Catinaccio d'Antermoia
| Catinaccio d'Antermoia Kesselkogel' |
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|---|---|
| Paese | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altezza | 3.004 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 46°28′18″N 11°39′02″E / 46.4716°N 11.6505°E |
| Altri nomi e significati | Kesselkogel (tedesco) Antermoa (ladino) |
| Data prima ascensione | 31 agosto 1872 |
| Autore/i prima ascensione | C. Comyns Tucker, T.H. Carson, L. Bernard |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Orientali |
| Grande Settore | Alpi Sud-orientali |
| Sezione | Dolomiti |
| Sottosezione | Dolomiti di Gardena e di Fassa |
| Supergruppo | Dolomiti di Fassa |
| Gruppo | Gruppo del Catinaccio |
| Sottogruppo | Sottogruppo Molignon-Antermoia |
| Codice | II/C-31.III-B.8.b |
Coordinate: 46°28′18″N 11°39′02″E / 46.4716°N 11.6505°E
Il Catinaccio d'Antermoia (Kesselkogel in tedesco) è la cima più alta del gruppo del Catinaccio nelle Dolomiti. Secondo le misurazioni più recenti ha un'altitudine di 3.004 m s.l.m., e non di 3.002 m o 3.001 m come riportato in diverse fonti.
Si trova al confine tra le province di Bolzano e di Trento, circa 20 km a est di Bolzano. Fa parte del settore nord del gruppo del Catinaccio, con le Torri del Vajolet a sud e la Croda dei Cirmei (ted. Antermoia-Kogel, m 2.902) a nord.
È situato all'interno del parco naturale dello Sciliar.
Fu scalato la prima volta dagli inglesi C. Comyns Tucker e T.H. Carson con la guida italiana Luigi Bernard il 31 agosto 1872.
[modifica] Rifugi
La zona è ben servita da molti rifugi alpini. Sul versante est della montagna si trova il Rifugio Antermoia (m 2.497), con a fianco il lago d'Antermoia, di formazione glaciale. Sul versante sud-ovest, nei pressi del passo Principe, si trova il rifugio Passo Principe (m 2.601).
Altri rifugi situati nelle vicinanze sono il rifugio Re Alberto (m 2.621), il rifugio Bergamo al Principe (ted. Grasleiten-Hütte) nella valle del Ciamin, il rifugio Vajolet (m 2.243) e il rifugio Alpe di Tires (m 2.440).
[modifica] Toponimo
Il nome Antermoia si fa risalire ad una antica leggenda ladina, secondo la quale era il nome di una ragazza che, dovendosi separare da un suo pretendente, per il dolore riempì con le sue lacrime la conca che ora forma il laghetto di Antermoia.