Francesco De Martino
| sen. Francesco De Martino | |||
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| Luogo nascita | Napoli | ||
| Data nascita | 31 maggio 1907 | ||
| Luogo morte | Napoli | ||
| Data morte | 18 novembre 2002 (95 anni) | ||
| Titolo di studio | Laurea in Giurisprudenza | ||
| Professione | Docente universitario | ||
| Partito | Partito Socialista Italiano | ||
| Legislatura | IX, X, XI, XII, XIII, XIV | ||
| Gruppo | PSI, DS | ||
| Senatore a vita | |||
| Investitura | Nomina presidenziale | ||
| Data | 1 giugno 1991 | ||
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| Legislatura | I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII | ||
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Francesco De Martino (Napoli, 31 maggio 1907 – Napoli, 18 novembre 2002) è stato un giurista, politico e intellettuale italiano, tra i padri del socialismo italiano.
Indice |
L'intellettuale [modifica]
Formatosi all'Università di Napoli "Federico II", e allievo, in gioventù, di Enrico De Nicola, si dedicò alla ricerca nel campo del diritto e dell'economia romana, di cui divenne studioso di fama internazionale.[senza fonte]
Professore di storia del diritto romano nell'Università di Napoli "Federico II", accademico dei Lincei, pubblicò numerose opere nel campo delle istituzioni e dell'economia dell'antica Roma. Tra di esse vanno ricordate l'imponente Storia della costituzione romana in 6 volumi, tra le maggiori trattazioni romanistiche del Novecento, tale da essere accostata, per importanza, allo Staatsrecht di Theodor Mommsen[senza fonte], e la Storia economica di Roma antica, tradotta in tedesco, spagnolo, inglese.
L'attività politica [modifica]
Iscrittosi nel 1943 al Partito d'Azione, confluì successivamente nel Partito Socialista Italiano, dove rivestì ruoli direttivi, divenendone segretario nazionale più volte, fino al 1976. Vicepresidente del Consiglio nei governi Rumor e Colombo, nel 1971 fu il candidato delle sinistre alla presidenza della Repubblica venendo battuto da Giovanni Leone. Per lungo tempo fu il segretario nazionale del PSI.
Nel luglio 1976 Bettino Craxi lo sconfigge al congresso del PSI sostituendolo nella carica di segretario del partito; pochi mesi dopo il 5 aprile 1977, nel pieno degli anni di piombo venne rapito a Napoli suo figlio Guido, che rimase prigioniero per 40 giorni. Per la sua liberazione i rapitori chiesero un riscatto di un miliardo di lire che venne raccolto con una colletta. Guido venne liberato il 15 maggio, ma il rapimento segnò definitivamente la carriera politica di De Martino che, accusato dai comunisti di essere sceso a patti coi sequestratori, ebbe bloccata la possibile strada di una ricandidatura per il Quirinale [1].
Deputato[Deputato...] al parlamento, nel gruppo socialista, ininterrottamente dal 1948 al 1983, eletto senatore[...o senatore?] su candidatura comune socialista e comunista[in che senso?], nel 1987, ormai in netta minoranza nel contrasto con Craxi, rinunciò alla candidatura[a che?] non essendo più possibile ripetere l'esperienza unitaria[eh?].
Nel 1991 fu nominato senatore a vita dall'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga, per aver illustrato la patria con altissimi meriti nei campi civile, letterario, scientifico. Negli ultimi anni della sua vita si avvicinò ai Democratici di Sinistra, e nel 2001 s'iscrisse al loro gruppo parlamentare.
Morto a Napoli, il 18 novembre 2002, all'età di 95 anni.
Note [modifica]
- ^ Cristiano Armati, Italia criminale, e-Newton, Newton Compton Editori, 2012
Collegamenti esterni [modifica]
- Scheda sull'attività del sen. Francesco De Martino
- Fondo De Martino
- Ritratto
- Sito dell'Archivio De Martino
Controllo di autorità VIAF: 109374584 LCCN: n80051476
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