Giacinto Menotti Serrati
Giacinto Menotti Serrati (Spotorno, 25 novembre 1876 – Asso, 10 maggio 1926) è stato un politico e giornalista italiano.
[modifica] Biografia
Fin da giovane fu un acceso sostenitore della causa socialista e operaia; si dedicò alla propaganda e alla formazione di associazioni. Durante gli anni Novanta, per evitare di essere arrestato e processato, si rifugiò in Francia e quindi in Svizzera, dove si dedicò alla costituzione del Partito Socialista italiano in Svizzera. Nel 1902 era negli Stati Uniti, fra gli emigrati italiani, e qui entrò in contrasto con il gruppo di anarchici che faceva riferimento a Luigi Galleani. Nel 1903, durante uno scontro fra i due gruppi socialista e anarchico a Barre (Vermont), rimase ucciso lo scultore anarchico Elia Corti. Per l'omicidio venne condannato la guardia del corpo di Serrati, Alessandro Garetto[1]. Tornato in Italia nel 1911, Serrati entrò rapidamente nella direzione del Partito socialista italiano, su posizioni massimaliste.
Nel 1914 sostituì Mussolini come direttore dell'Avanti!, conducendo sul quotidiano socialista una forte campagna contro l'intervento italiano nella prima guerra mondiale. Nel 1915 fu inviato alla conferenza di Zimmerwald, dove si avvicinò alle idee di Lenin.
Nel 1918 fu a capo della frazione massimalista nel congresso di Bologna. Inviato alla Terza Internazionale comunista accettò la fusione col Partito Comunista d'Italia. Pur essendo stato grande amico di Mussolini, dalle colonne dell'Avanti condusse una polemica contro il nascente movimento fascista, e nell'aprile del 1923 un suo editoriale considerato diffamatorio gli costò un'aggressione da parte degli arditi nel centro di Milano.
Morì ad Asso, in provincia di Como nel 1926, quando il fascismo incominciava la sua ascesa. Tra i suoi oppositori politici vi furono i fratelli Carlo e Nello Rosselli.
[modifica] Note
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