta vi sono anche casi in cui la Gloria divina venga celata dalla tenebra e dalla nebbia celesti: questi sono i tre livelli spirituali della visione di Dio raggiunti da Mosè ed a cui ogni Ebreo si richiama compiendo i tre passi fatti in avanti prima dell'Amidah, preghiera che deve essere compiuta tre volte al giorno.
  35. ^ Il concetto di Trinità viene quindi disgregato e rischia di trasformarsi in idolatria - infatti, anche se per i mormoni il Padre il Figlio e lo Spirito Santo sono un solo Dio (in quanto uniti e in armonia nei proposti e nella dottrina), sono però considerati dei personaggi separati e distinti: il Padre e il Figlio hanno corpi tangibili di carne e ossa, mentre lo Spirito Santo è un Personaggio di spirito senza carne e ossa - cfr. "Il Libro di Mormon, Guida alle Scritture", voce:Dio, Divinità.
  36. ^ James A. Keller "Contemporary Doubts About the Resurrection", in Faith and Philosophy 5, 1988, pp. 40-60.
  37. ^ "Vangelo degli Ebrei" o "Vangelo secondo gli Ebrei" è il nome utilizzato in citazioni patristiche dal II al V secolo per designare un testo evangelico esistente in quel periodo, ma che i cristiani di lingua greca conoscevano poco - cfr. Allan Menzies, «Hebrews, Gospel according to the», A Dictionary of the Bible: Dealing with Its Language, Literature, and Contents, Including the Biblical Theology, Vol. 5, parte 1, "A Dictionary Of The Bible: Supplement -- Articles", a cura di James Hastings, The Minerva Group, 2004, p. 338. Di esso si sono conservati solo frammenti, proprio attraverso le citazioni patristiche. I principali testimoni sono Papia, Egesippo, Ireneo di Lione, Clemente di Alessandria, Origene, Eusebio di Cesarea, Epifanio di Salamina e Sofronio Eusebio Girolamo. In base alle contrastanti caratteristiche delle citazioni patristiche, è possibile distinguere tre vangeli indicati dai Padri della Chiesa col nome di "Vangelo degli Ebrei": il Vangelo degli Ebioniti, il Vangelo dei Nazarei e il Vangelo secondo gli Ebrei vero e proprio - cfr. John Painter, Just James, Continuum International Publishing Group, 2005, pp. 183-4.
  38. ^ (EN) Peter Kirby, The Gospel of the Hebrews in Early Christian Writings: New Testament, Apocrypha, Gnostics, Church Fathers, www.earlychristianwritings.com, 2001. URL consultato il 13/01/2013.
  39. ^ Come esempio di un'apparizione recentemente riportata, si veda: Artemio Félix Amero, Cordoba in Argentina, intervista in (ES) . Da ricordare anche le visioni di Lourdes.
  40. ^ La locuzione interiore è un concetto mistico usato da varie religioni, compresa quella della Chiesa Cattolica. Nella locuzione interiore pare che la persona riceva (in maniera uditoria) una serie di idee, pensieri, o immaginazioni, da una fonte spirituale esterna. Locuzioni interiori accadono principalmente durante le preghiere. La locuzione interiore è quindi una forma di rivelazione privata, ma si distingue dall'apparizione o visione religiosa perché nessuna entità soprannaturale viene segnalata come presente durante la locuzione.
  41. ^ Cfr. biografia vaticana di Teresa d'Avila
  42. ^ Cfr. biografia vaticana di Faustyna Kowalska.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Gesù.

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