Antonio Baldissera

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Antonio Baldissera
Antonio Baldiserra.JPG

Comandante di Massaua
Durata mandato 1888 - 20 dicembre 1889
Predecessore Alessandro Asinari di San Marzano
Successore Baldassarre Orero

Dati generali
Titolo di studio Accademia militare
Professione Militare
Antonio Baldissera
Antonio Baldissera nel 1890
Antonio Baldissera nel 1890
27 maggio 1838 - 8 gennaio 1917
Nato a Padova
Morto a Firenze
Dati militari
Paese servito Flag of the Habsburg Monarchy.svg Impero austriaco
Flag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Regno di Sardegna
Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Forza armata Wappen Kaisertum Österreich 1815 (Klein).jpg Esercito imperiale austriaco
Flag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Esercito piemontese
Flag of Italy (1861-1946).svg Regio esercito
Arma Esercito
Anni di servizio 1857 - 1910
Grado Rank insignia of tenente generale of the Italian Army (1908).png Tenente generale
Guerre Seconda guerra d'indipendenza italiana
Terza guerra d'indipendenza italiana
Guerra di Abissinia
Studi militari Accademia militare di Wiener Neustadt

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Antonio Baldissera (Padova, 27 maggio 1838Firenze, 8 gennaio 1917) è stato un generale italiano, capo delle truppe italiane in Eritrea nel 1888.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Lapide a Antonio Baldissera, Firenze

Antonio Gio Battista Baldissera è nato a Padova il 27 maggio 1838 da fu Antonio e Maddalena Marini. Da lì la madre, rimasta vedova, lo porta a Udine dove è affidato alle cure del vescovo della città friulana. Secondo lo stato di servizio dell'imperiale reale esercito austriaco, in cui è riportato il luogo, Udine, e la data di nascita, il giovanissimo Antonio è accolto nella prestigiosa accademia militare di Wiener Neustadt il 29 ottobre 1849 (probabilmente grazie all'interessamento del vescovo stesso), all'età di appena 11 anni. Compiuto il regolare corso di studi e superati gli esami, inizia la sua brillante carriera militare nel Reggimento della fanteria di linea arciduca Ranieri N° 59, dove entra col grado di sottotenente di prima classe nel 1857. Promosso sottotenente di seconda classe, avanza a primo tenente il 27 maggio 1859, quando la guerra contro il Piemonte ed i suoi alleati francesi è già scoppiata. La sua esemplare condotta tenuta nel corso dei combattimenti lungo il fiume Sesia, come ufficiale di stato maggiore aggiunto al 7º Corpo d'armata, viene premiata, sebbene a posteriori, con la concessione della croce al merito militare (Ordine d'Armata N° 46 del 17 dicembre 1859).

Passato effettivo nel Corpo di stato maggiore generale e promosso capitano di seconda classe il 20 luglio 1859, entra nel 7º Battaglione cacciatori da campo il 1º luglio 1860 dove avanza di prima classe nel 1864. Con questo grado partecipa alla breve campagna del 1866 in Italia, aggregato allo stato maggiore del Corpo d'armata del luogotenente maresciallo di campo Maroičić. La sua buona prova nell'espletamento di questo suo incarico a Custoza, gli vale il sovrano riconoscimento di lode. Nell'ultima parte del conflitto viene trasferito al 37º Battaglione cacciatori ma poi rientra nei ranghi del 7º Battaglione.

All'atto della cessione del Veneto all'Italia viene esentato dal giuramento di fedeltà all'imperatore e passa in forza al Regio Esercito dove si distingue per rigore e professionalità. Tenne il comando militare anche a Firenze nell'ex convento di Santa Caterina, sulla parete esterna del quale gli è dedicata una lunga lapide, illuminata giorno e notte.

Il 25 settembre 1879 sposa Luisa Mariani e nascono due figlie: Camilla (Clelia) che in seguito sposa Nico Castellini e Letizia (Lete) che in seguito sposa Giorgio Tondani.

Comandò da Colonnello nel 1886 il 7º Reggimento bersaglieri di stanza a Firenze e da qui raggiunge l'Eritrea, inquadrato nei ranghi della colonna Asinari di San Marzano. Quando il Di San Marzano abbandona il comando gli subentra, coi gradi da generale di brigata, con l'incarico di riorganizzare la colonia. Rientrato in Italia riceve l'incarico di sostituire Oreste Baratieri alla fine di febbraio del 1896. Nonostante la nuova nomina Baratieri attaccò mentre Baldissera era in viaggio su Suez. Dal 4 marzo (all'indomani della sconfitta di Adua) Baldissera divenne governatore generale dell'Eritrea italiana riuscendo a fermare l'avanzata delle forze etiopiche.

Fu nominato senatore del Regno nel 1904.

È morto a Firenze l'8 gennaio 1917. È sepolto nel cimitero di Soffiano.

Intitolazioni[modifica | modifica sorgente]

La città di Torino gli ha dedicato una piazza nella zona nord, già sede della demolita stazione di Torino Dora ed ora importante snodo di traffico urbano.

A Firenze si trova la caserma Antonio Baldissera.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze italiane[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia
«Per la liberazione di Adigrat.»
— 21 giugno 1896[1]
Croce d'oro con corona reale per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di servizio - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro con corona reale per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di servizio
Medaglia commemorativa delle Campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle Campagne d'Africa

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine militare di Maria Teresa (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine militare di Maria Teresa (Impero austro-ungarico)
Croce al merito militare (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito militare (Impero austro-ungarico)
«Per essersi segnalato nei combattimenti lungo il fiume Sesia.»
— maggio 1859

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Comandante di Massaua Successore
Alessandro Asinari 1888 - 20 dicembre 1889 Baldassarre Orero
Predecessore Governatore dell'Eritrea Successore Flag of the colony governor of the Kingdom of Italy.svg
Oreste Baratieri
Comandante dell'Eritrea
22 febbraio 1896 - 16 dicembre 1897 Ferdinando Martini