Senato Subalpino

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Senato Subalpino

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Palazzo Madama, sede del Senato Subalpino dal 1848 al 1861
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Tipo
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Istituito 4 marzo 1848
Operativo dal 4 marzo 1848 - 17 marzo 1861
Ridenominato Senato del Regno d'Italia dal
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Riformato dal
Sede Torino
Indirizzo Palazzo Madama, piazza Castello
Sito Internet
Presidente
Bilancio
Impiegati

Indice

[modifica] Repubblica Subalpina

Il primo uso del termine Senato Subalpino si è avuto per designare l'organo legislativo della Repubblica Subalpina che ebbe una vita effimera sotto Napoleone. Nata nel giugno 1800, già nel marzo del 1801 era stata inglobata totalmente dentro il sistema amministrativo e militare francese per cessare, anche formalmente nel 1802.

[modifica] Regno di Sardegna

Per Senato Subalpino si intende, invece, normalmente il senato istituito da Carlo Alberto, re di Sardegna in base allo Statuto Albertino emanato il 4 marzo 1848.[1]

Il titolo di re spettava a Carlo Alberto con riferimento al Regno di Sardegna. In realtà lo stato non solo aveva come capitale Torino, ma aveva in Piemonte l'assoluta centralità degli interessi. Si coniò, pertanto, il termine Subalpino per indicare la nuova realtà politica

[modifica] La storia del Senato

Il Senato subalpino si riunì a Torino dal 1848 al 1861, come espressione di una fase monarchico-costituzionale.

Lo Statuto albertino (che era una Carta Concessa dal sovrano, non una Costituzione in senso stretto) prevedeva per quello che riguarda il potere legislativo, un sistema bicamerale:

  • una Camera elettiva (la Camera dei deputati).
  • un Senato composto da membri nominati a vita dal Re.

Il re poteva scegliere i senatori nell'ambito di 21 categorie elencate dallo Statuto, che comprendeva, tra le altre:

  • gli Arcivescovi e i Vescovi dello Stato,
  • i deputati dopo tre legislature o sei anni di esercizio,
  • i Ministri di Stato,
  • gli Ambasciatori,
  • i Primi Presidenti ed i Presidenti del Magistrato di Cassazione e della Camera dei Conti,
  • l'Avvocato Generale presso il Magistrato di Cassazione,
  • gli Ufficiali e gli Intendenti Generali,
  • i Consiglieri di Stato,
  • i membri della Regia Accademia delle Scienze,
  • coloro i quali, in ragione del censo, pagassero una certa quota di tributi annui,
  • chi avesse illustrato la Patria 'con servizii e meriti eminenti'.

L'età minima era 40 anni.

Facevano parte di diritto del Senato i principi della famiglia reale, che vi entravano al compimento del ventunesimo anno d'età, ma acquisivano il diritto di voto solo dopo aver compiuto 25 anni.

Il presidente del Senato, così come i vice-presidenti erano nominati dal Re. Il primo presidente del Senato subalpino fu il conte Gaspare Coller, di Cuneo, presidente di cassazione, nominato il 3 aprile del 1848.

Lo Statuto aveva istituito una monarchia costituzionale pura, nella quale, cioè, il potere esecutivo spettava al re che lo esercitava tramite un Governo da lui nominato e che rispondeva solo a lui.

Ben presto, soprattutto per merito di Camillo Benso di Cavour, il ruolo del Parlamento divenne fondamentale. Il Senato, da principio era essenzialmente su posizioni conservatrici, sempre schierato in difesa delle prerogative reali, anche in forte contrasto con la Camera dei deputati.

Il Governo iniziò, allora, il ricorso alla nomina di senatori favorevoli al nuovo corso politico: Si coniò, per indicare questo fenomeno, il termine "infornate". Cavour, nei suoi otto anni di Governo, propose la nomina di ben 158 senatori.

Secondo il modello inglese, le attribuzioni legislative della Camera alta non differivano da quelle della Camera elettiva, ma le leggi relative all'imposizione di tributi o all'approvazione dei bilanci dovevano essere esaminate prima dalla Camera dei deputati.

Il Senato svolgeva anche la funzione di Alta Corte di Giustizia per giudicare i crimini di alto tradimento e di attentato alla sicurezza dello Stato, nonché i Ministri accusati dalla Camera dei deputati. In tali casi il Senato non si configurava quale organo politico, ma giurisdizionale. Sede del Senato subalpino era Palazzo Madama, che prende il nome da Madama Reale Maria Cristina di Borbone-Francia, vedova di Vittorio Amedeo I di Savoia e reggente del ducato in nome del figlio Carlo Emanuele II di Savoia, che vi abitò dal 1637.

[modifica] Il Senato del Regno d'Italia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Senato del Regno d'Italia.

Come conseguenza della Seconda Guerra di Risorgimento la Lombardia fu unita al regno Sabaudo (1859). Poi gradualmente le altre regioni dell'Italia Centro settentrionale e, dopo l'impresa dei Mille, anche l'ex Regno delle due Sicilie.

Per adeguarlo alla nuova situazione tra il 23 gennaio 1860 e il 7 febbraio 1861, in imminenza dell'inaugurazione, avvenuta il 18 febbraio, dell'ottava legislatura, si verificò l'immissione oltre che di nuovi senatori piemontesi, anche di lombardi, emiliani, romagnoli, toscani, marchigiani, umbri, napoletani e siciliani. In totale furono nominati 128 nuovi senatori, che portarono la composizione del Senato a 219 membri.

Il Senato continuò a riunirsi nella sede del Senato subalpino, ma era diventato ormai il Senato del Regno d'Italia.

[modifica] Numero dei senatori per anno di nomina

Senatori del Regno di Sardegna poi Regno d'Italia per anno di nomina [2]

  • 1848 (77)
  • 1849 (23)
  • 1850 (12)
  • 1852 (4)
  • 1853 (10)
  • 1854 (10)
  • 1855 (3)
  • 1856 (1)
  • 1857 (1)
  • 1858 (3)
  • 1860 (68)
  • 1861 (51)

[modifica] Note

  1. ^ Testo dello Statuto Albertino
  2. ^ Fonte Senato

[modifica] Voci correlate

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