Costantino Lazzari

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Costantino Lazzari

Costantino Lazzari (Cremona, 1º gennaio 1857Roma, 29 dicembre 1927) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Artigiano di umili origini, si iscrisse giovanissimo alle associazioni operaie milanesi create dai radicali. In seno ad esse condusse con l'amico Giuseppe Croce la battaglia per la loro trasformazione in partito di classe. Aiutato dagli intellettuali Enrico Bignami ed Osvaldo Gnocchi-Viani fondò nel 1882 il Partito Operaio Italiano.

Strinse amicizia con Filippo Turati e Anna Kuliscioff per cui aderì al socialismo in primo luogo di Marx ed Engels e con loro fece confluire nell'agosto 1892 a Genova il POI nel nuovo Partito dei Lavoratori Italiani che a Reggio Emilia nel 1893 ed Imola 1894 diventò Partito Socialista dei Lavoratori Italiani e nel 1895 a Parma il Partito Socialista Italiano. Avverso al riformismo si alleò per un tempo con i sindacalisti rivoluzionari di Milano (Walter Mocchi, Arturo Labriola) di cui però non condivideva le opinioni sulla violenza rivoluzionaria. Fu Segretario Nazionale dal 1912 al 1919, fatto salvo un breve periodo dove fu sostituito nell'incarico da Egidio Gennari.

Allo scoppio della Prima guerra mondiale coniò il motto "Né aderire né sabotare" che indicava l'atteggiamento del PSI verso la guerra.

Al Congresso di Livorno del 1921 sottoscrisse la mozione degli instransigenti rivoluzionari, confluita poi nel documento unitario dei serratiani. Nel 1922 votò l'espulsione dei riformisti ma rifiutò l'unificazione con i comunisti. Perseguitato dai fascisti morì a Roma in estrema povertà e solitudine.

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