Giovanni Battista Morgagni

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Giambattista Morgagni

Giovanni Battista Morgagni o Giovan Battista Morgagni o anche Giambattista Morgagni (Forlì, 25 febbraio 1682Padova, 5 dicembre 1771) è stato un medico, anatomista e patologo italiano.

Indice

[modifica] Biografia

È stato il fondatore della anatomia patologica nella sua forma contemporanea, tanto che Rudolf Virchow lo definisce il "Padre della Patologia moderna".

Ammesso già a quattordici anni nell'Accademia dei Filergiti, all'età di sedici anni si iscrisse all'Università di Bologna, dove si laureò nel 1701 sia in medicina che in filosofia. A Bologna divenne allievo e assistente di Antonio Maria Valsalva, all'ospedale di S. Maria della Morte, coadiuvandolo nell'attività settoria e didattica. Nei cinque anni passati a Bologna svolse ricerche di anatomia che pubblicò nel primo volume degli Adversaria anatomica.

Nel 1707 lasciò Bologna e si trasferì a Venezia, dove venne a contatto con il chimico Giangirolamo Zanichelli e l'anatomista Giandomenico Santorini. Durante il soggiorno veneziano si recò spesso a Padova per seguire lezioni, avviare contatti e farsi conoscere dall'ambiente accademico. Fu contemporaneo dello scienziato, professore e lettore di Chirurgia Girolamo Vandelli cattedratico dell'Università di Padova con cui condivise molte attività di studio e ricerca scientifica. Nel 1709 tornò a Forlì, dove esercitò come medico pratico, ottenendo subito consenso.

Nel 1711 venne chiamato alla cattedra di medicina teorica dell'Università di Padova, che fu mutata in quella di anatomia nel 1715. Mantenne la cattedra di anatomia fino alla morte.

Anatomicorum Princeps

Fin dal 1740 alcune dispute tra il Morgagni e il Vandelli (i predecessori del Caldani e del Bonioli, rispettivamente) avevano indotto i Riformatori a disporre che i primi due cadaveri idonei spettassero al Morgagni e il terzo al Vandelli. L'introduzione nel 1764 della nuova cattedra di chirurgia pratica all'ospedale, affidata al Sograffi, e quella di medicina pratica all'ospedale, affidata al Dalla Bona, non fa che aumentare le difficoltà del reperimento dei cadaveri, essendo stato concesso al Dalla Bona il diritto di eseguire autopsie in ospedale come al Sograffi. Così, il Dalla Bona «quando termina la malattia in morte, apre esattamente il cadavere ed [...] esamina distintamente la parte, che si è creduta, e dichiarata mal affetta, nonché le altre vicine, e lontane, che ne hanno la maggior relazione o per riconfermare il giudizio, o per riconoscere l'errore».

Morgagni fu uno scienziato grande, geniale e moderno, che nella sua attività di ricerca usò sistematicamente il metodo sperimentale, utilizzato poi da alcuni suoi allievi, tra cui Andrea Pasta. Oltre che uomo di scienza fu anche un abilissimo e ricercato clinico medico.

Adversaria

La sua opera scientifica può suddividersi in due parti, quella anatomica e quella anatomo-patologica. Le ricerche anatomiche sono contenute nelle “Adversaria anatomica” e nelle Epistolae anatomicae, opere in cui sono descritte innumerevoli scoperte morfologiche che gli diedero fama mondiale, tanto che nel 1769 la Natio Germanica lo proclamò Anatomicorum totius Europae Princeps. Le ricerche anatomo-patologiche sono contenute nella sua opera più celebre, il De sedibus et causis morborum per anatomen indagatis (1761), uno dei libri più importanti della storia della medicina, che segna l'inizio della patologia d'organo e il tramonto dell' umoralismo, teoria che aveva dominato in patologia dai tempi di Ippocrate e Galeno. Con lui inizia la moderna patologia e, dunque, la medicina moderna.

Nel De sedibus, mettendo in relazione le alterazioni anatomiche osservate autopticamente con le malattie che erano state rilevate clinicamente, dimostra come ad ogni alterazione anatomica corrisponda un'alterazione della funzione e quindi una malattia.

Personalità eclettica e di vasta cultura umanistica fu anche latinista, archeologo, botanico e storico.

Nella sua vita fu membro di innumerevoli accademie scientifiche italiane e straniere, tra cui la Royal Society di Londra.

[modifica] De sedibus et causis morborum per anatomen indagatis

De Sedibus

È una delle opere più celebri ed importanti della storia della medicina che pose le basi di un nuovo sistema fondato su un rigoroso metodo sperimentale in modo tale che la patologia poté finalmente diventare una scienza sperimentale. Il titolo stesso riassume l'essenza del metodo anatomo-clinico: morbus è il quadro clinico presentato dal paziente; causis per anatomen indagatis è l'alterazione organica dimostrata dall'esame autoptico. Per la sua compilazione Morgagni impiegò sessant'anni di osservazioni.

L'opera consta di 750 pagine, stampate fittamente su doppia colonna e risulta composta di settanta epistole medico anatomiche, ordinate in cinque libri, ciascuno dei quali è dedicato ad una delle principali Accademie europee di cui il Morgagni era socio ed è preceduto da una lettera ad altrettanti illustri medici in cui sono discussi i problemi fondamentali della ricerca anatomo-patologica.

Ogni epistola medico anatomica prende in considerazione una malattia, con la presentazione di un certo numero di casi della malattia a cui il titolo si riferisce, completi di dettagliata relazione autoptica ed epicrisi finale. In tutto sono presentati circa 700 casi, in gran parte di diretta osservazione del Morgagni, alcuni osservati dal Valsalva, altri dal Santorini e, infine, altri ancora desunti dalla letteratura di autori considerati dal Morgagni stesso scientificamente attendibili.

In ciascuna epistola medico anatomica Morgagni esamina la letteratura precedente e la mette a confronto con le proprie osservazioni. La sua sintesi è quindi il frutto di continui esami comparativi, dapprima separatamente tra reperti anatomici e fra sintomi clinici e poi stabilendo i legami tra i due ordini di fenomeni. Il parallelismo fra lesione anatomica e sintomo clinico caratterizza le storie anatomico-mediche del De sedibus che è improntato secondo il punto di vista clinico e non anatomico.

L'ordinamento del De sedibus ricalca quello di un trattato di patologia speciale (G. Ongaro).

  • Il primo libro è dedicato all'Accademia dei Curiosi della Natura e comprende argomenti concernenti le malattie del capo;
  • Il secondo libro è dedicato alla Royal Society di Londra e comprende la patologia del torace;
  • Il terzo libro è dedicato alla Accademia delle Scienze di Francia e comprende le malattie dell'addome;
  • Il quarto libro è dedicato all' Imperiale Accademia di Pietroburgo e comprende la chirurgia e le malattie di tutto l'organismo;
  • Il quinto libro è dedicato alla Reale Accademia delle Scienze di Berlino e contiene tutti gli argomenti che erano sfuggiti all'Autore durante la compliazione del trattato.

L'opera ebbe una accoglienza trionfale, tanto che dal 1761 al 1765 ne furono stampate ben quattro edizioni e in seguito fu tradotta in lingua inglese, in lingua francese e in lingua italiana.

[modifica] Opere principali

  • Adversaria anatomica prima (Bologna, 1706).
  • Nova institutionum medicarum idea (Padova, 1711, 1982).
  • Adversaria anatomica altera et tertia (Padova, 1717).
  • Adversaria anatomica quarta, quinta et sexta (Padova, 1719).
  • Epistolae anatomicae duae novas observationes et animadversiones complectentes (Padova, 1728).
  • Epistolae anatomicae duodeviginti ad scripta pertinentes celeberrimi viri Antonii Mariae Valsalvae (Venezia, 1740).
  • De sedibus et causis morborum per anatomen indagatis (Venezia, 1761).
  • Opuscula miscellanea (Venezia, 1763).
  • Opera omnia in quinque tomos divisa (Venezia, 1764).
  • Epistolae Aemilianae (Forlì, 1931).
  • Consulti medici (a cura di Enrico Benassi, Cappelli, Bologna, 1935).

[modifica] Curiosità

Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse con enfasi di Morgagni che: "... se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui...".

Fin dalla prima anatomia pubblica a cui assistette, Morgagni incominciò a registrare in un apposito diario medico-scientifico: "... quanto di interessante gli veniva di leggere, di udire o di osservare di persona ...". A questo metodo di studio e di lavoro Morgagni si mantenne fedele per tutta la vita e ciò gli consentì di raccogliere e classificare nel suo diario dal 1699 fino al 1767 osservazioni cliniche e anatomiche, riscontri autoptici, relazioni di colloqui e di discussioni, riassunti critici di letture con aggiornamenti, confronti e integrazioni anche a distanza di anni (G. Ongaro).

Le pieghe longitudinali dell'ano portano il nome di colonne del Morgagni.

A Firenze è intitolato a Morgagni il viale che porta all'ospedale di Careggi e quindi anche il centro didattico che ospita alcune facoltà scientifiche della città.

A Forlì è intitolato a Morgagni il Liceo Classico "G. B. Morgagni" (sito internet: http://www.liceoclassicoforli.it) e il polo ospedaliero Morgagni-Pierantoni situato nella vicina località di Vecchiazzano a circa 3 km dalla città.

A Roma - in Via Fonteiana 125 nel quartiere di Monteverde - si trova il Liceo Scientifico G.B. Morgagni (sito internet: www.liceomorgagni.it).

[modifica] Fonti bibliografiche

  • Castiglioni A.,: Storia della Medicina, II, Mondadori, Milano, 1948.
  • Ongaro G.,: Giovanni Battista Morgagni in Professori e scienziati a Padova nel settecento, Antilia, 2002, pp. 20-30.
  • Pazzini A.,: Storia della Medicina, II, Società Editrice Libraria, Milano, 1947.
  • Premuda L.,: Introduzione in Nova Institutionum Medicarum Idea, la Garangola, Padova, 1982, pp 5-23.
  • Premuda L.,: Storia della Medicina, Cedam, Padova, 1960.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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