Accademia Roveretana degli Agiati

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L'Accademia Roveretana degli Agiati di Scienze Lettere ed Arti è un'istituzione culturale nata a Rovereto nel 1750.

[modifica] Storia

Venne fondata da alcuni giovani studiosi vicini a Girolamo Tartarotti e guidati da Giuseppe Valeriano Vannetti. L’Accademia aggregò, fin dai suoi primi anni di attività, sia studiosi locali sia esponenti della cultura italiana ed internazionale (tra cui Scipione Maffei, Giuseppe Bartolomeo Stoffella della Croce, Gasparo Gozzi, Josef Roschmann, Carlo Goldoni).

L'imperatrice Maria Teresa d'Austria riconobbe ufficialmente l'Accademia nel 1753, ratificandone gli statuti e ponendola sotto la protezione della Casa d'Austria. Lo stemma dell'Accademia degli Agiati raffigura una piccola lumaca che si inerpica sulla piramide della conoscenza. Dopo il riconoscimento formale dell'Accademia da parte dell’imperatrice, lo stemma fu incoronato dall’aquila degli Asburgo.

I fatti dell'era napoleonica, coinvolgendo anche il Trentino, furono all'origine della brusca sospensione, verso la fine del Settecento, delle attività di ricerca dell'Accademia.

Nel 1813, ristabilito il dominio austriaco sul Trentino, l'Accademia degli Agiati riprese le sue attività. In quell'anno aggregò Antonio Rosmini, il quale contribuì ad accrescere il prestigio dell'Accademia intervenendo con numerosi e originali saggi. Il filosofo partecipò anche alla stesura del nuovo statuto dell’Accademia, entrato in vigore nel 1825.

Nella seconda metà dell’Ottocento, l'Accademia divenne il principale interprete della filosofia di Antonio Rosmini, che fu nominato presidente perpetuo. La pubblicazione regolare degli Atti Accademici ebbe inizio nel 1883, proseguendo senza interruzioni sino ai giorni nostri.

Tra gli studiosi che furono aggregati all'Accademia si possono ricordare Alessandro Manzoni, Federico Halbherr, Paolo Orsi, Riccardo Zandonai, Fortunato Depero, lo storico Desiderio Reich, il grecista Vigilio Inama, il botanico Pietro Porta, il professor don Bartolomeo Venturini e don Giacomo Stefani, lo storico monsignor Pietro Angelo Stefani, Francesco de Filos e il numismatico Quintilio Perini

Nel 1987 l'Accademia acquisì personalità giuridica: grazie anche al nuovo status, l'Accademia svolge oggi attività di collegamento tra le varie sedi della ricerca scientifica, di coordinamento di eventi culturali e di gestione della sua biblioteca.

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