Avellino

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Avellino
comune
Avellino – Stemma Avellino – Bandiera
Avellino – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Sindaco Cinzia Guercio[1] (commissario prefettizio) dal 31/10/2012
Territorio
Coordinate 40°54′55″N 14°47′23″E / 40.91528°N 14.78972°E / 40.91528; 14.78972 (Avellino)Coordinate: 40°54′55″N 14°47′23″E / 40.91528°N 14.78972°E / 40.91528; 14.78972 (Avellino)
Altitudine 348 m s.l.m.
Superficie 30,41 km²
Abitanti 54 151[2] (30-09-2012)
Densità 1 780,7 ab./km²
Frazioni Bellizzi Irpino, Pianodardine, Picarelli, Valle-Ponticelli.
Comuni confinanti Aiello del Sabato, Atripalda, Capriglia Irpina, Cesinali, Contrada, Grottolella, Mercogliano, Monteforte Irpino, Montefredane, Ospedaletto d'Alpinolo, Summonte
Altre informazioni
Cod. postale 83100
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064008
Cod. catastale A509
Targa AV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 742 GG[3]
Nome abitanti avellinesi
Patrono san Modestino
Giorno festivo 14 febbraio
Localizzazione
Avellino è posizionata in Italia
Avellino
Posizione del comune nell'omonima provincia
Posizione del comune nell'omonima provincia
Sito istituzionale
« Avellino è quasi casa mia, colà mi sento come in famiglia, e non ci vogliono cerimonie »
(Francesco De Sanctis, Un viaggio elettorale[4])

Avellino (IPA: [avelˈli:no][5]) è un comune italiano di 54 151 abitanti[2], capoluogo della provincia omonima in Campania.

Indice

Geografia fisica [modifica]

Territorio [modifica]

La città è situata nel cuore di una grande conca dell'Appennino Campano dominata dai massicci montuosi dei Picentini e del Partenio ed è circondata a sud-ovest dal monte Faliesi e a nord-ovest dal Montevergine, il più importante e famoso monte del Partenio, meta di pellegrinaggio per venerare la Madonna di Montevergine nel Santuario benedettino del XII secolo, posto sul monte a 1272 m.

La città è attraversata da alcuni corsi d'acqua: il Rigatore, il San Francesco ed il Fenestrelle, affluenti del fiume Sabato, oggi molto impoveriti ed in parte interrati[6].

I dintorni del centro urbano sono rigogliosi di vegetazione: prevale la coltura della nocciola, le pregiate "nocciole avellane".

Clima [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Avellino.
Tipico paesaggio irpino

Il clima di Avellino è di tipo temperato, risente dell'influenza del Mar Tirreno, ma ha tratti sensibilmente più continentali della Campania costiera. L'inverno è fresco e piovoso (1200mm di pioggia annui nel capoluogo e nella zona circostante), con una temperatura media del mese più freddo di circa 7 °C. Le correnti umide di Libeccio e Scirocco provenienti dal golfo di Salerno (distante solo 28 chilometri); incontrano i primi contrafforti degli Appennini e il massiccio del Partenio, e determinano in Irpinia giornate grigie e piovose. Quando invece proviene aria fredda da Nord, le temperature si abbassano anche sotto lo zero e si verificano nevicate, con accumuli nel centro cittadino di 5–10 cm, anche 30 nelle zone collinari circostanti. Nella notte del 3 febbraio 2012, con l'Italia nella morsa del gelo, sono caduti centro di Avellino oltre 50 cm di neve. L'autunno e la primavera sono molto spesso brevi periodi di transizione tra le due stagioni estreme. In queste stagioni nella conca avellinese si verificano episodi di gelate e nebbie mattutine, in condizioni di tempo stabile e soleggiato; questo perché manca l'effetto mitigatore del mare ed è perciò elevata l'escursione termica, con temperature miti di giorno ma rigide di notte. Le estati sono calde e assolate, con temperatura media in luglio e agosto (i mesi più caldi) di 25 °C. In questo periodo, mentre tutta la Campania si trova sotto la presenza di aria calda, proveniente dall'anticiclone delle Azzorre e dall'anticiclone subtropicale africano, nella conca avellinese può esserci un moderato disagio climatico dovuto alla forte umidità e alla scarsa ventilazione. Sporadicamente si verificano temporali pomeridiani provenienti dall'Appennino che apportano un po' di refrigerio.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura media (°C) 6,8 6,9 8,8 12,1 15,9 20,9 24,7 24,6 19,7 14,9 10,7 9,0 16,0
Precipitazioni (mm) 172 121 114 104 68 49 24 12 76 186 208 220 1354

Storia [modifica]

Abellinum romana [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Abellinum.

Il nucleo originario della città, Abellinum, si formò sulla collina della Civita, in territorio dell'odierna Atripalda a circa 4 km dal centro di Avellino. Testimonianze archeologiche attestano la presenza sulla Civita di un importante centro pre-romano, presumibilmente di origine etrusco-campana e di lingua osca, risalente almeno al IV secolo. Secondo recenti ricerche, suffragate da Edward Togo Salmon, l'antica città era al centro del territorio dei Sabatini, popolo sabello documentato da Tito Livio. Non è da escludere che tale centro avesse il nome di Velecha, attestato da numerose monete attribuite all'area campana. Fu conquistata dai Romani nel 293 a.C., che la sottrassero al dominio dei Sanniti nella sanguinosa battaglia di Aquilonia, durante le Guerre sannitiche che si verificarono tra il 343 a.C. e il 292 a.C. Sotto il dominio di Roma la città cambiò più volte denominazione (nell'ordine: Veneria, Livia, Augusta, Alexandriana e Abellinatium). La posizione geografica ha agevolato la nascita dei primi insediamenti: sin dall'antichità la valle del Sabato ha costituito una via naturale tra l'Irpinia e il Sannio. Nell'89 a.C. Silla occupò Pompei, Ercolano, Stabia, Eclano, Abella e Abellinum. Abellinum non costituiva ancora un vero e proprio centro urbano. Furono le truppe di Silla ad avviare l'edificazione di una vera città. Il Cardo e il Decumano, tipici elementi urbanistici romani, la suddividevano in quattro quadrati, ognuno dei quali conduceva alle quattro porte esterne. La città romana ha avuto un'importante sviluppo in età augustea, grazie alla realizzazione del grande acquedotto che dalle sorgenti di Serino arrivava a Bacoli, ove era situato il grande serbatoio desstinato all'approvigionamento della flotta romana (oggi denominato Piscina Mirabilis), dopo aver servito le principali città della Campania. Particolare importanza assunse Abellinum in età cristiana, nel corso della quale emerge la figura del grande vescovo Sabino, vissuto probabilmente fra la fine del V e l'inizio del VI secolo. Il centro è documentato fino alla metà del VI secolo, grazie all'importante patrimonio epigrafico rinvenuto negli anni ottanta-novanta nella basilica paleocristiana di Capo La Torre (centro storico dell'odierna Atripalda). Probabilmente l'antico centro sulla collina della Civita cessò di esistere a seguito delle guerre gotiche e della successiva occupazione bizantina. La popolazione si disperse sulle alture nei dintorni, dando origine a vari piccoli nuovi centri, fra cui, in epoca ancora incerta, la nuova Avellino, sulla collina della Terra, a 4 km in direzione ovest dalla Civita.

La città medievale [modifica]

Scorcio dei ruderi del Castello Longobardo

Dopo che i Longobardi determinarono la fuga di parte (tesi minoritaria) o di tutti (tesi prevalente) gli abitanti di Abellinum, questi si dispersero sul territorio circostante. Parte di essi cominciò ad aggregarsi sulla collina Selleczanum, oggi nota come Terra, originando la nuova città di Avellino su uno sperone di tufo. Per secoli "intra civitatem" ed "intra moenia" coincisero, visto che la città di Avellino, all'epoca un piccolo borgo, era ricompresa entro il ristretto spazio in cima alla collina tufacea. Ciò perché invasioni, terremoti e pestilenze frenarono notevolmente la crescita demografica.[8] L'arrivo dei Normanni pose Avellino al centro di importanti avvenimenti: nel 1137 Innocenzo II e Lotario III nominarono Duca di Puglia Rainulfo di Alife, il conte di Avellino, per il contributo dato per fermare i primi tentativi di conquista del neoeletto (1130) Re di Sicilia Ruggero II. Due anni dopo, però, in seguito all'improvvisa morte di Rainulfo, con la città rimasta senza l'appoggio di Papa e Imperatore, Ruggero II riunificò il Regno di Sicilia, annettendovi il Ducato di Puglia e il Principato di Capua. Nei decenni successivi, la città passò al conte Riccardo dell'Aquila, dunque ai Paris, ai Sanseverino, a Simone di Montfort, ai del Balzo, ai Filangieri de Candida, fino a diventare feudo dei Caracciolo, negli anni dal 1581 al 1806. Dal 1287 al 1581 fu capoluogo del Principatus ultra serras Montorii.

Feudo dei Caracciolo [modifica]

Durante la signoria dei Caracciolo la città conosce una lunga stagione di crescita demografica, di espansione urbanistica e di progresso economico. In questo periodo, si afferma la produzione della lana: i pregiati panni di Avellino dal tipico colore azzurro carico. Il commercio troverà una sede monumentale nella Dogana dei grani. Durante il primo secolo della loro Signoria, i Caracciolo ampliarono il Castello fino a farne diventare un punto di riferimento per poeti e viaggiatori. La peste del 1656 costituirà nulla più che una battuta d'arresto. Nel Settecento, infatti, la città comincia ad assumere l'odierna conformazione urbana: i principi Caracciolo abbandonano il Castello, si trasferiscono in una nuova residenza, il Palazzo Caracciolo, attuale sede dell'amministrazione provinciale, e avviano i lavori per la creazione del corso principale della città.

La città ottocentesca [modifica]

Torre dell'Orologio e statua di Carlo II d'Asburgo bambino, detto "il reuccio"

Nel 1806 la città di Avellino è nominata capoluogo di provincia del Principato Ultra al posto della vicina Montefusco. Avellino fu sede dei moti del 1820-1821. La diffusione, nel marzo 1820, anche nel Regno di Napoli, della conquista in Spagna del regime costituzionale contribuì notevolmente ad esaltare gli ambienti carbonari e massonici. A Napoli, la cospirazione (la quale non si pose mai l'intento di rovesciare il re, ma solo di chiedere la costituzione) prese subito vigore e coinvolse anche alcuni ufficiali superiori, come i fratelli Florestano e Guglielmo Pepe, Michele Morelli, capo della sezione della carboneria di Nola cui si affiancarono Giuseppe Silvati, sottotenente, e Luigi Minichini, prete nolano dalle idee anarcoidi. La notte tra il 1 e il 2 luglio 1820, la notte di San Teobaldo, patrono dei carbonari, Morelli e Silvati diedero il via alla cospirazione disertando con circa 130 uomini e 20 ufficiali. Il giovane ufficiale Michele Morelli, sostenuto dalle proprie truppe, procedeva verso Avellino dove lo attendeva il generale Guglielmo Pepe. Il 2 luglio, a Monteforte, fu accolto trionfalmente. Il giorno seguente, Morelli, Silvati e Minichini fecero il loro ingresso ad Avellino. Accolti dalle autorità cittadine, rassicurate del fatto che la loro azione non aveva intenzione di rovesciare la monarchia, proclamarono la costituzione sul modello spagnolo. Dopodiché gli insorti passarono i poteri nelle mani del colonnello De Concilij, capo di stato maggiore del generale Pepe. Questo gesto di sottomissione alla gerarchia militare, provocò il disappunto di Minichini che tornò a Nola per incitare una rivolta popolare. Mentre la rivolta si espandeva a Napoli, dove il generale Guglielmo Pepe aveva raccolto molte unità militari, il 6 luglio, il re Ferdinando I si vide costretto a concedere la costituzione. Dopo pochi mesi, le potenze della Santa Alleanza, riunite in congresso a Lubiana, decisero l'intervento armato contro i rivoluzionari che nel Regno delle Due Sicilie avevano proclamato la costituzione. Si cercò di resistere, ma il 7 marzo 1821 i costituzionalisti di Napoli comandati da Guglielmo Pepe, sebbene forti di 40.000 uomini, furono sconfitti a Rieti dalle truppe austriache. Il 24 marzo gli austriaci entrarono a Napoli senza incontrare resistenza e chiusero il neonato parlamento. Dopo l'Unificazione della Penisola lo Stato italiano tagliò fuori la città dalle principali vie di comunicazione, impedendone lo sviluppo.

I bombardamenti del 1943 [modifica]

Il 14 settembre 1943 intorno alle 11:10 del mattino la città fu pesantemente bombardata dagli Alleati nel tentativo di bloccare la ritirata delle truppe naziste nei pressi dello strategico ponte della Ferriera. Durante l'attacco anglo-americano persero la vita più di 3.000 persone, circa un cittadino avellinese su otto, e furono duramente colpite piazza del Mercato, il palazzo vescovile e alcuni edifici religiosi e abitativi.[9]

Il terremoto del 1980 [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto dell'Irpinia.

Il 23 novembre del 1980, Avellino, ed in particolare molti comuni interni alla provincia, furono colpiti dal Terremoto dell'Irpinia.

Simboli [modifica]

Stemma del comune di Avellino
Gonfalone del comune di Avellino

Il Comune ha un proprio stemma ed un proprio gonfalone così come descritti nei decreti di riconoscimento, in data 23 dicembre 1938:

« Campo di cielo all'agnello pasquale con banderuola, adagiato sul libro legato di rosso, ritagliato d'azzurro, poggiato su una terrazza al naturale. Ornamenti esteriori da città »

E in data 1º dicembre 1938, trascritto nel Libro araldico degli Enti morali al vol. II, pag.625:

« Drappo di colore bianco riccamente ornato di ricami d'oro caricato dello stemma civico con l'iscrizione centrale in oro: "Città di Avellino". Le parti di metallo ed i nastri saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro. »

Onorificenze [modifica]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Con animo fierissimo, sopportò senza mai piegare, numerosi bombardamenti aerei che causavano la perdita della maggior parte del suo patrimonio edilizio e la morte di 3.000 cittadini. Tutta la popolazione si prodigò con generosità e amore encomiabili per cura dei feriti, degli orfani, dei senza tetto. Settembre 1943.[10]»
— 8 luglio 1959
Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione. Sisma 23 novembre 1980.[11]»
— 9 novembre 2005

Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]

Architetture religiose [modifica]

La città di Avellino vanta un gran numero di chiese e conventi. Fino alla fine degli anni trenta, c'erano, nel Largo dei Tribunali (ora Piazza della Libertà), la chiesa di San Francesco d'Assisi ed il convento dei Frati Minori Conventuali, fondato dallo stesso santo; e la chiesa dell'Annunziata, con il convento dei padri Domenicani, ora sede della prefettura. Il podestà fascista di allora, ritenne opportuno demolire le due chiese, con il convento francescano, cancellando per sempre due importanti luoghi storici ed artistici, che fino ad allora Avellino aveva potuto vantare.

Duomo di Avellino [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Avellino.
Duomo di Santa Maria Assunta e di San Modestino

L'attuale Duomo o cattedrale della diocesi di Avellino sorge approssimativamente dove insisteva l'antichissima Chiesa di Santa Maria. In particolare, i blocchi in pietra alla base del campanile è quanto resta dell'originaria costruzione di epoca longobarda/normanna. L'originaria struttura dovette sorgere a partire dal 969, quando si ebbe il ripristino della Cattedra vescovile di Avellino, per frenare il proselitismo bizantino, grazie ad una nutrita presenza di bizantini ("Greci"), residuo dei vecchi dominatori sconfitti dai Longobardi. Tali Bizantini possedevano ben tre chiese documentate, prime fra tutte la Chiesa di San Nicola dei Greci.[8] La ricostruzione avvenne successivamente, tra il 1132 ed il 1166 in stile romanico e fu dedicata a San Modestino, la chiesa ha subito nel corso della storia influenze architettoniche barocche (1700) e neoclassiche. La svolta neoclassica fu compiuta tra il 1857 e il 1868 dall'architetto Pasquale Cardola su commissione del vescovo Francesco Gallo; la trasformazione dell'interno, invece, fu opera dell'architetto Vincenzo Varriale che vi lavorò dal 1880 al 1889. Conserva la Cripta Romanica. Al suo interno si venerano le reliquie di San Modestino vescovo e martire, patrono della città e della diocesi di Avellino, e la reliquia della Sacra Spina di Gesù.

Chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori (Cripta del Duomo) [modifica]

La cripta romanica del Duomo

È in stile romanico, ed è composta da tre navate con eleganti colonne di spoglio dai capitelli di ordine diverso. In essa sono sepolti alcuni vescovi di Avellino. La databilità della cripta del Duomo è da identificarsi con lo stesso periodo di costruzione della Cattedrale stessa.

Chiesa di Santa Maria del Rifugio (detta di Sant'Anna) [modifica]

È situata nella centrale Piazza del Popolo, per secoli luogo di scambi commerciali e mercati ortofrutticoli. La chiesa fu edificata nel 1712, ed è conosciuta per il culto particolare verso Sant'Anna. Il 26 luglio, giorno in cui cade la festa della santa, la chiesa è meta di pellegrinaggio in modo particolare da parte delle gestanti, e delle neo-mamme.

Chiesa e convento di Santa Maria delle Grazie [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario della Madonna delle Grazie (Avellino).

In cima alla collina dei Cappuccini si trova la Chiesa-Santuario di S. Maria delle Grazie, affiancata dal Convento dei Cappuccini in un corpo unico, entrambi del 1580. All'interno si venera la Madonna delle Grazie, in un trittico con tela di un anonimo del Cinquecento. Nel corso del XIX secolo, il convento divenne un ospizio per anziani, ed a causa degli eventi bellici che portarono al bombardamento di Avellino nel settembre 1943, la struttura fu utilizzata come ospedale d'emergenza. Alla Madonna delle Grazie è dedicata una festa molto seguita dai fedeli che si tiene il e il 2 luglio, con celebrazioni religiose, cantanti e fuochi d'artificio.

Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli [modifica]

La chiesa è documentata fin dal XVI secolo, ed era abbellita da un soffitto dipinto da Francesco Guarini, andato distrutto durante il terremoto del 1688. La chiesa, restaurata nel 1732, si presenta così come è da allora. Inoltre è dotata di una doppia scalinata, con al centro l'accesso verso l'ipogeo. Presso questa chiesa fu istituito dall'Arciconfraternita di Santa Maria di Costantinopoli nel 1583, il Monte di Pietà, rimasto attivo fino al 1966.

Chiesa e Convento di San Generoso [modifica]

Il complesso apparteneva all'Ordine Agostiniano, ed è situato sull'antica via Regia delle Puglie. La chiesa fu completata nel 1751 e contiene le reliquie di San Generoso Martire. Ora il convento è sede della Polizia Municipale, mentre la chiesa è ancora officiata la domenica.

Chiesa della Santissima Trinità [modifica]

Di piccole dimensioni, ma con arredi ed opere d'arte di un certo valore, come un'acquasantiera barocca del 1640, il soffitto dipinto da Michele Ricciardi, ed una tela di Angelo Solimena firmata dallo stesso, e datata 1672. Dopo il terremoto del 1980, cadde in disuso. Ora la chiesa è adibita a sala conferenze dell'Istituto di Scienze Religiose di Avellino.

Chiesa di San Francesco Saverio (detta di Santa Rita) [modifica]

Fu costruita nel 1752, dedicata al Ss.Nome di Maria, e a San Francesco Saverio. La chiesa è anche conosciuta sotto il nome di Santa Rita da Cascia, cui il popolo avellinese nutre una particolare devozione, ed è meta di imponenti pellegrinaggi durante il periodo della novena e della festa in onore della santa.

Chiesa e Conservatorio delle Oblate [modifica]

È situata nei pressi della centralissima Piazza della Libertà. La costruzione del complesso monastico delle Oblate Sacramentine avvenne nel Settecento. La chiesa è dedicata a Gesù Sacramentato, ed è a navata unica, con due altari laterali. Il soffitto fu dipinto ne 1729 da Michele Ricciardi.

Chiesa e Collegio dei Liguorini [modifica]

Complesso della Chiesa e del Convento di S.Alfonso Maria de Liguori (Chiesa e Collegio dei Liguorini)

Il complesso della chiesa e del convento dei Redentoristi, detti anche Liguorini, fu iniziato nella seconda metà del Settecento, dopo una missione predicata ad Avellino da Sant'Alfonso Maria de Liguori fondatore della suddetta congregazione. Dopo la morte del santo, i padri redentoristi gli hanno dedicato la bellissima chiesa, che negli anni cinquanta del ventesimo secolo è divenuta parrocchia. Il convento è dotato di una vasta raccolta di libri. Le esigenze di spazio, a causa della crescenda popolazione del rione San Tommaso, hanno fatto sì che i padri Redentoristi costruissero una nuova e ben più ampia chiesa. Il vecchio complesso fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1980, rimanendo chiuso per parecchi anni. Ora la chiesa ed il collegio dei Liguorini sono stati ristrutturati. Si aspetta solo il giorno dell'apertura ufficiale.

Chiesa e Monastero di Santa Maria di Monserrato [modifica]

Il complesso è del Cinquecento, ed è situato su quella che un tempo era la via Regia delle Puglie (oggi via Francesco Tedesco). La chiesa è dedicata a San Giovanni Battista, e il monastero a Santa Maria di Monserrato. Un tempo appartenevano ai monaci di Montevergine, ora il monastero è retto dalle suore Stimmatine.

Chiesa del Santissimo Rosario [modifica]

Chiesa del Santissimo Rosario

Fu costruita nel 1942, e dedicata alla Madonna del Rosario. La chiesa è in stile gotico, e si affaccia sul Corso Vittorio Emanuele II, ed è retta dei padri Domenicani, che risiedono nell'attiguo convento.

Architetture civili [modifica]

Carcere Borbonico [modifica]

Prospetto principale del Carcere borbonico

Si inserisce negli interventi voluti dai Borbone e volti a dare ad Avellino un nuovo volto urbanistico. Realizzato a partire dal 1819 su primo progetto di Luigi Oberty, a rendere più sicuro il carcere, nel 1839, si scavò il grande fossato e l'ingegnere Marino Massari gettò il ponte levatoio che collega il carcere con l'esterno, oltre il muro di cinta. Nel 1826 fu approvato il progetto del carcere di Giuliano de Falco. I lavori vennero iniziati nel 1827, i primi due padiglioni ultimati entro gli anni trenta dell'Ottocento.

Il carcere è stato attivo fino al 1987. Oggi i suoi padiglioni sono sede del Museo Irpino (la nuova sezione risorgimentale inaugurata il 17 marzo 2011, la Pinacoteca Provinciale e il Lapidario), di sale dedicate a mostre e attività didattiche e di un auditorium, oltre che degli uffici della Soprintendenza di Avellino e dell'Archivio di Stato.

Palazzo Caracciolo [modifica]

Si attesta su Piazza Libertà. Venne costruito a metà del Settecento dai principi Caracciolo. Nella prima metà dell'Ottocento l'edificio divenne proprietà di Domenico Antonio Balestrieri. Più volte restaurato e modificato, i prospetti di gusto neo-rinascimentale sono frutto di un intervento di fine Ottocento voluto da Nicola Balestrieri. La facciata è caratterizzata da balconi e cornici realizzate in stucco.

Casino del Principe [modifica]

Il Casino del Principe è il luogo di residenza nobiliare costruito intorno al 1591 in stile rinascimentale grazie alla committenza di Camillo Caracciolo. In seguito al restauro è stato adibito a pinacoteca per ospitare mostre di opere d'arte. Tra le mostre presentate vi sono quelle dedicate a Caravaggio, Leonardo Da Vinci, Andrea Pazienza e Picasso.[12]

Fontana di Bellerofonte [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fontana di Bellerofonte.
Fontana di Bellerofonte

La Fontana di Bellerofonte (secolo XVII) è un'opera dello scultore bergamasco Cosimo Fanzago, sita nel centro storico nella parte alta di corso Umberto I, già via di Costantinopoli.

Palazzo de Concilii [modifica]

Palazzo de Concilii, opera dell'architetto Maria Luigi de Conciliis nel corso del Settecento, ha accolto il giovane Victor Hugo in occasione del ricongiungimento col padre (il colonnello Joseph Léopold Sigisbert Hugo) ad Avellino, ivi trasferitosi in seguito alla nomina a Governatore militare della provincia, in sostituzione del Digonet, avvenuta agli inizi del 1808[13].

Casa della Gioventù Italiana del Littorio [modifica]

Inaugurata da Renato Ricci nel pomeriggio del 10 aprile 1937, la Casa della GIL è stata realizzata su progetto del noto architetto Enrico Del Debbio, già autore degli edifici del Foro Italico di Roma. Il palazzo, dopo essere stato abbandonato nel dopoguerra, fu riconvertito in una sala cinematografica ("Cinema Risorgimento");[14] sopravvissuto al terremoto del 1980, è stato ristrutturato negli anni novanta per ospitare una nuova sala cinematografica, il Cinema Eliseo. Il 2 gennaio 2013 la struttura, inutilizzata da anni, ha subìto gravi danni in seguito a un incendio doloso.[15]

Architetture militari [modifica]

Castello [modifica]

Di fronte al teatro Gesualdo, sorge il castello della città, centro della dominazione longobarda nel IV secolo.

Altro [modifica]

Corso Vittorio Emanuele II [modifica]

Scorcio di Corso Vittorio Emanuele II

La strada ha subìto, tra il 2007 e l'inizio del 2009, ingenti lavori di riqualificazione con una nuova pavimentazione in pietra lavica e la totale pedonalizzazione che ha, tuttavia, comportato il sacrificio di rilevanti superfici prima destinate a parcheggio.

Villa Comunale [modifica]

La Villa Comunale

Nel 2006, non lontano dalla Villa Comunale, l'amministrazione ha inaugurato un altro giardino pubblico. Questo spazio verde, di minori dimensioni rispetto alla Villa, occupa aree attigue all'edificio dell'ex Distretto Militare, ed è accessibile da Via Cristoforo Colombo, all'altezza dell'intersezione con Via Lorenzo de Concilii.

Aree naturali [modifica]

Parco "Antonio Manganelli" [modifica]

Parco urbano di Santo Spirito

Inaugurato il 23 luglio 2010, il Parco urbano di Santo Spirito è il polmone verde di Avellino. Con i suoi 120.000 m², infatti, costeggia e copre buona parte del percorso del torrente Fenestrelle, andando così a rivalutare una zona di Avellino ancora sottoutilizzata. Il parco comprende vaste aree verdi, piste ciclabili, un anfiteatro all'aperto, uno spazio giochi per bambini, una pista da jogging, campi da tennis, calcetto, rugby, pallavolo, pallacanestro e bocce, ed un edificio adibito ai servizi.[16] Inoltre sono previsti punti di ristoro per la degustazione di prodotti dell'enogastronomia irpina e un maneggio con un itinerario a cavallo che si ricongiunge a quelli già tracciati sul Terminio e nel resto della regione.[17] Questi progetti non hanno mai visto la luce poiché nel giugno 2012 il parco è stato chiuso a causa dello stato di degrado e di abbandono in cui versava a soli due anni dall'inaugurazione.[18] A seguito di lavori di ristrutturazione a cui sono state sottoposte le strutture del parco[19], il 18 maggio 2013 è stato riaperto al pubblico. Contestualmente è avvenuta la cerimonia di intitolazione ad Antonio Manganelli[20].

Società [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[21]

Etnie e minoranze straniere [modifica]

Al 1º gennaio 2010 nel capoluogo irpino risultano residenti 1.249 cittadini stranieri. Le comunità più rappresentate sono quelle di:

fonte Istat

Lingue e dialetti [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto irpino.

Tradizioni e folclore [modifica]

Carnevale [modifica]

Il carnevale in Irpinia ha una tradizione antichissima. Il periodo, storicamente, prende il via il 17 gennaio, giorno in cui il calendario romano ricorda la figura di Sant'Antonio Abate.

Musiche, balli, maschere assumono, in ogni zona della provincia di Avellino, caratteristiche uniche che rendono il periodo del Carnevale particolarmente attraente ed interessante.

Le rappresentazioni del Carnevale in Irpinia hanno una loro connotazione strettamente legata al territorio, momenti di folklore che richiamano antichi riti della civiltà contadina, usi e costumi che, nel tempo, si sono tramandati di generazione in generazione.

Il clou della festa si svolge, normalmente, nel mese di febbraio allorquando, seguendo la tradizione, in quasi tutti i paesi si svolgono manifestazioni ad hoc, con l'intera popolazione che partecipa sia alla preparazione che allo svolgimento delle rappresentazioni.

Zeza [modifica]

La Zeza è una scenetta carnevalesca, cantata al suono del trombone e della grancassa. Vide probabilmente la luce nella seconda metà del Seicento. Da Napoli si diffuse presto nelle campagne adiacenti, con caratteri sempre più diversificati nelle altre regioni del Regno. Almeno fino alla metà dell'Ottocento la Zeza veniva rappresentata nei cortili dei palazzi, nelle strade, nelle osterie e nelle piazze. Le parti femminili erano interpretate da soli uomini perché le donne non potevano essere esposte alla pubblica rappresentazione (tradizione che si conserva ancora oggi). La sua sparizione dalle piazze e dalle strade di Napoli, dove aveva preso vita, era stata determinata dai divieti ufficiali emanati nella seconda metà dell'Ottocento, infatti essa era stata proibita dalla polizia “per le mordaci allusioni e per i detti troppo licenziosi ed osceni”. A causa di questi divieti, la canzone di Zeza si spostò più nell'entroterra, dove è sopravvissuta fino ad oggi. Questo spettacolo è ancora più o meno vivo in alcune province irpine, grazie all'impegno di tante persone, che ogni anno fanno rivivere questa tradizione. Oggi la Zeza può essere considerata un pezzo di teatro popolare prettamente campano. Famose sono quelle rappresentate dalla frazione di Bellizzi Irpino[22] e dai comuni di Cervinara, Capriglia Irpina, Mercogliano, Monteforte Irpino e Solofra.

Venerdì Santo [modifica]

Il Venerdì Santo si svolge la processione del simulacro dell'Addolorata e del Cristo morto per le principali strade cittadine, con sosta all'ospedale San Giuseppe Moscati. La processione parte dalla cattedrale dopo l'adorazione della Croce, presieduta dal vescovo.

La processione di Santa Rita da Cascia [modifica]

Uscita della statua di Santa Rita da Cascia dalla chiesa di San Francesco Saverio

Il 22 maggio la statua della santa viene portata in processione dalla chiesa di San Francesco Saverio, detta anche di Santa Rita (che si trova nel centro storico della città, nei pressi del Duomo). La statua della santa viene condotta nel piazzale dell'ospedale "San Giuseppe Moscati", dove i malati, affacciatisi alle finestre, lanciano coriandoli e fiori, mentre assistono al volo delle colombe. Molte delle donne che seguono la processione attraversano le strade di Avellino completamente scalze.[23]

Ferragosto [modifica]

Dopo il 26 luglio, giorno in cui viene issato il Pannetto dell'Assunta, compatrona della città, vi sono un susseguirsi di manifestazioni teatrali e feste di piazza, con la partecipazione di artisti famosi ed internazionali di musica leggera, che trova il culmine nei giorni che vanno dal 13 al 18 agosto. Il giorno 14, vigilia della solennità dell'Assunta, avviene l'omaggio floreale della città, nella persona del sindaco, alla Madonna. Il giorno 15, dopo la celebrazione di alcune messe ed il solenne pontificale presieduto dal vescovo, nel tardo pomeriggio avviene la tradizionale processione dell'Assunta, con al seguito le massime autorità civili e religiose della città. La processione parte dal Duomo e sfila per le vie principali, sostando dinanzi all'ospedale San Giuseppe Moscati, dove avviene l'omaggio dei pazienti e del personale ospedaliero, con lancio di fiori e di colombe. Verso la mezzanotte, nel piazzale antistante lo Stadio Partenio avviene lo spettacolo dei fuochi pirotecnici. Le manifestazioni del ferragosto si chiudono alla fine del mese. Durante questo periodo si tiene anche la tradizionale Fiera delle bancarelle.

Simulacro della Madonna Assunta compatrona di Avellino, esposto in Cattedrale in occasione dei festeggiamenti (opera di Nicolò Fumo da Baronissi del 1718)

Istituzioni, enti e associazioni [modifica]

Qualità della vita [modifica]

Anno Qualità della Vita[24] (Il Sole 24 Ore) Qualità della Vita (Italia Oggi) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2004 89º (- 1)[25] 61º (+ 12)[26] 80º[27]
2005 85º (+ 4)[28] 86º (- 25)[29] 82º (-2)[27]
2006 77º (+ 8)[30] 69º (+ 17)[31] 42º (+ 40)[32]
2007 87º (- 10)[33] 74º (- 5)[34] 34º (+ 8)[35]
2008 83º (+ 4)[36] 96º (- 22)[37] 45º (- 11)[38]
2009 93º (- 10)[39] 78º (+ 18)[40] 82º (- 37)[41]
2010 91º (+ 2)[42] 83º (- 5)[43] 29º (+ 51)[44]
2011 92º (- 1)[45] 86º (-3)[46] 15º (città piccole)[47]
2012 93º (- 1)[48] 93° (- 7)[49] 26º (città piccole, -11)[50]

Cultura [modifica]

Istruzione [modifica]

Punto di riferimento per l'intera provincia, Avellino è sede di molti veri e propri "campus scolastici".

Biblioteche [modifica]

Biblioteche
Biblioteche
  • Archivio di Stato
  • Archivio Notarile
  • Archivio Diocesano
  • Archivio del Comune di Avellino
  • Centro Rete Bibliotecario Provinciale, Palazzo Provinciale della Cultura (Corso Europa)
  • Emeroteca Provinciale, Palazzo Provinciale della Cultura (Corso Europa)
  • Biblioteca dell'Archivio di Stato, ex Carcere Borbonico
  • Biblioteca della Camera di Commercio (Piazza Duomo)
  • Biblioteca del Centro Sociale "Della Porta" (Via Morelli e Silvati)
  • Biblioteca del MdAO(Via Degli Imbimbo 47)
  • Biblioteca dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose "San Giuseppe Moscati" (Via L. Amabile)
  • Biblioteca dell'Istituzione Culturale Museo Zoologico (Via F. Petronelli, 8)
  • Biblioteca della Galleria Nazionale dei Selachoidei
  • Biblioteca Provinciale "Capone", Palazzo Provinciale della Cultura (Corso Europa)
  • Biblioteca dei Padri Redentoristi (quartiere San Tommaso Piazza L. Sturzo).
  • Biblioteca Parrocchiale del Cuore Immcolato di Maria (Viale San Francesco, 1)
  • Biblioteca Parrocchiale "Mons. Luigi Abbondandolo" di San Ciro Martire
  • Biblioteca dell'Istituto "Guido Dorso", Piazza 23 novembre (alle spalle del Duomo)
  • Biblioteche comunali ex circoscrizionali
  • Mediateca Provinciale, Palazzo Provinciale della Cultura (Corso Europa)
  • Mediateca dell'Istituzione Culturale Museo Zoologico (Corso Umberto I, 131)

Ricerca [modifica]

Istituto di Scienze dell'Alimentazione CNR [modifica]
Logo del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Ad Avellino ha anche sede una sezione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, specificamente l'Istituto di Scienze dell'Alimentazione (ISA). Presso l'istituto si svolgono attività di ricerca, di valorizzazione, trasferimento tecnologico e di formazione nei seguenti settori scientifici, relativamente alle seguenti tematiche:

  • Studi sulla composizione e le qualità nutrizionali degli alimenti
  • Valutazione degli effetti dell'alimentazione sulla salute umana
  • Caratterizzazione e valorizzazione di alimenti tipici nella dieta mediterranea
  • Genomica, proteomica, e bioinformatica delle scienze dell'alimentazione

L'attività di ricerca dell'ISA è multidisciplinare e corrisponde all'organizzazione interna in tre macrolinee scientifiche a sua volta divise in unità di ricerca.

Istituzione Culturale Museo Zoologico ICMZ [modifica]

L’Istituzione Culturale Museo Zoologico (acronimo ICMZ) è stata fondata ad Avellino nel 1994, ha lo scopo di promuovere la divulgazione scientifica grazie ai suoi musei e da ricerca scientifica con le pubblicazioni dei vari musei e centri di ricerca di sua proprietà e gestione.

L'ICMZ è proprietaria di alcuni musei e biblioteche:

  • Museo Zoologico degli Invertebrati "L. Carbone" (sito in Corso Umberto I, 131);
  • Galleria nazionale dei Selachoidei (in trasferimento da Via Petronelli a Corso Umberto I),
  • Biblioteca ICMZ (Via F. Petronelli, 8),
  • Mediateca ICMZ (Corso Umberto I, 131),
  • Biblioteca GNS (in trasferimento a Corso Umberto I).

Il Centro Ricerche dell’ "Istituzione Culturale Museo Zoologico" realizza alcune pubblicazioni periodiche "Quaderni del Museo Zoologico" (dedicato all’attività di ricerca del Museo) e "Malákion" (annuario del Centro Malacologico Irpino “L. Carbone”, dedicato agli studi relativi ai Molluschi), oltre a monografie relative ai vari ambiti della Zoologia e delle Scienze Naturali.

Scuole [modifica]

Conservatorio Domenico Cimarosa [modifica]

Il conservatorio "Domenico Cimarosa" di Avellino, fondato nel 1972, risulta essere il più grande conservatorio di musica in Campania. Le oltre cinquanta aule insonorizzate, e la struttura in generale, rendono l'edificio un vero e proprio campus universitario, fornito di alcune sale strumenti, una biblioteca (con un patrimonio librario che ammonta a circa 10.000 unità, costituita da enciclopedie, antologie, collane, opera omnia, copie anastatiche, partiture, spartiti, libretti d'opera, metodi e studi, periodici e riviste), dei laboratori multimediali e un auditorium di 400 posti, che si può definire una vera e propria arena teatrale idonea per ospitare grandi allestimenti operistici. Un'intera area del complesso è dedicata agli uffici; al suo interno vi è una palestra attrezzata, parcheggi privati, infrastrutture e spazi rivolti agli allievi della scuola. Grazie agli ingenti finanziamenti stanziati dal 2004 dal Ministero dell'Istruzione, il conservatorio ha potuto decisamente migliorare la sua dotazione strumentale e bibliografica, da mettere al servizio degli oltre mille studenti che lo frequentano. La struttura attuale in cui è ubicato l'istituto è stata realizzata ex novo, dopo gli eventi sismici del 1980, dal governo degli Stati Uniti d'America e successivamente donata alla città nel 1986. Dall'ottobre del 2009 il Conservatorio ha aperto una sezione distaccata a Caserta con due corsi di flauto e pianoforte per 40 allievi.

Istituto agrario "F. De Sanctis" [modifica]

L'Istituto Tecnico Agrario "Francesco De Sanctis", nato oltre un secolo fa per promuovere la produzione e la diffusione del prodotto vinicolo avellinese, è la più antica scuola di viticoltura ed enologia d'Italia. Dal 27 ottobre 1879, data in cui venne fondato dal ministro De Sanctis, l'Istituto analizza la vita economica dell'Irpinia, cercando di orientare la sua offerta didattica e la sua opera di ricerca verso le esigenze del territorio, contribuendone allo sviluppo. Nonostante la lunga tradizione storica, la Scuola Enologica è sempre stata attenta all'andamento del mercato e alle innovazioni tecnologiche; per tale ragione ha inserito nei suoi programmi didattici i moderni problemi relativi all'ambiente, alla trasformazione agroalimentare e delle biotecnologie, assicurando ai suoi diplomati la massima preparazione per entrare al meglio nel mondo del lavoro.

Università [modifica]

Avellino è la terza città d'Italia, dopo Alba e Siena, ad ospitare il “Corso di Laurea in Vitivinicoltura ed Enologia”. Facente capo all'Università degli Studi di Napoli Federico II, il corso si svolge presso l'Istituto De Sanctis, antica sede universitaria avellinese. La facoltà rappresenta un vanto ed un'opportunità concreta per la città irpina, per mettere in pratica le competenze di una terra che produce alcuni tra i migliori vini d'Italia.

Istituto Superiore di Scienze Religiose "San Giuseppe Moscati" [modifica]

Ente unversitario istituito dalla Diocesi di Avellino e dalla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale (di Napoli), che rilascia la laurea non specialistica in "Scienze religiose" e abilita all'insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado.

Musei [modifica]

Galleria nazionale dei Selachoidei [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Galleria nazionale dei Selachoidei.

La Galleria nazionale dei Selachoidei è un museo dedicato esclusivamente agli squali. Il museo espone attualmente ventiquattro famiglie di squali con un centinaio di specie, si tratta principalmente di mascelle di squalo e reperti anatomici vari (denti, pelli, uova, etc.), oltre a squali imbalsamati, la maggior parte. Molti squali esposti sono in diminuzione in natura, alcuni per cause naturali (poca fecondità, malattie genetiche etc.) altri a causa della distruzione degli ambienti naturali in cui vivono. La galleria ha anche una ricca biblioteca con libri in diverse lingue e una sezione dedicata ai video. Offre attività didattiche all'avanguardia sia per scuole che per gruppi. Per i disabili si realizzano particolari visite tattili.

Museo Archeologico Provinciale Irpino [modifica]

Il Museo Archeologico Provinciale Irpino nasce dal Museo privato Zigarelli, sorto sul finire del XIX secolo, poi lasciato al Comune nel 1889 ed infine passato alla Provincia. Dal 1965 è collocato al primo piano del Palazzo Provinciale della Cultura, in Corso Europa, espone reperti archeologici ritrovati nella provincia di Avellino in nove sale. Dalla dal 15 settembre 2012 il museo è chiuso al pubblico [51]. per trasferimento e risistemazione presso il "Carcere borbonico" del capoluogo irpino.

Museo d'Arte - MdAO [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo d'arte MdAO.

Il Museo d'arte - MdAO è situato in Via Degli Imbimbo (zona Chiesa del Cuore Immacolato di Maria). È stato aperto al pubblico nel 2005 grazie al suggerimento della collezionista e critica d'arte Graziella Lonardi Buontempo. Originariamente, nel 1994, era una quadreria privata trasformata in museo.

Il MdAO presenta in ostensione al pubblico alcune opere scelte d'arte contemporanea e d'arte moderna. Propone ai suoi visitatori opere di autori del novecento, fra cui si ricordano: Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Michele Cascella, Gianni Dova, Felicita Frai, Giovan Francesco Gonzaga, Nani Tedeschi, Ernesto Treccani, Renzo Vespignani, etc.; e fra gli autori del ventunesimo secolo: Paola Epifani, Paola Romano, etc.; tra gli “artisti di interesse locale e regionale” emergono: Giulio Labruna, Aldo Pironti, ecc. Le opere originali comprendono sculture, dipinti, oli e multipli. Inoltre, il Museo d'Arte - MdAO suggerisce ai suoi visitatori anche attività di approfondimento con visione di documentari ed interventi video di famosi critici d'arte.

Museo Zoologico degli Invertebrati "Carbone Lauretana" [modifica]

Questo museo, situato in Corso Umberto I, è uno dei maggiori musei dedicati agli invertebrati in Italia, aperto nel luglio del 2002.

Verso la fine del 2009 ha subito un grave furto con la perdita di circa 500 pezzi (soprattutto Celenterati, Artropodi e Molluschi, per un valore di circa 250.000 euro). A seguito del furto è chiuso per riordino.

L'esposizione del museo è suddivisa in tre sezioni, che rappresentano le classi zoologiche degli animali a cui è dedicato: nella prima sezione si espone al pubblico la specie dei celenterati e dei poriferi; nella seconda: gli artropodi, i tentacolati, gli anellidi, gli echinodermi, gli aschelminiti, i rizopodi, i sipinculidi e i tunicati. La terza area del museo è completamente dedicata ai molluschi.

Il museo custodisce collezioni comparative di molluschi ascritti ai generi: Acavus, Allonautilus, Aporrhais, Argonauta, Harpa, Nautilus, di livello internazionale, con tutte le specie viventi ed attualmente descritte. Di rilievo la collezione di Tentacolati, l'unica presente sul territorio campano.

Fra le specie ormai estinte si segnalano alcune chiocciole arboricole del Madagascar del genere Tropidophora, delle Isole Maurizie del genere Gibbus, dell'isola di Madera del genere Geomitra, dell'isola di Kauali (Hawaii) del genere Camelia, dell'Isola di Raiatea (Polinesia Francese) del genere Partula. Oltre al gasteropode d'acqua dolce planorbide carinato del Nord America (Neoplanorbis carinatus) proveniente dall'Alabama (USA) ed all'igromiide di Picard (Trochoidea picardi) da Tel Aviv (Israele).

Pinacoteca Provinciale Irpina [modifica]

Situata all'interno del "Carcere Borbonico", in un intero braccio, nei pressi del Corso Vittorio Emanuele. La Pinacoteca Provinciale Irpina ha un'esposizione razionale, propone dipinti e ceramiche, principalmente di autori locali e di interesse provinciale. Degna di nota è la sezione di dipinti napoletani dell'Ottocento con Domenico Morelli, Francesco Mancini, Vincenzo Caprile, Edoardo Monteforte, Federico Maldarelli. La Pinacoteca è chiusa al pubblico per riordino dal 2008.

Altri musei [modifica]

Musei
Altri musei
  • Lapidario Provinciale, Carcere Borbonico (aperto a richiesta)
  • Esposizione di reperti della Soprintendenza Archeologica, Carcere Borbonico, Via Dalmazia
  • Esposizione Provinciale di attrezzature scientifiche del XIX secolo, presso il Museo Provinciale del Risorgimento, Carcere Borbonico (in allestimento)
  • Museo e Lapidario Diocesano, in piazza 23 novembre (in trasferimento)
  • Museo Provinciale del Risorgimento, Carcere Borbonico
  • MateMuseum (Museo della Matematica), in Rione Mazzini (in allestimento)

Media [modifica]

Radio, stampa e tv [modifica]

newspaper
Quotidiani
Nuvola apps krfb.pngPortali
television
TV
radio
Radio
  • Ottopagine
  • Corriere - quotidiano dell'Irpinia
  • Il Mattino - (redazione di Avellino)
  • Buongiorno Irpinia
  • Abellinum
  • abellinum.it
  • avellinonet.it
  • avellinomagazine.it
  • avellinesi.it
  • irpinianews.it
  • irpiniareport.it
  • irpiniaoggi.it
  • terredellupo.it
  • Radio Punto Nuovo
  • Radio Magic
  • Radio Studio L
  • Radio A.R.C 101
  • Radio Tenda

Cinema e teatri [modifica]

cinema
CINEMA
teatro
TEATRI
  • Cinema Partenio
  • Teatro comunale Carlo Gesualdo
  • Teatro Partenio

Dal 1959 fino al 1988 Avellino è stata sede del Laceno d'Oro, Festival del Cinema Neorealista. Dal 2001 è stato istituito il premio cinematografico "Premio Camillo Marino - Laceno d'Oro" in ricordo di Camillo Marino, fondatore della manifestazione.

Teatro Carlo Gesualdo [modifica]

Teatro Carlo Gesualdo
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Avellino
Indirizzo Piazza Castello
Dati tecnici
Tipo Sala circolare sviluppata su cinque livelli in verticale
Fossa presente
Capienza 1.189 posti
Realizzazione
Costruzione 1992-2001
Architetto Carlo Aymonino, Gianmichele Aurigemma
[Sito ufficiale]

Progettato dagli architetti Carlo Aymonino e Gianmichele Aurigemma, è una struttura avveniristica, edificata in pieno centro storico di Avellino, può ospitare fino a 1200 spettatori, con un palcoscenico fra i più moderni e attrezzati d'Europa. L'intitolazione è ad un grande madrigalista del tardo Cinquecento, Carlo Gesualdo principe di Venosa (1566-1613), che visse in Irpinia del comune di Gesualdo, dove compose le sue più grandi opere. L'edificio sorge in quella che può essere considerata una piccola "cittadella della cultura" in quanto nei dintorni di piazza Castello, dove è situato il teatro, sorgono altre strutture di notevole importanza artistica e culturale come il Conservatorio "Domenico Cimarosa", la casa della Cultura di Victor Hugo e la Casina del Principe. I lavori per la costruzione del teatro sono cominciati nel 1992 e terminati nove anni dopo, quando all'inaugurazione prese parte l'allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Gastronomia Avellinese [modifica]

Cucina [modifica]

Primi piatti [modifica]

Fusilli all'avellinese [modifica]

Fusilli avellinesi (tipo di pasta fresca artigianale e non, infatti è prodotta anche dalle grandi industrie alimentari) conditi con sugo bianco a base di verdura di stagione a pezzi, funghi e pezzeti di salsiccia di maiale, il piatto ha numerose varianti.

Altri primi [modifica]

Tipici sono i "paccheri", maccheroni fatti a mano con ragù di carne e pomodoro. In generale poi fusilli, i cavatelli, le tagliatelle, i ravioli, le orecchiette. Conditi e preparati in simbiosi soprattutto con ortaggi e legumi, come voleva la tradizione povera e contadina.

Secondi [modifica]

L'agnello (aino, in dialetto avellinese) fa parte delle carni, per lo più "bianche", che compongono la gran parte degli ingredienti dei secondi piatti. La cucina irpina tradizionale lo utilizza per piatti particolari e tipici.

Dolci tipici [modifica]

Fra le paste: la "Bombarda" dolce a forma di spicchio di frutta di pandispagna rosa con nocciole e ricotta.

La "Pigna pasquale dolce" a forma di ciambella con uova sode, glassa e confettini.

La "Zeppola" una ciambella fritta con zucchero.

Condimenti [modifica]

Olio [modifica]

Condimento per eccellenza è l'olio di oliva, che dev'essere rigorosamente DOP ed extravergine d'oliva dei territori collinari dell'Irpinia, è il principale condimento della gastronomia della provincia di Avellino. Va impiegato e consumato crudo per insalate o per piatti "freddi", cotto in pentola con carni e ortaggi, fritto in tutte le altre occasioni.

Tartufi [modifica]

Pregiatissimo è anche il Tartufo mesentrico tartufo nero, un insuperabile aromatizzatore di primi e secondi piatti, tipico dell'Irpinia e, in particolare, di Bagnoli Irpino, dove la natura incontaminata favorisce il mantenimento dell'habitat di alcuni alberi, le cui radici costituiscono l'elemento del quale ha bisogno questo fungo per vivere, sottoterra, in simbiosi con la flora.

Funghi [modifica]

Legato ai tartufi, anche i funghi spontanei e naturali, e pertanto più gustosi ed aromatici sono diffusi su tutto il territorio irpino grazie alla flora della sua natura incontaminata. Oltre che freschi, sono ottimi e trovano altrettanto impiego secchi, nei mesi con scarsa piovosità.

Altri prodotti [modifica]

Tipiche di Avellino sono le nocciole avellane e le castagne del prete, veri simboli di Avellino.

I vini [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fiano di Avellino.

Il Fiano di Avellino è uno dei tre vini irpini che ha ottenuto il prestigioso marchio DOCG. Ottimo da abbinare con i frutti di mare, è raccomandato dai sommelier per accompagnare piatti a base di pesce, zuppe e molluschi. È di colore giallo-paglierino, ha odore intenso, e un gradevole sapore secco.

Eventi [modifica]

Palio della Botte [modifica]

Scorcio di Corso Umberto I
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palio della Botte.

Ad agosto si svolge in città il Palio della Botte, una competizione di stampo medievale che si svolge tra le sette contrade (che coincidono con le sette circoscrizioni) della città di Avellino. La sfida consiste nel far rotolare con una spranga ricurva una botte di circa due quintali, spingendola in salita lungo tutto Corso Umberto I. La vittoria viene assegnata al rione che riesce a raggiungere nel minor tempo possibile la Fontana di Bellerofonte.

Personalità legate ad Avellino [modifica]

Geografia antropica [modifica]

Urbanistica [modifica]

Avellino vista da un osservatore esterno, soprattutto in un orario di punta, non sembrerà affatto essere una città di circa 56.000 abitanti dato che, annessi al capoluogo, inseriti in una continuità non solo territoriale ma anche e soprattutto urbanistica ed edilizia, sorgono Atripalda, Mercogliano e Monteforte Irpino, che superano i 10.000 abitanti; a questi si aggiungono molti altri comuni più piccoli contigui al capoluogo. Allargare il discorso urbanistico non solo alla città in sé per sé, ma alla oramai definibile "area urbana", è diventato un obbligo. Di recente è stato approvato ed adottato il nuovo PUC (piano urbanistico comunale) in sostituzione del PRG (piano regolatore generale) creato dallo studio Gregotti-Cagnardi. Un piano urbanistico che darà nuova linfa e nuovi sbocchi ad un contesto urbano immobile e disorganizzato su cui gravavano ancora i postumi del post-sisma. La sua area urbana, individuata con la metodologia del Functional Urban Regions (FURs), conta 46 comuni e 194.612 abitanti.

Frazioni [modifica]

Avellino ha alcune frazioni: Bellizzi Irpino (un tempo comune indipendente), Pianodardine, Picarelli e Valle.

Rioni e Borghi periferici [modifica]

Borgo Ferrovia, Rione Mazzini, Rione San Tommaso, Rione Parco.

Altre località del territorio [modifica]

Agglomerati di case che costituiscono piccole frazioni della città si trovano in Contrada Bagnoli ed in località Bosco dei Preti.

Economia [modifica]

Il terremoto del 1980 ha rappresentato non solo per Avellino, ma per la sua intera provincia, il punto di svolta dell'apparato economico dapprima esistente in Irpinia. Dopo il sisma sono state realizzate molte infrastrutture, e sono state dirottate verso il capoluogo ingenti somme di denaro, che hanno favorito lo sviluppo di zone prima di allora molto indietro sotto il profilo innovativo ed economico. C'è da sottolineare che se questi innumerevoli fondi fossero stati sfruttati e gestiti meglio, avrebbero permesso ad Avellino ed alla sua provincia tutta di uscire definitivamente dal novero di contesti del Centro Sud sempre in perenne bilico. Nonostante ciò, il reddito pro capite cittadino (al 2008) è di 20.180 euro l'anno, ben al di sopra della media regionale e tra i più alti della regione e delle zone limitrofe considerando i singoli comuni, e un reddito totale di 739.265.220 euro[52].

Nel rapporto di Unioncamere del 2007, la Provincia di Avellino risulta essere la più ricca della Campania, con un Pil per abitante ammonta a circa 19 000 euro[53].

Agricoltura [modifica]

Il settore agricolo ha trainato l'economia cittadina sino a metà degli anni settanta, quando il mancato ricambio generazionale ha causato una netta flessione del lavoro dei campi. Malgrado ciò, tabacco, uva e soprattutto nocciole (Avellino è rivestita dai più vasti noccioleti d'Italia[54]), grazie anche agli investimenti degli ultimi anni, impiegano una grande forza lavoro, in particolar modo nelle zone ai piedi del Partenio[54].

Industria [modifica]

L'apparato industriale è un settore importante per l'intero sistema economico avellinese, con i nuclei industriali "est" ed "ovest" impiantati nella periferia est della città, a Pianodardine, Prata di Principato Ultra e Pratola Serra. Molte delle piccole e medie imprese fanno da indotto alle importanti realtà presenti nella zona, come la FMA (Fabbrica Motori Avellino) che produce i propulsori per FIAT, Opel, Lancia, Alfa Romeo e dove si crea il motore multijet. Altre realtà sono la Novolegno facente capo al gruppo Fantoni, la Denso, la Salvagnini, la Magneti Marelli, la Aurubis[55], industrie queste che occupano ognuna anche più di due migliaia di operai, provenienti non solo da Avellino ed il suo hinterland, ma anche da fuori provincia o da fuori regione.

Servizi [modifica]

Altro traino dell'economia cittadina è senza dubbio il commercio. Anche i servizi o attività legate al terziario avanzato sono molto presenti. In città c'è la sede principale dell'IVPC, mentre molte filiali di società di servizi bancari, creditizi e di consulenza hanno un loro studio privato nel centro cittadino.

Infrastrutture e trasporti [modifica]

Strade [modifica]

Dal novembre 2006 la città è stata letteralmente sconvolta dall'apertura di decine di cantieri, tutti finanziati dal progetto P. I.C.A. (Progetto Integrato Città di Avellino) mediante fondi europei, volti a darle un nuovo "look" e a farle raggiungere un modello soddisfacente e pratico di vivibilità. Gli interventi principali riguardano la ripavimentazione e la pedonalizzazione della strada principale, corso Vittorio Emanuele, e dell'attigua Piazza della Libertà, simbolo di Avellino; la pedonalizzazione sarà resa possibile grazie alla realizzazione di un tunnel che percorrerà da nord a sud il centro cittadino. La vivibilità sarà migliorata anche con la realizzazione di due grandi parchi, uno dei quali sorgerà lì dove prima stazionavano gli autobus di linea extraurbani, ora dirottati nella nuova autostazione cittadina, ad ovest della città. La viabilità risulterà snellita dalla realizzazione di un collegamento tra la Variante Est ed il centro cittadino, che permetterà anche di raggiungere più facilmente la nuova caserma dei Vigili del Fuoco e i quartieri periferici Quattrograne est, Quattrograne ovest, Rione Mazzini e Q9. Oltre a questi principali interventi, ce ne sono altri finalizzati a dare lustro, nuovi slanci e nuove opportunità alla città, tra i quali: la riqualificazione del Castello Caracciolo; il restauro di antichi palazzi, chiese e conventi; la restituzione funzionale alla città di strutture riqualificate e finalmente fruibili dalla cittadinanza.

Autostrade [modifica]

La viabilità della provincia di Avellino

Avellino dispone di due caselli sull'autostrada A16 (Avellino Est e Avellino Ovest), dell'importante raccordo autostradale Avellino-Salerno che permette ai flussi prevenienti dall'A16 di proseguire in direzione sud immettendosi sull'A3, e della non meno trascurabile superstrada "Ofantina", importante arteria stradale che collega Avellino a numerosi centri altirpini.

Ferrovie [modifica]

La Stazione di Avellino, situata al confine con Atripalda, è capolinea delle linee ferroviarie per Benevento, per Cancello e per Rocchetta Sant'Antonio. La stazione garantiva il collegamento sia con i comuni della provincia che con Benevento e Salerno. Per rilanciare la stazione, erano stati aggiunti anche alcuni treni per Napoli Centrale e Roma, poi soppressi a causa dei tagli al trasporto ferroviario che portarono, nel 2010, alla chiusura della tratta Avellino-Rocchetta Sant'Antonio. La delibera regionale datata 9 agosto 2012 ha cancellato le ultime diciannove corse locali, determinando la totale chiusura della stazione di Avellino[56]. Il 22 settembre viene comunicato il ripristino di circa metà delle corse[57].

Mobilità urbana [modifica]

Terminal autobus

La mobilità su terra ad Avellino città ed il suo bacino provinciale è come volume di passeggeri annui, di gran lunga il tramite più utilizzato. La principale società di autotrasporti presente sul territorio è l'"A.IR", acronimo di Autoservizi Irpini, che oltre ai trasporti pubblici urbani (garantiti dall'Azienda Trasporti Irpini o ATI) ed extraurbani (con collegamenti giornalieri con 96 paesi della provincia, oltre Roma, Napoli, Benevento, Caserta, Foggia, Salerno e la sua università, Campobasso e Termoli) garantisce il collegamento via funicolare con il Santuario di Montevergine, meta di numerosi pellegrini; inoltre gestirà il servizio di metropolitana leggera che a breve si insedierà nel contesto cittadino, e l'autostazione cittadina (prossima alla completa realizzazione) che sarà il terminal di tutto il parco mezzi inerente alla società stessa. Altre importanti società sono la "SITA" che collega il capoluogo con Salerno, e la Circumvesuviana operante coi paesi contigui al napoletano.

Filovia [modifica]

Un'importante novità della città del futuro sarà la costruenda filovia[58][59][60][61], che contribuirà a snellire il traffico cittadino e a ridurre le emissioni di gas di scarico delle auto private. Il primo lotto sarebbe dovuto entrare in funzione a metà 2010[62]. I lavori, però, sono fermi da aprile 2010 a causa del blocco dei finanziamenti regionali[63].

Aeroporti [modifica]

Aereo Gli aeroporti più vicini sono:

Sport [modifica]

Nonostante Avellino sia un città di circa 56.000 abitanti possiede diverse squadre nei principali campionati professionistici italiani:

Calcio [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Avellino e Associazione Sportiva Avellino 1912.

L'Unione Sportiva Avellino fu fondata nel lontano 1912 ed ha sempre partecipato ai campionati professionistici fino al 10 luglio 2009, giorno della mancata iscrizione alla Lega Pro Prima Divisione. Vanta all'attivo 10 campionati in Serie A e 14 in Serie B. L'11 febbraio 2011 gli viene revocata l'affiliazione dalla Federcalcio[64].

Nella stagione 2009/2010 la società non viene iscritta in alcun campionato. La città è perciò rappresentata nei campionati calcistici nazionali dalla società Avellino Calcio.12 S.S.D, ridenominata dal giugno 2010 in Associazione Sportiva Avellino 1912. Per la stagione sportiva 2012-2013 milita nel campionato di Lega Pro Prima Divisione - Girone B, al termine della quale conquista, come prima classificata, la promozione in serie B con una giornata di anticipo.

Le altre squadre calcistiche della città sono il PS Rione Mazzini e la Polisportiva MAS Avellino militanti entrambe in Promozione.

Pallacanestro [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Felice Scandone Basket Avellino.

La Società Sportiva Felice Scandone è stata fondata nel 1948, e dal 2000\2001 milita in Serie A1. Nel 2008 ha vinto la Coppa Italia, nelle Final Eight giocate a Bologna e vinte contro i padroni di casa della Virtus Bologna.

Pallacanestro femminile [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nuova Partenio Avellino.

La città vanta anche una squadra di basket femminile, la Nuova Partenio Avellino, militante in Serie C.

Passaggio del Giro 2007 in Corso Europa

Pallavolo [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pallavolo Avellino.

La Pallavolo Avellino, fondata nel 1966, milita attualmente nel campionato di serie D, a differenza degli altri sport di squadra avellinesi, è l'unica compagine a non avere il bianco-verde come colore sociale, bensì il verde-blu.

Ciclismo [modifica]

Avellino è stata più volte partenza e arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Anno Tappa da km Vincitore Leader class. generale
1914 Roma 365,4 Italia Giuseppe Azzini Italia Alfonso Calzolari
1927 Napoli 153,4 Italia Alfredo Binda Italia Alfredo Binda
1965 Benevento 175 Italia Michele Dancelli Italia Albano Negro
1977 Capo Miseno 159 Belgio Freddy Maertens Belgio Freddy Maertens
2001 Nettuno 229 Italia Ivan Quaranta Italia Dario Frigo
Data Tappa a km Vincitore Leader class. generale
1914 Bari 328,7 Italia Giuseppe Azzini Italia Alfonso Calzolari
1927 Bari 271,8 Italia Alfredo Binda Italia Alfredo Binda
1962 Foggia 110 Paesi Bassi Huub Zilverberg Belgio Armand Desmet
1965 Potenza 161 Italia Vittorio Adorni Italia Vittorio Adorni
1977 2ª/1ª Foggia 118 Belgio Rik Van Linden Belgio Freddy Maertens
2009 19ª Monte Vesuvio 164 Spagna Carlos Sastre Russia Denis Men'šov
2010 10ª Bitonto 230 Stati Uniti Tyler Farrar Kazakistan Aleksandr Vinokurov

Ogni anno in occasione dei festeggiamenti di Ferragosto si svolge il trofeo "Circuito Città di Avellino", un percorso tra le strade principali della città, molto amato e seguito dalla cittadinanza.

Atletica [modifica]

Presso il campo CONI ogni anno si svolge il "Meeting Internazionale di atletica leggera Città di Avellino", a cui partecipano alcuni importanti esponenti dell'atletica mondiale.

Rugby [modifica]

Per ciò che concerne la palla ovale, la città è rappresentata dall'Avellino Rugby che attualmente milita nel girone campano della Serie C.

Curiosità [modifica]

  • Nella serie televisiva i Soprano è spessisimo menzionata Avellino come città di origine della famiglia Soprano. In una puntata in cui Maria Grazia Cucinotta racconta di Avellino, viene narrata una falsa leggenda, secondo la quale ad ogni rintocco delle campane della Torre dell'Orologio in città venisse concepito un bambino.
  • Durante il periodo appena precedente alla fine della Prima Repubblica, la classe dirigente del paese era conosciuta come "la casta degli avellinesi": infatti presidente del consiglio, segretario DC, ministri e svariati Deputati e Senatori della Repubblica erano irpini.
  • "Montevergine col cappello, Avellino con l'ombrello" è un proverbio molto diffuso e conosciuto in città, che permette di far fare ai cittadini di Avellino una sorta di previsione del tempo casalinga, difatti ogni qualvolta le nubi sovrastano la cima del monte Partenio, in città è molto probabile che piova.
  • San Modestino e la sua proclamazione come santo patrono della città hanno visto un singolare episodio. Le spoglie del martire cristano erano contese da Avellino e la contigua Mercogliano; si dice che per risolvere il "contenzioso" si pensò bene di metterle su di un carro trainato da un bue in una strada di confine tra le due cittadine, quella in cui il bue si sarebbe diretto, avrebbe tenuto le sante reliquie. Ebbene il bue andò verso Avellino, ma secondo molti attirato da ortaggi ben nascosti.

Galleria fotografica [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Comunicato del 31-10-2012. Prefettura di Avellino
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2012.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  4. ^ Francesco De Sanctis, Attilio Marinari (a cura di), Un viaggio elettorale, Guida Editori, 1983, pp. 138. 978-88-7042-131-6
  5. ^ Cfr. la voce Avellino nel Dizionario d'ortografia e di pronunzia: [1].
  6. ^ Fino al 1957, tuttavia, funzionò sulle rive del Fenestrelle-Rigatore il Mulino dell'Infornata la cui esistenza è attestata dal XII secolo.
  7. ^ Pagina con le zone climatiche e i gradi giorno dei comuni italiani. URL consultato in data 11-07-2009.
  8. ^ a b Donato Violante, Avellino - Medioevo, Perinciso Edizioni, 2010
  9. ^ 14 settembre 1943: bombe su Avellino
  10. ^ Motivazione della consegna della Medaglia d'oro al valor civile alla Città di Avellino sul sito del Quirinale.
  11. ^ Motivazione della consegna della Medaglia d'oro al merito civile al Comune di Avellino sul sito del Quirinale.
  12. ^ Articolo sul Casino del Principe
  13. ^ Palazzo della Cultura sul sito del Comune di Avellino
  14. ^ Erennio Mallardo, Andar per Teatri ad Avellino...tanto tempo fa - Agendaonline.it
  15. ^ Incendio all'Eliseo, Corriere dell'Irpinia (Avellino), 02-01-2013. URL consultato in data 3-1-2013.
  16. ^ Avellino - Parco Urbano S. Spirito, venerdì l'apertura, Irpinianews, 21 07 2010. URL consultato in data 7-9-2010.
  17. ^ P.I.C.A. - Parco Urbano Santo Spirito. Si respira aria di tempo libero. URL consultato in data 7-9-2010.
  18. ^ Avellino, cancelli chiusi a Parco Santo Spirito, Ottopagine.
  19. ^ Parco Santo Spirito, affidati i lavori per il ripristino funzionale, irpinianews.it.
  20. ^ “Parco Antonio Manganelli”, sabato la cerimonia di intitolazione, comune.avellino.it.
  21. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  22. ^ Zeza al carnevale di Venezia
  23. ^ Corriere dell'Irpinia - Tradizione e devozione Avellino abbraccia S. Rita
  24. ^ Il dossier realizzato dal Sole-24 Ore che, da oltre 15 anni, misura la vivibilità delle 103 province italiane attraverso una serie di dati statistici elaborati in 36 classifiche. Dal reddito all'occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero
  25. ^ Il sole 24 Ore 20/12/2004
  26. ^ Qualità della vita 2004
  27. ^ a b Ecosistema urbano 2005. legambiente.it
  28. ^ Il sole 24 Ore 19/12/2005
  29. ^ Qualità della vita 2005
  30. ^ Il sole 24 Ore 18/12/2006
  31. ^ Qualità della vita 2006
  32. ^ Ecosistema urbano 2006. legambiente.it
  33. ^ Il sole 24 Ore 17/12/2007
  34. ^ Qualità della vita 2007
  35. ^ Ecosistema urbano 2007. legambiente.it
  36. ^ Il sole 24 Ore 29/12/2008
  37. ^ Qualità della vita 2008
  38. ^ Ecosistema urbano 2008. legambiente.it
  39. ^ Il sole 24 Ore 19/12/2009
  40. ^ Qualità della vita 2009
  41. ^ Ecosistema urbano 2009. legambiente.it
  42. ^ Qualità della vita 2010. ilsole24ore.com
  43. ^ Qualità della vita, vince Trento (Italia Oggi). epicentrobenevento.it
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  45. ^ Qualità della vita 2011. ilsole24ore.com
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  47. ^ Ecosistema urbano XVIII edizione. legambiente.it
  48. ^ Qualità della vita 2012. ilsole24ore.com
  49. ^ Nuova bocciatura sulla qualità della vita: l'Irpinia sprofonda. irpiniaoggi.it
  50. ^ Ecosistema urbano XIX edizione. legambiente.it
  51. ^ Comunicato della chiusura del Museo Archeologico Provinciale Irpino
  52. ^ Redditi 2008 - La classifica dei capoluoghi di provincia. URL consultato in data 22-02-2010.
  53. ^ http://www.ecostiera.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1170&Itemid=52&idvis=1
  54. ^ a b Coordinamento Meridionale Agricoltura - Assessorati provinciali. URL consultato in data 3-7-2009.
  55. ^ Il Denaro - Cumerio si fonde, nasce Aurubis
  56. ^ Ad Avellino dopo 133 anni il treno non passa più
  57. ^ Avellino, la stazione riapre: garantite metà corse per Benevento e Salerno. ilciriaco.it
  58. ^ Il Denaro del 02-06-2009 num. 105
  59. ^ Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 26 del 16 maggio 2005
  60. ^ Il comunicato stampa del 29/05/2009 del Comune di Avellino la definisce impropriamente Metropolitana Leggera
  61. ^ Articolo de "Il Mattino" del 18/04/2009
  62. ^ Il denaro del 06/10/2009
  63. ^ La regione boccia il Piano strategico di Avellino e Atripalda perde 12 milioni di finanziamenti. ilsabato.net
  64. ^ Comunicato ufficiale n. 136/A. FIGC

Bibliografia [modifica]

  • A.A.V.V., Tra arte e scienza. I musei privati di Avellino, ACO Avellino 2012, pp. 12.
  • Associazione Culturale ACO, Musei Avellino 2007, Avellino, 2007, pp. 4.
  • Donato Violante, Avellino - Medioevo, Perinciso Edizioni 2010.
  • Gabriele Crepaldi, Musei d'Italia, voce Avellino pag. 244, Arnoldo Mondadori Editore, 2007.
  • Francesco De Franchi, Avellino illustrata da' santi e da' santuari, Forni, Napoli, 1709.
  • Felice De Maria, Dizionario dialettale della provincia di Avellino, Bologna, Forni.
  • Giampiero Galasso, Avellino. Storia e immagini, Ed. De Angelis, 1992.
  • Nicola Gambino, La cattedrale di Avellino, Ed. Di Mauro, 1985.
  • Consalvo Grella, Il Museo Irpino di Avellino, 1975.
  • Michelina Femina, Musei della Natura in Campania, voce Avellino pp. 10–12, M.Z.O. Edizioni, 2003.
  • Michelina Femina, Lauretana Carbone, L'Irpinia dei Musei, MZO Edizioni, Avellino 1997.
  • Carlo Muscetta, Le Chiese di Avellino, E.P.T. di Avellino, 1931.
  • Stefano Orga, Michelina Femina, Musei da esplorare ad Avellino, MZO Edizioni, Avellino 2002.
  • Gabriella Pescatori Colucci, Errico Cuozzo, Francesco Barra, Storia illustrata di Avellino e dell'Irpinia, Sellino & Barra, 1996.
  • Serafino Pionati, Ricerca sull'istoria di Avellino, Forni, 1828-29.
  • Francesco Scandone, Storia di Avellino dalle origini alla fine della dominazione Longobarda, M. d'Auria, 1905.

Voci correlate [modifica]

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Collegamenti esterni [modifica]

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