Francesco De Martino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Francesco De Martino
De Martino.jpg

Segretario del Partito Socialista Italiano
Durata mandato 1963 –
1966
Predecessore Pietro Nenni
Successore Mauro Ferri

Durata mandato 1969 –
1970
Predecessore Mauro Ferri
Successore Giacomo Mancini

Durata mandato 1972 –
1976
Predecessore Giacomo Mancini
Successore Bettino Craxi

Dati generali
Partito politico Partito d'Azione (1943-1946)
Partito Socialista Italiano (1946-1994)
Democratici di Sinistra (1998-2002)
sen. Francesco De Martino
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Napoli
Data nascita 31 maggio 1907
Luogo morte Napoli
Data morte 18 novembre 2002 (95 anni)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Docente universitario
Partito Partito Socialista Italiano
Legislatura IX, X, XI, XII, XIII, XIV
Gruppo PSI, DS
Senatore a vita
Investitura Nomina presidenziale
Data 1º giugno 1991
on. Francesco De Martino
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Legislatura I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII

Francesco De Martino (Napoli, 31 maggio 1907Napoli, 18 novembre 2002) è stato un giurista, politico e intellettuale italiano, tra i massimi esponenti del socialismo italiano.

L'intellettuale[modifica | modifica sorgente]

Formatosi all'Università di Napoli "Federico II", e allievo, in gioventù, di Enrico De Nicola, si dedicò alla ricerca nel campo del diritto e dell'economia romana, di cui divenne un importante studioso noto anche all'estero.

Professore di storia del diritto romano nell'Università di Napoli "Federico II", accademico dei Lincei, pubblicò numerose opere nel campo delle istituzioni e dell'economia dell'antica Roma. Tra di esse vanno ricordate l'imponente Storia della costituzione romana in sei volumi, tra le maggiori trattazioni romanistiche del Novecento, che fu definito da N. Purcell come il più ambizioso tentativo di intraprendere un compito del genere nei nostri tempi[1], e la Storia economica di Roma antica, tradotta in tedesco[2], spagnolo[3], inglese.

L'attività politica[modifica | modifica sorgente]

Iscrittosi nel 1943 al Partito d'Azione, confluì successivamente nel Partito Socialista Italiano, dove rivestì ruoli direttivi, divenendone segretario nazionale più volte, fino al 1976. Vicepresidente del Consiglio nei governi Rumor e Colombo, nel 1971 fu il candidato delle sinistre alla presidenza della Repubblica venendo battuto da Giovanni Leone. Per lungo tempo fu il segretario nazionale del PSI.

Nel luglio 1976 Bettino Craxi lo sconfigge al congresso del PSI sostituendolo nella carica di segretario del partito; pochi mesi dopo il 5 aprile 1977, nel pieno degli anni di piombo venne rapito a Napoli suo figlio Guido, che rimase prigioniero per 40 giorni. Per la sua liberazione i rapitori chiesero un riscatto di un miliardo di lire che venne raccolto con una colletta. Guido venne liberato il 15 maggio[4].

Deputato al parlamento, nel gruppo socialista, ininterrottamente dal 1948 al 1983, nel 1983 fu eletto senatore su candidatura comune socialista e comunista nel collegio senatoriale napoletano di Chiaia-S. Ferdinando-Posillipo.[5] Nel 1987 ormai in netta minoranza nel contrasto con Craxi, rinunciò alla candidatura al Parlamento[5] poiché la direziona nazionale del PSI aveva deciso di non ripetere l'esperienza di candidature unitarie al senato col PCI.

Nel 1991 fu nominato senatore a vita dall'allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga, per aver illustrato la patria con altissimi meriti nei campi civile, letterario, scientifico. In quanto membro anagraficamente più anziano, fu presidente provvisorio del Senato nel 1992, 1994 e 1996, in occasione delle sedute inaugurali dell'XI, della XII e della XIII legislatura.

Negli ultimi anni si avvicinò ai Democratici di Sinistra, e nel 2001 s'iscrisse al loro gruppo parlamentare.

Morì a Napoli, il 18 novembre 2002, all'età di 95 anni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Cambridge Journals
  2. ^ (EN) Sul Cambridge Journals, Wirtschaftsgeschichte des alten Rom, ISBN 3-406-30619-5.
  3. ^ (EN) Sul Cambridge Journals Historia económica de la Roma antigua.
  4. ^ Cristiano Armati, Italia criminale, e-Newton, Newton Compton Editori, 2012
  5. ^ a b DE MARTINO SCEGLIE DI NON PRESENTARSI VOLEVA UN ACCORDO TRA PSI E COMU in La Repubblica.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 109374584 LCCN: n80051476 SBN: IT\ICCU\CFIV\011980