Avellino

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Avellino
Panorama di Avellino
Avellino - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: bandiera Campania
Provincia: stemma Avellino
Coordinate: 40°54′55″N 14°47′23″E / 40.91528, 14.78972Coordinate: 40°54′55″N 14°47′23″E / 40.91528, 14.78972
Altitudine: 348 m s.l.m.
Superficie: 30,41 km²
Abitanti:
56.483 31 luglio 2009 [1] 
Densità: 1.857 ab./km²
Frazioni: Bellizzi Irpino, Pianodardine, Picarelli, Valle-Ponticelli
Comuni contigui: Aiello del Sabato, Atripalda, Capriglia Irpina, Cesinali, Contrada, Grottolella, Mercogliano, Monteforte Irpino, Montefredane, Ospedaletto d'Alpinolo, Summonte
CAP: 83100
Pref. telefonico: 0825
Codice ISTAT: 064008
Codice catasto: A509 
Class. sismica: zona 2 (sismicità media)
Class. climatica: zona D, 1742 GG
Nome abitanti: avellinesi 
Santo patrono: San Modestino 
Giorno festivo: 14 febbraio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Avellino è quasi casa mia, colà mi sento come in famiglia, e non ci vogliono cerimonie »
(Francesco De Sanctis, appena eletto Governatore di Avellino)

Avellino (IPA: [avel'lino]) è un comune italiano di 56.483 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Campania.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Il comune di Avellino all'interno dell'omonima provincia

La città è situata nel cuore di una grande conca dell'Appennino Campano dominata dai massicci montuosi dei Picentini e del Partenio ed è circondata a nord-est dal Montevergine, il più importante e famoso monte del Partenio, meta di pellegrinaggio per venerare la Madonna di Montevergine nel Santuario benedettino del XII secolo, posto sul monte a 1272 m.

La città è attraversata da alcuni corsi d'acqua: il Rigatore, il San Francesco ed il Fenestrelle, affluenti del fiume Sabato, oggi molto impoveriti ed in parte interrati.

I dintorni del centro urbano sono rigogliosi di vegetazione: prevale la coltura della nocciola, le pregiate "nocciole avellane".

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Avellino.
Tipico paesaggio irpino

Caratterizzato dal clima più rigido e piovoso della regione, l'avellinese è un territorio costituito sostanzialmente da colline e montagne boscose. La piovosità è la sua caratteristica predominante viste le abbondanti medie annue che superano quasi ovunque i 1200 mm[2]. Solo nella zona confinante con la Puglia si registrano valori medi molto più bassi di circa 500 mm. Anche dal punto di vista termico la provincia risulta essere una delle più fredde in inverno e più fresche d'estate grazie anche ai numerosi ettari di bosco che ricoprono i monti che ne sfavoriscono il surriscaldamento. Boschi di faggio e di castagno sono predominanti su altre forme vegetali arboree. Precipitazioni nevose spesso cadono a quote superiori ai 1000mt su tutti i monti della provincia. Frequenti anche i temporali estivi durante le ore più calde della giornata. Nebbie nelle conche sono molto frequenti praticamente in tutte le stagioni, soprattutto in estate.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura media (°C) 6,3 6,9 8,8 12,1 15,9 19,9 22,7 21,6 19,7 14,9 10,7 8,0 15,5
Precipitazioni (mm) 172 121 114 104 68 49 24 12 76 186 208 220 1354

[modifica] Distanza dalle principali città italiane

Napoli 55 km
Bari 210 km
Roma 252 km
Palermo 402 km
Firenze 498 km
Bologna 612 km
Genova 726 km
Venezia 759 km
Milano 798 km
Torino 917 km

[modifica] Storia

Il nucleo originario della città, Abellinum, si formò in prossimità dell'odierna Atripalda a circa 4 km dal centro di Avellino. Fu conquistata dai Romani nel 293 a.C., che la sottrassero al dominio dei Sanniti nella sanguinosa battaglia di Aquilonia, durante le Guerre sannitiche che si verificarono tra il 343 a.C. e il 292 a.C. Sotto il dominio di Roma la città cambiò più volte denominazione (nell'ordine: Veneria, Livia, Augusta, Alexandriana e Abellinatium).

Piazza della Libertà

La posizione geografica ha agevolato la nascita dei primi insediamenti: sin dall'antichità la valle del Sabato ha costituito una via naturale tra l'Irpinia e il Sannio.

Nell'89 a.C. Silla occupò Pompei, Ercolano, Stabia, Eclano, Abella e Abellinum. Abellinum non costituiva ancora un vero e proprio centro urbano. Furono le truppe di Silla ad avviare l'edificazione di una vera città. Il Cardo e il Decumano, tipici elementi urbanistici romani, la suddividevano in quattro quadrati, ognuno dei quali conduceva alle quattro porte esterne. Dopo la sua distruzione da parte dei Longobardi, gli abitanti fondarono la nuova città di Avellino su uno sperone di tufo. Lo sviluppo demografico e urbanistico fu piuttosto lento a causa di alcuni violenti terremoti e delle invasioni degli Aragonesi e dei Normanni. L'arrivo dei Normanni pose Avellino al centro di importanti avvenimenti: nel 1137 Innocenzo II e Lotario III nominarono Duca di Puglia Rainulfo di Alife, il conte di Avellino, per il contributo dato per fermare i primi tentativi di conquista del neoeletto (1130) Re di Sicilia Ruggero II; due anni dopo, però, rimasto senza l'appoggio di Papa e Imperatore, Rainulfo fu sconfitto e ucciso da Ruggero II, il quale riunificò il Regno di Sicilia, annettendovi il Ducato di Puglia e il Principato di Capua. Nei decenni successivi, la città passò al conte Riccardo dell'Aquila, dunque ai Paris, ai Sanseverino, a Simone di Montfort, ai Balzo, ai Filangieri de Candida, fino a diventare feudo dei Caracciolo, negli anni dal 1581 al 1806. Durante la signoria dei Caracciolo la città conosce una lunga stagione di crescita demografica, di espansione urbanistica e di progresso economico. In questo periodo, si afferma la produzione della lana: i pregiati panni di Avellino dal tipico colore azzurro carico. Il commercio troverà una sede monumentale nella Dogana dei grani. Durante il primo secolo della loro Signoria, i Caracciolo ampliarono il Castello fino a farne diventare un punto di riferimento per poeti e viaggiatori. La peste del 1656 costituirà nulla più che una battuta d'arresto. Nel '700, infatti, la città comincia ad assumere l'odierna conformazione urbana: i principi Caracciolo abbandonano il Castello, si trasferiscono in una nuova residenza, il Palazzo Caracciolo, attuale sede dell'amministrazione provinciale, e avviano i lavori per la creazione del corso principale della città. Nel 1806 la città di Avellino è nominata capoluogo di provincia del Principato Ultra al posto della vicina Montefusco. Avellino fu sede dei moti del 1820-1821. La diffusione, nel marzo 1820, anche nel Regno di Napoli, della conquista in Spagna del regime costituzionale contribuì notevolmente ad esaltare gli ambienti carbonari e massonici. A Napoli, la cospirazione (la quale non si pose mai l'intento di rovesciare il re, ma solo di chiedere la costituzione) prese subito vigore e coinvolse anche alcuni ufficiali superiori, come i fratelli Florestano e Guglielmo Pepe, Michele Morelli, capo della sezione della carboneria di Nola cui si affiancarono Giuseppe Silvati, sottotenente, e Luigi Minichini, prete nolano dalle idee anarcoidi. La notte tra il l'1 e il 2 luglio 1820, la notte di San Teobaldo, patrono dei carbonari, Morelli e Silvati diedero il via alla cospirazione disertando con circa 130 uomini e 20 ufficiali. Il giovane ufficiale Michele Morelli, sostenuto dalle proprie truppe, procedeva verso Avellino dove lo attendeva il generale Guglielmo Pepe. Il 2 luglio, a Monteforte, fu accolto trionfalmente. Il giorno seguente, Morelli, Silvati e Minichini fecero il loro ingresso ad Avellino. Accolti dalle autorità cittadine, rassicurate del fatto che la loro azione non aveva intenzione di rovesciare la monarchia, proclamarono la costituzione sul modello spagnolo. Dopodiché gli insorti passarono i poteri nelle mani del colonnello De Concilij, capo di stato maggiore del generale Pepe. Questo gesto di sottomissione alla gerarchia militare, provocò il disappunto di Minichini che tornò a Nola per incitare una rivolta popolare. Mentre la rivolta si espandeva a Napoli, dove il generale Guglielmo Pepe aveva raccolto molte unità militari, il 6 luglio, il re Ferdinando I si vide costretto a concedere la costituzione. Dopo pochi mesi, le potenze della Santa Alleanza, riunite in congresso a Lubiana, decisero l'intervento armato contro i rivoluzionari che nel Regno delle Due Sicilie avevano proclamato la costituzione. Si cercò di resistere, ma il 7 marzo 1821 i costituzionalisti di Napoli comandati da Guglielmo Pepe, sebbene forti di 40.000 uomini, furono sconfitti a Rieti dalle truppe austriache. Il 24 marzo gli austriaci entrarono a Napoli senza incontrare resistenza e chiusero il neonato parlamento. Dopo l'Unificazione della Penisola tagliò fuori la città dalle principali vie di comunicazione, impedendone lo sviluppo. Nel 1943 la città fu pesantemente bombardata dagli Alleati nel tentativo di bloccare la ritirata delle truppe naziste nei pressi dello strategico ponte della Ferriera.

[modifica] Terremoto del 1980

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Terremoto dell'Irpinia.

Il 23 novembre del 1980, Avellino, ed in particolare molti comuni interni alla provincia, furono colpiti dal Terremoto dell'Irpinia.

[modifica] Simboli

Stemma del comune di Avellino

Il Comune ha un proprio stemma ed un proprio gonfalone così come descritti nei decreti di riconoscimento, in data 23 dicembre 1938:

« Campo di cielo all'agnello pasquale con banderuola, adagiato sul libro legato di rosso, ritagliato d'azzurro, poggiato su una terrazza al naturale. Ornamenti esteriori da città »

Ed in data 1º dicembre 1938, trascritto nel Libro araldico degli Enti morali al vol.II, pag.625:

« Drappo di colore bianco riccamente ornato di ricami d'oro caricato dello stemma civico con l'iscrizione centrale in oro: "Città di Avellino". Le parti di metallo ed i nastri saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro. »

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor civile

«Con animo fierissimo, sopportò senza mai piegare, numerosi bombardamenti aerei che causavano la perdita della maggior parte del suo patrimonio edilizio e la morte di 3.000 cittadini. Tutta la popolazione si prodigò con generosità e amore encomiabili per cura dei feriti, degli orfani, dei senza tetto. Settembre 1943.[4]»
— 8 luglio 1959
Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al merito civile

«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione. Sisma 23 novembre 1980.[5]»
— 9 novembre 2005

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

Avellino è una città ricca di Chiese, sia antiche che moderne.

La Chiesa più antica di Avellino è senz'altro la Chiesa di S. Maria, Chiesa Madre, che venne abbattuta per consentire l'edificazione del Duomo, ma di cui rimangono resti al livello della Chiesa dei Sette Dolori (Cripta Duomo), precisamente laddove c'è la Cappella dell'Annunziata.

Chiesa del Rosario

Nelle immediate vicinanze del Duomo, o Cattedrale dell'Assunta, si trovano anche la Congregazione dell'Annunziata, un piccolo edificio bianco accanto a cui sorse l'ex Ospedale e la vicina Confraternita dell'Immacolata Concezione, sotto cui insiste la Cripta di San Biagio, nota per il ritrovamento di cadaveri seduti sopra sedili di pietra.

Il centro storico, il nucleo dell'Avellino originaria al tempo dei Longobardi, o le sue immediate vicinanze, albergano numerosi altri edifici religiosi: la Chiesa di San Francesco Saverio (nota come Santa Rita), la Chiesa di S. Maria del Carmine, che era annessa all'omonimo Convento distrutto dal terremoto del 1980, la Chiesa di S. Maria del Rifugio, in Piazza del Popolo, la Chiesa del Santissimo Sacramento, annessa al Conservatorio delle Oblate, la Chiesa (vecchia) della Santissima Trinità dei Poveri (la nuova si trova quasi a Valle).

Duomo di Avellino

Avellino ha nel cuore del suo centro storico il nucleo di reperti ed opere di interesse storico-culturali più importanti ed interessanti. Primo esempio di ciò è la Cattedrale, che fu riaperta dopo il terremoto del 1980, il Duomo venne edificato a partire dal 1132 e intitolato all'Assunta; l'originaria struttura di stile romanico venne trasformata in occasione di un restauro ottocentesco che la rese conforme al gusto neoclassico. Notevole è la grande facciata neoclassica che ha origini risalenti al XII secolo. All'interno possiamo trovare il coro ligneo del Cinquecento, sotto la cripta, ristrutturata nel secolo XVII vanta origini romaniche. Di rilevante valore storico-religioso è la cappella del tesoro di San Modestino, Santo Patrono della città, oltre al fatto che la basilica conserva ancora un altare maggiore, decorato da un coro cinquecentesco e un originale tabernacolo opera di Giovanni da Nola.

A ridosso del centro storico, si trovano la Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, la Chiesa di S. Antonio Abate e la Chiesa di S. Leonardo. Ai margini delle vecchie mura, dove si trovava Porta Puglia, si trova la Chiesa S. Giovanni Battista, annessa al Monastero S. Maria di Monserrat, e la Chiesa S. Generoso, annessa al Monastero Padri Agostiniani, oggi sede del Comando della Polizia Municipale.

Lungo l'asse centrale della città, si trovano la (nuova) Chiesa del Santissimo Rosario e la Chiesa di S. Ciro Martire, mentre la Chiesa del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria si trova in un'area sviluppatasi urbanisticamente qualche decennio fa, denominata Via degli Imbimbo e poi Via S. Francesco.

Sulla collina dei Cappuccini si trova la Chiesa di S. Maria delle Grazie, annessa al Convento dei Cappuccini.

[modifica] Architetture civili

La torre dell'Orologio di notte

Passeggiando per la città non si può non notare uno dei simboli di Avellino: la torre dell'Orologio. Questa svetta sulle abitazioni del centro storico con i suoi 40 metri di altezza, e scandisce da sempre la giornata dei cittadini avellinesi con i sui rintocchi e la sua suggestività. Venne costruita nel '600 in stile barocco, si erige nell'attuale Piazza Amendola, al tempo dei Caracciolo l'importante Piazza Centrale, ridisegnata e risistemata dall'architetto-scultore Cosimo Fanzago (presente in città nel 1650 come consigliere del principe Francesco Marino Caracciolo). Si può dire che ha sempre costituito l'elemento caratterizzante ed il monumento simbolo della città di Avellino. La tradizione, raccolta dallo storico avellinese Francesco Scandone, vuole che essa sia stata edificata su una torre dell'antica cinta muraria o addirittura eretta sui resti di un antico campanile. Gravemente danneggiata dal sisma dell'80, è stata da diversi anni restituita alla città.

Torre dell'orologio ed il "Reuccio"

Altro particolare del centro storico avellinese è l'obelisco a Carlo II d'Asburgo, succeduto nel 1665 sul trono di Spagna al padre Filippo IV di Spagna all'età di soli quattro anni. Nel monumento il "re fanciullo" è raffigurato nella sua vera età di sette anni, con l'abbigliamento sfarzoso che il suo titolo richiedeva. La sontuosità delle vesti non riesce, tuttavia, a nascondere le guance paffute e lo sguardo sorridente. Non si può escludere dalla realizzazione dell'opera la partecipazione del principe Caracciolo, che aspirava al titolo di "Grande di Spagna" e voleva manifestare la sua devozione, schietta o calcolata che fosse, alla casa regnante. Di fronte al monumento del "Re di Bronzo" si erige il "Palazzo della Dogana", la dogana fu senza dubbio alcuno uno dei primi edifici che sorsero al di fuori della vecchia Abellinum, che fu interamente distrutta, e che nacquero nella nuova città di Avellino, che si sviluppò intorno al "castrum longobardo". Questo edificio nacque, come gli altri sorti dello stesso periodo, ed aventi le medesime mansioni soprattutto per motivi prettamente fiscali e protezionistici rivelando presto la propria superiorità, nel caso di Avellino, anche rispetto alle vicine dogane di Atripalda e di Serino. Tale superiorità derivava presumibilmente dalla posizione strategica che essa occupava, infatti si trovava sulla strada che gli antichi commercianti di grano percorrevano per raggiungere Napoli, provenitneti dalla Puglia. L'edificio era molto probabilmente diviso in due zone, delle quali una era adibita a deposito delle merci e l'altra, che conferiva all'edificio anche il ruolo di forum, era destinata alla vita della cittadinanza.

In una sorta di continuità con queste opere, verso Corso Umberto I, all'interno del Centro Storico di Avellino, lungo la un tempo trafficata strada delle Puglie, percorso obbligato nei secoli scorsi per rifornire la capitale del Regno di ogni sorta di dettate, sorge l'artistica "Fontana di Bellerofonte". La fontana è uno dei monumenti più significativi della storia di Avellino. Oltre ad essere conosciuta con il nome popolare "Fontana dei tre cannuoli" è detta anche Fontana Caracciolo. Il nome deriva dalla statua centrale che raffigurava, nel marmo, Bellerofonte nell'atto di uccidere la Chimera. Francesco Marino I Caracciolo, nel 1669, commissionò l'architetto bergamasco Cosimo Fanzago di portare all'antico splendore la Fontana dei Tre Cannoli. Questa Fontana, prima dell'intervento della mano di Cosimo Fanzago, doveva essere uno dei tanti utili e poco nobili abbeveratoi cittadini che alimentavano gli angoli più in vista della città. Assieme alla Torre dell'orologio è uno dei monumenti più amati dai cittadini di Avellino.

Altri edifici nel centro storico degni di nota:

[modifica] Carcere Borbonico

Il vecchio Carcere fu ubicato nei pressi della strada principale di Avellino, ora Corso Vittorio Emanuele II, di fronte alla nuova Chiesa del Santissimo Rosario, dove si trova l'entrata (Via Dalmazia).

Il progetto fu stilato da Giuliano De Fazio, che ebbe la meglio sul progetto alternativo dell'Ingegnere Luigi Oberty. Il progetto del De Fazio, si rifaceva alle teorie dell'inglese Jeremy Bentham nel suo Panopticon. I lavori iniziati nel 1826, si conclusero poco prima del 1832, quando venne effettuato il trasferimento di una prima schiera di carcerati[8].

La struttura carceraria presenta una forma esagonale, con i bracci che si dipartono dalla medesima rotonda centrale, dalla cui cima si era in grado di sorvegliare tutta la struttura. Il Carcere era separato dalla sede stradale da un muro (alto circa un metro e mezzo), e tra questo e le mura esterne del Carcere si trovava un profondo fossato pieno d'acqua. Pure presenti erano delle torrette cilindriche agli angoli del Carcere. Sia queste ultime, che le mura esterne, che il fossato sono scomparsi, le prime per esigenze di sicurezza, legittime finché il Carcere fu in esercizio, gli altri due per consentire la realizzazione di un parcheggio sotterraneo, rimasto tuttora opera incompiuta.

La struttura comprende altri cinque grandi edifici, con in mezzo una cappella ed un sesto edificio, che guarda verso il Corso, dove erano alloggiati il Direttore e gli uffici.

Oggi, l'ex Carcere Borbonico viene utilizzato (di rado) quale sede di concerti, mostre e convegni. Si dice che il suo progettista si sia suicidato, per il fatto che riteneva la sua opera troppo "dura" nei confronti dei reclusi.

[modifica] Altro

[modifica] Corso Vittorio Emanuele II

Il Corso Vittorio Emanuele II, strada principale della città, ed il suo prolungamento, Viale Italia, presentano alcune esclusive peculiarità: lunghezza (due chilometri), ampiezza, posizione in piano, lastricato in pietra lavica, presenza di edifici significativi, notevole prospettiva (si vede in lontananza la Torre dell'Orologio), contorno interessante (Villa Comunale).

Piccolo scorcio del Corso e della Villa comunale

A ben dire, il discorso della lunghezza andrebbe ampliato, visto che l'arteria in questione, idealmente, rappresenta un tratto della vecchia "Via Nazionale", che proseguiva con "Lo Stretto" (Via Giuseppe Nappi, in passato detta "Via della Piazza"), Via Costantinopoli (ora Corso Umberto I) e Via dei Santi Pietro e Paolo (ora Via Francesco Tedesco).

Sul Corso Vittorio Emanuele II si affacciano il Palazzo del Governo, che ospita la Prefettura, il Palazzo De Peruta (angolo iniziale di Via Pasquale Stanislao Mancini), un tempo sede del Municipio, la Chiesa del SS Rosario, il Convitto Nazionale Pietro Colletta, la Villa Comunale. Anche l'ingresso dell'ex Carcere Borbonico è visibile dal Corso. La strada ha subìto, tra il 2007 e l'inizio del 2009, ingenti lavori di riqualificazione con una nuova pavimentazione in pietra lavica e la totale pedonalizzazione che ha, tuttavia, comportato il sacrificio di rilevanti superfici prima destinate a parcheggio.

[modifica] Villa Comunale

La Villa Comunale è quel che rimane del vecchio Orto botanico, istituito dal Consiglio Provinciale del Principato Ultra nel 1819 (unitamente ad altri due, mai realizzati nel Principato). L'attuale notevole varietà di piante, tra cui spiccano i platani ed i tigli, è frutto del lavoro iniziato nel 1839 relativo ad una sperimentazione voluta dall'Economista Federico Cassitto. La struttura venne inaugurata, però, più di dieci anni dopo, il 31 luglio 1850, in un momento non fortunato, visto che la carenza di fondi che si registrò a seguito dell'Unificazione italiana, impedì che all'Orto Botanico venissero dedicate le cure che meritava. Nel 1916 si ebbe il passaggio amministrativo dalla Provincia al Comune, onde consentirne una pubblica fruizione. Nel 1956 il Ministero della Pubblica Istruzione vincolò con Decreto l'area (in precedenza già intaccata dalla costruzione della sede della G.I.L.(Gioventù Italiana del Littorio) nel periodo Fascista), in parte impiegata per la realizzazione del Museo Provinciale Irpino e della sovrastante Biblioteca Provinciale, punto di riferimento di intere generazioni di avellinesi. Nel 2006, non lontano dalla Villa Comunale, l'amministrazione ha inaugurato un altro giardino pubblico. Questo spazio verde, di minori dimensioni rispetto alla Villa, occupa aree attigue all'edificio dell'ex Distretto Militare, ed è accessibile da Via Cristoforo Colombo, all'altezza dell'intersezione con Via Lorenzo de Concilii.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Tradizioni e folclore

[modifica] Zeza

La Zeza è una scenetta carnevalesca, cantata al suono del trombone e della grancassa. Vide probabilmente la luce nella seconda metà del Seicento. Da Napoli si diffuse presto nelle campagne adiacenti, con caratteri sempre più diversificati nelle altre regioni del Regno. Almeno fino alla metà dell'Ottocento la Zeza veniva rappresentata nei cortili dei palazzi, nelle strade, nelle osterie e nelle piazze. Le parti femminili erano interpretate da soli uomini perché le donne non potevano essere esposte alla pubblica rappresentazione (tradizione che si conserva ancora oggi). La sua sparizione dalle piazze e dalle strade di Napoli, dove aveva preso vita, era stata determinata dai divieti ufficiali emanati nella seconda metà dell'Ottocento, infatti essa era stata proibita dalla polizia “per le mordaci allusioni e per i detti troppo licenziosi ed osceni”. A causa di questi divieti, la canzone di Zeza si spostò più nell'entroterra, dove è sopravvissuta fino ad oggi. Questo spettacolo è ancora più o meno vivo in alcune province irpine, grazie all'impegno di tante persone, che ogni anno fanno rivivere questa tradizione. Oggi la Zeza può essere considerata un pezzo di teatro popolare prettamente campano. Famose sono quelle rappresentate dalla frazione di Bellizzi Irpino[9] e dai comuni di Cervinara, Mercogliano, Monteforte Irpino e Solofra.

[modifica] Qualità della vita

Anno Qualità della Vita[10] (Il Sole 24 Ore) Qualità della Vita (Italia Oggi) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2005 85º (+ 4)[11] 86º (- 25) 42º (+ 4)
2006 77º (+ 8)[12] 69º (+ 17) 42º ( - )
2007 87º (- 10)[13] 74º (- 5) 34º (+ 8)
2008 83º (+ 4)[14] 96º (- 22) 45º (- 11)
2009 93º (- 10)[15] 78º (+ 18) 82º (- 37)

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

Punto di riferimento per l'intera provincia, Avellino è sede di molti veri e propri "campus scolastici".

[modifica] Ricerca

Logo del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Ad Avellino ha anche sede una sezione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, specificamente l'Istituto di Scienze dell'Alimentazione (ISA). Presso l'istituto si svolgono attività di ricerca, di valorizzazione, trasferimento tecnologico e di formazione nei seguenti settori scientifici, relativamente alle seguenti tematiche:

  • Studi sulla composizione e le qualità nutrizionali degli alimenti
  • Valutazione degli effetti dell'alimentazione sulla salute umana
  • Caratterizzazione e valorizzazione di alimenti tipici nella dieta mediterranea
  • Genomica, proteomica, e bioinformatica delle scienze dell'alimentazione

L'attività di ricerca dell'ISA è multidisciplinare e corrisponde all'organizzazione interna in tre macrolinee scientifiche a sua volta divise in unità di ricerca.

[modifica] Scuole

[modifica] Conservatorio Domenico Cimarosa

Il conservatorio "Domenico Cimarosa" di Avellino, fondato nel 1972, risulta essere il più grande conservatorio di musica in Campania. Le oltre cinquanta aule insonorizzate, e la struttura in generale, rendono l'edificio un vero e proprio campus universitario, fornito di alcune sale strumenti, una biblioteca (con un patrimonio librario che ammonta a circa 10.000 unità, costituita da enciclopedie, antologie, collane, opera omnia, copie anastatiche, partiture, spartiti, libretti d'opera, metodi e studi, periodici e riviste), dei laboratori multimediali e un auditorium di 400 posti, che si può definire una vera e propria arena teatrale idonea per ospitare grandi allestimenti operistici. Un'intera area del complesso è dedicata agli uffici; al suo interno vi è una palestra attrezzata, parcheggi privati, infrastrutture e spazi rivolti agli allievi della scuola. Grazie agli ingenti finanziamenti stanziati dal 2004 dal Ministero dell'Istruzione, il conservatorio ha potuto decisamente migliorare la sua dotazione strumentale e bibliografica, da mettere al servizio degli oltre mille studenti che lo frequentano. La struttura attuale in cui è ubicato l'istituto è stata realizzata ex-novo, dopo gli eventi sismici del 1980, dal governo degli Stati Uniti d'America e successivamente donata alla città nel 1986. Dall'ottobre del 2009 il Conservatorio ha aperto una sezione distaccata a Caserta con due corsi di flauto e pianoforte per 40 allievi.

[modifica] Istituto agrario "F. De Sanctis"

L'Istituto Tecnico Agrario "Francesco De Sanctis", nato oltre un secolo fa per promuovere la produzione e la diffusione del prodotto vinicolo avellinese, è la più antica scuola di viticoltura ed enologia d'Italia. Dal 27 ottobre 1879, data in cui venne fondato dal ministro De Sanctis, l'Istituto analizza la vita economica dell'Irpinia, cercando di orientare la sua offerta didattica e la sua opera di ricerca verso le esigenze del territorio, contribuendone allo sviluppo. Nonostante la lunga tradizione storica, la Scuola Enologica è sempre stata attenta all'andamento del mercato e alle innovazioni tecnologiche; per tale ragione ha inserito nei suoi programmi didattici i moderni problemi relativi all'ambiente, alla trasformazione agroalimentare e delle biotecnologie, assicurando ai suoi diplomati la massima preparazione per entrare al meglio nel mondo del lavoro.

[modifica] Università

Avellino è la terza città d'Italia, dopo Cuneo e Siena, ad ospitare il “Corso di Laurea in Vitivinicoltura ed Enologia”. Facente capo all'Università degli Studi di Napoli Federico II, il corso si svolge presso l'Istituto De Sanctis, antica sede universitaria avellinese. La facoltà rappresenta un vanto ed un'opportunità concreta per la città irpina, per mettere in pratica le competenze di una terra che produce alcuni tra i migliori vini d'Italia.

[modifica] Musei

[modifica] Museo Archeologico Irpino e Biblioteca Provinciale

La struttura neorazionalista che sorge lungo l'attuale Corso Europa, all'altezza della villa comunale, fu edificata nel 1965 grazie all'architetto Francesco Fariello e tuttora rappresenta il più importante complesso culturale della città. Al suo interno si trovano:

  • Il Museo Archeologico Irpino, ubicato al piano terra, che custodisce gran parte dei reperti archeologici rinvenuti nella Provincia, dal neolitico antico, all'età del ferro e del bronzo, all'epoca romana. La creazione di tale sezione si è giovata del materiale derivante dalla donazione, avvenuta nel 1889, della Collezione Zigarelli, grazie alla quale disponiamo di tantissimo materiale relativo all'Irpinia preistorica a quella protocristiana. L'avvento delle nuove tecnologie informatiche ha consentito la realizzazione del "Catalogo Digitale del medagliere", dove sono state digitalizzate oltre 4000 monete antiche ed è stato predisposto il progetto "MuseoLab". La collezione museale è stata riorganizzata per nuclei tematici: 1) Collezione Zigarelli, 2) Lapidario, 3) Necropoli Eneolitica di Madonna delle Grazie (Mirabella Eclano), 4) Santuario della Mefite (Mephitis) nella Valle d'Ansanto (Rocca San Felice), 5) Abellinum e la Valle del Sabato, 6) Aeclanum (Passo di Mirabella Eclano);
  • Il Museo Irpino sezione d'arte minore, al primo piano, ospita le collezioni d'arte minore (porcellane e oggettistica orientale e locale), armi antiche ed un artistico presepe del settecento, che è stato donato dagli eredi di Don Gennaro Penta di Fontanarosa;
  • La Mediateca Provinciale, al primo piano, è la sezione più recente della struttura, essendo stata inaugurata nell'aprile del 2002, dove oltre a quindici postazioni per la navigazione in internet, sono presenti tre postazioni per l'archiviazione ottica e la redazione di ipertesti, una videoteca ed una fonoteca;
  • La Biblioteca Provinciale "Scipione e Giulio Capone", che nacque nel 1913 grazie alla donazione di ben 30.000 volumi (in gran parte antichi) da parte della famiglia Capone di Montella. Oggi, sono custoditi oltre 300.000 libri, numerose "cinquecentine" e ricchi fondi manoscritti, una ricca emeroteca e ben 51 biblioteche comunali satelliti, in via di informatizzazione. La ricchezza e l'importanza del materiale attrae ricercatori e studiosi da ogni dove. Di questa sezione fanno parte anche il il Centro Studi e Documentazione su Carlo Gesualdo e lo spazio dedicato al Risorgimento Irpino.
[modifica] Museo Zoologico degli Invertebrati "Carbone Lauretana"

Questo museo, situato in Corso Umberto I, è uno dei maggiori musei dedicati agli invertebrati in Italia, aperto nel luglio del 2002. L'esposizione del museo è suddivisa in tre zone, che rappresentano le classi zoologiche degli animali a cui è dedicato: nella prima sezione si espone al pubblico la specie dei celenterati e dei poriferi, gli artropodi, i tentacolati, gli anellidi, gli echinodermi, gli aschelminiti, i rizopodi, i sipinculidi e i tunicati. La terza area del museo è completamente dedicata ai molluschi. Il museo custodisce collezioni comparative di molluschi ascritti ai generi: Acavus, Allonautilus, Aporrhais, Argonauta, Harpa, Nautilus, di livello internazionale, con tutte le specie viventi ed attualmente descritte. Di rilievo la collezioni di Tentacolati è l'unica presente sul territorio campano.

Fra le specie ormai estinte si segnalano alcune chiocciole arboricole del Madagascar del genere Tropidophora, delle Isole Maurizie del genere Gibbus, dell'Isola di Madeira del genere Geomitra,  dell'isola di Kauali (Hawaii) del genere Camelia, dell'Isola di Raiatea (Polinesia Francese) del genere Partula. Oltre al gasteropode d'acqua dolce planorbide carinato del Nord America (Neoplanorbis carinatus) proveniente dall'Alabama (USA) ed all'igromiide di Picard (Trochoidea picardi) da Tel Aviv (Israele).
[modifica] Galleria dei Selachoidei

Ad Avellino c'è un piccolo museo dedicato esclusivamente agli squali, si tratta della "GNS Galleria dei Selachoidei" (nome scientifico dell'ordine zoologico degli squali). Il museo espone attualmente ventisei famiglie di squali con un centinaio di specie, si tratta principalmente di mascelle di squalo e reperti anatomici vari (denti, pelli, uova, etc.), oltre a squali imbalsamati. L'esposizione è di facile comprensione con etichette a colori che riportano le foto degli animali in natura. Attualmente il museo è in fase di riordino, ed è aperto solo ai cultori delle materie ittiologiche. La proprietà ha, inoltre, realizzato un sito web per dare la possibilità di vedere i reperti principali del museo.

[modifica] Altri musei
Musei
Altri musei
  • Galleria dei Selachoidei
  • Museo Diocesano, in piazza 23 novembre
  • Museo Zoologico dei Vertebrati, in via F. Petronelli

[modifica] Media

[modifica] Radio, stampa e tv

newspaper
Quotidiani
Nuvola apps krfb.pngPortali
television
TV
radio
Radio
  • Ottopagine
  • Corriere - quotidiano dell'Irpinia
  • Il Mattino - (redazione di Avellino)
  • Buongiorno Irpinia
  • Irpinia TV
  • Prima Tivvù
  • Campania Uno
  • Telenostra
  • T.N.S
  • just. TV
  • Radio Punto Nuovo
  • Radio Magic
  • Radio Studio L
  • Radio A.R.C 101
  • Radio Tenda

[modifica] Cinema e teatri

cinema
CINEMA
teatro
TEATRI
  • Teatro comunale Carlo Gesualdo
  • Teatro Partenio
  • Teatro 99 posti

Dal 1959 fino al 1988 Avellino è stata sede del Laceno d'Oro, Festival del Cinema Neorealista. Dal 2001 è stato istituito il premio cinematrografico "Premio Camillo Marino - Laceno d'Oro" in ricordo di Camillo Marino, fondatore della manifestazione.

[modifica] Teatro

[modifica] Teatro Carlo Gesualdo

Teatro Carlo Gesualdo
Tipologia Sala circolare sviluppata su cinque livelli in verticale
[[File:{{{Immagine}}}|200px|Immagine del Teatro Carlo Gesualdo]]
Fossa presente
Capienza 1.189 posti
Periodo 1992-2001
Progettista Carlo Aymonino, Gianmichele Aurigemma
Indirizzo Piazza Castello - 83100 Avellino
Telefono 0825 756403
Sito Sito ufficiale

Progettato dal prof. Carlo Aymonino e dall'arch. Gianmichele Aurigemma, è una struttura avveniristica, edificata in pieno centro storico di Avellino, può ospitare fino a 1200 spettatori, con un palcoscenico fra i più moderni e attrezzati d'Europa. L'intitolazione è ad un grande madrigalista del tardo Cinquecento, Carlo Gesualdo principe di Venosa (1566-1613).

Teatro Carlo Gesualdo

L'edificio sorge in quella che può essere considerata una piccola "cittadella della cultura" in quanto nei dintorni di piazza Castello, dove è situato il teatro, sorgono altre strutture di notevole importanza artistica e culturale come il Conservatorio "Domenico Cimarosa", la casa della Cultura di Victor Hugo e la Casina del Principe. I lavori per la costruzione del teatro sono cominciati nel 1992 e terminati nove anni dopo, quando all'inaugurazione prese parte l'allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

[modifica] Cucina

Tipici sono i "paccheri", maccheroni fatti a mano con ragù di carne e pomodoro. In generale poi fusilli, i cavatelli, le tagliatelle, i ravioli, le orecchiette. Conditi e preparati in simbiosi soprattutto con ortaggi e legumi, come voleva la tradizione povera e contadina. L'agnello (aino, in dialetto avellinese) fa parte delle carni, per lo più "bianche", che compongono la gran parte degli ingredienti dei secondi piatti. La cucina irpina tradizionale lo utilizza per piatti particolari e tipici. Condimento per eccellenza è l'olio di oliva, che dev'essere rigorosamente DOP ed extravergine d'oliva dei territori collinari dell'Irpinia, è il principale condimento della gastronomia della provincia di Avellino. Va impiegato e consumato crudo per insalate o per piatti "freddi", cotto in pentola con carni e ortaggi, fritto in tutte le altre occasioni. Pregiatissimo è anche il tartufo nero, un insuperabile aromatizzatore di primi e secondi piatti, tipico dell'Irpinia e, in particolare, di Bagnoli Irpino, dove la natura incontaminata favorisce il mantenimento dell'habitat di alcuni alberi, le cui radici costituiscono l'elemento del quale ha bisogno questo fungo per vivere, sottoterra, in simbiosi con la flora. Legato ai tartufi, anche i funghi spontanei e naturali, e pertanto più gustosi ed aromatici sono diffusi su tutto il territorio irpino grazie alla flora della sua natura incontaminata. Oltre che freschi, sono ottimi e trovano altrettanto impiego secchi, nei mesi con scarsa piovosità. Tipiche di Avellino sono le nocciole avellane e le castagne del prete, veri simboli di Avellino.

[modifica] I vini

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Fiano di Avellino.

Ottimo coi frutti di mare, è raccomandato dai sommelier per accompagnare piatti a base di pesce, zuppe e molluschi. È di colore giallo-paglierino, ha odore intenso, gradevole sapore secco ed è uno dei tre vini irpini che ha ottenuto il prestigioso marchio DOCG.

[modifica] Personalità legate ad Avellino

[modifica] Nati ad Avellino

[modifica] Personalità legate ad Avellino

[modifica] Eventi

[modifica] Palio della Botte

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Palio della Botte.

Ad agosto si svolge in città il Palio della Botte, una competizione di stampo medievale che si svolge tra le sette contrade (che coincidono con le sette circoscrizioni) della città di Avellino. La sfida consiste nel far rotolare con una spranga ricurva una botte di circa due quintali, spingendola in salita lungo tutto Corso Umberto I. La vittoria viene assegnata al rione che riesce a raggiungere nel minor tempo possibile la Fontana di Bellerofonte.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Urbanistica

Avellino vista da un osservatore esterno, soprattutto in un orario di punta, non sembrerà affatto essere una città di cira 56.000 abitanti dato che, annessi al capoluogo, inseriti in una continuità non solo territoriale ma anche e soprattutto urbanistica ed edilizia, sorgono Atripalda, Mercogliano e Monteforte Irpino, che superano i 10.000 abitanti. Poiché tantissimi avellinesi, per sfuggire ai problemi di vivibilità della città si sono trasferiti nei comuni limitrofi, si è andata creando una nuova realtà pluricomunale, una sorta di "mega Avellino", che oltrepassa i 120.000 abitanti. Questo spiega la diminuzione negli ultimi anni dei residenti nel centro del capoluogo, anche se, facendo un raffronto con dati remoti, si nota il repentino aumento avvenuto nel periodo della crescita economica successiva alla ricostruzione post-bellica (gli abitanti erano 22.422 nel 1881, 26.633 nel 1894). Allargare il discorso urbanistico non solo alla città in sé per sé, ma alla oramai definibile "area urbana", è diventato un obbligo. Di recente è stato approvato ed adottato il nuovo PUC (piano urbanistico comunale) in sostituzione del PRG (piano regolatore generale) creato dallo studio Gregotti-Cagnardi. Un piano urbanistico che darà nuova linfa e nuovi sbocchi ad un contesto urbano immobile e disorganizzato su cui gravavano ancora i postumi del post-sisma.

[modifica] Economia

Il terremoto del 1980 ha rappresentato non solo per Avellino, ma per la sua intera provincia, il punto di svolta dell'apparato economico dapprima esistente in Irpinia. Dopo il sisma sono state realizzate discrete infrastrutture, e sono state dirottate verso il capoluogo ingenti somme di denaro, che hanno favorito lo sviluppo di zone prima di allora molto indietro sotto il profilo innovativo ed economico. C'è da sottolineare che se questi innumerevoli fondi fossero stati sfruttati e gestiti meglio, avrebbero di certo permesso ad Avellino ed alla sua provincia tutta di uscire definitivamente dal novero di contesti del centro sud sempre in perenne bilico. Nonostante tutto il pil è a 3.4 %( a livello provinciale), con un reddito procapite medio di circa 18.000,00 euro l'anno, e l'occupazione si attesti al 55.4 %[senza fonte]. Dati questi, molto al di sopra della media regionale e del Meridione. Curiosamente la Provincia di Avellino è tra i primi posti nella classifica nazionale di auto di grossa cilindrata immatricolate[senza fonte].

[modifica] Agricoltura

Il settore agricolo ha trainato l'economia cittadina sino a metà degli anni settanta, quando il mancato ricambio generazionale ha causato una netta flessione del lavoro dei campi. Malgrado ciò, tabacco, uva e soprattutto nocciole (Avellino è rivestita dai più vasti noccioleti d'Italia[16]), grazie anche agli investimenti degli ultimi anni, impiegano una grande forza lavoro, in particolar modo nelle zone ai piedi del Partenio[16].

[modifica] Industria

L'apparato industriale è un settore importante per l'intero sistema economico avellinese, con i nuclei industriali "est" ed "ovest" impiantati nella periferia est della città, a Pianodardine, Prata di Principato Ultra e Pratola Serra. Molte delle piccole e medie imprese fanno da indotto alle importanti realtà presenti nella zona, come la FMA (Fabbrica Motori Avellino) che produce i propulsori per FIAT, Opel, Lancia, Alfa Romeo e dove si crea il motore multijet. Altre realtà sono la Novolegno facente capo al gruppo Fantoni, la Denso, la Salvagnini, la Magneti Marelli, la Cumerio, industrie queste che occupano ognuna anche più di due migliaia di operai, provenienti non solo da Avellino ed il suo hinterland, ma anche da fuori provincia o da fuori regione.

[modifica] Servizi

Altro traino dell'economia cittadina è senza dubbio il commercio. Benché sia presente in città un discreto numero di centri commerciali, ipermercati, megastore e diverse grosse catene di franchising, anche le piccole attività vanno avanti, senza mai tralasciare l'identità avellinese, nonostante numerosi investitori provenienti da altre città si siano insediati nel centro[senza fonte]. Anche i servizi o attività legate al terziario avanzato sono molto presenti. In città c'è la sede principale dell'IVPC, mentre molte filiali di società di servizi bancari, creditizi e di consulenza hanno un loro studio privato nel centro cittadino.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Dal novembre 2006 la città è stata letteralmente sconvolta dall'apertura di decine di cantieri, tutti finanziati dal progetto P.I.C.A. (Progetto Integrato Città di Avellino) mediante fondi europei, volti a darle un nuovo "look" e a farle raggiungere un modello soddisfacente e pratico di vivibilità. Gli interventi principali riguardano la ripavimentazione e la pedonalizzazione della strada principale, corso Vittorio Emanuele, e della attigua Piazza della Libertà, simbolo di Avellino; la pedonalizzazione sarà resa possibile grazie alla realizzazione di un tunnel che percorrerà da nord a sud il centro cittadino. La vivibilità sarà migliorata anche con la realizzazione di due grandi parchi, uno dei quali sorgerà lì dove prima stazionavano gli autobus di linea extraurbani, ora dirottati nella nuova autostazione cittadina, ad ovest della città. La viabilità risulterà snellita dalla realizzazione di un collegamento tra la Variante Est ed il centro cittadino, che permetterà anche di raggiungere più facilmente la nuova caserma dei Vigili del Fuoco e i quartieri periferici Quattrograne est, Quattrograne ovest, Rione Mazzini e Q9. Oltre a questi principali interventi, ce ne sono altri finalizzati a dare lustro, nuovi slanci e nuove oppurtunità alla città, tra i quali: la riqualificazione del Castello Caracciolo; il restauro di antichi palazzi, chiese e conventi; la restituzione funzionale alla città di strutture riqualificate e finalmente fruibili dalla cittadinanza. Anche per le periferie sono stati programmati interventi riguardanti la creazione di piazze, parchi e strade nuove. Il tutto unito alla sostituzione dei vecchi prefabbricati, che a distanza di 28 anni, lasciano tuttora gli sfollati del terremoto in condizioni precarie.

[modifica] Autostrade

La viabilità della provincia di Avellino

Avellino dispone di due caselli sull'autostrada A16 (Avellino Est e Avellino Ovest), dell'importante raccordo autostradale Avellino-Salerno che permette ai flussi prevenienti dall' A16 di proseguire in direzione sud immettendosi sull'A3, e della non meno trascurabile superstrada "Ofantina", importante arteria stradale che collega Avellino a numerosi centri altirpini. Di recente si sta pensando alla creazione di un nuovo casello "Avellino Nord" nei pressi del settore ospiti dello stadio Partenio e della città ospedaliera, in modo da favorire l'ingresso più rapido in città non solo a tifoserie e degenti, ma anche per avere un ulteriore collegamento diretto in città[senza fonte].

[modifica] Ferrovie

Avellino ha anche una stazione ferroviaria, "Avellino" (situata nella zona Est della città), che la collega con le zone dell'Irpinia fino a Rocchetta Sant'Antonio (FG), con Benevento, Salerno e Napoli. Attualmente è in esercizio anche un servizio ferroviario diretto verso la stazione di Roma Termini, che garantisce il collegamento con la capitale in poco più di quattro ore di viaggio.

[modifica] Mobilità urbana

La mobilità su terra ad Avellino città ed il suo bacino provinciale è come volume di passeggeri annui, di gran lunga il tramite più utilizzato. La principale società di autotrasporti presente sul territorio è l' "A.IR", acronimo di Autoservizi Irpini, che oltre ai trasporti pubblici urbani (garantiti dall'Azienda Trasporti Irpini o ATI) ed extraurbani (con collegamenti giornalieri con 96 paesi della provincia, oltre Roma, Napoli, Benevento, Caserta, Foggia, Salerno e la sua università, Campobasso e Termoli) garantisce il collegamento via funicolare con il Santuario di Montevergine, meta di numerosi pellegrini; inoltre gestirà il servizio di metropolitana leggera che a breve si insedierà nel contesto cittadino, e l'autostazione cittadina (prossima alla completa realizzazione) che sarà il terminal di tutto il parco mezzi inerente alla società stessa. Altre importanti società sono la "SITA" che collega il capoluogo con Salerno, e la "Circumvesuviana" operante coi paesi contigui al napoletano.

[modifica] Filovia

Un'importante novità della città del futuro sarà la costruenda filovia[17][18][19][20], che contribuirà a snellire il traffico cittadino e a ridurre le emissioni di gas di scarico delle auto private. Si stima che il primo lotto entrerà in funzione a giugno 2010[21]. I mezzi utilizzati dalla filovia saranno i Van Hool-Vossloh A330T[22].

[modifica] Amministrazione

Il sindaco Giuseppe Galasso

Sindaco: Giuseppe Galasso (centrosinistra) dal 22/06/2009
Centralino del comune: 0825 2001
Posta elettronica: info@comune.avellino.it

[modifica] Sport

Nonostante Avellino sia un città di circa 56.000 abitanti possiede diverse squadre nei principali campionati professionistici italiani:

[modifica] Calcio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Unione Sportiva Avellino.

L'Unione Sportiva Avellino fu fondata nel lontano 1912 ed ha sempre partecipato ai campionati professionistici fino al 10 luglio 2009, giorno della mancata iscrizione alla Lega Pro Prima Divisione. Vanta all'attivo 10 campionati in Serie A e 14 in Serie B. Nella stagione 2009/2010 la società non verrà presumibilmente iscritta in alcun campionato sebbene la città di Avellino sia rappresentata dalla società Avellino Calcio.12, attualmente in Serie D.

[modifica] Pallacanestro

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Felice Scandone Basket Avellino.

La Società Sportiva Felice Scandone è stata fondata nel 1948, e dal 2000\2001 milita in Serie A1. Nel 2008 ha vinto la Coppa Italia, nelle Final Eight giocate a Bologna e vinte contro i padroni di casa della Virtus Bologna.

[modifica] Pallacanestro femminile

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Nuova Partenio Avellino.

La città vanta anche una squadra di basket femminile, la Nuova Partenio Avellino, militante in Serie B.

[modifica] Pallavolo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Pallavolo Avellino.

La Pallavolo Avellino, fondata nel 1966, milita attualmente nel campionato di serie B1, a differenza degli altri sport di squadra avellinesi, è l'unica compagine a non avere il bianco-verde come colore sociale, bensì il verde-blu.

[modifica] Ciclismo

Passaggio del Giro 2007 in Corso Europa

Avellino è stata quattro volte sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1914, l'ultima nel 1977. In otto occasioni è stata sede di partenza di tappa, la prima nel 1914, l'ultima nel 2009.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo ad Avellino
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1914 Roma 365 Bandiera dell'Italia Giuseppe Azzini Bandiera dell'Italia Alfonso Calzolari
1927 Napoli 153 Bandiera dell'Italia Alfredo Binda Bandiera dell'Italia Alfredo Binda
1965 Benevento 175 Bandiera dell'Italia Michele Dancelli Bandiera dell'Italia Albano Negro
1977 Lago Miseno 159 Bandiera del Belgio Freddy Maertens Bandiera del Belgio Freddy Maertens

Ogni anno in occasione dei festeggiamenti di Ferragosto si svolge il trofeo "Circuito Città di Avellino", un percorso tra le strade principali della città, molto amato e seguito dalla cittadinanza.

[modifica] Atletica

Presso il campo CONI ogni anno si svolge il "Meeting Internazionale di atletica leggera Città di Avellino", a cui partecipano alcuni importanti esponenti dell'atletica mondiale.

[modifica] Curiosità

  • Nella serie televisiva i Soprano è spessisimo menzionata Avellino come città di origine della famiglia Soprano. In una puntata in cui Maria Grazia Cucinotta racconta di Avellino, viene narrata una falsa leggenda, secondo la quale ad ogni rintocco delle campane della Torre dell'Orologio in città venisse concepito un bambino.
  • Durante il periodo appena precedente alla fine della Prima Repubblica, la classe dirigente del paese era conosciuta come "la casta degli avellinesi": infatti presidente del consiglio, segretario DC, ministri e svariati parlamentari e senatori erano irpini.
  • "Montevergine col cappello, Avellino con l'ombrello" è un proverbio molto diffuso e conosciuto in città, che permette di far fare ai cittadini di Avellino una sorta di previsione del tempo casalinga, difatti ogni qualvolta le nubi sovrastano la cima del monte più amato dagli avellinesi, in città automaticamente piove.
  • San Modestino e la sua proclamazione come santo padrono della città hanno visto un singolare episodio. Le spoglie del martire cristano erano contese da Avellino e la contigua Mercogliano; si dice che per risolvere il "contenzioso" si pensò bene di metterle su di un carro trainato da un bue in una strada di confine tra le due cittadine, quella in cui il bue si sarebbe diretto, avrebbe tenuto le sante reliquie. Ebbene il bue andò verso Avellino, ma secondo molti attirato da ortaggi ben nascosti.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Bibliografia

  • Avellino nel 1745. 2.Principato Ultra. IV.Catasti Onciari, Arturo Bascetta, Ed. ABE (2003)
  • Avellino. Storia e immagini, Giampiero Galasso, Ed. De Angelis (1992)
  • Avellino illustrata da' santi e da' santuari (rist. anast. Napoli, 1709), F. De Franchi, Ed. Forni
  • Musei Avellino 2007, Associazione Culturale ACO, Avellino (2007), pp. 4.
  • Musei d'Italia, G. Crepaldi, Mondadori (2007), voce Avellino pag. 244.
  • Ricerca sull'istoria di Avellino (rist. anast. 1828-29), Serafino Pionati, Ed. Forni
  • La cattedrale di Avellino, N. Gambio, Ed. Di Mauro (1985)
  • Il Museo Irpino di Avellino, G. Grella (1975)
  • Musei della Natura in Campania, M. Femina, M.Z.O. Edizioni (2003), voce Avellino pp. 10-12.
  • Musei da esplorare ad Avellino, S. Orga - M. Femina (2002)
  • L'Irpinia dei Musei, M. Femina - L. Carbone (1997)
  • Le Chiese di Avellino, C. Muscetta, E.P.T. di Avellino (1931)
  • Dizionario dialettale della provincia di Avellino, F. De Maria, Bologna, Forni (s.d.)

[modifica] Note

  1. ^ Dati Istat - Popolazione residente al 31/07/2009
  2. ^ Profilo Climatico (Archivio climatico DBT dell'ENEA)
  3. ^ Pagina con le zone climatiche e i gradi giorno dei comuni italiani. URL consultato il 11-07-2009.
  4. ^ Motivazione della consegna della Medaglia d'oro al valor civile alla Città di Avellino sul sito del Quirinale.
  5. ^ Motivazione della consegna della Medaglia d'oro al merito civile al Comune di Avellino sul sito del Quirinale.
  6. ^ Articolo sul Casino del Principe. Nota: la foto presente nell'articolo non ritrae il Casino ma la "Fontana di Bellerofonte"
  7. ^ Palazzo della Cultura sul sito del Comune di Avellino
  8. ^ Real Ministero degli Affari Interni, Annali Civili del Regno delle Due Sicilie, Napoli, Tipografia del Real Ministero degli Affari Interni, 1833, Volume II, p 42
  9. ^ Zeza al carnevale di Venezia
  10. ^ Il dossier realizzato dal Sole-24 Ore che, da oltre 15 anni, misura la vivibilità delle 103 province italiane attraverso una serie di dati statistici elaborati in 36 classifiche. Dal reddito all'occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero
  11. ^ Il sole 24 Ore 19/12/2005
  12. ^ Il sole 24 Ore 18/12/2006
  13. ^ Il sole 24 Ore 17/12/2007
  14. ^ Il sole 24 Ore 29/12/2008
  15. ^ Il sole 24 Ore 19/12/2009
  16. ^ a b Coordinamento Meridionale Agricoltura - Assessorati provinciali. URL consultato il 3-7-2009.
  17. ^ Il Denaro del 02-06-2009 num. 105
  18. ^ Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 26 del 16 maggio 2005
  19. ^ Il comunicato stampa del 29/05/2009 del Comune di Avellino la definisce impropriamente Metropolitana Leggera
  20. ^ Articolo de "Il Mattino" del 18/04/2009
  21. ^ Il denaro del 06/10/2009
  22. ^ Immagine del filobus

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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