Liga Veneta

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Lega Nord - Łiga Vèneta
Segretario Flavio Tosi
Presidente Luca Baggio
Stato Italia Italia
Fondazione 16 gennaio 1980[1]
Sede via Panà, 56 - Noventa Padovana (PD)
Partito Lega Nord
Ideologia Venetismo,
Federalismo,
Federalismo fiscale,
Regionalismo,
Autonomismo.
Sito web naz-veneto.leganord

La Liga Veneta (Łiga Vèneta, LV) è un movimento federalista e autonomista, fondato nel 1980 in Veneto a Padova presso lo Studio del Notaio Todeschini da 14 Soci Fondatori, che combina la valorizzazione della civiltà, cultura e storia dei Veneti e in particolar modo della Repubblica Serenissima di Venezia, nel rispetto e nella collaborazione con tutti i Popoli, vicini e lontani, fedeli agli esempi e alla storia dei nostri avi[senza fonte] e federalismo fiscale. Fu il primo movimento del genere, essendo nato sei anni prima della Lega Lombarda, inizialmente denominata Lega Autonomista Lombarda. Esiste, attualmente, come sezione "nazionale" della Lega Nord.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Liga Veneta fu costituita ufficialmente il 16 gennaio 1980 a Padova, presso lo studio del notaio Todeschini, da 14 Soci Fondatori. A questi vanno equiparati, agli effetti legali, altri 7 Soci Fondatori "cooptati" con atto successivo. Alle elezioni per il Consiglio regionale nello stesso anno ebbe circa 13.000 voti, pari allo 0,47%.

Nelle elezioni politiche italiane del 1983 il partito elesse un deputato (Achille Tramarin) e un senatore (Graziano Girardi), i quali vennero tuttavia presto estromessi dal partito. Il 1985 vide l'ingresso della Liga Veneta nel Consiglio regionale: 3,73% e due consiglieri: Ettore Beggiato (che avrebbe poi fondato l'Unione del Popolo Veneto) e Franco Rocchetta. Le elezioni politiche italiane del 1987 videro la Liga Veneta alleata col movimento "Pensionati Uniti" dell'ex missino Stefano Menicacci:[2] nonostante un exploit elettorale (quasi 300.000 voti, raccolti però anche fuori dal Veneto) la lista non ebbe alcun eletto. Nel 1989 Franco Rocchetta e sua moglie Marilena Marin (segretario nazionale dal 1984 al 1994) formarono un'alleanza con la Lega Lombarda per le elezioni europee di quell'anno.

Nell'autunno del 1989 la Liga Veneta fu uno dei movimenti fondatori della Lega Nord costituita con atto notarile a Bergamo. Primo presidente federale fu Marilena Marin. In seguito al primo congresso federale di Pieve Emanuele, febbraio 1991, Franco Rocchetta diventò presidente federale del nuovo movimento. Intanto si erano svolte le elezioni regionali del 1990, in cui la Liga Veneta salì al 5,91% e a tre consiglieri.

Il successo della Lega Nord alle elezioni politiche del 1992 fu dovuto anche al contributo del Veneto: qui divenne il secondo partito a livello regionale dopo la DC ed elesse otto deputati e quattro senatori. Nel 1993, con la nuova legge elettorale che prevedeva l'elezione diretta del sindaco, s'impossessò di molte amministrazioni locali, mancando però il comune di Venezia, dove il candidato della sinistra Massimo Cacciari sconfisse il leghista Aldo Mariconda al ballottaggio.

Alle elezioni del 1994 la Lega Nord-Liga Veneta incrementò ancora la sua pattuglia parlamentare grazie all'alleanza del Polo della Libertà, vittoriosa in tutti i collegi uninominali tranne a Venezia-Mira. Alle successive elezioni europee Marilena Marin fu eletta al parlamento di Strasburgo. Il risultato però fu considerato deludente, e contribuì alla rottura di Rocchetta e della Marin con Umberto Bossi, avvenuta in luglio. Stefano Stefani fu eletto presidente federale della Lega Nord, mentre l'ex rautiano Fabrizio Comencini diventò segretario nazionale della Liga Veneta.

Il 1995 vide il rinnovo del Consiglio regionale: la Lega Nord-Liga Veneta candidò a presidente della giunta Alberto Lembo, che si piazzò terzo dopo il forzista Giancarlo Galan e il popolare Ettore Bentsik. La lista ottenne il 16,71% e nove consiglieri.

Nelle elezioni politiche italiane del 1996, quando la Lega Nord raggiunse il suo massimo storico elettorale (10,1%), la Liga Veneta divenne la sezione nazionale più forte con il 29,7% dei voti. Nonostante gli ottimi risultati, le incomprensioni tra Bossi e Comencini (il quale contestava lo squilibrio tra lombardi e veneti nel movimento, e chiedeva di poter entrare a far parte della giunta regionale di Galan) portarono quest'ultimo a fondare un nuovo partito, la Liga Veneta Repubblica (successivamente Veneti d'Europa). Giampaolo Gobbo fu eletto nuovo segretario nazionale.

Alle elezioni regionali del 2000, dopo i deludenti risultati elettorali del 1999, il partito, che appoggiava la riconferma di Galan, ricevette il 12% delle preferenze, ottenendo sette consiglieri, tra cui il Presidente del Consiglio Enrico Cavaliere e due assessori Marino Finozzi ed Ermanno Serrajotto; i Veneti d'Europa raggiunsero il 2,5% e il Fronte Marco Polo l'1,2%. I due partiti si fusero nel 2001 nella Liga Fronte Veneto (poi tornata al nome originario di Liga Veneta Repubblica).

Nel 2002, dopo un deludente risultato alle elezioni politiche (minimo storico dall'adesione alla Lega Nord: 10,2%), Luca Zaia vinse le elezioni provinciali di Treviso senza l'appoggio di Forza Italia e Alleanza Nazionale. Anche Manuela Dal Lago fu riconfermata alla guida della Provincia di Vicenza.

Nel 2005 la Łiga Veneta-Lega Nord raggiunse il 14,7% dei voti —nonostante la concorrenza di Progetto Nordest (5,6%) e Liga Fronte Veneto (1,2%), portando Marino Finozzi alla presidenza del Consiglio Regionale, Luca Zaia alla vice-presidenza della Regione e Flavio Tosi all'assessorato della Sanità.

Nel maggio 2007, Flavio Tosi venne eletto sindaco di Verona al primo turno con il 60,7% dei consensi, strappando il comune al centro-sinistra. La Liga Veneta e la lista "Tosi sindaco" ottenerono congiuntamente il 28,2% dei voti.

Nelle elezioni politiche italiane del 2008 la Liga Veneta (che come sezione nazionale della Lega Nord si è presentata alle elezioni sotto le insegne "Lega Nord - Padania") si avvicina al suo massimo storico del 1996, ottenendo il 27,1% a livello regionale. In conseguenza di questo ottimo risultato, per la prima volta un leghista veneto, Luca Zaia, viene nominato ministro, all'Agricoltura.

Nelle elezioni regionali italiane del 2010 il centrodestra decide di non riconfermare per un quarto mandato il Presidente uscente Giancarlo Galan (PdL). La Liga Veneta allora propone di candidare in accordo con gli alleati del PdL l'attuale Ministro dell'Politiche Agricole ed ex vicepresidente della Regione Veneto Luca Zaia. Il giorno delle elezioni la Liga Veneta ottiene il risultato più importante dall'anno della sua fondazione: Zaia è eletto Presidente del Veneto con il 60.1% (Galan nel 2005 ottenne il 50.5% mentre nel 2000 il 54.2%) dei voti staccando il principale avversario Giuseppe Bortolussi candidato del centrosinistra e segretario della Cgia di Mestre, fermo al 29.1%. La Liga si conferma primo partito regionale al 35.15% superando di circa dieci punto il secondo partito più votato, il Pdl al 24.7 ed eleggendo ben 18 consiglieri regionali.

Il 7 maggio 2012 Flavio Tosi è rieletto Sindaco di Verona ottenendo al primo turno il 57% delle preferenze. Tosi è stato appoggiato dalla Liga Veneta e da una serie di liste a questa collegate. La Liga Veneta ha ottenuto il 10,72% piazzondosi al terzo posto dopo il Pd come partito più grande di Verona mentre la lista Civica per Verona Tosi Sindaco ha ottenuto il 37,23% dei consensi eleggendo 17 consiglieri comunali su 33 totali.

Il 3 giugno 2012 si vota il successore di Giampaolo Gobbo alla Segreteria nazionale della Liga Veneta. Viene eletto Flavio Tosi, già Presidente della Liga, sponsorizzato dall'ala vicina a Roberto Maroni, con il 57% dei voti contro il 42% di Bitonci.

Congressi Nazionali[modifica | modifica sorgente]

Organismi dirigenti[modifica | modifica sorgente]

Risultati elettorali[3][modifica | modifica sorgente]

Voti % Seggi
Politiche 1983 Camera 125.311 0,34 1
Senato 91.171 0,29 1
Europee 1984 164.115 0,47 0
Politiche 1987 Camera 298.402 0,77 0
Senato 298.552 0,92 0
Europee 1989 (lista Lega Lombarda-Alleanza Nord) 636.242 1,83 0[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ con atto notarile sottoscritto dai 14 soci fondatori nello studio del notaio Todeschini a Padova.
  2. ^ Ezio Toffano, Breve storia dell'autonomismo veneto, in http://www.raixevenete.net/documenti/doc47.asp
  3. ^ Sono riportati solo quelli precedenti alla costituzione della Lega Nord.
  4. ^ La lista ottenne due eletti in quota Lega Lombarda, nella circoscrizione nordoccidentale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Francesco Jori, "Dalla Liga alla Lega. Storia, movimenti, protagonisti", Marsilio, Venezia, 2009.

Ilvo Diamanti, "La Lega. Geografia, storia e sociologia di un soggetto politico", Donzelli, Roma, 1995.

Furio Gallina, "Die venezianischen Lega – Bewegungen von den Anfängen bis zur Entstehung der Lega Nord", in AA.VV., «Jeder für sich oder alle gemeinsam in Europa? Die Debatte über Identität, Wohlstand und die institutionellen Grundlagen der Union», Nomos, Baden-Baden, 2013, pp. 35 - 50.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]