Università degli Studi di Napoli Federico II
| Università degli Studi di Napoli Federico II | |
|---|---|
| Nazione | |
| Città | Napoli |
| Altre sedi | Portici |
| Motto | Ad Scientiarum Haustum et Seminarium Doctrinarum |
| Fondazione | 1224 |
| Tipo | Università statale |
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Agraria, Architettura, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Scienze Biotecnologiche, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Scienze Politiche, Sociologia |
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| Rettore | Massimo Marrelli |
| Studenti | 96,867 (2010[1]) |
| Dipendenti | 4,535 |
| Affiliazioni | UNIMED |
| Sport | CUS Napoli |
| Sito web | www.unina.it |
L'Università degli Studi di Napoli Federico II, il principale ateneo parteneopeo e uno dei più importanti d'Italia[2] e d'Europa, è la più antica università a essere stata fondata con un provvedimento statale ed è la più antica università laica del mondo[3][4][5].
Indice |
[modifica] Storia della Federico II
[modifica] Costituzione dell'Ateneo federiciano
L'Università degli Studi di Napoli fu fondata dall'imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia Federico II di Svevia il 5 giugno 1224 tramite un editto (la generalis lictera) spedito da Siracusa. Poiché l'ateneo fu creato per volere stesso dello "Stupor Mundi" (così venne definito Federico per via della sua passione per il sapere), l'Università di Napoli è considerata in assoluto la prima università laica in Europa di tipo statale (non fondata, cioè, da corporazioni o associazioni di intellettuali, o di studenti ma in forza di un provvedimento sovrano).[4][5] Due furono i motivi principali che spinsero l'imperatore all'edificazione dello studium generale (l'Università principale del Regno di Sicilia): in primo luogo la formazione esclusiva del personale amministrativo e burocratico della curia regis e quindi la preparazione dei giuristi che avrebbero aiutato il sovrano nella definizione dell'ordinamento statale e nell'esecuzione delle leggi; in secondo luogo agevolare i propri sudditi nella formazione culturale, evitando loro inutili e costosi viaggi all'estero. La scelta della sede cadde su Napoli per motivi non solo culturali (la città aveva avuto una lunga tradizione in merito, specie in epoca virgiliana) ma anche geografici ed economici (i traffici via mare, il clima mite e la posizione strategica all'interno del Regno furono, in un certo modo, determinanti).
[modifica] Gli inizi
Inizialmente gli studi furono indirizzati verso il diritto (fondamentale per la formazione dei giuristi), le arti liberali, la medicina e la teologia: quest'ultima, rispetto alle altre materie, venne insegnata presso sedi religiose, in particolare nel convento di San Domenico Maggiore, dove insegnò dal 1271 al 1274 Tommaso d'Aquino. Inoltre, durante il periodo angioino, l'Università di Napoli, a differenza delle altre, restò indipendente dal potere papale. Le prime difficoltà arrivarono con l'avvento del dominio aragonese nel 1443, che di fatto costrinsero l'ateneo ad una prima chiusura. L'Università fu riaperta nel 1465, a seguito di un'intesa tra re Ferdinando il Cattolico e papa Paolo II, salvo poi essere nuovamente chiusa nel 1490. Si dovette aspettare il 1507 affinché lo studium partenopeo riaprisse i battenti, ricominciando dal convento di San Domenico Maggiore, che ne fu la sede per tutto il Cinquecento. In seguito, nel 1616, fu realizzata la costruzione, ad opera dell'architetto Giulio Cesare Fontana e per ordine di Don Pedro Fernando de Castro, conte di Lemos e viceré di Napoli, del Palazzo degli Studi (ora sede del Museo Archeologico Nazionale di Napoli), edificato appositamente per ospitare l'Università.
[modifica] Dal XVII al XIX secolo
Durante il Seicento l'Università visse, al pari degli altri atenei europei, un lungo periodo di decadenza, cosicché a Napoli cominciarono a sorgere scuole private e collegi ecclesiastici, che a poco a poco si affiancarono ad essa togliendole spazio. Solo a partire dal Settecento, prima con gli Asburgo e poi con i Borbone, l'ateneo fridericiano ricevette una grande spinta in senso positivo da parte delle autorità; è in questo periodo che il filosofo Giambattista Vico insegnò nell'Università partenopea.
Era un momento di grande spinta all'innovazione dell'Università: a Napoli nacque nel 1735 la prima cattedra d'Astronomia (affidata a Pietro De Martino) in Italia e nel 1754 la prima cattedra di Economia del mondo (affidata ad Antonio Genovesi)[6]. Nel 1777 la sede fu trasferita al Convento del Salvatore, dove prima risiedeva il Collegio dei Gesuiti, in seguito alla dissoluzione e all'espulsione dell'ordine religioso per volere di re Carlo III di Borbone. Per tutta la seconda metà del XVIII secolo, l'ateneo divenne il fulcro della cultura del regno borbonico, anche perché vi furono molti docenti (tra cui Antonio Genovesi) che vissero appieno nell'ambiente illuministico. Da lì partì quel movimento di intellettuali che diede vita ai moti del 1799 e alla (breve) esistenza della Repubblica Partenopea. Nonostante ciò, le scuole private ritornarono in auge, divenendo la struttura portante dell'istruzione nell'Italia meridionale dalla Restaurazione sino all'Unità d'Italia. Per tale motivo, l'Università di Napoli subì delle gravi conseguenze nel momento in cui, dopo la nascita del Regno d'Italia, dovette uniformarsi alla legge Casati, rivelando forti disparità rispetto alle altre sedi italiane, proprio a causa della numerosità di istituti privati concorrenti. Per merito di leggi specifiche, volte a standardizzare le Università italiane, come il decreto legge del 30 maggio 1875 (emanato da Ruggiero Bonghi) e il Regolamento del 1876 (emanato da Michele Coppino), l'ateneo partenopeo riuscì ad abbattere tali diversità, già evidenziate nel 1860 dal direttore generale della Pubblica Istruzione Francesco de Sanctis, che contribuì energicamente al suo ammodernamento. Nel 1884, dopo una violenta epidemia di colera e rendendosi conto che la struttura del Convento del Salvatore era ormai inadeguata, l'Università fu spostata, grazie ad iniziative di rinnovamento urbano, nella nuova sede di Corso Umberto I, dove tuttora risiede.
[modifica] XX secolo
A cavallo tra Ottocento e Novecento il prestigio dell'Università di Napoli aumentò, in particolare in ambito scientifico, mentre in quello giuridico ebbe dei grossi limiti, poi superati grazie alla legge Gentile, che modificò alla radice l'intera struttura scolastica italiana. Nel campo della genetica fu pioniera, con la nascita della prima cattedra in Italia[7]. Nuove difficoltà di carattere edilizio ed organizzativo afflissero l'ateneo sia durante il ventennio fascista sia durante la Seconda guerra mondiale, in cui l'Università fu colpita violentemente da un incendio appiccato dalle truppe tedesche il 12 settembre 1943.
Nel dopoguerra, in seguito all'evoluzione moderna del modello universitario in generale, l'Università degli studi di Napoli divenne il secondo ateneo più importante d'Italia per numero di iscritti, secondo soltanto alla Sapienza di Roma. Il 7 settembre 1987 assunse l'attuale denominazione, con l'aggiunta del nome del fondatore, in previsione dell'istituzione, nel 1991, per suo scorporo, della Seconda Università di Napoli. Nel 1992 venne istituito il Centro Musei Scienze Naturali costituito dai musei di zoologia, paleontologia, mineralogia e antropologia. Nel 2011 viene inaugurato il telescopio de Ritis del dipartimento di Scienze Fisiche che entrerà a formare l'osservatorio omonimo[8].
[modifica] Organizzazione
L'Ateneo federiciano (o fridericiano) è composto da 13 facoltà. Per permettere una corretta gestione dell'enorme quantitativo di personale docente, studente e tecnico-amministrativo, l'Ateneo è diviso in 3 poli fondamentali. Tutte le facoltà appartengono a un polo.
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Polo delle Scienze e delle Tecnologie
Palazzo della Facoltà d'Ingegneria a Piazzale Tecchio
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[modifica] Polo delle Scienze e delle Tecnologie
Il Polo delle Scienze e delle Tecnologie la cui presidenza ha sede nel Complesso Universitario di Monte Sant'Angelo, nel quartiere Soccavo, comprende le facoltà di:
- Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, nel complesso di Monte Sant'Angelo, a via Mezzocannone e nel chiostro dei Santi Marcellino e Festo.
- Ingegneria - situata nel quartiere di Fuorigrotta e formata da tre sedi: le storiche sedi di Piazzale Tecchio e via Claudio con l'aggiunta del nuovo complesso di via Nuova Agnano e di alcune aule nel complesso di Monte Sant'Angelo.
- Architettura - situata nel centro storico, con sede centrale a Palazzo Gravina e sede distaccata nel Complesso dello Spirito Santo in Via Forno Vecchio.
Il Polo delle Scienze e delle Tecnologie è il principale punto di riferimento per le attività di ricerca per l'innovazione tecnologica, ed ha diretti rapporti con le principali istituzioni di ricerca, come il CNR e l'ENEA. La Facoltà di Ingegneria dell'Università di Napoli Federico II è nella classifica delle 100 migliori Scuole di Ingegneria a livello mondiale, stilata dall'Institute of Higher Education di Shangai[9]. Nel 2011 la casa editrice Elsevier sulla base dei dati raccolti dal 2005 al 2009 ha posto l' Area di Scienze della Terra della Federico II ai primissimi posti nella ricerca eccellente e prima tra le università italiane [10].
[modifica] Polo delle Scienze Umane e Sociali
Afferiscono al Polo delle Scienze Umane e Sociali, con sede nel centro di Napoli, le facoltà di:
- Giurisprudenza, è la facoltà con più studenti in Italia ed ha tre sedi, quella storica in corso Umberto I nell'edificio del Rettorato e le altre due localizzate in via Porta di Massa e via Marina.
- Lettere e filosofia, ha la sua sede principale nel complesso monumentale di S. Pietro Martire, adiacente alla Cappella Universitaria, in via Porta di Massa. Le altre sedi sono in via Marina (Dipartimento di Discipline Storiche "E. Lepore"), via Don Bosco (Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale), via Leopoldo Rodinò (Dipartimento di Analisi delle Dinamiche Territoriali e Ambientali) e via Lanzieri (Uffici amministrativi). La Biblioteca della Facoltà, ridenominata BRAU (Biblioteca di Ricerca dell'Area Umanistica) è ubicata in piazza Bellini, nel Complesso di Sant'Antonio delle Monache a Port'Alba e nell'attiguo Palazzo Conca.
- Scienze politiche, è in via Leopoldo Rodinò, in una parte del complesso di San Marcellino.
- Sociologia, è in vico Monte della Pietà, all'interno di un antico ex monastero del centro storico.
- Economia, nel complesso di Monte Sant'Angelo.
[modifica] Polo delle Scienze e delle Tecnologie per la Vita
Al Polo delle Scienze e delle Tecnologie per la Vita, con sede presso il nuovo policlinico (retto dall'Azienda ospedaliera universitaria Federico II, già Azienda universitaria policlinico), afferiscono le facoltà di:
- Agraria (che ha sede a Portici, nella prestigiosa sede della reggia)
- Farmacia
- Medicina e chirurgia
- Medicina veterinaria
- Scienze biotecnologiche
[modifica] Personalità di spicco che hanno studiato o insegnato alla Federico II
- Nicola Abbagnano, filosofo
- Giuseppe Abbamonte, giurista ed esperto di diritto amministrativo
- Filippo Abignente, politico e deputato del Regno d'Italia
- Giovanni Abignente, giurista, politico ed accademico
- Antonio Aliotta, illustre filosofo cui è intitolato il Dipartimento di Filosofia
- Giovanni Amelino-Camelia, fisico
- Francesco Amirante, giurista ed ex Presidente della Corte Costituzionale
- Tommaso d'Aquino, santo della Chiesa Cattolica e teologo
- Vincenzo Arangio-Ruiz, illustre romanista
- Renzo Arbore, showman
- Giorgio Arcoleo, giurista e politico
- Gaetano Arfé, politico, giornalista e storico
- Agostino Ariani, matematico
- Francesco Arnaldi, latinista e filologo
- Girolamo Arnaldi, storico
- Terrisio d'Atina, maestro dictaminale di età federiciana
- Andrea Avellino, presbitero, religioso e santo
- Andrea Ballabio, ricercatore, genetista e direttore del TIGEM
- Salvatore Battaglia, storico e filologo delle letterature romanze
- Eugenio Bennato, cantautore
- Leonardo Bianchi, neurologo, psichiatra e politico
- Lodovico Bianchini, economista, storico, politico ed avvocato
- Vitangelo Bisceglia, filosofo e botanico
- Giovanni Bosco, giornalista e scrittore
- Filippo Bottazzi, fisiologo
- Giordano Bruno, filosofo
- Giuseppe Cacciatore, filosofo e storico della filosofia
- Renato Caccioppoli, illustre matematico al quale è intitolato il Dipartimento di Matematica e Applicazioni
- Federico Cafiero, matematico
- Eduardo Caianiello, fisico
- Cosimo Campanelli, filosofo
- Marcello Canino, ingegnere ed architetto
- Niccolò Capasso, poeta, teologo, letterato e giureconsulto
- Giuseppe Capograssi, filosofo del diritto
- Antonio Cardarelli, medico e senatore del Regno d'Italia
- Francesco Paolo Casavola, giurista ed ex presidente della Corte Costituzionale
- Leopoldo Cassese, storico ed archivista
- Aniello Cimitile, ingegnere, rettore, politico
- Domenico Cirillo, medico, botanico e patriota della Repubblica partenopea
- Carlo Cocchia, architetto e pittore
- Enrico Cocchia, latinista, rettore, senatore del Regno
- Gaspare Colosimo, avvocato, politico e filantropo
- Benedetto Conforti, giurista e magistrato
- Ermanno Corsi, giornalista
- Luigi Cosenza, ingegnere, architetto e urbanista
- Domenico Cotugno, medico
- Benedetto Croce, filosofo, storico e critico letterario
- Bartolomeo da Bisenti, scienziato e medico
- Andrea Dalia, giurista
- Giovanni D'Andrea, economista e politico
- Giuseppe de Blasiis, storico
- Enzo Decaro, attore, regista, sceneggiatore
- Emanuele De Cillis, agronomo, professore emerito, senatore dell'Italia fascista, Preside della Facoltà di Agraria[11]
- Luciano De Crescenzo, ingegnere, scrittore, divulgatore, attore, regista, sceneggiatore
- Renato De Fusco, storico dell'architettura
- Ferrante de Gemmis, filosofo e letterato
- Giuseppe de Gemmis, vescovo e rettore
- Biagio de Giovanni, filosofo, politico, rettore
- Derrick de Kerckhove, sociologo
- Salvatore D'Elia, latinista e storico
- Luigi De Magistris, magistrato, europarlamentare, sindaco di Napoli dal 2011
- Alfredo De Marsico, avvocato e uomo politico
- Ernesto de Martino, antropologo, musicologo ed etnomusicologo
- Francesco De Martino, eminente giurista, intellettuale e uomo politico
- Fabrizio de Miranda, ingegnere, progettista di ponti e strutture
- Enrico De Nicola, primo Presidente della Repubblica Italiana
- Franco Di Mare, giornalista
- Antonino Drago, fisico
- Antonio Ereditato, fisico
- Guido Fabiani, rettore dell'Università degli Studi Roma Tre
- Bruno Fadini, ingegnere, docente
- Nicola Fergola, matematico italiano
- Gaetano Filangieri, giurista e pensatore
- Onofrio Fragnito, medico e professore universitario
- Vincenzo Franciosi, ingegnere e professore di Scienza delle Costruzioni
- Nicola Fusco, matematico
- Giuseppe Galasso, storico
- Vincenzo Galiani, patriota e rivoluzionario
- Adriano Galli, ingegnere
- Pasquale Galluppi, filosofo, docente
- Guglielmo Gasparrini, botanico
- Antonio Genovesi, scrittore di filosofia ed economia politica
- Elio Giangreco, ingegnere e professore di Tecnica delle Costruzioni
- Francesco Giordani (chimico)
- Marcello Gigante, grecista e papirologo
- Louis Godart, archeologo e filologo
- Franzo Grande Stevens, avvocato
- Antonio Guarino, giurista, magistrato, avvocato e professore di diritto
- Giovanni Gussone, botanico
- Paolo Emilio Imbriani, letterato, umanista e poeta
- Ferdinando Imposimato, avvocato penalista e giudice onorario della Corte di Cassazione
- Gianfilippo Ingrassia, professore di medicina e scopritore della staffa dell'orecchio
- Antonio Labriola, filosofo
- Giovanni Leone, avvocato penalista, docente, politico ed ex presidente della Repubblica
- Mimmo Liguoro, giornalista
- Sant'Alfonso Maria de' Liguori, dottore della Chiesa
- Bartolo Longo, fondatore e benefattore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei
- Paolo Maddalena, giurista, magistrato ed attuale vicepresidente della Corte Costituzionale
- Ettore Majorana, fisico
- Giovanni Manna, giurista e politico
- Roberto Marcolongo, matematico italiano, noto per le sue ricerche di meccanica e di storia della scienza
- Luigi Mascilli Migliorini, storico
- Aldo Masullo, filosofo e politico
- Walter Maturi, storico ed accademico
- Eugenio Mazzarella, filosofo e politico
- Gerardo Mazziotti, architetto
- Giuseppe Mercalli, geologo
- Carlo Miranda, matematico
- Vincenzo Monaldi, medico, fisiologo. Fu il primo ministro della Salute.
- Giuseppe Moscati, medico, canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1987
- Ruggero Moscati, storico
- Alessandra Mussolini, politica
- Claudio Napoleoni, economista
- Giorgio Napolitano, attuale Presidente della Repubblica Italiana
- Luigi Napolitano, illustre ingegnere al quale è dedicato l'ex Dipartimento di Scienza ed Ingegneria dello Spazio; è in corso un dibattito per dedicargli la Facoltà di Ingegneria
- Luigi Nicolais, ingegnere chimica, ex ministro della Funzione Pubblica e dell'Innovazione e presidente del CNR
- Agostino Nifo, filosofo
- Federico Nitti, farmacologo
- Francesco Saverio Nitti, economista, politico, giornalista e antifascista italiano
- Umberto Nobile, aviatore e trasvolatore, del quale è presente un busto presso la Facoltà di Ingegneria a piazzale Tecchio
- Stefano Paciello, architetto
- Francesco Mario Pagano, giurista e politico
- Luigi Palmieri, fisico e inventore del sismografo elettromagnetico
- Roberto Pane, architetto
- Raffaele Paolucci, chirurgo, politico e militare
- Valeria Parrella, scrittrice
- Filippo Patroni Griffi, magistrato, giurista, ministro
- Federico Persico, giurista e poeta
- Enrico Pessina, giurista
- Vincenzo Petagna, botanico, medico ed entomologo
- Biagio Petrocelli, insigne giurista
- Mauro Picone, matematico (maestro di Caccioppoli)
- Pietro Piovani, filosofo
- Ernesto Pontieri, storico
- Camillo Porzio, avvocato e storico
- Simone Porzio, medico e filosofo
- Alessandro Preziosi, attore
- Enrico Pugliese, sociologo
- Giorgio Punzo, filosofo e naturalista
- Antonio Ranieri, patriota e scrittore
- Emanuele Riverso, filosofo
- Nicola Romeo, ingegnere fondatore dell'Alfa Romeo
- Federico Rossi, presidente del CNR
- Antonio Ruberti, politico ed ingegnere
- Giovanni Russo Spena, politico
- Vincenzio Russo, patriota e politico
- Vincenzo Salemme, attore e regista
- Gennaro Sangiuliano, giornalista e scrittore
- Roberto Saviano, giornalista e scrittore, laureato in filosofia
- Carlo Sbordone, matematico
- Michelangelo Schipa, scrittore e storico
- Alfonso Scognamiglio, nematologo
- Alessio Simmaco Mazzocchi, presbitero, filologo, biblista, archeologo
- Bertrando Spaventa, filosofo
- Pietro Summonte, umanista
- Giuseppe Tallini, matematico
- Michele Tenore, botanico
- Giuseppe Tesauro, giurista, ex Presidente dell'Antitrust ed attualmente giudice costituzionale
- Fulvio Tessitore, filosofo e storico della filosofia, politico, ex rettore dell'Università stessa
- Giuseppe Toffanin, storico e critico della letteratura
- Guido Trombetti, matematico ed ingegnere, ex rettore dell'Università stessa, nonché ex presidente della CRUI
- Salvatore Venuta, biologo e oncologo
- Giambattista Vico, filosofo e giurista
- Vincenzo Vitiello, filosofo
- Ortensio Zecchino, giurista e politico
- Bonaventura Zumbini, professore di letteratura italiana (1878), rettore dal 1881
[modifica] Lauree honoris causa
- Richard Meier (architetto) laurea in Architettura nel 1991
- John Nash (matematico) laurea in Economia e Commercio nel 2003
- Piero Ferrari laurea in Ingegneria Aerospaziale 2004
- Alvaro Siza (architetto) laurea in Architettura nel 2004
[modifica] Note
- ^ Informazioni Generali dal sito
- ^ (EN) e d'Europa CHE ExcellenceRanking 2010 Die Zeit
- ^ Ovidio Capitani, Storia d'Italia, Torino, UTET, 1981, vol. 4, p. 122. (ISBN non disponibile)
- ^ a b Cenni storici in unina.it. URL consultato il 15 maggio 2011.
- ^ a b Norbert Kamp. Federico II di Svevia in Treccani.it. URL consultato il 15 maggio 2011.
- ^ http://www.vocedimegaride.it/html/primatidelregno.htm
- ^ http://denaro.it/blog/2012/03/01/napoli-e-la-genetica-celebrano-le-nozze-d%E2%80%99oro-nel-segno-delle-staminali/
- ^ http://people.na.infn.it/~longo/OMSA/container.htm
- ^ ed.sjtu.edu.cn
- ^ http://www.dst.unina.it/it/component/content/article/1/324-eccellenza-scienze-della-terra
- ^ Scheda sul sito del Senato della Repubblica
[modifica] Collegamenti esterni
- Girolamo Arnaldi, Studio di Napoli, Enciclopedia Federiciana, Vol. II, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani
- Fulvio Delle Donne, La scelta di Napoli come sede dell'Università, da stupormundi.it