Val di Fiemme

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Val di Fiemme
Stati Italia Italia
Regioni Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Province Trento TrentoBolzano Bolzano
Località principali Anterivo, Capriana, Valfloriana, Castello-Molina di Fiemme, Carano, Daiano, Varena, Cavalese, Tesero, Panchià, Ziano di Fiemme, Predazzo
Nome abitanti fiemmesi o fiammazzi (dial.)
Cartografia
Mappa della Valle
Sito internet

La Val di Fiemme (Fleimstal in tedesco) è una delle principali valli dolomitiche ed è situata nel Trentino orientale.

La valle, assieme alla Val di Fassa e alla Val di Cembra, costituisce il bacino idrografico del torrente Avisio, affluente di sinistra del fiume Adige.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Con i suoi 11 paesi, è delimitata da celebri monti come la Catena del Lagorai, le Pale di San Martino e il gruppo del Latemar. Inoltre, si trova in mezzo a due parchi naturali quello di Paneveggio Pale di San Martino e quello altoatesino del Monte Corno. Due parchi vicini ma diversi per la varietà della flora e della fauna. L’intera Val di Fiemme può essere definita un vero e proprio parco, grazie alla vastissima estensione di boschi che, coltivati in modo rispettoso da secoli, hanno rappresentato, specie nel passato, una fonte di sussistenza per la popolazione locale. Queste foreste (che ormai da qualche decennio si ampliano al ritmo di circa cento ettari all’anno) influenzano in modo positivo la qualità dell’aria e del clima, favorito anche dall’orientamento della valle, che si allunga prevalentemente da Ovest verso Est. Il paesaggio tipicamente alpino della Val di Fiemme è caratterizzato soprattutto dall’abete rosso che riesce a sviluppare un’altezza di 50 metri, con esemplari che raggiungono una circonferenza fino a 6 metri e un volume di tronco di 25/30 metri cubi: ovvero, quanto serve per costruire una casa. I boschi della Val di Fiemme appartengono quasi esclusivamente ai Comuni e alla "Magnifica Comunità di Fiemme", un’originale e antichissima istituzione di reminiscenza longobarda che dal 1100 al 1800 ha costituito una sorta di piccola repubblica nell’ambito del principato di Trento. A Cavalese, presso la Pieve dell'Assunta, a testimonianza dell'istituzione medievale, è ancora visibile un manufatto di forma circolare, cd. banc de la rason dove i fiemmazzi si riunivano in assise per discutere e prendere decisioni civili. La Magnifica Comunità di Fiemme è proprietaria di 20.000 ettari di foreste certificate FSC e PEFC. La sua storia, ampiamente documentata, permette di risalire per quasi un millennio nelle tradizioni e nella cultura della Val di Fiemme.

La Val di Fiemme è impegnata nella lotta per la protezione dell’ambiente con numerose attività messe in atto dai singoli Comuni e dall’intera comunità di valle.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

La principale via di comunicazione della valle è costituita dall'arteria stradale che sale dalla Valle dell'Adige, la Strada statale 48 delle Dolomiti, che giunta a Predazzo prosegue verso la Val di Fassa. Importanti anche le strade che conducono in valle attraverso la Val di Cembra: la provinciale Fersina-Avisio e la statale della Val di Cembra. La Val di Fiemme è connessa con altre valli del Trentino-Alto Adige e del Veneto anche grazie a numerosi valichi alpini: da Predazzo il Passo Rolle conduce a San Martino di Castrozza e in Primiero, il Passo Valles collega Paneveggio alla Valle del Bios, il Passo di Lavazè conduce da Varena in Val d'Ega (Alto Adige) e infine il Passo Manghen porta da Molina in Valsugana.

Fino al 1963 era attivo un servizio ferroviario, la Ferrovia della Val di Fiemme, che percorreva l'intera valle salendo da Ora fino a Predazzo. Il servizio di trasporto pubblico è ora svolto dalle società Trentino Trasporti e SAD.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia della valle si basa sul turismo, sia invernale che estivo, su diverse attività artigianali e sullo sfruttamento delle risorse naturali. Un prodotto tipico dell'economia locale è il legno della foresta di Paneveggio, dalle eccezionali caratteristiche acustiche, utilizzato negli strumenti ad arco ed a pizzico più pregiati. Procedendo da Cavalese verso Canazei si ripercorre, infatti, la celebre strada del legno, itinerario dell'economia trentina.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La valle è stata per secoli un dominio del principe-vescovo di Trento, che garantì alla comunità fiemmese un certo margine di autonomia e di autogoverno delle proprie risorse, attraverso la costituzione della Magnifica Comunità di Fiemme, un ente comunitario che gestiva il patrimonio silvo-pastorale valligiano.

La storia recente della valle è stata segnata da alcuni eventi luttuosi: il 9 marzo 1976 42 persone, di cui ben 15 bambini, morirono cadendo con la cabina della funivia del Cermis, montagna nel comune di Cavalese. Il 19 luglio 1985 una colata di fango calò dalla miniera di Prestavel e sommerse la frazione di Stava, nel comune di Tesero. Il 3 febbraio 1998 un aereo militare statunitense in volo a bassa quota tranciò il cavo della funivia del Cermis. L'incidente provocò la morte di 19 passeggeri e del manovratore. Il 4 gennaio 2013 infine, sempre sul Cermis, una motoslitta finisce in un dirupo uccidendo 6 persone.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista amministrativo, la parte trentina della val di Fiemme costituisce la Comunità territoriale della Val di Fiemme, una delle comunità di valle della provincia istituite con la legge provinciale n°3 del 16 giugno 2006[1].

La valle è costituita dai seguenti comuni, elencati dall'estremità sud-occidentale della valle: Capriana, Valfloriana, Carano, Daiano, Varena, Castello-Molina di Fiemme, Cavalese, Tesero, Panchià, Ziano, Predazzo.

Comune Frazioni Abitanti Estensione
Anterivo Guggal, Pramarino 390 11 km²
Capriana Maso Bait, Carbonare, Rover, Maso Lio, Maso Casel, Maso Cao de Villa 599 13 km²
Valfloriana Montalbiano, Barcatta, Casanova, Dorà, Sicina, Valle, Villaggio, Palù, Pradel 567 39 km²
Castello-Molina di Fiemme Castello, Molina, Predaia, Stramentizzo 2.064 54 km²
Carano Aguai, Cela, Veronza, Solaiolo, Calvello 951 13 km²
Daiano Ganzaie 635 9 km²
Varena Molini, Baldon, Passo di Lavazè 791 23 km²
Cavalese capoluogo storico e amministrativo Masi, Cavazzal, Marco, Pian di Milon, Salanzada 3.665 45 km²
Tesero Lago, Fassanel, Stava, Alpe di Pampeago, Piera, Propian, Roncosogno 2.655 50 km²
Panchià 682 20 km²
Ziano di Fiemme Bosin, Zanon, Zanolin, Roda, Bosin 1.534 35 km²
Predazzo centro più popolato e grande, capoluogo economico e sociale Bellamonte, Mezzavalle, Paneveggio, Fòl, Coste, Zaluna 4.524 109 km²

Sport[modifica | modifica sorgente]

Comprensorio sciistico specializzato nello sci nordico e attrezzato tra l'altro con il Trampolino Giuseppe Dal Ben, la Val di Fiemme ha ospitato varie tappe della Coppa del Mondo di combinata nordica, della Coppa del Mondo di salto con gli sci e della Coppa del Mondo di sci di fondo. È stata sede dei Campionati mondiali di sci nordico 1991 e del 2003 e lo sarà di quelli del 2013.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il Banderal è una festa nella quale partecipano gli scapoli del paese, che si riuniscon nella cosiddetta Società della Bandiera. Cosa è? Fino all’inizio del secolo scorso, in Valle di Fiemme, erano attive le “Società di Bandiera”. Esse erano composte da tutti gli scapoli del paese. Come ogni rito di iniziazione trae origine nella notte dei tempi nel momento in cui la natura inizia a risvegliarsi, e l’inverno inizia a dare posto alla primavera.

Ogni Regola della Magnifica Comunità di Fiemme aveva una propria bandiera che veniva esibita durante la feste religiose e civili. (9 strisce colorate) Il “Menàr bandiera” era in uso alle feste nuziali, per rendere omaggio alle visite di personalità importanti e, nel periodo di carnevale, in stretta relazione con le maschere locali. Quindi in essa si fondono due antiche tradizioni di Fiemme il rito più simbolico e in un certo senso militare, simboleggiato dalla appartenenza al proprio territorio data dalla concessione di una “Bandiera”, e quello più propiziatorio di iniziazione dei giovani scapoli del paese, il tutto in sintonia con le maschere locali, che hanno radici comuni in tutte le Alpi. Il momento saliente era “Menàr la Bandiera” andato in disuso in tutte le Regole, rivive ogni quattro anni a Carano. La vigilia dell’Epifania, (che sancisce l’inizio del carnevale) gli scapoli del paese si riuniscono per assegnare le cariche, poi la costituita compagnia del Banderàl va in giro per il paese a “Maridàr via” (maritare) tutte le donne nubili e ragazze in età da marito, cantando loro una antica serenata, invitandole al ballo. L’ultimo giorno di Carnevale la manifestazione raggiunge il culmine. La Bandiera viene “menata” a tutte le autorità del Paese e a chi ne fa domanda, poi la sera la Compagnia si ritrova al gran ballo con “le ragazze da marito”. La società del Banderàl è composta dal “Sovrastante”, dal “Banderàl”, dal “Sotobanderal” che si alternano nel “menàr bandiera”, da due “Matazini” che hanno il compito di raccogliere le torte ed i doni fatti dalle ragazze nubili del paese, da quattro “Lacchè” che rendono omaggio alla Bandiera, ballando sotto di essa e correndo avanti indietro annunciando al paese l'arrivo del "Corteo", da due “Zane” che hanno il compito di rubacchiare in giro per "volti" e cantine, dal “Visetae” che tiene in riga la compagnia, da due “Armadasta”, che sono persone anziane e sposate che hanno il compito di custodire la Bandiera, dai Musicanti e dalla Compagnia. Il tutto tenuto assieme con tanta passione, amicizia ed ALLEGRIA! (Fabrizio Ciresa 2009, opuscolo informativo)

  • La Beata Meneghina ricordata presso il Mulino Lazzeri si riferisce ad una storia vera: sopravvisse molti anni nonostante avesse delle piaghe su tutto il corpo che le facevano perdere ingenti quantità di sangue.
  • Sono ancora visibili dei lunghi canaloni scavati nella terra cd. menade che servivano per trasportare la legna fino a valle
  • Si tratta di un particolare tipo di tintura ottenuta con polvere ocra e grasso di capra, il bol di Bessa, che serviva ai pastori per ricordare la via del ritorno delle desmontegade in Val Boneta, ancora oggi visibili presso le Cave di Bol di Bessa.
  • Presso Predazzo, il doss Capèl unito al monte Agnello forma una conca di circa 15 km che non è altro che la bocca di un gigantesco vulcano attivo più di 200 milioni di anni fa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Legge provinciale n° 3 - 16 giugno 2006

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]