Internazionale Comunista

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Comintern
Internazionale Comunista
(DE) Kommunistische Internationale
(RU) Коммунистический Интернационал
(EN) Communist International
Communist-International-1920.jpg
Stato Newworldmap.svg Internazionale
Fondazione 2 marzo 1919
Dissoluzione 15 maggio 1943
Ideologia Comunismo,
Marxismo-leninismo
Collocazione Estrema sinistra

L'Internazionale Comunista (in tedesco Kommunistische Internationale, abbreviato in Komintern o in italiano Comintern) fu l'organizzazione internazionale dei partiti comunisti attiva dal 1919 al 1943, nota anche come Terza Internazionale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu fondata per iniziativa dei bolscevichi russi dopo il fallimento della Seconda Internazionale, causato dall'appoggio dato ai propri governi dai socialdemocratici tedeschi e francesi in occasione della prima guerra mondiale. Il Comintern nasce a Mosca nel marzo 1919, con lo scopo di sostenere il governo sovietico, favorire la formazione di partiti comunisti in tutto il mondo e diffondere la rivoluzione a livello internazionale.

Con il secondo congresso del luglio-agosto 1920, a cui presero parte delegazioni provenienti da 37 nazioni, si tracciarono le basi e il programma del Comintern, che ruotava attorno al nucleo della "rivoluzione mondiale". Il Comintern fu fin dall'inizio egemonizzato dal Partito Comunista dell'Unione Sovietica, come dimostra il fatto che la direzione dell'Internazionale fu affidata a un comitato esecutivo permanente, con sede a Mosca. Fu inoltre caratterizzato dal netto rifiuto del parlamentarismo e del riformismo socialdemocratico, secondo un percorso evolutivo già iniziato nel primo Novecento, con la divisione tra socialismo riformista e socialismo rivoluzionario.

Dopo che in Europa erano nati i partiti comunisti, tramite scissione da quelli socialisti, nel 1926 iniziò la stalinizzazione del Comintern, grazie all'imposizione della teoria del "socialismo in un solo paese", seguendo la quale il PCUS prendeva atto dell'isolamento dell'URSS rispetto al resto del mondo e abbandonava, seppur non esplicitamente, la lotta per estendere la rivoluzione comunista a tutto il mondo in favore dello sviluppo economico e sociale della sola Russia. Questa dottrina diede vita ad una netta contrapposizione tra lo stalinismo e la dottrina ad esso contrapposta, il trotskismo.

A causa dei conflitti interni al gruppo dirigente del PCUS, e alla subordinazione delle esigenze dei diversi partiti comunisti nazionali agli interessi dell'Unione Sovietica, l'azione del Comintern andò progressivamente indebolendosi. Per lanciare un segnale di moderazione agli alleati occidentali impegnati a fianco della URSS nella seconda guerra mondiale, il 15 maggio 1943 l'Esecutivo dell'Internazionale comunista propose lo scioglimento dell'Internazionale che divenne effettivo il 10 giugno 1943. Nel 1947 l'Urss ricostituirà una sorta di nuovo Comintern con il nome di Cominform, ma anche quest'ultimo sarà sciolto nel 1956.

I 21 punti[modifica | modifica sorgente]

La Terza Internazionale impose l'accettazione di ventuno condizioni a tutti i partiti che ne volessero fare parte. I 21 punti furono elaborati nel 1919, in gran parte su ispirazione di Lenin, e vennero adottati formalmente il 7 agosto 1920, durante il secondo congresso del Comintern.

I Congressi della Terza Internazionale[modifica | modifica sorgente]

Il VII è l'ultimo Congresso dell'Internazionale Comunista prima del suo scioglimento.

Rappresentanti del Partito Comunista d'Italia presso il Comintern[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Tesi, manifesti e risoluzioni del I congresso dell'Internazionale comunista, Roma, La nuova sinistra Samonà e Savelli, 1970.
  • Tesi, manifesti e risoluzioni del II congresso dell'Internazionale comunista, Roma, La nuova sinistra Samonà e Savelli, 1970.
  • Tesi, manifesti e risoluzioni del III congresso dell'Internazionale comunista, Roma, La nuova sinistra Samonà e Savelli, 1970.
  • Tesi, manifesti e risoluzioni del IV congresso dell'Internazionale comunista, Roma, La nuova sinistra Samonà e Savelli, 1971.
  • Georgi Dimitrov, La terza internazionale, Roma, Edizioni del secolo, 1945.
  • Lenin, L'Internazionale comunista, Roma, Rinascita, 1950.
  • Lev Davydovic Trotsky, La III Internazionale dopo Lenin, Milano, Schwarz, 1957.
  • Jules Humbert-Droz, Le origini dell'Internazionale Comunista. Da Zimmerwald a Mosca, Parma, Guanda, 1968.
  • Jules Humbert-Droz, Il contrasto tra l'Internazionale e il PCI, Milano, Feltrinelli, 1969.
  • Milos Hajek, Storia dell'Internazionale comunista (1921-1935). La politica del fronte unico, Roma, Editori Riuniti, 1969.
  • Kermit E. McKenzie, Comintern e rivoluzione mondiale, 1928-1943, Firenze, Sansoni, 1969.
  • Nicos Poulantzas, Fascismo e dittatura. La terza internazionale di fronte al fascismo, Milano, Jaca Book, 1971.
  • Helmut Konig, Lenin e il socialismo italiano 1915-1921. Il Partito Socialista Italiano e la Terza Internazionale, Firenze, Vallecchi, 1972.
  • Istituto di marxismo-leninismo presso il CC del PCUS (a cura di), Storia dell'Internazionale comunista, Mosca, Edizioni Progress, 1974.
  • Jules Humbert-Droz, L’Internazionale comunista tra Lenin e Stalin. Memorie di un protagonista (1891-1941), Milano, Feltrinelli, 1974.
  • Fernand Claudín, La crisi del movimento comunista. Dal Comintern al Cominform, Milano, Feltrinelli, 1974.
  • Aldo Agosti, La Terza Internazionale. Storia documentata, 3 voll., Roma, Editori Riuniti, 1974-1979.
  • Jane Degras (a cura di), Storia dell'Internazionale comunista attraverso i documenti ufficiali, 3 voll., Milano, Feltrinelli, 1975.
  • Ottorino Perrone, La tattica del Comintern dal 1926 al 1940, Borbiago, Edizioni Sociali, 1976.
  • Giancarlo De Regis, La svolta del Comintern e il comunismo italiano, Roma, Controcorrente, 1978.
  • Ernesto Ragionieri, La Terza Internazionale e il Partito comunista italiano. Saggi e discussioni, Torino, Einaudi, 1978.
  • Edward H. Carr, Storia della Russia sovietica, IV, L'Unione Sovietica, il Komintern e il mondo capitalistico, Torino, Einaudi, 1978.
  • Mario Telo (a cura di), La crisi del capitalismo negli anni '20. Analisi economica e dibattito strategico nella Terza internazionale, Bari, De Donato, 1978.
  • Renato Monteleone (a cura di), Teorie sull'Imperialismo, da Kautsky a Lenin., Roma, Editori Riuniti, 1974.
  • Aurelia Camparini, Questione femminile e terza internazionale, Bari, De Donato, 1978.
  • Rudi Dutschke, Lenin rimesso in piedi. Lenin, Lukacs e la Terza Internazionale, Firenze, La Nuova Italia, 1979.
  • Franco Rizzi, Contadini e comunismo. La questione agraria nella terza internazionale, 1919-1928, Milano, FrancoAngeli, 1981. ISBN 88-204-1903-3
  • Claudio Natoli, La Terza Internazionale e il fascismo. 1919-1923. Proletariato di fabbrica e reazione industriale nel primo dopoguerra, Roma, Editori Riuniti, 1982.
  • Bruno Groppo, Sindacati e comunismo. La formazione della politica sindacale dell'Internazionale comunista, 1919-1921, Padova, Liviana, 1991. ISBN 88-7675-520-9
  • Natalija Lebedeva, con Michail Narinskij, Il Komintern e la seconda guerra mondiale, Perugia, Guerra, 1996. ISBN 88-7715-187-0
  • Elena Dundovich, Tra esilio e castigo. Il Komintern, il PCI e la repressione degli antifascisti italiani in URSS, 1936-38, Roma, Carocci, 1998. ISBN 88-430-1183-9
  • Massimo Caprara, Togliatti, il Komintern e il gatto selvatico, Milano, Bietti, 1999. ISBN 88-8248-101-8
  • Aldo Agosti (a cura di), Togliatti negli anni del Comintern. 1926-1943. Documenti inediti dagli archivi russi, Roma, Carocci, 2000. ISBN 88-430-1661-X
  • Anna Di Biagio, Coesistenza e isolazionismo. Mosca, il Komintern e l'Europa di Versailles. 1918-1928, Roma, Carocci, 2004. ISBN 88-430-2962-2
  • Aldo Agosti, Il partito mondiale della rivoluzione. Saggi sul comunismo e l'Internazionale, Milano, Unicopli, 2009. ISBN 978-88-400-1340-4

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

comunismo Portale Comunismo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di comunismo