Ferdinando Martini

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(Ferdinando Martini[1])
Ferdinando Martini
Ferdinando Martini.jpg

Governatore dell'Eritrea
Durata mandato 16 dicembre 1897 - 25 marzo 1907
Predecessore Antonio Baldissera
Successore Giuseppe Salvago Raggi

Dati generali
Titolo di studio Laurea in lettere, laurea in filosofia
Professione Scrittore, attore teatrale, politico
sen. Ferdinando Martini
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Luogo nascita Firenze
Data nascita 30 luglio 1841
Luogo morte Monsummano Terme
Data morte 24 aprile 1928
Titolo di studio Lauree in lettere e filosofia
Professione Scrittore
Legislatura XXVI
Ferdinando Martini
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Camera del Regno d'Italia
Luogo nascita Firenze
Data nascita 30 luglio 1841
Luogo morte Monsummano Terme
Data morte 24 aprile 1928
Titolo di studio Lauree in lettere e filosofia
Professione Scrittore
Legislatura XII, XIII, XIV, XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX, XXI, XXII, XXIII, XXIV

Ferdinando Martini (Firenze, 30 luglio 1841Monsummano Terme, 24 aprile 1928) è stato uno scrittore e politico italiano. Fu senatore del Regno d'Italia nella XXVI legislatura.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio dell'autore di teatro Vincenzo Martini. Giornalista e scrittore. Collaborò dal 1872 al quotidiano Il Fanfulla firmandosi con lo pseudonimo "Fantasio". Nel luglio 1879 fondò il settimanale Fanfulla della domenica, che diresse fino al dicembre del 1880. Il 15 febbraio 1882 fondò La Domenica letteraria, che diresse fino all'agosto 1883.[2] Fu professore alla Normale di Pisa.

Fu eletto deputato al Parlamento italiano nel 1876 e conservò questa carica per quarantatré anni e tredici legislature.
Fu Ministro delle Colonie del Regno d'Italia nei Governi Salandra I e Salandra II nonché Ministro dell'Istruzione Pubblica nel Governo Giolitti I.

Fu Governatore dell'Eritrea dal 1897 al 1907, lasciando un segno indelebile nella Colonia primogenita.

Il 1º marzo 1923 fu nominato Senatore del Regno. Nel 1925 fu tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali fascisti, redatto da Giovanni Gentile.

Intorno al 1887, su progetto dell'architetto Cesare Spighi, fece edificare alla periferia di Monsummano Terme, in località "Renatico", una splendida villa in stile rinascimentale con imponenti scalinate d'accesso. La villa che oggi è passata in proprietà del Comune di Monsummano, porta il nome di villa Renatico-Martini ed è sede del Museo di Arte Contemporanea e del Novecento.

Nel 1925 fu tra i fondatori dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. La biblioteca privata di Martini, la collezione degli autografi e la raccolta delle carte private, per volontà degli eredi, sono conservate dal 1931 presso la Biblioteca Comunale Forteguerriana di Pistoia. Il suo carteggio è conservato invece alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (Fondo Martini).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Chi sa il gioco non l'insegni. Proverbio in un atto in versi, Pisa, 1871;
  • Ad una donna. Versi, Venezia, Visentini, 1872;
  • Il primo passo, Firenze, 1882;
  • Fra un sigaro e l'altro: chiacchiere di Fantasio, Milano, G. Brigola, 1876, e successive edizioni tra le quali: Milano, Treves, 1930;
  • Cose africane, da Saati ad Abba Carima, discorsi e scritti, Milano, F.lli Treves, 1896;
  • Confessioni e ricordi, Firenze, Bemporad, 1922 (e successive edizioni);
  • Lettere (1860-1928), Milano, Mondadori, 1934;
  • Nell'Affrica italiana, Milano, Treves, 1891;

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Benché la citazione sia stata attribuita a Massimo d'Azeglio dalla maggioranza degli storici, è da ritenersi con ogni probabilità di Ferdinando Martini: cfr. Fare gli italiani. Scuola e cultura nell'Italia contemporanea, a cura di S. Soldani e G. Turi, Bologna, Il Mulino, 1993, vol. I, p. 17.
  2. ^ G. Chiarini, Memorie della vita di Giosue Carducci (1835-1907) raccolte da un amico, Firenze, Barbera, 1920, p. 232

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Donati, Ferdinando Martini, Roma, Formiggini, 1925;
  • Elisa Mochi-Tacchi, Ferdinando Martini, Roma, Tipografia editoriale laziale Marchesi, 1928;
  • Giuseppe Antonio Borgese, Stendhal, Ferdinando Martini e la biblioteca romantica, Milano, Mondadori, 1930;
  • Carlo Weidlich, Ritratto di Ferdinando Martini,Palermo, Domino, 1934;
  • A Ferdinando Martini nel centenario della nascita, Monsummano, 1941;
  • Giuseppe Coluccia,Le novelle di Ferdinando Martini, Bari, Adriatica, 1973;
  • Francesco De Lisi, Ferdinando Martini governatore in Eritrea (1898-1907), Firenze, 2004;
  • Piero Buscioni, Ferdinando Martini e la villa di Monsummano, in Le dimore storiche di Pistoia e della Valdinievole, Firenze, Alinea, 2004;
  • Alberto Carli, Prima del corriere dei piccoli: Ferdinando Martini, Carlo Collodi, Emma Perodi e Luigi Capuana fra giornalismo per l'infanzia, racconto realistico e fiaba moderna, Macerata, EUM, 2007;
  • Marino Biondi, Letteratura e risorgimento da Vittorio Alfieri a Ferdinando Martini,Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2009;
  • Jessica Pompili, Esordire nell'Ottocento: Il Primo Passo (1882) di Ferdinando Martini, Milano, 2011.
  • Guglielmo Adilardi, Carlotta Lenzi Iacomelli, Ferdinando Martini. L'Uomo, il Letterato, il Politico, Bari, Laterza, 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Governatore dell'Eritrea Successore Flag of the colony governor of the Kingdom of Italy.svg
Antonio Baldissera 16 dicembre 1897 - 25 marzo 1907 Giuseppe Salvago Raggi

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