Meuccio Ruini

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Meuccio Ruini
Meuccio Ruini.jpg

Presidente del Senato della Repubblica
Durata mandato 25 marzo 1953 –
25 giugno 1953
Predecessore Giuseppe Paratore
Successore Cesare Merzagora
sen. Meuccio Ruini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Reggio Emilia
Data nascita 14 dicembre 1877
Luogo morte Roma
Data morte 6 marzo 1970
Titolo di studio Lauree in giurisprudenza e filosofia
Professione Avvocato
Legislatura I, III, IV, V Legislatura
Gruppo Misto
Senatore a vita
Investitura Nomina presidenziale
Data 2 marzo 1963
on. Meuccio Ruini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza e filosofia
Professione Avvocato
Partito Partito Radicale Italiano
Legislatura XXIV, XXV Legislatura del Regno d'Italia
Gruppo Radicale
Circoscrizione Castelnovo ne' Monti (XXIV legislatura); Parma (XXV legislatura).
on. Meuccio Ruini
Bandiera italiana
Assemblea costituente
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza e filosofia
Professione Avvocato
Gruppo Misto
Collegio Collegio Unico Nazionale

Meuccio Ruini, pseudonimo di Bartolomeo Ruini (Reggio nell'Emilia, 14 dicembre 1877Roma, 6 marzo 1970), è stato un politico italiano. Fu ministro, presidente del Senato e senatore a vita.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo la laurea in Giurisprudenza all'Università di Bologna nel 1899 entrò nell'amministrazione dello stato e nel 1912 divenne direttore generale dei servizi speciali per il Mezzogiorno.

Nel 1904 aveva aderito all'ala riformista del Partito Socialista e nel 1907 era stato eletto consigliere comunale a Roma e provinciale a Reggio Emilia. Nel 1913 fu eletto Deputato per la lista radicale nel collegio di Castelnuovo Monti, determinando una rottura con il partito socialista.

Interventista, partecipò alla Prima guerra mondiale, meritandosi l'elogio di Nitti alla Camera e del generale Diaz. Fu rieletto deputato nel 1919, per la lista radicale, ed entrò a far parte del gabinetto Vittorio Emanuele Orlando come Sottosegretario all'Industria, Commercio e Lavoro; nel successivo Governo Nitti I rivestì la carica di Ministro delle Colonie.[1]

Nel novembre del 1924 aderì all'Unione Nazionale di Giovanni Amendola. Fu poi costretto, all'affermarsi del fascismo, ad abbandonare tutte le attività, vivendo di una modesta pensione. Nel 1942 fondò in clandestinità, con Ivanoe Bonomi, il Partito della Democrazia del Lavoro di cui fu anche segretario. Divenne alla caduta del fascismo un promotore del Comitato delle forze antifasciste e poi del C.L.N. in rappresentanza di Democrazia del Lavoro.

Nel 1944 fu ministro senza portafoglio nel Governo Bonomi e Ministro dei lavori pubblici nel rimpasto del 12 dicembre 1944. Dal gennaio del 1945 divenne presidente del C.I.R. (Comitato interministeriale della ricostruzione) e Presidente del Consiglio di Stato. Suo consigliere economico fu il giovane Federico Caffè.

Fu poi eletto deputato all'Assemblea Costituente (2 giugno 1946) e divenne Presidente della “Commissione dei 75”, incaricata di redigere il testo costituzionale. Nel 1953 fu eletto Presidente del Senato ma fu duramente contestato per l'atteggiamento avuto durante il dibattito sulla legge truffa. Si ritirò dalla politica attiva. Fu poi presidente del C.N.E.L..

Il 2 marzo 1963 fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica, Antonio Segni.

È sepolto nel cimitero di Canossa.

Incarichi parlamentari[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Meuccio Ruini, Alcide De Gasperi nella storia d'Europa. URL consultato il 24 marzo 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente del Senato della Repubblica Successore
Giuseppe Paratore 25 marzo 1953 - 25 giugno 1953 Cesare Merzagora

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