Italo-eritrei

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Italo-eritrei
Luogo d'origine Italia Italia
Popolazione 733
Lingua italiano, arabo,
Religione cattolicesimo
Distribuzione
Eritrea Eritrea 733

Italo-eritrei sono gli Italiani residenti da molto tempo in Eritrea, o quelli che vi sono nati da coloni italiani.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La colonia Eritrea (1890)

La colonia italiana in Eritrea fu la prima creata dal Regno d'Italia. Dopo l'iniziale occupazione della costa eritrea (intorno ad Assab) da parte della compagnia Rubattino, truppe italiane vi si stabilirono ingrandendo i territori limitrofi e nel 1890 l'Eritrea fu ufficialmente dichiarata colonia italiana[1].

Solo dopo la prima guerra mondiale l'Eritrea iniziò ad essere colonizzata e sviluppata economicamente in forma consistente.

« La Colonia Eritrea, come fu denominato il 1 gennaio 1890 l'insieme dei possedimenti italiani del Mar Rosso, fu organizzata in tutti i settori della vita civile, giuridica, economica dal primo governatore civile Ferdinando Martini (1897-1907), il quale tracciò programmi di studi del territorio e delle popolazioni, progetti di opere pubbliche e organizzazione di servizi statali, per l'avvaloramento e il progresso dell'Eritrea, programmi che furono realizzati nei decenni successivi, e che hanno dato al paese l'attuale struttura civile.[2] »

Negli anni trenta, l'Eritrea fu la colonia maggiormente ammodernata: furono costruiti migliaia di km di strade, ponti, dighe, la ferrovia Massaua-Asmara (iniziata già alla fine dell'Ottocento) ed altre infrastrutture. Inoltre le città furono sistemate anche con la creazione di numerosi quartieri italiani (ancora visibili, come ad Asmara).

Stemma del Governo dell'Eritrea nell' AOI

L'Eritrea, rispetto all'Etiopia e alla Somalia Italiana, fu la colonia con la più forte presenza di italiani nell'Africa Orientale. Infatti nel censimento del 1939 solo ad Asmara furono censiti 53.000 Italiani su una popolazione totale di 98.000 abitanti.

Partendo il 3 ottobre 1935 principalmente dalle basi dell'Eritrea, l'Abissinia venne conquistata il 5 maggio 1936. Il 9 maggio successivo tutte le colonie italiane del Corno d'Africa furono unificate da Mussolini nella cosiddetta Africa Orientale Italiana (AOI).

L'Eritrea italiana entrò a far parte dell'AOI sotto un Governatore con sede ad Asmara ed un territorio ampliato anche come compenso per l'aiuto nella conquista dell'Etiopia, dato al Regno d'Italia da parte di oltre 60.000 Ascari eritrei.

Nella primavera del 1941 l'Eritrea venne occupata da un esercito britannico a seguito della Battaglia di Cheren e successivamente fu teatro di una guerriglia italiana durata fino al settembre 1943.

Dopo il 1941, per i quasi 100.000 Italiani della comunità italiana dell'Eritrea iniziò un periodo difficile che porterà alla loro quasi totale scomparsa in pochi decenni[3].

L'Eritrea rimase sotto occupazione militare alleata fino al 1947 e divenne un protettorato britannico fino al 1952, quando le Nazioni Unite la dichiararono federata con l'Impero etiope. Dal 1993 l'Eritrea ha ottenuto ufficialmente l'indipendenza.

Nel 2007 in Eritrea rimanevano solamente 733 Italo-eritrei, concentrati ad Asmara e Massaua[4].

A tutt'oggi operano in Eritrea le scuole statali italiane (Materna "Montessori", Istituto Comprensivo e Liceo "Marconi") tutte site ad Asmara.

L'Eritrea nell'Impero coloniale italiano (1936-1941)

Comunità Italiana[modifica | modifica sorgente]

Nei sessant'anni in cui l'Eritrea fu colonia del Regno d'Italia vi si sviluppò una consistente comunità italiana. Dal 1881 al 1941 gli Italiani trapiantati in Eritrea (spesso con le loro famiglie) crebbero da poche centinaia alla fine del secolo XIX ad oltre 100.000 quando scoppiò la seconda guerra mondiale.

Alla fine della prima guerra mondiale gli Italo-eritrei erano circa 4.000, concentrati maggiormente nell'altopiano di Asmara (per via della sua temperatura relativamente fresca) ed in minor quantità a Massaua[5].

Con loro il Cattolicesimo ricevette un forte impulso. Furono costruite numerose chiese, tra cui spiccava la Cattedrale di Asmara, ed oltre un terzo della popolazione eritrea professava il cattolicesimo nel 1940.

Con l'avvento del Fascismo e la sua politica colonizzatrice, la comunità italiana crebbe enormemente: già nel 1939 gli italiani erano 76.000 su un totale di 740.000, cioè il 10% degli abitanti della Colonia primogenita.

La capitale Asmara divenne una cittadina dove la maggioranza della popolazione era italiana e dove la sua architettura ricordava in tutto una tipica città del ventennio con urbanistica in stile fascista. Dal 1930, ma già in precedenza con il governatore trevigiano Jacopo Gasparini, il profilo architettonico dell'Asmara mutò radicalmente, con la costruzione di nuove strutture ed edifici in stile razionalista, che portarono la città ad essere soprannominata la "Piccola Roma".

Il Futurista "Fiat Tagliero", costruito ad Asmara nel 1938

L'edilizia degli anni trenta e la presenza coloniale italiana sono ancora oggi ben rintracciabili, sia nei principali edifici della città (Cattedrale cattolica, Cinema "Impero", Palazzo del Governatore, Stazione "Fiat Tagliero", ecc..), sia nel nome di numerosi locali pubblici ed esercizi commerciali ("Bar Vittoria", "Pasticceria moderna", "Casa del formaggio", "Ferramenta", "Casa degli Italiani").[6].

Nella primavera del 1941, durante la II Guerra Mondiale, l'Eritrea fu occupata dalle truppe britanniche ed iniziò un continuo calo della comunità italiana. Nel 1946 gli Italo-eritrei erano ridotti a solamente 38.000.

L'apporto della comunità italiana all'Eritrea non fu solo economico e sociale. Dopo la fine della seconda guerra mondiale la Gran Bretagna e l'Etiopia vollero spartirsi l'Eritrea, ma l'intervento deciso di alcuni politici e diplomatici italo-eritrei, come Vincenzo Di Meglio, fu determinante nel fare votare le Nazioni Unite contro questa progettata spartizione. Il Dr. Di Meglio nel 1947 partecipò anche alla fondazione di un partito (Partito Eritrea pro Italia) a difesa degli Italo-eritrei, continuamente bersagliati in quegli "anni difficili" dal terrorismo pro-etiope degli Shifta.

Dopo un breve periodo di normalizzazione negli anni cinquanta, la situazione in Eritrea riprese a peggiorare per gli Italo-eritrei con l'inizio della guerra d'indipendenza eritrea dall'Etiopia nel 1961.

Negli anni duemila gli Italo-eritrei sono rimasti appena qualche centinaio, rappresentati a Roma dalla Associazione Italiana Profughi dall'Etiopia ed Eritrea (A.I.P.E.E.)[7].

La legge del 1992 concede il diritto alla cittadinanza italiana anche ai discendenti in linea retta di secondo grado. Da allora al 2014 solo 80 italo eritrei sono riusciti ad ottenerla, mentre oltre 300 richieste sono inevase presso l'ambasciata di Asmara [8].

anno Italo - eritrei Popolazione Eritrea
1910 .............1.000 .............390.000
1935 .............3.100 .............610.000
1939 ...........76.000 .............740.000
1946 ...........38.000 .............870.000
2008 ...............800 ...........4.500.000
Popolazione dell'Eritrea, dal 1910 al 2008

Lingua e religione[modifica | modifica sorgente]

Generalmente gli italo-eritrei vissuti durante la Colonia Eritrea parlano l'italiano, ma anche qualcosa di tigrino ed inglese. Sono tutti cattolici. Ma gli italo-eritrei delle nuove generazioni sono equiparati nella società eritrea, e la maggior parte di loro parla solo qualche parola di italiano. Nella religione, la maggior parte delle giovani generazioni è cattolica, mentre solo pochi giovani sono convertiti alle chiese riformate (o all'Islam, nel caso di ragazze sposate con musulmani).[9]

Italo-eritrei famosi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Inizio della Colonia Eritrea: Assab
  2. ^ Storia dell'Eritrea
  3. ^ Gli anni difficili (1941-1951)
  4. ^ Statistiche ufficiali
  5. ^ L'emigrazione italiana in Eritrea
  6. ^ Articoli sugli Italiani in Eritrea
  7. ^ Associazione Profughi dall'Eritrea
  8. ^ Eritrea, due generazioni di "meticci" con sangue italiano senza riconoscimento di paternità - Repubblica.it
  9. ^ Scritto sull'Eritrea nel 1953

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bandini, Franco. Gli italiani in Africa, storia delle guerre coloniali 1882-1943. Longanesi. Milano, 1971.
  • Bereketeab, R. Eritrea: The making of a Nation. Uppsala University. Uppsala, 2000.
  • Dan Segre, Vittorio. La guerra privata del Tenente Guillet. Corbaccio Editore, 1993. ISBN 8879720260.
  • Del Boca, Angelo. Italiani in Africa Orientale: Dall'Unità alla Marcia su Roma. Bari, Laterza, 1985. ISBN 8842026387
  • Denison Edward, Guang Yu Ren, Naigzy Gebremedhin, and Guang Yu Ren. Asmara: Africa's Secret Modernist City (New York, 2003) ISBN 1-85894-209-8
  • Di Meglio, Rita. Gli Italiani in Eritrea. Ambasciata italiana in Eritrea. Asmara, 2004.
  • Lowe, C.J. Italian Foreign Policy 1870-1940. Routledge. 2002.
  • Maravigna, Pietro. Come abbiamo perduto la guerra in Africa. Le nostre prime colonie in Africa. Il conflitto mondiale e le operazioni in Africa Orientale e in Libia. Testimonianze e ricordi. Tipografia L'Airone. Roma, 1949.
  • Negash, Tekeste. Italian colonialism in Eritrea 1882-1941 (Politics, Praxis and Impact). Uppsala University. Uppsala, 1987.
  • Walter Castaldo. "Eritrea. Un poco di...quasi tutto". ISRPt Editore , Pistoia ISBN 978-88-6144002-9

12 capitoli = Storia, Geografia, Gastronomia, Meteorologia, Turismo, Grammatica Gheez, Zoologia, etc.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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