Luigi Federzoni

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Luigi Federzoni
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Presidente del Senato del Regno
Durata mandato 29 aprile 1929 –
2 marzo 1939
Predecessore Tommaso Tittoni
Successore Giacomo Suardo

Ministro dell'Interno del Regno d'Italia
Presidente Benito Mussolini
Predecessore Benito Mussolini
Successore Benito Mussolini

Dati generali
Partito politico Partito Nazionale Fascista
Titolo di studio Laurea in lettere e giurisprudenza
Professione Giornalista e Scrittore

Luigi Federzoni (Bologna, 27 settembre 1878Roma, 24 gennaio 1967) è stato un politico e scrittore italiano. Fu Presidente del Senato del Regno dal 1929 al 1939.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del letterato Giovanni Federzoni e di Elisa Giovannini, nel 1900 si laureò in lettere con Giosuè Carducci all'Università di Bologna, conseguendo successivamente anche una laurea in giurisprudenza. Nella sua attività di giornalista e come autore di romanzi, novelle e saggi letterari usò lo pseudonimo (anagramma) Giulio De' Frenzi.

Nel 1910 fu tra i fondatori, con Enrico Corradini, dell'Associazione Nazionalista Italiana e nel 1911, con Alfredo Rocco ed Enrico Corradini, del settimanale L'idea Nazionale. Divenuto leader del movimento nazionalista, fu deputato dal 1913.

Dopo aver contribuito alla fusione, avvenuta nel 1923, del movimento nazionalista con il Partito Nazionale Fascista, fu ministro del governo Mussolini dal 1923 al 1928 (prima delle colonie, poi degli interni e poi di nuovo delle colonie). Nel 1925 fu tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali fascisti, redatto da Giovanni Gentile. Il 13 settembre 1926 nominò Capo della Polizia Arturo Bocchini[1]. In seguito si dimise da ministro degli interni in polemica con l'ala radicale del fascismo capeggiata da Roberto Farinacci.

Fu presidente della Società Geografica Italiana dal 1923 al 1926. Negli anni successivi ebbe cariche istituzionali e onorifiche. Senatore dal 1928, fu Presidente del Senato dal 1929 al 1939 e, dal 1938 al 1943, dell'Accademia d'Italia e dal 17 marzo 1938 al 6 ottobre 1943 dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Fu inoltre socio nazionale dell'Accademia dei Lincei (6 maggio 1935 - 4 gennaio 1946), presidente dell'Istituto fascista dell'Africa italiana (1937-1940) e presidente della Società anonima "Nuova antologia".

Nella seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 25 luglio 1943 fu tra i firmatari dell'ordine del giorno contro Benito Mussolini presentato da Dino Grandi e per questo nel 1944 fu condannato a morte in contumacia dal tribunale fascista di Verona. Nel 1945 l'Alta corte di giustizia lo condannò all'ergastolo, ma fu amnistiato nel 1947; molti anni dopo, lo storico Renzo De Felice ricordò che l'unico personaggio storico da lui interpellato per avere testimonianze dirette sul fascismo che si rifiutò di riceverlo fu proprio Federzoni[2].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il corruttore, Bologna, Zanichelli, 1900.
  • Candidati all'immortalità. (Prima serie), come Giulio De Frenzi, Bologna, Zanichelli, 1904.
  • Il sandalo d'Apelle. Note su l'arte contemporanea, come Giulio De Frenzi, Bologna, Libr. Treves di L. Beltrami Edit., 1904.
  • L'allegra verità, come Giulio De Frenzi, Milano, De Mohr, Antongini e C., 1905.
  • Il lucignolo dell'ideale, come Giulio De Frenzi, Napoli, Ricciardi, 1909.
  • Per l'italianità del "Gardasee", come Giulio De Frenzi, Napoli, Ricciardi, 1909.
  • Di alcuni libri del 1909. Note bibliografiche, come Giulio De Frenzi, con Alberto Lumbroso, Roma, Libreria editrice della Rivista di Roma, 1910.
  • Un eroe: Alfredo Oriani, come Giulio De Frenzi, Roma, Libreria della Rivista di Roma, 1910.
  • Ignacio Zuloaga, come Giulio De Frenzi, Roma, Garzoni-Provenzani, 1912.
  • L'Italia nell'Egeo, come Giulio De Frenzi, Roma, Garzoni-Provenzani, 1913.
  • L'italiano errante. Giacomo Casanova di Seingalt, come Giulio De Frenzi, Napoli, Ricciardi, 1913.
  • La Dalmazia che aspetta, Bologna, Zanichelli, 1915.
  • Popolari e nazionalisti, Bologna, La tip. nazionale, 1921.
  • Il Trattato di Rapallo. Con un'appendice di documenti, Bologna, Zanichelli, 1921.
  • Presagi alla nazione. Discorsi politici, Milano, Casa editrice Imperia del Partito nazionale fascista, 1924; Milano, Mondadori, 1925.
  • Paradossi di ieri, Milano, Mondadori, 1926.
  • Venti mesi di azione coloniale, Milano, Mondadori, 1926.
  • Rinascita dell'Africa romana, Bologna, Zanichelli, 1929.
  • Il ritorno di Giosuè Carducci, Bologna, Zanichelli, 1932.
  • I problemi attuali dell'agricoltura italiana, studi raccolti e coordinati da, Bologna, Zanichelli, 1933.
  • A. O.. Il "Posto al sole", Bologna, Zanichelli, 1936.
  • Parole fasciste al Sud America, Bologna, Zanichelli, 1938.
  • L'ora della Dalmazia, Bologna, Zanichelli, 1941.
  • Esercito e impero. [9 maggio 1941], in Pagine sulla guerra alla radio, Firenze, Sansoni, 1941.
  • Bologna carducciana, Bologna, Cappelli, 1961.
  • Italia di ieri per la storia di domani, Milano, Mondadori, 1967.
  • 1927: diario di un ministro del fascismo, Firenze, Passigli, 1993. ISBN 88-368-0261-3.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 4 giugno 1932
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 4 giugno 1932
Cavaliere dell'Ordine al Merito Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al Merito Civile di Savoia
— 1938
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 30 dicembre 1923
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano
— 1936
Cavaliere di Gran Croce Magistrale dell'Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Magistrale dell'Ordine di Malta
— 1925
Medaglia d'argento al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valore militare
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria


Predecessore Ministro delle Colonie del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Giovanni Amendola 30 ottobre 1922 - 3 giugno 1924 Pietro Lanza di Scalea I
Pietro Lanza di Scalea 6 novembre 1926 - 18 dicembre 1928 Benito Mussolini
ad interim
II
Predecessore Presidente della Reale Accademia d'Italia Successore
Gabriele D'Annunzio 1938 - 1943 Giovanni Gentile
Predecessore Presidente del Senato del Regno Successore
Tommaso Tittoni 29 aprile 1929 - 19 gennaio 1934
24 aprile 1934 - 2 marzo 1939
Giacomo Suardo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guido Leto, Ovra Fascismo-Antifascismo, Cappelli Editore, Bologna, aprile 1951, pag.31:"La scelta fu fatta da Federzoni che l'aveva conosciuto a Bologna,..."
  2. ^ R. De Felice, Intervista sul Fascismo, Laterza, Bari, 1975, pag. 12

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 114564572 LCCN: n85321724