Seggiovia

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Una seggiovia a Bad Hofgastein, Austria.
Una seggiovia a Formazza, Italia.

La seggiovia è un particolare tipo di impianto di risalita, molto simile ad una teleferica, adibito al trasporto di persone in zone di difficile accesso e con grandi dislivelli altimetrici. Offre una portata oraria superiore alle sciovie.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Generalmente è costituita da una fune chiusa ad anello fra le stazioni estreme, mediante impalmatura, sollevata di vari metri da terra e guidata da una serie di sostegni intermedi muniti di bracci e pulegge altrimenti denominate rulli. Ad essa sono agganciati - in forma fissa o svincolabile - una serie di seggiolini (da 1 a 8 posti).

Come in tutti gli impianti a fune la tecnologia ha permesso sviluppi notevoli, per cui si è potuto passare dalla morsa fissa all'agganciamento automatico, già utilizzato nelle cabinovie, ottenendo così maggiore velocità, flessibilità di esercizio, oltre all'aumento del carico trasportabile e della portata oraria. Sono inoltre spesso dotate di maggiore comfort, grazie a sedili morbidi e riscaldati, carenatura di protezione in caso di vento o nevicate e tappeto di imbarco all'entrata per agevolare la salita con gli sci.

Forza motrice[modifica | modifica sorgente]

Generalmente, a meno di rare eccezioni, le seggiovie costruite dagli anni '80 in poi sono interamente elettriche e sfruttano corrente continua con uno o più motori elettrici installati agli estremi della struttura stessa più i vari piloni con le relative puleggie elettrificati. Il numero dei motori richiesti si basa principalmente sulla pendenza del tracciato, la lunghezza della tratta e il carico che deve essere sopportato sebbene ormai anche un singolo motore elettrico è più che sufficiente anche per i tracciati più duri e ripidi grazie allo sviluppo andato via via migliorando di questi motori.

Sistema a singolo motore[modifica | modifica sorgente]

Questo sistema è quello comunemente utilizzato oggi, diffuso nella seconda metà degli anni '80 perché prima ritenuto "debole" e insufficiente dato lo scarso sviluppo e quindi potenziale dei motori elettrici di allora prevede l'installazione di un solo motore elettrico alla stazione di base con la stazione di arrivo che lavora per forza di inerzia con puleggie comunque elettrificate.

Il vantaggio di questo sistema è ovviamente l'ovvia economicità di installazione e manutenzione dato che è presente un solo motore da mantenere più i vari supporti lungo la tratta in primis le puleggie e un ridotto assorbimento di energia elettrica (anch'esso avvenuto per il continuo sviluppo ed evoluzione dei motori di questo tipo).

Sistema bi-motore[modifica | modifica sorgente]

Questo sistema era utilizzato nei primissimi anni '80 nelle prime seggiovie interamente elettriche perché permetteva di utilizzare comunque la trazione elettrica dato il maggiore potenziale di carico grazie a due forze motrici. Per l'installazione era previsto il montaggio di un primo motore elettrico (generalmente molto più potente del secondo) alla stazione di base e un secondo motore più piccolo alla stazione di arrivo più come sempre le varie puleggie sempre elettrificate lungo la tratta. A seconda della situazione e delle esigenze era possibile anche mettere in funzione solo il motore di base e far andare la stazione di arrivo per forza di inerzia attivando il secondo motore solo quando si presentavano carichi maggiori.

Con il maggiore sviluppo dei motori elettrici avvenuto proprio negli anni '80 e quindi con l'incremento rispetto al passato del potenziale di forza e di carico sopportabile, la ridotta manutenzione richiesta e il minor assorbimento elettrico, questo sisterma a doppio motore non ha avuto più ragione di esistere. Come difetti aveva ovviamente una grande necessità di manutenzione data dalla presenza di due motori elettrici e il grande assorbimento di energia elettrica.

Sistema a trazione Diesel[modifica | modifica sorgente]

Prima degli anni '80 le seggiovie erano alimentate esclusivamente con l'utilizzo di motori a 2t Diesel comunemente utilizzati nelle imbarcazioni navali. Tuttavia ha da sempre evidenziato numerosi difetti in primis la necessità continua di fornitura di gasolio, una maggiore necessità di manutenzione rispetto ad un sistema elettrico e cosa non da poco, la necessità in stagioni molto fredde di scaldare prima dell'utilizzo a pieno carico il motore Diesel 2t e al contrario un adeguato sistema di raffreddamento dovuto alla combustione stessa del gasolio. Spesso inoltre dato l'utilizzo del gasolio venivano prodotti scarti di combustibile in grande quantità cosa ovviamente molto negativa per l'inquinamento atmosferico.

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